Questa pagina tratta la storia della Casertana Football Club dal 1908 ai giorni nostri.
Storia Dalle origini agli anni trenta Il calcio a Caserta ebbe inizio nel 1908 per iniziativa di un cameriere del Circolo Nazionale, Mimì Bluette; il primo campo di gioco fu la Reggia di Caserta e il primo nome scelto per la squadra cittadina fu Robur Caserta con il bianco e il nero come colori sociali.. Quattro anni dopo, venne fondata anche l’Unione Sportiva Volturno che aveva come colori sociali il nero e il verde e sul petto un vistosissimo scudetto rossoblù prendendo i colori della città. e successivamente, venne fondata anche l’Associazione Sportiva Ausonia. nata da una costola della prima società. Nel 1914, poi, con la fusione dei due precedenti sodalizi nasce la Pro Caserta con il rosso-blu come colore sociale che nel 1919 vinse le qualificazioni pre-campionato conquistandosi la promozione in Prima Categoria 1919-1920 rimanendoci solo per una stagione per poi retrocedere e sciogliersi definitivamente.
Il 7 agosto 1924 nacque ufficialmente l'Unione Sportiva Casertana e il primo presidente fu l'avvocato Marco Biggiero.; s'iniziarono a disputare gare amichevoli per saggiare il valore della squadra e, dopo una mortificante sconfitta per 10-0 subita contro l'Internaples, si decise di rivoluzionare la rosa, facendo arrivare a Caserta diversi giocatori ungheresi tra cui Sangiorgi e Ruprich; fu così che la Casertana nelle 36 amichevoli disputate nel 1925 ottenne ben 34 vittorie, 2 pareggi e nessuna sconfitta. Nel 1925-26 la squadra si iscrisse al campionato di Prima Divisione, la massima serie dell'epoca: si classificò al terzo posto nel girone eliminatorio campano, dietro a Internaples e Bagnolese. Nel 1926-27, a causa della Carta di Viareggio, la Prima Divisione in cui militava la Casertana fu declassata al secondo livello dell'epoca. Dopo le prime giornate del campionato 1926-27, con sentenza del 27 ottobre 1926, la Casertana fu esclusa dalla seconda serie nazionale per gli scontri avvenuti nella partita interna contro la formazione capitolina del Roman, quando l'arbitro Mastroserio concesse alla formazione ospite ben 3 calci di rigore nel corso della partita; il Direttorio Divisioni Superiori comminò una sanzione tanto pesante sulla base delle dichiarazioni dell'arbitro di essere stato aggredito, sequestrato e costretto, "con metodi indegnamente sportivi", a firmare una dichiarazione con cui si impegnava a non denunciare le violenze subite,Il Mezzogiorno del 29-30 ottobre 1926. ma il presidente della Casertana Mario Biggiero obiettò a tali accuse sostenendo che l'arbitro era stato aggredito per motivi non riconducibili alla partita ma per aver offeso i fascisti locali;Il Mezzogiorno del 5-6 novembre 1926. in seguito al ricorso del sodalizio campano, il Direttorio Federale aprì un'inchiesta al termine della quale, il 18 novembre, riammise la Casertana al campionato multandola di 5000 lire e squalificandone il campo per due giornate.Il Mezzogiorno del 20-21 novembre 1926. La Casertana poté così portare a termine il campionato, chiuso al quarto posto; la squadra non riuscì tuttavia a iscriversi al campionato successivo per gravi difficoltà economiche rimanendo inattiva. In risposta alla crisi societaria che minacciava seriamente di lasciare Caserta senza una squadra di calcio, il 16 aprile 1927 il direttorio fascista di Caserta pubblicò un manifesto con cui annunciò, per ordine delle superiori gerarchie, lo scioglimento del consiglio direttivo dell'USF Casertana e la sua ricostituzione con altri membri: l'intento era di ricostituire, con lo stesso nome, una società polisportiva a vaste basi popolari che potesse rappresentare degnamente la città, annunciando inoltre la costruzione di uno stadio degno.Il Mezzogiorno del 21-22 aprile 1927.
Nel 1937 fu costruito lo Stadio Alberto Pinto, dove la squadra gioca tuttora.
Gli anni quaranta Nel 1940 la Casertana giocò il campionato di Prima Divisione Regionale (quarto livello calcistico dell'epoca) giungendo terza alle spalle dell'Associazione Polisportiva Scafatese e del Gladiator di Santa Maria Capua Vetere. Il Gladiator, tuttavia, non riuscì a iscriversi al successivo campionato di Serie C, lasciando così il posto alla Casertana.
La Casertana fu inserita nel Campionato campano 1945 insieme a Napoli e , e proprio contro la Salernitana accadde un incidente durante il derby giocato nel campo di Via Roma a Caserta: quando la società ospite era in vantaggio per 3 reti a 1, venne annullato un gol al rossoblù Mario Fusco, il quale schiaffeggiò l'arbitro e diede un chiaro "segnale" ai tifosi di casa di invadere il campo. Fusco fu squalificato a vita e solo in seguito a un dettagliato reclamo della società rossoblù la squalifica fu ridotta a un anno.
Dagli anni cinquanta agli anni ottanta Nel 1950 la Casertana chiuse il campionato di Promozione (l'antesignana della Serie D) al primo posto, insieme con l': si rese così necessario uno spareggio che si giocò nel campo neutro dello Stadio Collana di Napoli. La Casertana vinse 2-1 ed ebbe accesso così alla fase finale per la promozione in Serie C. Gli spareggi per la promozione con Toma Maglie e Nissena andarono avanti fino a metà agosto, quando per determinare le promosse in Serie C si rese necessario un sorteggio dal quale il nome della società rossoblù uscì per ultimo: l'iniquo esito fu comunque sanato dalla FIGC con un ripescaggio.
Durante la stagione sportiva 1959/60, la Casertana attraversa un lungo periodo di crisi. Il Presidente Limone investe ingenti capitali per rinforzare la squadra, acquistando nuovi calciatori e ingaggiando un nuovo allenatore. Purtroppo, gli sforzi non portano i risultati sperati e, alla fine del girone di andata, la squadra accumula solo nove punti, venendo retrocessa in quarta serie. In seguito a questo insuccesso, il Presidente presenta le dimissioni. Dopo un periodo di reggenza di Luigi Cuccaro, il CONI, presieduto dall'Avv. Donato Messore, decide il 1° febbraio 1960 di affidare la squadra a un Commissario Straordinario e nomina Renato Iaselli. Iaselli si dimostra subito la persona giusta, non solo per le sue qualità professionali e morali, ma anche perché molto amato dai casertani per la sua costante e stimolante presenza nelle iniziative della città. Luigi Cuccaro diventa Vicepresidente, dando inizio a una fervente e profonda collaborazione. Si allontana il rischio di fallimento e, soprattutto, la Società sportiva guadagna credito e prestigio nella Federazione per l’impegno e la serietà dei nuovi dirigenti. Nel campionato 1960/61, si nota un notevole cambiamento rispetto all’anno precedente: la squadra gioca un buon calcio ed è consapevole delle proprie capacità. C'è addirittura la possibilità di vincere il torneo, poiché si trova tra i primi posti della classifica, ma deve affrontare la concorrenza del Potenza, che alla fine viene promossa. La promozione arriva nel campionato 1962/63, con la seguente formazione: Fontanesi, Busetto, Darni, Giglio, Bigoni, Cervato, Toselli, Castoldi, Savastano (capitano), Lieto, Rigolassi (Sgorlon). L'allenatore era Vergazzola, il medico sociale il Dott. Gaetano Fiorillo e i massaggiatori Nicola Gravina e Stefano Ianniello. Si aprono nuove prospettive per la squadra, ma l'inizio è reso difficile dalla complicata situazione economica. Iaselli accetta il suggerimento dell'ing. Mario D'Onofrio e si rivolge all'unica persona in grado di coprire le spese necessarie per l'iscrizione al campionato nazionale di serie C: Giuseppe Moccia. L’industriale accoglie i dirigenti della Casertana e concede il finanziamento, affermando: “Non mi era mai capitato di incontrare dei galantuomini che chiedono con tanto entusiasmo, senza alcun tornaconto personale, ma per qualcosa che porterà benefici al nome sportivo di un'intera città”. Questo segna l’ultimo atto di Iaselli come Presidente: la sua missione è compiuta e ora può lasciare ad altri il compito di proseguire il percorso avviato. Nell'assemblea dei soci del 20 luglio successivo, Giuseppe Moccia viene eletto Presidente, mentre l'assemblea acclamante nomina Iaselli Presidente onorario. Nel 1969 la Casertana vinse il Campionato di Serie C con 22 vittorie in 38 incontri disputati ma, a seguito di un tentativo di "combine" denunciato dal , alla squadra rossoblù fu tolta la gioia della prima Serie B della sua storia; fu così che la Giunta comunale invitò "la cittadinanza a manifestare con tutti i mezzi consentiti lo sdegno e la protesta più viva avverso il grave e farsesco provvedimento di cui si chiede l'annullamento": a Caserta iniziò la "rivolta del pallone", con incidenti che misero Caserta praticamente in stato d'assedio. Il 19 settembre 1969 anche la CAF diede torto ai rossoblù, condannandoli a un altro anno di Serie C.
Nel 1969-70, la squadra vinse ancora il campionato: l'anno successivo, la squadra per la prima volta nella sua storia giocò il campionato di serie B: ma l'esperienza durò un solo anno e la Casertana al termine della stagione finì di nuovo in Serie C.
Gli anni novanta
Per vedere di nuovo la Serie B a Caserta si dovette aspettare fino al 1991, quando fu la Casertana del presidente Cuccaro a raggiungere la tanto agognata categoria cadetta per la seconda volta, nella stessa stagione in cui nella pallacanestro la JuveCaserta divenne la prima società dell'Italia meridionale a vincere lo scudetto.
La Casertana inizia il campionato di Serie B 1991-1992 sotto la guida dell'allenatore Adriano Lombardi che aveva ottenuto la promozione dalla serie C1. La rosa era formata prevalentemente dal telaio dei giocatori che avevano conquistato la promozione ed era composto da esperti calciatori delle categorie minori come il capitano Serra, Suppa e Monaco a cui si accompagnavano atleti di provata esperienza come l'ex milanista Andrea Manzo e l'ex napoletano Giuseppe Volpecina e giovani promesse prestate dai grandi club come il portiere Luca Bucci, il difensore Fabio Petruzzi e il talentuoso fantasista Benny Carbone, futuri protagonisti in Serie A. Tuttavia il vero punto di forza era il bomber Salvatore Campilongo, che dopo una lunga carriera in C grazie a questa vetrina riuscirà a guadagnarsi a suon di goal un futuro ruolo da protagonista per anni in B. Alla gara di esordio riesce ad espugnare lo stadio Arena Garibaldi, imponendosi per 3-2 sul Pisa; tuttavia già alla seconda giornata iniziarono i problemi e la festa dei tifosi per la prima gara al Pinto fu salutata con una sconfitta per 1-0 ad opera della . Dopo un inizio incerto Lombardi fu esonerato poco prima della fine del girone di andata e venne ingaggiato l'allenatore Giuseppe Materazzi che sfiorò la salvezza.
La Serie B per la Casertana durò quindi nuovamente un solo anno: al termine della stagione affrontò lo spareggio-retrocessione contro il allo Stadio Del Duca di Ascoli Piceno. Per l'occasione, 8.000 tifosi si mossero da Caserta con ogni mezzo per vedere la squadra, ma al termine della sfida con i pugliesi la Casertana retrocesse in Serie C1 (sconfitta per 2-1 dopo i tempi supplementari). Al termine dell'anno successivo l'Unione Sportiva Casertana fallì e al suo posto nacque la Casertana Football Club.
Dal 1993 al 1996, la Casertana affrontò il Campionato Nazionale Dilettanti, riuscendo a tornare tra i professionisti solo per la stagione 1996-97 in Serie C2.
Gli anni duemila Il 17 gennaio 2005 si dimise il presidente Arturo Di Mascio, a cui successe Gianfranco Raimondi. In seguito, a causa di problemi interni relativi alla nuova amministrazione, la squadra conobbe nuovamente il fallimento in quanto i giocatori, non pagati, si rifiutarono di scendere in campo per quattro partite, venendo esclusi dalla competizione.