Il Mandamento Jonico o Montagna è una sovrastruttura territoriale della 'Ndrangheta che si pone come organo di raccordo tra il sovrastante Crimine e le sottostanti locali che insistono nell'area jonica e aspromontana della provincia di Reggio CalabriaII relazione Semestrale della DIA 2010, p144..
Viene scoperta, insieme al Mandamento Tirrenico e al Mandamento Centro per la prima volta con l'operazione Crimine del 2010.
Dalla seconda relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia del 2010, l'analisi semestrale per l'organizzazione criminale calabrese già suddivisa per provincie, solamente per la Provincia di Reggio Calabria, viene suddivisa anche nei 3 mandamenti scoperti dall'operazione Crimine.
Attualmente risultano egemoni il Locale di Platì, San Luca, Africo, Siderno, Santo Stefano in Aspromonte, Ciminà, Natile di Careri e Marina di Gioiosa Ionica e le 'ndrine appartenenti ad essi: Barbaro-Trimboli-Marando, Nirta-Strangio, Serraino-Musolino, Varacalli, Cua-Ietto, Pelle-Vottari, Morabito-Palamara-Bruzzaniti, i Commisso, i Costa, gli Aquino-Coluccio e i MazzaferroII relazione Semestrale della DIA 2016, p86-88..
Struttura Il mandamento Jonico come gli altri mandamenti ed il resto della Calabria è composto da locali e 'ndrine che si suddividono il territorio. Per i locali di Antonimina, Ardore, Canolo, Ciminà e Cirella di Platì esiste una sovrastruttura chiamata Corona scoperta dalle forze dell'ordine nel 2012 a cui sono attribuite cariche e funzioni specifiche quali: Capo Corona, Mastro di Corona e Capo consigliere di CoronaSeconda relazione semestrale del 2017 della DIA, p.24-30 e di cui ne viene confermata l'esistenza nell'operazione Mandamento Jonico del 2017.
Locali Di seguito l'elenco dei locali che fanno riferimento alla "Ionica". Tra parentesi l'operazione delle forze dell'ordine in cui viene scoperto o confermato l'ultimo anno in cui viene rilevata la sua attività.
Locale di AfricoOperazione Crimine del 2010, p.970, (Mandamento 2017) Locale di AntoniminaSeconda relazione semestrale del 2014 della DIA, p.76: Raso e Romano Locale di Ardore: Romanello e Bova (Mandamento 2017) Locale Banco nuovo (Brancaleone)p.28, II Relazione semestrale del 2017 della DIA (Mandamento Jonico 2017) Locale di Bianco (Mandamento 2017) Locale di Canolo: Raso e D'agostino con a capo Giuseppe Raso (2010)Operazione Crimine del 2010, p.22 Locale di Ciminà: Nesci, Polifroni, Varacalli, Spagnolo Locale di Condofuri (Mandamento 2017) Locale di Ferruzzano (Mandamento 2017) Locale di Gioiosa JonicaOperazione Crimine del 2010, p.1019: Ursino e Macrì Locale di Grotteria: Mazzaferro e Focà con a capo Carmelo Bruzzese (2010)Operazione Crimine del 2010, p.17 Locale di Locri (Mandamento 2017) Locale di Mammola con a capo Salvatore Macrì (2010)"Operazione Crimine del 2010, p.21 Locale di Marina di Gioiosa Jonica: Aquino, Coluccio; Mazzaferro, Ursino, Costa-Curciarello Società di Melito Porto Salvo: Iamonte, Zavettieri, Maesano-Pangallo-FavasuliOperazione Crimine del 2010, p.841 (Mandamento 2017) Locale di Natile di Careri (Mandamento 2017) Locale di PalizziOperazione Crimine del 2010, p.967 (Mandamento 2017) Locale di Platì: Barbaro, Marando-Trimboli (Mandamento 2017) Locale di Cirella di Platì: Fabiano (Mandamento 2017) Locale di Portigliola (Mandamento 2017) Locale di Roccaforte del Greco: Zavettieri, Maesano-Pangallo-Favasuli Locale di Roghudi: Zavettieri, Maesano-Pangallo-FavasuliOperazione Crimine del 2010, p.960 (Mandamento 2017) Locale di San Lorenzo (Mandamento 2017) Locale di San Luca: Nirta "Scalzone", Romeo "Staccu", Pelle "Gambazza", Mammoliti, Giorgi "Bovicianu", Nirta "Versu", Giorgi "Ciceri", Vottari "frunzu", Strangio "Jancu", Strangio "Barbaru" Locale di Sant'Ilario (Mandamento 2017) Locale di Santo Stefano in Aspromonte Locale di Siderno con a capo Bruno Gioffrè (2010) Locale di Spropoli di Palizzi (Mandamento 2017) Locale di Stignano: Leuzzi con a capo Cosimo Leuzzi (2015)
'ndrine Aquino (Marina di Gioiosa Jonica) Barbaro (Platì) Belcastro Bova Bruzzaniti (Africo) Callà Coluccio(Marina di Gioiosa Jonica) Commisso-Macrì (Siderno) Cordì (Locri) Costa (Siderno) Costa-Curciarello(Siderno) Cumps di frazione Razzà di Brancaleonep.27, II Relazione semestrale del 2017 della DIA (vicini ai Morabito) Cua-Ietto-Pipicella (Natile di Careri)p.30, II Relazione Semestreale del 2017 della DIA Cuppari D'Agostino Fabiano (Cirella di Platì) Ferruzzano Giorgi Iamonte Jerinò Loiero Mammoliti Marando (Platì) Morabito (Africo) Musolino (Santo Stefano in Aspromonte) Nesci Nirta (Scalzone) Nesci (Ciminà) Palamara Paviglianiti. Pangallo-Maesano-Favasuli Pelle Polifroni () Romanello Romano (Antonimina) Romeo-Pelle Romeo "Staccu" Ruga-Leuzzi Scriva Spagnolo (Ciminà) Serraino (Santo Stefano in Aspromonte) Talia (Bruzzano Zeffirio) Trimboli Varacalli (Ardore) Zavettieri
Storia Le 'ndrine dell'area jonica hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con i distaccamenti di oltremare di Canada e Australia sin dai tempi di Antonio Macrì tra gli anni '60 e '70 che aveva avviato rapporti criminali con le consorterie canadesi, quello che sarebbe poi stato battezzato dagli investigatori come Siderno group. Ciò ha favorito una notevole propensione narcotraffico internazionale, e alla creazione di sodalizi per l'acquisto di droga dal Sud America. Dall'operazione Crimine si evince che era Giuseppe Commisso del locale di Siderno a tenere le fila tra il Canada e l'AustraliaOperazione Crimine.
Inizio '900 Nel 1903 il capitano dei carabinieri Giuseppe Petella descrive una cosca che opera ad Africo, San Luca, Casalnuovo, Santo Stefano e Bruzzano di riunioni al Santuario della Madonna di Polsi.. Nel 1906 la Corte d'Appello delle Calabrie dimostra come elementi di una cosca di Gallico, attecchiscono anche negli Stati Uniti, dove il capo Giovanni Costa viene definito capo della mano nera (o maffia).
Anni '10
Anni '20 e '30 - L'onorata società di Cirella
In questo periodo, anche a causa della mancanza di informazioni dovute anche al regime fascista si hanno poche informazioni. Grazie però alla testimonianza di Maria Marvelli si è venuti a conoscenza della situazione dell'onorata società a Cirella, frazione di Platì. Si scopre che in questo periodo oltre alle attività di rapina, atti vandalici, stupri, mutilazioni e omicidi l'onorata società iniziava a dirigere le feste religiose e chiunque volesse intraprendere affari o sposarsi con donne di Cirella doveva entrare a far parte nell'onorata società. Tra i criminali di spicco vi era Paolo Agostino marito di Maria Marvella. Francesco Polito, figlio di un precedente matrimonio fu iniziato all'organizzazione e il capo dell'onorata società di Cirella gli offrì in sposa sua figlia. Paolo Agostino non acconsentì al matrimonio creando una spaccatura in seno all'Onorata società.. Nel 1933, il regima fascista manda Paolo Agostino al confino ad Ustica e successivamente anche il capo dell'onorata società. Di questo vuoto di potere ne approfittarono Bruno, Rocco e Francescantonio Romeo usando come capo "fantoccio" l'incensurato e non affiliato Francesco Macrì. Il 2 marzo 1936 Agostino fa ritorno, e poiché aveva rivelato al medico del paese chi gli avesse rubato il piccolo toro che possedeva, e ciò era contro le regole dell'Onorata società in una riunione fu stabilita la sua condanna a morte. Dopo diversi tentativi, 10 persone riuscirono a isolarlo e a ucciderlo, costringendo il figlio di Agostino a vederne l'orrenda fine. Questi furono arrestati e torturati dai carabinieri che li costrinsero a confessare il delitto; il tribunale li condannò. Maria Marvelli fu risarcita di Lire corrispondenti a una somma equivalente al valore della sua abitazione. In tribunale fu portata anche una lista dei 104 affiliati che sottostavano al capo-fantoccio di Francesco Macrì ma il giudice ritenne che fosse "voce pubblica", alla stregua di dicerìe e non li condannò.
1927 - Gioiosa Ionica - viene ritrovato un codice di comportamento nella Malavita.. 1928 - Grotteria - 1929 - Ardore - Viene arrestato un gruppo di 49 persone appartenenti alla stessa 'ndrina che esercitava il Diritto di Camorra nei confronti dei negozi.. 1937 - Siderno - Un testimone confessa l'esistenza dell'Onorata Società e ne rivela alcune formule d'iniziazione..
Anni '40
Anni '50 - La faida di Platì
Anni '60 Faide di Locri e Ciminà La prima faida nota che si attesta nell'area jonica è quella di Locri: ebbe inizio nel 1967 a causa dell'omicidio di Domenico Cordì compiuto per punire uno sgarro verso Antonio Macrì. Da allora le cosche Cataldo e Macrì si sono combattute a più riprese fino agli arresti compiuti nel 1999 che hanno, sembra, calmato la situazione.
Il summit di Montalto
Il 26 ottobre 1969 si svolge a Montalto, sulla cima più alta dell'Aspromonte un incontro al vertice di oltre 150 esponenti di spicco della 'ndrangheta con ruolo di capibastone, capo-società, contabili e mastri di sgarro tra cui Giuseppe Zappia, ‘Ntoni Macrì, Mico Tripodo, Antonio Romeo, Francesco Scopelliti, Angelo Olivierio, 6 persone di Condofuri e altre per decidere e riassestare l'organizzazione nella sua interezza e di azioni da intarprendere contro le forze dell'ordine ed il questore Emilio Santillo. Giuseppe Zappia prenderà la parola dicendo: "non c'è 'ndrangheta di Mico Tripodo, non c'è 'ndrangheta di 'Ntoni Macrì, non c'è 'ndrangheta di Peppe Nirta". L'incontro verrà scoperto e interrotto dalle forze dell'ordine con l'operazione Montalto condotta dal commissario Alberto Sabatino.. L'omonimo processo celebrato dal Tribunale di Locri giudicarono 72 presunti affiliati accusati a vario titolo di associazione a delinquere e dentezione illegale d'armi.
Anni '70 Il periodo dei sequestri di persona
La prima guerra di 'ndrangheta
Anni '80 La faida di Gioiosa Ionica Negli anni '80 scoppiano due faide a Gioiosa Jonica e a Marina di Gioiosa Jonica: Fra gli Aquino e i Mazzaferro. Fra gli Jerinò e gli Ursino.
La faida di Siderno Nel 1987 a Siderno scoppia una lotta tra la 'ndrina dei Costa che volle rendersi autonoma dalla potente 'ndrina dei Commisso. Ebbe termine nei primi anni novanta dopo più di 50 morti e vide un forte ridimensionamento dei Costa, sconfitti dai Commisso che ebbero l'aiuto di altre cosche reggine come i Molè e i Piromalli. Durante la faida un uomo dei Costa venne ucciso a Toronto e un Carabiniere assoldato come killer dai Costa venne ritrovato bruciato e decapitato in un'auto.
Il Siderno Group
La faida di Mammola Nel 1987 dopo la morte del boss Annibale Mazzone a capo della cosca che comprendeva i Callà e i Macrì, le due cosche hanno incominciato a contendersi il territorio con le armi e l'inizio della faida che ha allontanato diversi esponenti dei Callà e dei Macrì da Mammola.
La faida di Motticella
Anni '90 La faida di Roghudi e San Luca Negli anni '90 scoppia la faida di Roghudi tra i Pangallo-Maesano-Favasuli, Romeo, e gli Zavettieri, in cui finiscono coinvolti anche gli Iamonte per l'omicidio dell'8 aprile 1992 di Giacomo Falcone, imprenditore amico di questi. Dopo 14 morti la Provincia riesce a far concludere la faida.. A Roghudi intorno a gennaio 1994 viene ucciso Sebastiano Zavettieri, il boss di Roghudi, insieme a suo figlio Mario, un giovane architetto. Il sospettato di aver guidato l'operazione fu Antonio Pangallo, che fu ucciso in seguito a Roccaforte del Greco il 12 ottobre 1994, insieme al figlio Giovanni di appena 24 anni. La faida si conclude nel 1998 con 50 morti.
A Sant'Ilario dello Ionio il 15 agosto 1990 viene ucciso Emanuele Quattrone (mandato dai De Stefano per proteggerlo dalla faida con gli Imerti) e secondo l'operazione Primaluce si apre una nuova faida con i Belcastro-Romeo che vogliono distaccarsi dai D'Agostino.