Casteldaccia (Castiḍḍazzu in ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Originariamente denominata Villa di Castellazzo nel XVIII secoloArchivio parrocchiale di Casteldaccia, VII, 1740: «Numerazione delle anime presenti in questa Villa di Castellazzo fatta l'anno 1740». e poi Castel d'Accia, è ubicata sulla costa tirrenica dell'isola siciliana, a circa 18 km da Palermo, capoluogo della città metropolitana omonima e della Regione Siciliana.

Geografia fisica Il territorio di Casteldaccia si estende lungo la fascia costiera settentrionale della Sicilia, incastonato in un’area di transizione tra il litorale tirrenico e le prime propaggini montuose dell’entroterra palermitano. L’orografia è caratterizzata da un sistema di basse colline che degradano verso il mare, intervallate da brevi pianure costiere di natura alluvionale. L'elemento idrografico principale è rappresentato dal fiume Milicia, che segna il confine naturale a ovest con il comune di Altavilla Milicia, mentre a est il territorio è delimitato dal corso del torrente Fondachello.

Il paesaggio naturale, storicamente dominato dalla macchia mediterranea e da estese colture arboree, presenta un suolo particolarmente fertile, fattore che ha favorito nei secoli l'impianto di agrumeti e vigneti d'eccellenza. Il clima, tipicamente mediterraneo, è contraddistinto da estati calde e asciutte, mitigate dalla brezza marina, e da inverni miti e moderatamente piovosi, condizioni che influenzano direttamente il microclima locale e la biodiversità della zona costiera, dove si alternano tratti di spiaggia sabbiosa e scogliere calcaree.

Storia Origini L'area su cui sorge Casteldaccia è stata frequentata a lungo nella storia antica, che vede il territorio inserito nei traffici commerciali prima dei fenici e poi dei romani, sebbene privo di un centro urbano coeso. Tracce di insediamenti di epoca araba e normanna sono state appurate nelle contrade a monte dell'abitato. In particolare, nella contrada Ciandro o Ciannaru, sorgeva un casale dove, durante il regno di Ruggero II, si produceva il vino per la Cappella Palatina di Palermo (Palazzo dei Normanni).

La fondazione ufficiale del borgo moderno risale al 1737, quando Ignazio Vincenzo Abate e Mortillaro Marchese di Lungarini acquista da Don Giuseppe Marziano, priore dell'oratorio di San Filippo Neri di Palermo, il "Luogo" denominato "Castellazzo"; ottiene la licentia populandi e trasforma un ampio feudo agricolo in un insediamento strutturato attorno alla preesistente Torre di Accia. Già a partire dal XVI/XVII secolo, infatti, la torre di avvistamento con baglio e masseria si era configurata come struttura fortificata che assolveva la funzione di difesa delle popolazioni rurali. Si componeva di magazzini, stalla, pagliarola, palmento e corpi vari a uso abitazione. Nel 1629 papa Urbano VIII aveva concesso di celebrare messa nella chiesa della masseria intitolata a Maria Santissima del Rosario.

Nel 1746 con un passaggio aereo la residenza del Marchese viene collegata alla chiesetta del SS. Rosario, che diviene di pertinenza esclusiva dell'abitazione. Il ruolo di principale centro di culto passa alla costruenda Chiesa Madre che Ignazio Vincenzo Abate fa edificare a beneficio dei contadini e delle loro famiglie che abitano nell'agglomerato di case terrane esistenti fuori dal baglio. La gran parte delle informazioni qui riportate sulla storia di Casteldaccia tra il XVI e il XIX secolo è desunta dalla targa commemorativa posta all'interno dell'arco di accesso alla Torre di Salaparuta, poi sede del Comune. Vi si trova anche un albero genealogico della famiglia Alliata.

Età contemporanea Nel XIX secolo si verifica un'ascesa economica e industriale grazie alla nascita di dinamiche imprenditoriali legate all'eccellenza vitivinicola, tra cui si distingue la Corvo Vini fondata nel 1824 dal principe Giuseppe Alliata di Villafranca, Duca di Salaparuta, uno dei primi esempi di imprenditoria vinicola siciliana a varcare i confini regionali e in seguito nazionali. Nel 1843 il figlio Eduardo - responsabile del decollo dell'azienda enologica che avrà presto sede nel complesso della Torre con Baglio - sposa Felicita Lo Faso e Abate, nipote di Ignazio Abate e Branciforti Marchese di Lungarini.

Nel 1854 con Regio Decreto di Ferdinando II di Borbone, Mariano Abate e La Grua Marchese di Lungarini fonda il nuovo centro abitato di Casteldaccia, che diviene comune autonomo e indipendente. Già in tale periodo Casteldaccia diventa altresì una località rinomata per la produzione di pasticceria siciliana (particolarmente apprezzata la lavorazione della crema di ricotta) e di buccellati.

Nella prima metà del XX secolo vengono costruite le ville in stile Liberty, neogotico ed eclettico sulla collina prospiciente il mare per ospitare la villeggiatura dell'alta borghesia palermitana, in una zona del paese destinata tuttavia a rimanere separata in modo netto dal centro urbano anche a causa del passaggio dell'autostrada A19, progettata e costruita tagliando trasversalmente il territorio comunale. Tale cesura ha determinato una dicotomia tra la vocazione agricola dell'entroterra e quella di villeggiatura della zona costiera.

A partire dagli anni Sessanta inizia un'ulteriore fase di espansione che porta alla nascita del quartiere Saranella, nel quale si consolida un'edilizia dall'estetica più recente e maggiormente funzionale nei caratteri distributivi, ma meno pregevole nei suoi aspetti compositivi. Tra gli anni Settanta e Ottanta sorgono il rione Olivuzza e i quartieri Nutricato – così chiamato perché nella campagna preesistente vi si nutrivano i bachi da seta – e Orestagno-Cutelli.

Il Novecento è però anche segnato dalla presenza di Cosa nostra, che il 5 agosto 1944 uccide Andrea Raia, militante comunista e segretario della locale Camera del Lavoro. Tra gli anni Settanta e Ottanta, Casteldaccia è interessata da una guerra di mafia tra i corleonesi e altri clan rivali, che valgono al territorio (inclusi anche i comuni limitrofi di Bagheria e Altavilla Milicia) il soprannome di "Triangolo della Morte". Al contempo, nel comune si registra una delle prime reazioni pubbliche al fenomeno mafioso: il 26 febbraio 1983 un corteo popolare sfila da Bagheria a Casteldaccia per denunciare la lunga scia di omicidi di mafia avvenuti in quegli anni.

La sera del 3 novembre 2018 una grave alluvione colpisce Casteldaccia, causando la morte di nove persone, tra le quali una bambina di un anno, che risiedevano in un villino in località Cavallaro, in seguito allo straripamento del fiume Milicia, corso d'acqua che segna il confine con Altavilla Milicia.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 19 settembre 1996.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Geografia antropica Il centro è costituito dalla Piazza Matrice su cui volgono le facciate dell'edificio della chiesa cittadina e il Castello del Duca di Salaparuta, nonché una piccola cappella denominata Chiesetta. Sul litorale antistante si trovava la Torre di Gallo, risalente al XVI secolo e demolita alla metà del XX secolo.

L'urbanistica del paese si presenta irregolare, caratterizzata da strade strette ed abitazioni tipiche della tradizione siciliana. Dal tardo Novecento è stata comunque – come la maggior parte dei centri siciliani – soggetta ad una progressiva riqualificazione urbanistica.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa madre di Maria Santissima Immacolata Chiesa di San Giovanni Paolo II

Architetture civili

Torre Duca di Salaparuta

Società Evoluzione demografica

Infrastrutture e trasporti Il Comune è interessato dalle seguenti direttrici stradali:

Autostrada A19 Strada Statale 113 Strada Provinciale 61 Strada Provinciale 88

Media Radio

Emittenti non più attive: Radio Casteldaccia Radio Torre Satellite Radio Libera Studio 1

Televisione

Studio 2 (emittente non più attiva)

Amministrazione Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Sport Ha avuto sede nel comune la società di calcio A.S.D. Casteldaccia, fondata nel 2019, che nel 2025 fusa con il Bagheria 90011, attualmente milita in Eccellenza, quinto livello del calcio italiano.

Note

Voci correlate Stazione di Casteldaccia

Altri progetti

Collegamenti esterni http://www.casteldaccia.net