Con il termine trofeo si indica, nella storia dell'arte, un elemento ornamentale che raggruppa ordinatamente riproduzioni di oggetti affini, per lo più armi, trofei di caccia o bottini di guerra.

Questo ornamento deriva dal tropaion, tipo di monumento alla vittoria nell'antichità classica, consistente in un tronco d'albero coperto di armi, che furono poi riprodotti anche nelle arti figurative. Dal Rinascimento in poi il motivo del trofeo conobbe una nuova fioritura nell’arte e nell’architettura. Raggiunse il suo apogeo col Barocco, dapprima in Francia sotto Luigi XIV, soprattutto come elemento architettonico, diffondendosi rapidamente nel resto d'Europa. Una sua ultima ripresa si ebbe nell’età dello storicismo.

I trofei furono impiegati come sculture e rilievi in architettura e raffigurati in dipinti, disegni e illustrazioni librarie. Come sculture, servivano spesso a coronare tetti, portali e colonne; come rilievi, erano usati frequentemente come decorazioni autonome o a riempimento di facciate e pareti. Le sculture a trofeo potevano essere isolate o integrate da altre figure, come prigionieri di guerra o putti. Le armi venivano talora sostituite da altri oggetti, ad esempio strumenti musicali o utensili da lavoro.

Antichità

Greci Nell’antica Grecia i vincitori di una battaglia erigevano un tropaion a segno della vittoria. I romani chiamarono questo segno tropaeum; in età moderna si diffuse il termine trofeo.Si veda Wiktionary: Trophäe. I greci usavano tronchi d’albero o pali, che ornavano con le armi e armature dei nemici sconfitti. Queste strutture assumevano così un aspetto umano, quasi simile a uno spaventapasseri.

La prima testimonianza letteraria di un trofeo riguarda quello eretto dagli ateniesi nel 490 a.C. dopo la vittoria sui persiani a Maratona.#Woelcke 1911, p. 134. La più antica raffigurazione artistica di un trofeo si trova su un frammento di vaso cabirico del V secolo a.C.; la più antica rappresentazione plastica si trova invece su un fregio del Heroon di Gjölbaschi-Trysa, databile al 380 a.C. circa.#Woelcke 1911, pp. 149–150. La moneta qui sotto mostra il trofeo eretto dai tebani nel 371 a.C. dopo la vittoria sugli spartani a Leuttra. Le due tetradramme in basso raffigurano la dea della vittoria Nike accanto a un trofeo, un motivo molto diffuso presso i greci.#Cancik 2002, p. 873.

1. Moneta beotica con il trofeo della battaglia di Leuttra del 371 a.C. 2. Frammento di vaso cabirico con trofeo (V secolo a.C.) 3. Rilievo con trofeo, Heroon di Gjölbaschi-Trysa (ca. 380 a.C.) 4. La dea Nike incorona un trofeo, retro di una tetradramma con ritratto di Seleuco I Nicatore (358-281 a.C.). 5. La dea Nike fissa un elmo a un trofeo, retro di una tetradramma con ritratto di Agatocle di Siracusa (317-289 a.C.).

Romani I romani ripresero il motivo del trofeo dai greci. Le loro raffigurazioni mostrano spesso prigionieri di guerra incatenati sotto il monumento. Nei trionfi, i trofei trasportati su portantine erano un mezzo propagandistico molto usato dai comandanti vittoriosi. Sedi privilegiate delle rappresentazioni furono i rilievi su archi e colonne trionfali, celebranti le imprese degli imperatori, come i rilievi della Colonna Traiana e dell’Arco di Costantino. Talvolta furono eretti anche trofei architettonici in foggia di mausoleo, come il Tropaeum Traiani, monumento nel villaggio rumeno di Adamclisi (→ immagine).

6. Rilievo con trofeo sul mausoleo di Cecilia Metella a Roma, I secolo a.C. 7. Parte di un fregio di trionfo con trofeo e due prigionieri, Tempio di Apollo Sosiano, 34 a.C. 8. Erezione di un trofeo, Gemma augustea, 9–12 d.C.#Baumeister 1889.2, pp. 1708, 1710. 9. trofeo con satiri incatenati; sotto: trofeo stilizzato con due donne e un guerriero, Domus Aurea di Nerone. 10. Rilievo a pieno campo con armi di bottino, basamento della Colonna Traiana a Roma, 112–113 d.C. Incisione di Giovanni Battista Piranesi, 1770. 11. Rilievo con la dea Vittoria recante un trofeo, Arco di Costantino, Roma, 312–315 d.C.

Età moderna Il trofeo come motivo artistico si diffuse ampiamente nell’Europa moderna durante Rinascimento, Barocco e Storicismo.

Rinascimento Nel Rinascimento il motivo apparve dapprima in pittura, nei progetti architettonici e nelle incisioni ornamentali, ma anche già in architettura e scultura.#Dautel 2001, pp. 33–34.

Una serie di dipinti di Andrea Mantegna esalta i trionfi di Cesare, nei quali numerosi trofei erano esposti secondo tradizione. Albrecht Dürer raffigurò in una serie di xilografie tre portatori di trofeo a cavallo nel corteo trionfale dell’imperatore Massimiliano I. Wendel Dietterlin progettò un portale carico di rilievi a trofeo, cannoni e colonne di bocche da fuoco, realizzato in maniera analoga nel Barocco a Verona (immagine 23). A Polidoro da Caravaggio si deve una composizione grottesca di un trofeo con due anfore colossali. Le altre illustrazioni mostrano trofei come sgraffito di facciata, rilievo su colonna o figura d’angolo di un palazzo.

12. Trionfi di Cesare, dipinti di Andrea Mantegna, ca. 1486–1505. 13. Facciata a sgraffito con trofei, Via Santa Lucia, Roma, XVI secolo. 14. Trofei tra due anfore, disegno di Polidoro da Caravaggio, prima del 1543. 15. Il trofeo ungherese, disegno per la serie xilografica Il grande carro trionfale di Albrecht Dürer, 1518. 16. Portale con rilievi a trofeo, cannoni e colonne di bocche da fuoco, dal manuale Architectura di Wendel Dietterlin, 1598. 17. Pilastro con trofeo nel cortile arcato di Schloss Porcia, Spittal an der Drau, 1598. 18. Scultura a trofeo di Gasparo Cairano, Palazzo della Loggia, Brescia, 1499/1500.

Barocco Il trionfo del motivo del trofeo ebbe inizio nel Barocco, a partire dalla corte francese di Luigi XIV, intorno alla metà del XVII secolo. La sua diffusione raggiunse l’apice tra l’inizio e la metà del XVIII secolo. I trofei furono impiegati soprattutto come sculture per coronare tetti e portali, e come rilievi a piena superficie per ornare pareti, porte e portali. L’Europa seguì l’esempio della Francia, all’epoca culturalmente egemone.#Dautel 2001, p. 34; #Irmscher 2005, p. 77. Numerosi esempi si trovano su castelli e altri edifici pubblici, come il Palazzo nuovo di Stoccarda, l’Arsenale di Berlino o la cupola degli Invalides a Parigi.

Mentre originariamente i trofei rappresentavano solo oggetti bellici, nel Barocco furono composti anche con oggetti relativi a religione, arte, scienza e artigianato. Se ne trovano con strumenti musicali, utensili da giardinaggio o attrezzi agricoli.#Krünitz 1846, pp. 678–680.

19. Trofeo sul tetto con Fama sopra un affusto, Arsenale di Berlino, facciata est, ca. 1705. 20. Pannello ligneo, Arsenale di Berlino, ca. 1705. 21. Trofeo da tetto con stemma, aquila, leone e putto, Palazzo nuovo, Stoccarda, 1748–1753. 22. Sculture e rilievi a trofeo, Porta di Brandeburgo, Potsdam, 1770/1771. 23. Portale con rilievi a trofeo e colonne di cannoni, Porta dei Bombardieri, Palazzo di Cansignorio, Verona, 1687. 24. Uno dei 12 campi della cupola con rilievi a trofeo, cupola degli Invalides, Parigi, 1679–1708. 25. Trofeo con finestra abbaino, cortile d’onore degli Invalides, Parigi, 1679–1708. 26. Rilievo a trofeo, facciata sud della cupola degli Invalides, Parigi, 1679–1708.

Altre immagini

Storicismo Un’ultima fioritura del motivo del trofeo si ebbe intorno al 1800 con lo storicismo. Castelli, arsenali e altri edifici rappresentativi furono spesso decorati con sculture e rilievi a trofeo, come la Neue Burg di Vienna, l’Arsenale di Ludwigsburg e la fontana della Dea Roma a Roma.

27. Porta regale con trofei da tetto, già a Stoccarda, 1809. 28. Scultura a trofeo, Fontana della dea Roma, Piazza del Popolo, Roma, 1823. 29. Rilievo angolare con trofeo di armi, Villa Berg a Stoccarda, 1846–1848. 30. Rilievo con trofeo musicale, Villa Berg a Stoccarda, 1846–1848. 31. Quattro rilievi a trofeo, Arsenale di Ludwigsburg, 1872–1874. 32. Scultura a trofeo, Neue Burg, Vienna, dal 1881. 33. Dea con cornucopia tra un trofeo di armi e un’aquila, Neue Burg, Vienna, dal 1881.

Note

Bibliografia August Baumeister (a cura di): Denkmäler des klassischen Altertums zur Erläuterung des Lebens der Griechen und Römer in Religion, Kunst und Sitte. Bd. 3: Rechenbrett – Zwölfgötter. Oldenbourg, Monaco di Baviera 1889, (pdf). Hubert Cancik (a cura di): Tropaion. In: Der neue Pauly : Enzyklopädie der Antike. Bd. 12,1: Altertum. Tam – Vel. Metzler, Stoccarda 2002, pp. 872–873. Isolde Dautel: Architektur und Bauschmuck in Form und Funktion. In: Andreas Schlüter und das Zeughaus in Berlin. Imhof, Petersberg 2001, pp. 28–36, in particolare pp. 33–35. Günter Irmscher: Trophäenornamente. In: Ornament in Europa : 1450 – 2000; eine Einführung. Deubner Verlag für Kunst, Theorie & Praxis, Colonia 2005, pp. 76–78. Johann Georg Krünitz: Trophäe. In: Ökonomische Encyklopädie oder Allgemeines System der Staats-, Stadt-, Haus- und Landwirtschaft. Bd. 188: Trieb bis Troubadour. Pauli, Berlino 1846, pp. 678–683, (pdf). Martin Miersch: Trophäe. In: Uwe Fleckner (a cura di): Politische Ikonographie : ein Handbuch. Bd. 2: Imperator bis Zwerg. Beck, Monaco di Baviera 2014, ISBN 978-3-406-67009-1, pp. 463–470. Karl Woelcke: Beiträge zur Geschichte des Tropaions. In: Bonner Jahrbücher. Jg. 120, 1911, pp. 127–235, tavv. VIII–XII. Wolfgang Wolters: Trophäen. In: Architektur und Ornament : venezianischer Bauschmuck der Renaissance. Beck, Monaco di Baviera 2000, pp. 120–123.

Voci correlate Trofeo di guerra

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