I Tirailleurs senegalesi () erano un corpo di fanteria coloniale dell'esercito francese. Essi vennero inizialmente reclutati dal Senegal, dall'Africa Occidentale Francese e successivamente da tutta l'Africa occidentale, centrale ed orientale: le principali regioni subsahariane dell'impero coloniale francese.Cf. Éric Deroo ed Antoine Champeaux, La Force noire. Gloire et infortunes d'une légende coloniale, Parigi, Tallandier, 2006, p. 223, ISBN 2-84734-339-3. Il sostantivo tirailleur, che si traduce in vari modi come fuciliere, schermagliatore o tiratore scelto, era una designazione data dall'esercito francese alla fanteria indigena reclutata nelle varie colonie e nei possedimenti d'oltremare dell'Impero francese nel corso del XIX e del XX secolo.

Nonostante il reclutamento non si limitasse al Senegal, queste unità di fanteria assunsero l'aggettivo dal momento che fu lì che si formò il primo reggimento di tirailleur africano. I primi tirailleurs sénégalais vennero formati nel 1857 e servirono la Francia in una serie di guerre, tra cui la prima guerra mondiale (fornendo circa 200.000 soldati, più di 135.000 dei quali combatterono in Europa e 30.000 dei quali vennero uccisi Marc Michel, "Les Africains et la Grande Guerre. L'appel à l'Afrique (1914-1918)", Ed : Karthala, 24 October 2003) e la seconda guerra mondiale (reclutando 179.000 soldati, 40.000 dei quali schierati nell'Europa occidentale). Altri reggimenti di tirailleurs vennero reclutati nel Nord Africa francese dalle popolazioni arabe e berbere di Algeria, Tunisia e Marocco, collettivamente erano chiamati o . Reggimenti di tirailleurs vennero reclutati anche nell'Indocina francese; queste unità erano chiamate Tirailleurs indochinois.

Storia Le origini

I tirailleurs sénégalais vennero formati nel 1857 ad opera di Louis Faidherbe, governatore generale dell'Africa Occidentale francese, perché mancava di soldati francesi sufficienti per controllare il territorio e soddisfare altri requisiti della prima fase della colonizzazione. Il decreto formale per la formazione di questa forza venne firmato il 21 luglio 1857 a Plombières-les-Bains da Napoleone III. Il reclutamento venne successivamente esteso ad altre colonie francesi in Africa. Durante i suoi primi anni, il corpo comprese alcuni ex schiavi acquistati dagli schiavisti dell'Africa Occidentale e prigionieri di guerra. Il reclutamento successivo avvenne mediante arruolamento volontario o, occasionalmente, mediante una forma arbitraria di coscrizione.

1870–1914

All'indomani della guerra franco-prussiana i tirailleurs senegalesi continuarono a fornire la maggior parte delle guarnigioni francesi in Africa occidentale e centrale. Il loro numero complessivo rimase limitato. Tuttavia, in previsione della prima guerra mondiale, il colonnello Charles Mangin descrisse, nel suo libro del 1910 La force noire, la sua concezione di un esercito coloniale francese notevolmente ampliato, mentre Jean Jaurès, nel suo , suggerì che l'esercito francese avrebbe dovuto cercare altrove per reclutare le proprie armate, a causa del calo delle nascite nella Francia continentale.

Un distaccamento di , delle dimensioni di una compagnia, prese parte alla conquista del Madagascar (1895), sebbene la maggior parte delle truppe non europee impiegate in questa campagna era composta da tirailleurs hausa ed algerini.Charles Lavauzelle, pag. 208-209 Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7 Successivamente vennero reclutati in Madagascar i reggimenti di s, utilizzando come modello le unità senegalesi.

Nel 1896 una piccola spedizione, costituita principalmente da 200 , venne assemblata a Loango (Congo francese) sotto la guida del capitano Jean-Baptiste Marchand. Questa "Missione di Marchand" necessitò di due anni per attraversare centinaia di miglia di macchia inesplorata fino a raggiungere Fascioda sul Nilo. Qui incontrarono le truppe britanniche ed egiziane ai comandi del maggiore generale Kitchener, che aveva appena distrutto l'esercito dei Dervisci del Mahdi vicino a Khartoum. Mentre la "Crisi di Fascioda" sollevò la possibilità di una guerra tra la Francia e la Gran Bretagna, venne reso omaggio al coraggio e alla resistenza di Marchand e dei suoi tirailleurs senegalesi da entrambe le parti.

Con decreto del 7 luglio 1900 i , i Tirailleurs indochinois, i Tirailleurs malgaches e i Marsouins (soprannome dato agli elementi delle Troupes de marine) non erano più sotto la giurisdizione del Ministero della Marina e delle Colonie, ma vennero riclassificate come Troupes coloniales, diverse dagli elementi terrestri dell'esercito francese e separate dall'Armée d'Afrique del Maghreb. Il distintivo dell'ancora delle era indossato sul colletto dal 1914 e quando l'elmetto Adrian venne adottato nella prima guerra mondiale, un'insegna con l'ancora dietro una granata fiammeggiante venne indossata dai .

Durante i primi anni del '900 i prestarono servizio attivo nel Congo francese e in Ciad, pur continuando a fornire presidi per i possedimenti francesi in Africa occidentale e centrale. Nel 1908 due battaglioni di sbarcarono a Casablanca per iniziare quasi venti anni di servizio attivo in Marocco come unità senegalesi. Il 14 luglio 1913 il sfilò con il suo stendardo a Longchamps, prima occasione in cui vennero viste truppe senegalesi nella Francia metropolitana. Vennero presentate nuove bandiere ai 2e, 3e e 4e RTS nella stessa parataCharles Lavauzelle, pag. 471 Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7.

La prima guerra mondiale

Nell'agosto 1914 l'esercito francese contemplava ventuno battaglioni di (BTS), tutti in servizio sia in Africa occidentale che in Marocco.

Con lo scoppio della guerra, 37 battaglioni di fanteria francese, nordafricana e senegalese vennero trasferiti dal Marocco alla Francia. Cinque battaglioni senegalesi servirono subito sul fronte occidentale, mentre altri fecero parte della ridotta guarnigione francese in Marocco. Il 5° BTS faceva parte di una colonna francese che venne spazzata via nei pressi di Khenifra, durante la battaglia di El Herri del 13 novembre 1914, con 646 morti. Successivamente il 10°, 13°, 16° e 21° BTS affrontarono pesanti combattimenti in Marocco, rinforzati da 9.000 tirailleurs senegalesi arruolati nell'Africa Occidentale Francese.Charles Lavauzelle, pages 289-291 Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7

Sul fronte occidentale i si distinsero servendo a Ypres e Diksmuide durante la campagna delle Fiandre alla fine del 1914, alla conquista di Fort de Douaumont nell'ottobre 1916, durante la battaglia di Chemin des Dames nell'aprile 1917 e nella battaglia di Reims nel 1918. Le perdite furono particolarmente pesanti nelle Fiandre (stimate fra 3.200 e 4.800)Eugène-Jean Duval, pag. 165 "Aux sources officielles de la colonisation française-2°période-1870-1940", ISBN 978-2-296-05430-1 e a Chemin des Mains (7.000 caduti su un totale di 15.500 tirailleurs ingaggiati).

Nel 1915 sette battaglioni di furono tra i 79.000 soldati francesi inviati ai Dardanelli come Corps expéditionnaire d'Orient. Il totale delle vittime francesi in questa campagna raggiunse i 27.000 uomini, ma la fanteria senegalese e quella coloniale regolare spiccarono per l'alto morale che mantennero nonostante le perdite, in alcune unità, raggiungessero due uomini su tre.Charles Lavauzelle, pp. 379-380, Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7 I tirailleurs senegalesi si distinsero particolarmente anche nell'attacco durante gli sbarchi francesi iniziali sulla sponda sud dei Dardanelli.Charles Lavauzelle, pag. 380, Les Troupes de Marine, ISBN 2-7025-0142-7

La nuova campagna di reclutamento La politica militare francese nei confronti dell'uso delle truppe africane in Europa cambiò nel 1915. L'alto comando francese si rese conto che la guerra sarebbe durata molto più a lungo di quanto inizialmente immaginato. Autorizzarono quindi un'importante campagna di reclutamento nell'Africa occidentale. Di conseguenza, tra il 1915 e il 1918 furono reclutati altri 93 battaglioni senegalesi, di cui 42 prestarono servizio nella stessa Francia. La pratica abituale era quella di riunire battaglioni di fanteria coloniale bianca () e tirailleurs africani in Sumner, 1995, pag. 11 (quattro di questi reggimenti vennero formati dai sette battaglioni di tirailleurs e dai cinque battaglioni d schierati a Gallipoli). Le dure condizioni della guerra di trincea furono una particolare fonte di sofferenza per i soldati africani non acclimatati e, dopo il 1914-15, venne adottata la pratica dellhivernage: ritirarli nel sud della Francia per l'addestramento e il riequipaggiamento invernale. Nonostante le loro pesanti perdite in quasi ogni grande battaglia del fronte occidentale, la disciplina e il morale del "Corpo Coloniale" rimasero alti per tutta la guerra.Charles Lavauzelle, pag. 414 Les Troupes de Marine,

Alle commemorazioni del 90º anniversario della battaglia di Verdun, l'allora presidente Jacques Chirac fece un discorso che evocava i 72.000 combattenti coloniali uccisi durante la guerra, menzionando la "fanteria marocchina, i tirailleurs del Senegal, d'Indocina, (Annam e Cocincina) e i delle troupes de marine.

L'occupazione della Renania

L'armistizio del novembre 1918 prevedeva l'occupazione alleata della Renania e la Francia svolse un ruolo importante. Tra 25.000 e 40.000 soldati coloniali facevano parte di questa forza d'occupazione. Vennero fatti tentativi tedeschi per screditare l'uso di soldati non europei da parte dei francesi durante questa occupazione, come era avvenuto in precedenza durante la prima guerra mondiale. Anche se non vennero prodotte prove concrete, molti attivisti affermavano che i soldati coloniali - e i senegalesi in particolare - fossero responsabili di un numero considerevole di stupri e di aggressioni sessuali. I bambini derivanti da queste unioni vennero stigmatizzati come "bastardi della Renania" e successivamente subirono le leggi razziali naziste.

Il periodo interbellico

Durante la guerra, la guarnigione francese in Marocco, molto ridotta, era composta in gran parte da battaglioni di , che non vennero influenzati dalla lealtà divisa dei soldati reclutati sul posto e che potevano essere più prontamente risparmiati dal servizio sul fronte occidentale rispetto alle truppe francesi. Il 13 aprile 1925 la guerra del Rif si estese al Marocco francese quando ottomila combattenti berberi attaccarono una linea di avamposti francesi recentemente stabiliti nel territorio conteso a nord del fiume Ouerghala. La maggior parte di questi avamposti era tenuta da tirailleurs senegalesi e nordafricani. Entro il 27 aprile 1925 39 posti su 66 erano caduti, e le loro guarnigioni massacrate, o erano stati abbandonati. Di fronte a quella che era diventata una grande guerra, i francesi aumentarono le loro forze in Marocco a circa 100.000 uomini. I tirailleurs dell'Africa occidentale continuarono a svolgere un ruolo importante nelle successive operazioni sia nel protettorato spagnolo (fino al 1926) che nel sud del Marocco (fino al 1934). In uno dei tanti scontri, il 2º Battaglione del 1º Reggimento ottenne 91 menzioni al coraggio durante i combattimenti intorno ad Ain-Gatar il 22 giugno 1926.

Seconda guerra mondiale