Lantifascismo in Italia è l'insieme dei movimenti eterogenei che si contrapposero al regime e alle attività promosse o attuate dal governo fascista di Benito Mussolini tra il 23 marzo 1919 e il 28 aprile 1945, durante il ventennio fascista.
L'antifascismo in Italia fu un fenomeno eterogeneo che coinvolse trasversalmente tutti i ceti e diversi orientamenti politici., anche non in modo organizzato, dagli operai fino al personale della pubblica amministrazione, compresi addirittura accademici e ufficiali dell'esercitoAd esempio, il capitano Arnaldo Ciaramella e il caporale Giuseppe Bonaventura Tomeo (vd. , Alexander Höbel,"L’antifascismo operaio e popolare napoletano negli anni Trenta Dissenso diffuso e strutture organizzate", Ediesse, 2006, p. 237-238).. Esso si manifestò con varia intensità fin dalla comparsa del movimento fascista: nel gennaio 1925 Mussolini, ormai capo del governo, si assunse la responsabilità dell'omicidio Matteotti, preludendo in modo esplicito all'instaurazione della dittatura, a cui si contrappose in maggio la pubblicazione del Manifesto degli intellettuali antifascisti.
L'antifascismo fino al 1945 Primo dopoguerra
Al termine della prima guerra mondiale, l'Italia fa ben presto esperienza della drammatica depressione economica del 1920–1921. In questo periodo, il movimento antifascista è costituito da una parte dai componenti delle organizzazioni operaie, dai militanti socialisti, comunisti e anarchici (la cui presenza è nettamente maggioritaria), e dai rappresentanti delle organizzazioni liberali. Accanto ad essi erano presenti frange militari, associazioni di reduci della prima guerra mondiale, cattolici e liberali, che poi in parte confluiranno nel Partito d'Azione (seguendo i dettami di Piero Gobetti).
Non trascurabile è l'apporto dei repubblicani e dei popolari. Negli anni venti questi ultimi dettero all'antifascismo capi militari come Vincenzo Baldazzi, poi capo della Resistenza romana per Giustizia e Libertà e il consigliere Ulisse Corazza, che partecipò con una squadra di popolari alla difesa di Parma del 1922. Malgrado comunque inizialmente il partito popolare facesse parte della coalizione di governo di Mussolini, sin dal 1920 realizzò un progressivo allontanamento dal fascismo che, all'indomani del delitto Matteotti, diventò opposizione politica con l'uscita dei popolari (attaccati sempre più spesso dalle squadre fasciste) dalla coalizione di governo.
Durante il periodo immediatamente successivo all'affermarsi del fascismo gli scontri continuarono in molte città, come ad esempio Genova, nelle quali erano attive formazioni di difesa proletaria. La classe operaia espresse personalità di livello sia sotto il profilo intellettuale che militare come Umberto Marzocchi, Lorenzo Parodi, Giuseppe Di Vittorio, Ilio Barontini ed Emilio Canzi. Il Partito Liberale Italiano (PLI), anche se non svolse quasi mai una funzione di grande rilevanza nel panorama politico italiano, non raggiungendo mai un ragguardevole consenso di voti, ebbe, invece, sempre grande prestigio intellettuale e i primi due Presidenti della Repubblica Italiana: Enrico De Nicola e Luigi Einaudi.
A causa dell'eterogeneità politica di chi concepisce l'antifascismo tra i propri principi, nella storia si sono verificati tensioni o scontri tra le diverse anime del movimento.
, a livello tattico la collaborazione permaneva al di là dei dissidi ideologici.
Lo spirito collaborativo tattico fra le varie frange delle formazioni di difesa proletaria, nel periodo, traspare dall'intervista a Francesco Leone, comunista e uno dei principali capi degli Arditi del Popolo di Vercelli, comandante partigiano di importanza nazionale, dichiarato Padre CostituenteElenco riportato dal segretario generale della camera Grisolia: la Costituzione della Repubblica nei lavori preparativi dell'assemblea costituente, Roma 1970, Vol I-VIII, sindacalista e organizzatore delle lotte di emancipazione nel settore risiero. In tale intervista egli racconta che una squadra di anarchici operai coprì i suoi movimenti dopo la partecipazione a un'azione durissima contro i fascisti e a sua insaputa era stato identificato. La squadra anarchica lo seguiva di notte quando rincasava per proteggergli le spalle"Vedi, c'era un gruppo di anarchici. Qui c'era stato Luigi Galleani, che era stato in America e per un certo periodo poi era stato anche qui. Anzi, io credo che questo gruppo di anarchici si chiamasse il gruppo Galleani. E questo gruppo era composto da elementi molto decisi, molto decisi. Ricordo, per esempio, dopo quella lotta lì con i fascisti, io son sempre uscito tutte le sere, nonostante che ci fossero sempre scontri, una volta mi hanno anche sparato da un viale: a pochi metri di distanza non m'hanno preso. Ebbene, questi anarchici, a mia insaputa, dopo questo atto, si distribuivano la notte nei giardini proprio a mia difesa, senza che io neanche lo sapessi", ,
Opposizione al regime (1924-1945)
In vista delle elezioni politiche italiane del 1924, Mussolini fece approvare una nuova legge elettorale (legge Acerbo) che avrebbe dato i due terzi dei seggi alla lista che avesse ottenuto la maggioranza con almeno il 25% dei voti. La campagna elettorale si tenne in un clima di tensione senza precedenti con intimidazioni e pestaggi. La Lista Nazionale guidata da Mussolini ottenne la maggioranza assoluta, con il 64,9% dei voti. Le elezioni politiche del 1924, come ha scritto lo storico e senatore comunista Francesco Renda, furono comunque "la prima e ultima legittimazione costituzionale del fascismo".
Il 30 maggio 1924, il deputato socialista Giacomo Matteotti prese la parola alla Camera contestando i risultati delle elezioni.Testo del discorso su Wikisource Il 10 giugno 1924 Matteotti venne rapito e ucciso dagli squadristi. L'opposizione rispose a questo avvenimento ritirandosi sull'Aventino (Secessione aventiniana), ma la posizione di Mussolini tenne fino a quando il 16 agosto il corpo decomposto di Matteotti fu ritrovato nei pressi di Roma. Uomini come Ivanoe Bonomi, Antonio Salandra e Vittorio Emanuele Orlando esercitarono allora pressioni sul re affinché Mussolini fosse destituito, Giovanni Amendola gli prospettò scenari inquietanti, ma Vittorio Emanuele III appellandosi allo Statuto Albertino replicò: «Io sono sordo e cieco. I miei occhi e le mie orecchie sono il Senato e la Camera»Fonte: Luciano Regolo, Il re signore: tutto il racconto della vita di Umberto di Savoia, Simonelli Editore, 1998 - ISBN 88-86792-14-X e quindi non intervenne.
Ciò che accadde esattamente la notte di San Silvestro del 1924 non sarà forse mai accertato; secondo la ricostruzione maggiormente condivisa, compiuta da Renzo De FeliceMussolini il fascista. Vol. I: La conquista del potere, 1921-1925, Collana Biblioteca di cultura storica. Einaudi, Torino, 1966., una quarantina di consoli della Milizia, guidati da Enzo Galbiati, ingiunsero a Mussolini di instaurare la dittatura minacciando di rovesciarlo in caso contrario.
Il 3 gennaio 1925, alla Camera, Mussolini recitò il famoso discorso in cui si assunse ogni responsabilità per i fatti avvenuti, che preludeva all'avvento della dittatura.Testo del discorso su Wikisource
Nel maggio 1925, una serie di intellettuali pubblicarono il Manifesto degli intellettuali antifascisti sui quotidiani Il Mondo e Il Popolo.
Il 26 gennaio, nel suo primo e unico intervento da deputato, Gramsci denunciò la doppia componente del fascismo, quella piccolo-borghese alleata e sponsorizzata dall'altra dei grandi proprietari terrieri e industriali, e ironizzò pesantemente sull'ex alleato di partito, rievocando il suo passato socialista.
Nel biennio 1925-1926, vennero emanati una serie di provvedimenti liberticidi: vennero infatti sciolti tutti i partiti e le associazioni sindacali non fasciste, venne soppressa ogni libertà di stampa, di riunione o di parola, venne ripristinata la pena di morte e il 1º febbraio 1927 fu istituito il Tribunale speciale con amplissimi poteri, in grado di mandare al confino con un semplice provvedimento amministrativo le persone sgradite al regime.
La legge 24 dicembre 1925, n. 2263 cambiò le caratteristiche dello stato liberale: Benito Mussolini cessò di essere presidente del Consiglio, cioè primus inter pares tra i ministri e diventò primo ministro segretario di Stato, nominato dal re e responsabile di fronte a lui e non più al Parlamento; a loro volta i vari ministri furono nominati dal re su proposta del primo ministro e responsabili sia di fronte al re sia di fronte al primo ministro. Inoltre la legge stabilì che nessun progetto potrà essere discusso dal Parlamento senza l'approvazione del primo ministro.
Il 4 febbraio 1926, i sindaci elettivi vennero sostituiti da podestà nominati con regio decreto, mentre gli organi elettivi quali consigli e giunte vennero sostituiti da consulte comunali di nomina prefettizia. La legge 25 novembre 1926, n. 2008 (Provvedimenti per la difesa dello Stato), una delle cosiddette "leggi fascistissime", vietò il ricostituirsi di organizzazioni o partiti disciolti per ragioni di ordine pubblico, anche all'estero, vietò la propaganda contraria al prestigio nazionale e inoltre istituì il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, con lo scopo di reprimere l’opposizione contro lo stato fascista, ovvero tutti i fenomeni antifascisti. Tra le pene previste per gli oppositori dello Stato, questa legge ammetteva la pena di morteCamera dei Deputati, "La legislazione fascista 1922-1928." Roma, Tipografia della Camera dei Deputati (1929)., reintroducendola così nell'ordinamento italiano dopo la sua abolizione del 1889.
Il 16 marzo 1928, la Camera dei deputati venne chiamata a votare il criterio per il rinnovo della rappresentanza nazionale. Il criterio previde una lista unica di 400 candidati scelti dal Gran Consiglio del Fascismo su proposta dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro nonché da altre associazioni riconosciute. Gli elettori approveranno o meno tale lista. La riforma passò, quasi senza discussioni, con 216 sì e 15 no. Giolitti fu uno dei pochi a protestare, ma venne messo subito a tacere da Mussolini con la frase: «Verremo da lei a imparare come si fanno le elezioni». Al Senato del Regno le proteste furono leggermente più animate, ma la legge passò con 161 favorevoli e 46 contrari. L'8 dicembre si chiuse così la 28ª legislatura.
Il 24 marzo 1929, il popolo italiano venne chiamato a votare la lista di deputati proposta dal Gran Consiglio del Fascismo: otto milioni e mezzo voterà sì, soltanto 136.000 voterà no, la percentuale dei votanti è dell'89,6%.
Gli antifascisti si riunirono in gran parte nella Concentrazione antifascista di Parigi, oltre che intorno a Benedetto Croce, che scrisse il Manifesto degli intellettuali antifascisti.
Mussolini subirà alcuni attentati, ma riuscirà sempre a sopravvivere.
Repressione del dissenso durante il governo fascista
Repressione dell'opposizione politica Il nuovo codice penale di Alfredo Rocco, redatto nel 1930Entrò in vigore nel 1931., ampliò e inasprì le pene contro la personalità dello StatoSbriccoli, Mario. "Caratteri originari e tratti permanenti del sistema penale italiano." Storia d’Italia 14 (1997): 486-551., pertanto l'antifascismo divenne reato. Il codice Rocco incluse, come anticipato dalla legge del 1926, anche la pena di morte contro i reati per i delitti politici, oltre che per i delitti comuniMarinucci, Giorgio, and Emilio Dolcini. Manuale di diritto penale: parte generale. Giuffrè editore, 2012.. Ottenuto così il controllo dell'apparato statale, il Partito Nazionale Fascista iniziò a usare le forze di polizia per reprimere l'antifascismo.