Gli indicatori bibliometrici misurano l'impatto bibliometrico di singoli autori o di riviste. Sono state sviluppate diverse metriche che tengono conto di un numero variabile di fattori, dal considerare solo il numero totale di citazioni, all'osservare la loro distribuzione tra articoli o riviste applicando tecniche matematiche e statistiche.
La motivazione principale di questi confronti qualitativi e quantitativi tra ricercatori è l'assegnazione di risorse (ad esempio finanziamenti, incarichi accademici). Tuttavia, rimane controversia nella comunità accademica sul modo in cui le metriche a livello di autore raggiungono questo obiettivo.
Le metriche a livello di autore differiscono dalle metriche a livello di rivista che tentano di misurare l'impatto bibliometrico delle riviste accademiche piuttosto che dei singoli individui. Tuttavia, le metriche originariamente sviluppate per le riviste accademiche possono essere riportate a livello di ricercatore, come l'autofattore a livello di autore e il fattore di impatto dell'autore.
Indicatori a livello di autore H-index
L'H-index è un indicatore bibliometrico a livello di autore sviluppato da Jorge E. Hirsch. Secondo la definizione, uno scienziato ha un indice n se almeno n lavori tra quelli che ha pubblicato sono stati citati almeno n volte ciascuno. Ad esempio un autore ha un H-index di 10 se ha 10 delle sue pubblicazioni citate almeno 10 volte.
G-index
Suggerito nel 2006 da Leo Egghe, l'indice è calcolato sulla base della distribuzione di citazioni ricevute dalle pubblicazioni di un assegnato autore. L'indice è definito in modo tale che sull'insieme dato di articoli, ordinati in ordine decrescente di citazioni ricevute, il valore dell'indice-g è assegnato quando i primi g articoli hanno ricevuto cumulativamente g2 citazioni.
i10-index I10-index (detto anche H-10) indica il numero di pubblicazioni accademiche che un autore ha scritto e che hanno ricevuto almeno dieci citazioni. È stato introdotto nel luglio 2011 da Google nell'ambito del loro lavoro su Google Scholar, un motore di ricerca dedicato alle pubblicazioni accademiche. Può essere equivalentemente definito come il maggior numero n di articoli altamente citati per i quali il numero medio di citazioni è almeno n.
Hc-index Hc-index, o indice H contemporaneo, è stato proposto ne 2006 da Antonis Sidiropoulos ed è un indicatore che normalizza e corregge l'H-index che penalizza gli autori più giovani che hanno pubblicato meno di autori dalla lunga carriera. L'Hc-index invece da maggior peso alle pubblicazioni recenti e meno a quelle più datate e non risente dell'inattività, anche prolungata, di un autore.
Indicatori a livello di rivista JCR journal impact factor: misura l'impatto di una rivista tecnico-scientifica. SCOPUS SNIP: misura l'impatto per la rivista. SCImago Journal Rank o SJR indicator: misura l'impatto di riviste accademiche. PubFocus JR Altri di varie discipline: Arts and Humanities Citation Index CAB Direct (database) Citation index Islamic World Science Citation Database Latin American Bibliography Materials Science Citation Index Russian Science Citation Index Science Citation Index Social Sciences Citation Index SPIN bibliographic database
Tra i database più usati per la ricerca di citazioni ci sono: Scopus Google Scholar Web of Science (ISI Web of Knowledge)
Note
Bibliografia De Bellis, Nicola (2014) Introduzione alla bibliometria: dalla teoria alla pratica, Roma, AIB. ISBN 978-88-7812-227-7 De Robbio, Antonella (2007) "Analisi citazionale e indicatori bibliometrici nel modello Open Access", E-LIS, 2007. Baccini, Alberto (2010) Valutare la ricerca scientifica. Uso e abuso degli indicatori bibliometrici, Bologna, Il Mulino, ISBN 978-88-15-13760-9
Voci correlate Valutazione della ricerca Scientometria Biblioteca Biblioteca digitale Biblioteconomia Library 2.0 Fattore di impatto
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