Biografia Figlio del deputato socialista Alberto Malatesta, si laureò a Milano nel 1938, si dedicò all'insegnamento e, poi, al giornalismo. Dopo aver diretto per breve tempo la rivista Cinema e Teatro, si trasferì a Roma e, nel 1940, fu assunto come capo redattore del quotidiano Il Giornale d'Italia. Dopo l'occupazione tedesca entrò nel movimento Bandiera Rossa, con l'incarico di organizzare bande partigiane nel Lazio. Teneva anche contatti con il Fronte militare clandestino per aiutare i soldati inglesi fuggiti dai campi di concentramentoEdgarda Ferri, Uno dei tanti, Mondadori, Milano, 2010.
Come scrittore si ricorda, fra le sue opere, “Vita irrequieta di Labindo”, romanzo dedicato al poeta fivizzanese Giovanni Fantoni (1755-1807), scritto da Enzio Malatesta nel 1943 e ripubblicato nel 2025 dall'editore lunigianese Giuseppe Chiappini in occasione 270° anniversario della nascita dell’arcade giacobino.
Catturato dalle SS l'11 dicembre 1943, si assunse ogni responsabilità, scagionando i compagni, durante un fulmineo processo condotto in una stanza dell'albergo Flora, in Via Veneto. Condannato a morte, fu fucilato a Forte Bravetta, il 2 febbraio 1944, insieme ad altri dieci partigiani di Bandiera Rossa (movimento antifascista guidato da Filiberto Sbardella, Raffaele De Luca, Antonino Poce, e altri), gridando: «Viva l'Italia».
Onorificenze
Note
Voci correlate Martiri di Forte Bravetta Carla Capponi Filiberto Sbardella Bandiera Rossa
Collegamenti esterni
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