Ha ideato e tuttora coordina, in collaborazione con Silvia De Palma, le Giornate Carissimiane e le Feste Musicali Jacopee, manifestazioni dedicate allo studio dell'opera di Giacomo Carissimi.
Biografia
Ha studiato composizione con Domenico Guaccero e Franco Evangelisti, ed è stato allievo di Andreina von Ramm con la quale ha approfondito le prassi esecutive del passato.
All'inizio degli anni '80 del XX secolo, insieme con Silvia De Palma e Andrea Coen ha fondato l'Ensemble Seicentonovecento. Dal 2002 realizza a Villa Lante una stagione di concerti dal titolo L'orecchio di Giano. Dialoghi della Antica et Moderna Musica, in cui si propongono musiche del passato e musiche contemporanee. Colusso e l'Ensemble si sono specializzati nella riscoperta, lo studio musicologico e la riproposizione concertistica e discografica del repertorio antico, soprattutto dei secoli XVI, XVII e XVIIIH. C. Robbins Landon, Musicalia, agosto-settembre 1993, p. 34: «Il lavoro dell’Ensemble Seicentonovecento è di grande importanza nella vita musicale in Italia. Non solo le esecuzioni delle musiche da loro scelte sono di alta qualità, ma spesso portano a risultati sorprendenti»..
È il primo presidente della Sibelius Society Italia, dedicata al compositore finlandeseFonte: sito ufficiale della Society.
Autori e temi preferenziali Colusso è un riconosciuto specialista delle musiche di Giacomo Carissimi, del quale nel 1996 ha inciso l'edizione discografica integrale degli Oratori e, nel 2014, la raccolta completa di mottetti Arion Romanus.
Di Pasquale Anfossi ha riproposto ed inciso oratori, opere teatrali, musiche vocali e strumentali.
Di Antonio Draghi ha avviato l'edizione integrale degli Oratori.
Si deve a Colusso anche l'esecuzione in concerto e la pubblicazione in disco di musiche sacre e profane composte da Jacques Arcadelt, Giovanni Pierluigi da Palestrina, Giovanni Battista Mariani, Alessandro Scarlatti, Antonio Maria Abbatini, Nicola Vaccaj, Luigi Cherubini, Pietro Mascagni.
Con il sopranista Arīs Christofellīs ha eseguito e inciso, negli anni '90 del Novecento, il repertorio degli evirati cantori.
Ha avviato la pubblicazione in partitura, l'esecuzione e l'incisione del corpus della Musica Theatina, cioè dei compositori che hanno operato per i Chierici regolari teatini.
Colusso è cembalista e pianista e non di rado esegue personalmente, quando non direttore.
Altre attività È maestro di cappella della Chiesa di Santa Maria dell'Anima e della Chiesa di San Giacomo in Augusta a Roma, nonché della Provincia d'Italia dell'Ordine dei Chierici Regolari Teatini.
È Accademico pontificio ed è presenze in numerose altre istituzioni, fra le quali Gran Teatre del Liceu di BarcellonaOve ha rappresentato Norma con Joan Sutherland, Académie de France à Rome, Museo del Louvre, Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Teatro de La Maestranza di Siviglia, Teatro Comunale di Bologna, Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Massimo di Palermo, Settimana di Musica Sacra di Monreale, Festival dei due mondi di Spoleto, Sagra Musicale Malatestiana, Festival Pucciniano di Torre del Lago, Associazione Scarlatti di Napoli, Festival de Barcelona, Festival de la Opera de Tenerife, IUC Istituzione Universitaria dei Concerti, Festival Internacional de Musica y Danza de Granada, Conservatoire de Paris, Bratislava Music Festival, Conservatorio Centrale di Pechino, Tianjin May Festival, Università di OsnabrückOve è compositore residente, Museo etrusco di Villa Giulia a Roma, Institutum Romanum Finlandiae.
Dipinge, anche se questa attività, come da illustre ispirazione ricevuta, è tenuta squisitamente privata.
Composizioni e interpreti Le composizioni di Flavio Colusso sono state eseguite da molti interpreti, fra i quali José CarrerasPer il quale ha composto, nel corso di una lunga collaborazione e amicizia personale, più opere che il tenore ha eseguito, in particolare in una serie di concerti dedicati al Giubileo del 2000 portati in tournée nel mondo. Si veda ad esempio Jubileum concert / Jose Carreras with the International Orchestra of Italy, Cecilia Gasdia, Aurio Tomicich, Gemma Bertagnolli, Giorgio Gatti, Daniele Lombardi, Andrea Coen, Riccardo Biseo, Vito Paternoster, Margherita Chiminelli, Cecilia Campa, Silvia De Palma, Maria Chiara Chizzoni.
(Tra parentesi il luogo e la data della prima esecuzione)
Opere e teatro musicale L'impresario delle Isole Canarie, ovvero "La moda del teatro" (Tenerife, 1989) Tenerife, Diario de Avisos, ottobre 1989: «Flavio Colusso, maestro concertador, estuvo acertado en su direccíon musical [...] y frente a este reducido conjunto el Maestro Colusso supo sacar un gran partido, con una música fresca, amena, que llegó con eficacia al espectador. En fin, una velada muy agradable, con una obra nueva [...] con la que se ha conseguido un excelente resultado».Luigi Bellingardi, ‘’Corriere della Sera’’, 2 novembre 1989: «Al Teatro Quirino [...] questa rappresentazione de "L’impresario" non è nata a Roma ma vi è giunta dopo la fortunata messinscena del 12 ottobre scorso al Teatro Leal di Santa Cruz de Tenerife, in occasione del primo Congresso internazionale degli operatori nei teatri lirici europei ed americani. [...]». Vanitas, ou "Les quatre saisons de Poussin" (Ferrazzano, 1994) DanteStrasse (Roma, 1994) Sidereus Nuncius (Brescia, 2001Il Giornale di Brescia, Seicentonovecento, bell'ensemble, di Mario Conter, 11 aprile 2001) La viola scarlatta (Roma, 2007)Flavio Fabbri, Music In: classica & sacra, giugno 2007: «Prima esecuzione assoluta per «La viola scarlatta» nell'anno del Centenario di Domenico Scarlatti, musicista e compositore napoletano, evocando il celebre castrato Farinelli e altri grandi personaggi dell'Opera. Una recente intuizione musicale dedica questo programma, all'interno de «L'Orecchio di Giano - Dialoghi della Antica & Moderna Musica», alla viola d'amore, strumento dalla voce particolarmente definita come «dolce, affettuosa, argentina e angelica». Una trasposizione romantica per una composizione basata su una storia inedita, in cui si riunisce l'atmosfera immaginosa della loggia a un antico palazzo sospeso nel tempo». AbeCeDario Scarpelli (Roma, 2010) Il Maestro di cappella, ovvero: i fantasmi dell'opera (Roma, 2010) Il cellulare magico/Das Zauberfon! (Roma, 2011) Notturno con Bram Stoker (Monopoli, 2012) Recondita armonia di "bellezze diverse" (Torre del Lago, 2013) Il Lauro del Gianicolo: morte di Riccardo Wagner a Venezia (Roma, 2013)Giulia Vannoni, La Voce di Romagna, 17 novembre 2013: «E ora Flavio Colusso, autore di musica e libretto, ha tratto dal Fuoco l’opera da camera Il Lauro del Gianicolo. Morte di Riccardo Wagner a Venezia, che ha appena debuttato nello splendido Casino Nobile di Villa Torlonia, la dimora romana di Mussolini trasformata in museo: un modo per rendere omaggio al bicentenario wagneriano e, soprattutto, a d’Annunzio, di cui quest’anno ricorrono il centocinquantenario dalla nascita e il settantacinquesimo anniversario dalla morte. Colusso riesce a fare un’operazione mimetica rispetto alla lingua dannunziana, e ne traduce la musicalità rendendo espliciti i numerosi riferimenti ai compositori presenti nel testo: da Monteverdi e il madrigale fino a Giordano e Puccini, con palesi riferimenti ad Andrea Chénier e Tosca. In tal modo, sgrana un lessico su cui si stratificano con naturalezza diverse stagioni di musica vocale, senza dare l’impressione di un mero citazionismo, ma amalgamandole in un percorso ben strutturato». I naviganti del Tempo (Trieste, 2017)
Musica sacra
Studio sul Kyrie (Trapani, 1986) Sarà Natale (Sulmona, 1987) Missa de tempore in aevum (Medjugorie, 1996)Ivana Musiani, ‘’Il Tempo’’, 14 aprile 1998: «[...] «Sancta Maria», interessante brano di bella costruzione facente parte della «Missa de tempore in aevum – I popoli uniti dal nome del Signore» una Messa composta nel 1996 ed interpretata in prima esecuzione assoluta da Cecilia Gasdia e dallo stesso Carreras, cui era destinata: un grande affresco musicale «ispirato alla vocalità gregoriana che celebra il sogno di potenziale unità che è rinato in Europa e nel mondo», secondo le parole del compositore».Rosaria Amato, Intervista a Josè Carreras, La Repubblica, 11 aprile 1998: «Soprattutto tengo al Panis Angelicus e all’Ecce Panis Angelorum di Bach, che non avevo mai eseguito, e al Sancta Maria di un giovane compositore romano, Flavio Colusso, che fa parte di una Messa che ho interpretato per la prima volta a Medjugorie, insieme a otto cori diversi provenienti dai cinque continenti, un’opera straordinaria che mi ha colpito molto». Tu es Petrus (Città del Vaticano, 1999)Dedicato a Giovanni Paolo II ed eseguito alla sua presenza in piazza San Pietro in Vaticano nel corso del Giubileo 2000Virgilio Celletti, ‘’Avvenire’’, 1 luglio 1999: «Di Colusso è stato eseguito, per la prima volta, un Tu es Petrus, in cui si è manifestato quel carattere avvolgente della musica a cui accennavamo. Tutti erano impegnati, voci e strumenti e in particolare, su un significativo registro acuto, i bambini diretti da Lucci, in questa bella pagina che ha un finale a sorpresa, fra rintocchi di campane e squilli di tromba, fra la serenità e una doverosa solennità». Gracias meu señor Santiago (Roma, 1999) Peccavimus Domine (Urbino, 1999) Stabat Mater (Roma, 1999) Flamma (Roma, 2000) Il Castello interiore (Arezzo, 2001) Veni Creator Spiritus (Roma, 2001) Alleluja (Napoli, 2003) Humilitas (Bisignano, 2003) O gloriosa virginum (Roma, 2004) Missa Sancti Jacobi "super Gracias" (Roma, 2004)Virgilio Celletti, ‘’Avvenire’’, 16 novembre 2004: «Fra i vari eventi di carattere liturgico, musicale o storico-culturale di cui l’apostolo San Giacomo è protagonista in questo 2004 anno del Giubileo Compostellano, il più fresco (nel senso dell’attualità che dell’originalità inventiva) è la Missa Sancti Jacobi “super Gracias” di Flavio Colusso, che abbiamo ascoltato l’altra sera in prima esecuzione nella basilica romana intitolata al Santo della quale Colusso è maestro di cappella in un fiorire di iniziative talora sorprendenti. Prendendo spunto da un testo galiziano sulla forza morale e persino fisica che san Giacomo fornisce ai pellegrini verosimilmente esausti, una invocazione da lui già musicata in occasione dell’Anno Santo Duemila, Colusso ha composto questa sua Messa che, seguendo un procedimento antico, alterna alcune parti dell’Ordinarium a «combattimenti spirituali» pieni di grande emozione e a momenti di libera invenzione; così come da un punto di vista squisitamente musicale l’articola in un tessuto che spazia dalla polifonia classica a spunti di grande modernità, espressi questi in un linguaggio pervaso da autentico lirismo e comprensibili anche perché protetti dall’ala sempre rassicurante del canto gregoriano da cui ogni volta sembrano quasi prendere l’avvio. Le due componenti della Cappella Musicale di San Giacomo, quella vocale e quella strumentale, hanno reso puntualmente la varietà e il senso pittorico della partitura sotto la direzione dell’autore: le voci sempre insostituibili nel pronunciare testi sacri, gli strumenti determinanti anch’essi nell’evocazione delle varie atmosfere (il giubilo, lo scampanio, i giullari, i pellegrini). Fino a un affascinante labyrinthus dell’arpa che in una lunga cadenza, nel silenzio di tutti gli altri, trasferisce l’uditorio dalla musica umana (per quanto sacra) a quella che immaginiamo sia la musica del cielo».