Dillinger è morto è un film del 1969 diretto da Marco Ferreri, presentato in concorso al 22º Festival di Cannes.

Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvareRete degli Spettatori.

Durante il periodo delle riprese Marco Ferreri dichiarò in un'intervista che il primo titolo che aveva pensato per il film era Processo di addizione.

Trama Glauco è un designer non più giovanissimo, ha più di 40 anni, progetta maschere che proteggono dalla polvere e dai gas nocivi negli ambienti industriali. Una sera si dirige verso casa dopo il collaudo di una maschera antigas, che un collega ha paragonato all'ipocrisia della società moderna. Le maschere ripropongono la loro allucinante presenza sotto forma di disegni, tabelloni e manichini sparsi anche dentro casa, dal giardino al salotto. La casa è elegante e moderna, piena di soprammobili e di strumenti elettronici; la moglie Anita, con cui non riesce più a comunicare, è a letto con un'emicrania; la domestica Sabine, interessata solo ai divi della televisione, gli fa trovare per cena uno squallido piatto freddo, ma lui ha voglia di un pasto caldo e decide di prepararsi una succulenta cena, mentre la televisione trasmette un documentario.

Frugando tra i mobili della cucina in cerca degli ingredienti, gli casca addosso un pacco di vecchie riviste e trova una vecchia pistola avvolta in un quotidiano d'epoca che riporta in prima pagina la notizia della morte del gangster John Dillinger.I giornali nei quali è avvolta la pistola ritrovata da Glauco sono Il Messaggero del 24 luglio 1934 e il Chicago Daily Tribune del 25 luglio 1934. La pistola è un vecchio revolver arrugginito, una Bodeo modello 1889 tipo A. Glauco la smonta e decide di pulirla immergendola in una ciotola e bagnandola con olio d'oliva, mentre continua a cucinare risotto alla milanese e cotolette con tartufo e guarda distrattamente la TV cambiando spesso canale.

Intanto rientra Sabine che, dopo aver bevuto un bicchiere d'acqua, rientra nella sua camera e si abbandona alle sue fantasie provando abiti estrosi e ascoltando musica alla moda. Glauco la spia dallo spiraglio della porta, poi si annuncia e si infila nel letto di lei portandole dell'anguria al maraschino: non deve essere la prima volta e la domestica accetta ma non riesce a capire perché lui è attratto da lei. Dopo un gioco erotico inappagante, Glauco si ferma e rinuncia. Torna in cucina, rimonta la pistola e la dipinge a spruzzo con una vernice rossa, poi la decora con puntini gialli, come un oggetto pop. Girando per la casa, trova dei proiettili e carica l'arma, mentre avvia il proiettore e guarda dei vecchi filmini amatoriali con immagini di vita coniugale, scene di viaggi, una danza di mani che si intrecciano. Si mette davanti alla luce del proiettore e fa finta di rivolgere l'arma verso di sé; poi, visto che la vernice si è asciugata, entra nella camera della moglie che dorme inebetita dai sedativi e, appoggiandole due cuscini contro la testa, le spara.

È ormai arrivata l'alba, prende una valigetta e, indossata qualche collanina della moglie, corre in automobile verso una spiaggia dove fa un bagno in mare. Da un'imbarcazione vede calare in mare il cadavere del cuoco di bordo. Si avvicina a nuoto alla barca e si propone come sostituto cuoco alla giovane proprietaria: la donna accetta ma vuole una collana per sé. Il veliero prende il largo, si salpa per Tahiti.Giovanni Grazzini, in Corriere della Sera, 8 febbraio 1969, p. 12

Produzione Il regista Marco Ferreri incontrò per la prima volta il futuro protagonista Michel Piccoli quando era impegnato sul set de La Chamade di Alain Cavalier (1968). Ferreri gli diede da leggere qualche pagina del copione di Dillinger è morto e l'attore, entusiasta, si candidò immediatamente per la parte. Piccoli disse che Ferreri gli lasciò la più completa libertà di intendere il personaggio come meglio credeva e si limitò a brevi cenni per indirizzarne la recitazione. In origine il ruolo della moglie era stato offerto a Annie Girardot, ma l'attrice, non sentendosela di interpretare un ruolo tanto complesso, preferì ritagliarsi il ruolo meno impegnativo della cameriera.

L'appartamento, sito in piazza in Piscinula a Roma, in cui si svolge il film, apparteneva all'epoca al pittore Mario Schifano, del quale compaiono alcuni dipinti appesi alle pareti; la cucina è invece quella della villa a Velletri di Ugo Tognazzi, grande amico del regista.Alberto Scandola, Marco Ferreri, Il Castoro cinema nº 215, Milano, 2004, pag. 74, ISBN 88-8033-309-7Blogger: Accedi

Uno dei filmati che Glauco guarda durante la notte è un cortometraggio con protagoniste due mani femminili. Il corto fu realizzato da Maria Perego, creatrice di Topo Gigio e amica di Marco Ferreri.

Tra le musiche emesse dalla radio accesa nella cucina si ascolta un brano scritto da Teo Usuelli, La luce accesa, cantato da Lucio Dalladall'articolo Addio al Maestro Teo Usuelli. Collaborò a lungo con Ferreri di Luca Del Fra (15 aprile 2009), su Unità.it , che ha trovato pubblicazione discografica unicamente su un raro doppio LP autoprodotto dall'autore nel 1973.

La pistola manipolata da Michel Piccoli durante tutto il corso del film ricompare nel successivo lavoro di Ferreri, Il seme dell'uomo.

La scogliera dove Glauco fa il bagno in mare e poi si imbarca è quella della Grotta Byron, nei pressi del promontorio dell'Arpaia a Portovenere (SP).

Accoglienza L'opera fu oggetto di polemiche alla sua uscita nelle sale italiane (febbraio 1969), ma fu difeso dai critici e nel tempo è stato riconosciuto come uno dei capolavori di Ferreri.

A maggio dello stesso anno il film venne presentato al Festival di Cannes, contro il volere del regista che si rifiutò polemicamente di presenziare alla proiezione e alla conferenza stampaIl grande assente Ferreri, in Corriere della Sera, 11 maggio 1969, p. 15. Pur in concorso, la giuria (presieduta da Luchino Visconti) escluse il film dalla rosa finale dei candidati alla Palma d'oro e non gli venne assegnato alcun premio.

Dillinger è morto fu rivalutato dall'influente rivista francese Cahiers du cinéma. Dal 1980 in poi il film è stato trasmesso in televisione solo in rarissime occasioni, l'ultima delle quali su RAI 3 durante Fuori orario di domenica 17 novembre 2024 intorno alle ore 4.

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