Little Gidding, composto e pubblicato nel 1942, è il quarto dei Quattro quartetti, opera del poeta e critico statunitense T. S. Eliot. Venne successivamente ripubblicato nel 1943, insieme ad altre tre analoghe composizioni create dal 1935 al 1942 (Burnt Norton, East Coker, The Dry Salvages), in un unico libro.
Fu pubblicato nel settembre 1942 dopo un rinvio di oltre un anno a causa dei raid aerei tedeschi sulla Gran Bretagna durante la Seconda guerra mondiale e della cattiva salute di Eliot. Il poema combina le immagini del fuoco e della Pentecoste per sottolineare la necessità della purificazione. Secondo Eliot, la comprensione frammentata del senso della vita e l'allontanamento da Dio da parte dell'umanità portano come conseguenza ad un ciclo di guerre continue, ma questo potrebbe essere evitato se si riuscisse ad imparare le lezioni del passato. Nel poema, il narratore incontra un fantasma che è una combinazione di vari poeti e figure letterarie. Little Gidding mette a fuoco l'unità del passato, del presente e del futuro, e afferma che la conoscenza di questa unità è necessaria per la salvezza.
Introduzione
In seguito al completamento del terzo poema dei Quartetti, The Dry Salvages, la salute di Eliot ebbe un declino ed egli si fermò nel villaggio di Shamley Green, nel Surrey, per ristabilirsi. Durante questo periodo, Eliot iniziò a scrivere Little Gidding. La prima bozza venne completata nel luglio 1941 ma egli non ne era soddisfatto. Credeva che i problemi del poema riguardassero la sua incapacità di scrivere e che, costretto ad affrettarsi dal pericolo costante causato dai frequenti raid aerei su Londra, avesse iniziato il poema senza sufficiente preparazione e scrivendolo troppo in fretta. Perciò, dopo aver scritto la prima bozza, la mise da parte e partì a settembre per un ciclo di conferenze da un capo all'altro della Gran Bretagna.Ackroyd 1984 pp. 263–264
Dopo che furono passati diversi mesi senza che riprendesse in mano la poesia, Eliot cominciò a sentire la necessità di finirla; non fu prima dell'agosto 1942, tuttavia, che tornò a lavorarci. In totale, ci furono cinque bozze. La poesia venne terminata il 19 settembre 1942 e fu pubblicata sull'edizione di ottobre del New English Weekly.Ackroyd 1984 pp. 265–266 Nell'intenzione di Eliot Little Gidding doveva concludere la serie dei Quattro quartetti, riassumendo le idee e le immagini espresse in tutti e quattro i poemi.Ackroyd 1984 p. 263"
L'ultimo dei quattro quartetti è ispirato a Little Gidding, un villaggio dell'Huntingdonshire, famoso per la comunità religiosa che vi fu fondata nel 1626 da Nicholas Ferrar, somigliante per molti aspetti alla comunità francese di Port-Royal, a cui era molto legato Blaise Pascal. Il re d'Inghilterra Carlo I la visitò una prima volta nel 1633, ripassandovi nel 1646 mentre era in fuga dalle truppe di Oliver Cromwell, che in seguito soppresse la comunità. Eliot visitò Little Gidding nel 1936 insieme a H. F. Stewart, che era un noto studioso di Pascal,John Hayward in Eliot, T. S. Quatre Quatuors. Traduit par Pierre Leyris, notes de John Hayward. Les Editions du Seuil, Paris, 1950 p. 143 che riporta come fonte ulteriore della poesia cinque pagine della Vita di George Herbert di Izaac Walton (1675), che descrivono la comunità di Little Gidding. rimanendo fortemente colpito dalla storia e dagli ideali della comunità che aveva vissuto in quel luogo.Helen Gardner, The Art of T. S. Eliot, The Cresset Press, London, 1949 p. 179 considera come altra fonte del poema il romanzo John Inglesant di J. H. Shorthouse
A differenza delle altre località menzionate nei titoli degli altri tre poemi, Eliot non aveva nessuna relazione o collegamento diretto con la comunità che aveva vissuto a Little Gidding. Pertanto, si suppone che tale comunità possa rappresentare simbolicamente un qualsiasi raggruppamento religioso.Ackroyd 1984 p. 263Gordon 2000 p. 242
Contenuto
Si utilizza la struttura comune dei Quattro quartetti, in cinque tempi.
I tempo
Il primo tempo è suddiviso in tre parti distinte, la prima delle quali riprende il tema dello sconvolgimento delle stagioni, già presentato nel secondo tempo di East Coker, ampliandolo e approfondendone la visione estatica. Si tratta della "primavera di mezzo inverno", che è "una stagione a parte, / sempiterna, benché fradicia d'acqua poco prima del calare del sole. / sospesa nel tempo, tra il polo ed il tropico.". È stata da alcuni riscontrata una somiglianza con l'associazione visionaria tra le stagioni meteorologiche e quelle spirituali già presente all'inizio della Waste Land, e in effetti il linguaggio estatico che legge e sente gli eventi naturalistici in chiave interiore è assai simile in entrambi i componimenti.James Johnson Sweeney, Little Gidding: Introductory to a Reading, Poetry, A Magazine of Verse, vol. LXII, n. IV, luglio 1943 p. 219 osserva inoltre che nell'Assassinio nella cattedrale il tentatore offre a Thomas Becket una promessa di piaceri materiali quasi usando le stesse parole: "Primavera è venuta nell'inverno. La neve sui rami / danzerà come dolce fioritura. Il ghiaccio lungo i fossi / rifletterà il sole. Amore nel giardino / spingerà la linfa ai bocci."
Viene descritta un'altra illuminazione improvvisa, in cui le parole apparentemente legate agli eventi meteorologici risuonano ben al di là del senso letterale: "Il breve sole incendia il ghiaccio, su stagni e fossi, / nel freddo senza vento che è il calore del cuore, / riflettendo in uno specchio acquoso un riverbero che acceca nel primo pomeriggio."Attilio Brilli in Eliot, T. S. Quattro quartetti, Garzanti, Milano, 1994 p. 106 Il significato interiore si fa ancora più chiaro nei versi seguenti, in cui uno "splendore più intenso" del fuoco "agita lo spirito ottuso: non vento, ma fuoco di Pentecoste / nel tempo oscuro dell'anno.". Appare qui il riferimento alla discesa del fuoco dello Spirito Santo nella Pentecoste, intendendo con ciò un risveglio ormai del tutto spirituale, a causa del quale "tra il disgelo ed il gelo / la linfa vitale dell'anima trema". Tutto avviene in modo misterioso e contrario alle leggi del tempo, come un'improvvisa fioritura nel momento che sembra il meno adatto, trovandoci noi ancora nel mezzo della stagione invernale, immersi nell'oscurità e avvolti dal gelo: si rivela qui l'estraneità di ciò che è eterno alle leggi ed ai meccanismi del tempo.Brilli, 1994 pp. 106-107 Questa prima parte termina con il poeta che si chiede dove e quando avrà luogo l'estate dello spirito, il momento in cui l'azione vera avrà inizio: "Dov'è l'estate, l'inimmaginabile / ora X dell'estate?".Angelo Tonelli in Eliot, T. S. La terra desolata - Quattro quartetti, Universale Economica Feltrinelli, 1998 p. 170 spiega che qui Eliot utilizza il linguaggio militare, dove l'ora X (zero hour) è l'ora dell'inizio di un'azione.
Nella seconda parte del primo tempo Eliot introduce l'immagine del pellegrinaggio, richiamando il ricordo della sua visita al villaggio di Little Gidding nel mese di maggio del 1936 e rivivendo nella memoria "la voluttuosa dolcezza" delle siepi "bianche di nuovo, in maggio", per la neve che ancora le ricopriva. Il poeta afferma che non fa differenza venire in questo luogo "di notte, come un re disperato" (è un richiamo alla sosta nel 1646 del re Carlo I d'Inghilterra, in fuga dopo la sconfitta nella battaglia di Naseby contro l'esercito del Parlamento guidato da Oliver Cromwell),Brilli, 1994 p. 107 o "di giorno, senza sapere per che cosa si è venuti", giungendo infine davanti alla facciata insignificante della piccola chiesa, vicino alla pietra tombale dove riposano i resti di Nicholas Ferrar.
Il motivo per il quale si è giunti non ha importanza, in quanto esso "è solo il guscio, la buccia di un significato / il cui scopo appare solo quando si è adempiuto.". Eliot dichiara qui che lo scopo del pellegrinaggio è qualcosa che va oltre l'immaginazione di chi si mette in cammino, ed una volta raggiunto, avviene un cambiamento nelle persone.
In conclusione di questa seconda parte il poeta elenca alcuni luoghi da lui giudicati "alla fine del mondo", nel senso che sono visti come delle "porte" tra il tempo e l'eternità: l'isola di Iona nelle isole Ebridi Interne al largo della Scozia occidentale, "alle fauci del mare", in cui l'eremita San Columba fondò un monastero, quella di Lindisfarne al largo della costa del Northumberland, dove si ritirò San Cutberto, il "lago scuro" di Glendalough nella contea del Wicklow in Irlanda, dove San Kevin fondò un eremo, il deserto della Tebaide in un distretto dell'Alto Egitto con capoluogo la città di Tebe, dove visse Sant'Antonio abate, e infine la città di Padova, luogo dove visse l'altro Sant'Antonio.Hayward, 1950 p . 149 Ma questo luogo, il luogo dove il poeta è stato, è il più vicino, "nello spazio e nel tempo, / ora e in Inghilterra.".
Nella terza parte Eliot intuisce il profondo significato del pellegrinaggio e del luogo a cui si perviene, affermando che qualunque siano il motivo e la strada che si percorre per giungervi, alla fine "sarebbe sempre lo stesso: voi dovreste spogliarvi / del senso e della ragione.". Non si giunge in questo posto per indagare, per studiare, per soddisfare una mera curiosità o per scrivere una relazione. Si è qui solo per un motivo: "inginocchiarsi / dove la preghiera è stata valida.". Inizia qui una breve riflessione sulla preghiera, che il poeta afferma essere ben di più che una sequenza di parole, o un'attività cosciente della mente, o peggio ancora il suono della voce che recita delle formule. Essa è qualcosa di ineffabile, al punto che i componenti della comunità del villaggio, morti da molti secoli, "da vivi non trovavano le parole", ma ora possono spiegare che cos'è la vera preghiera: "la comunicazione / dei morti è avvolta in lingue di fuoco al di là del linguaggio dei vivi.".Brilli, 1994 p. 107 afferma che qui si chiarisce e prende evidenza il significato religioso del poema. La religione, a differenza che in Burnt Norton e in The Dry Salvages, dove appare solo a tratti, qui invece si afferma fin dal principio e ispira tutta la poesia.
Il tempo si conclude con l'intuizione che questo è un luogo in cui l'eternità si interseca con il tempo, e viene evocata ancora una volta la "via della notte oscura" di San Giovanni della Croce, con il percorso per negazioni e contrari: "Qui, l'intersezione del momento senza tempo / è l'Inghilterra e nessun luogo. Mai e sempre.".
II tempo
“Il fuoco vive nella morte dell'aria e l'aria nella morte del fuoco, L'acqua vive nella morte della terra e la terra nella morte dell'acqua”. Questo frammento di Eraclito è all'origine dell'ispirazione delle prime tre strofe del secondo tempo, in cui Eliot descrive con immagini forti e incisive la morte dei quattro elementi, richiamando temi già presentati negli altri quartetti.
Il poeta analizza in dettaglio ciò che costituisce la fine di ciascun elemento, e anzitutto ricorda “il giardino delle rose”, ora bruciate, con un richiamo al primo tempo di Burnt Norton, evocando poi la polvere che vaga nell'aria dove un tempo vi fu una casa (allusione ai bombardamenti di Londra durante la Guerra Mondiale, di cui Eliot stesso fu testimone), dove una storia ebbe fine, dove non resta che “il muro, un rivestimento di legno, e il topo” (allusione all'inizio di East Coker). “La morte della speranza e della disperazione, / questa è la morte dell'aria."F. O. Matthiessen, The Achievenment of T. S. Eliot, 3rd edition, Oxford University Press, 1958 p. 180 rileva che l'uso del ritornello, un tempo spesso usato da Eliot come nel canto d'amore di J. Alfred Prufrock o nella poesia The Hollow Men, ritorna in questi versi dopo molto tempo.