Il lavoro è un'attività produttiva, che implica la messa in atto di conoscenze rigorose e metodiche, intellettuali e/o manuali, per produrre e dispensare beni e servizi in cambio di compenso, monetario o meno.
Si tratta di un servizio utile che si rende alla società, e prevede la concessione sistematica al pubblico di un bene in cambio di un altro, in forma di compenso non sempre monetario. Nel mondo moderno l'attività lavorativa viene esplicata con l'esercizio di un mestiere o di una professione e ha come scopo la soddisfazione dei bisogni individuali e collettivi. Dal punto di vista giuridico si distingue il lavoro subordinato da quello autonomoDizionario Enciclopedico Italiano. Istituto della Enciclopedia Italiana, Vol. VI, Voci Lavoratore, Lavoro e parasubordinato con caratteristiche intermedie tra i primi dueIl lavoro parasubordinato, Santoro Passarelli G., Franco Angeli, 1979.
Etimologia
Il termine lavoro deriva dal latino labor con il significato di fatica. Sono noti i detti della letteratura classica durar fatica e operar faticando. Altro termine di parlate italiane per "lavoro" è travaglio, che deriva dal latino tripalium (strumento di tortura), ad esempio in siciliano "lavorare" si dice travagghiari e in piemontese travajè e così via. Ancora oggi in alcuni dialetti regionali si usano i termini faticare, andare a faticare (per dire lavorare, andare a lavorare).
Ambiti
Ambito economico e sociale Lavorare significa occupare il tempo nel fare qualcosa di produttivo, traendone un vantaggio generalmente economico. Infatti con il termine occupato si definisce lo status del lavoratore e, con il suo opposto, disoccupato, si definisce lo status di chi non ha un lavoro come un soggetto in cerca di una prima occupazione. Il lavoratore dipendente ha generalmente una controparte, con la quale instaura un rapporto di lavoro regolamentato tipicamente da un contratto di lavoro.
Ambito spirituale
Il lavoro è quella forza, unita alla consapevolezza di sé, che permette di realizzare la propria natura potenziale, portando a termine compiti etici che possano fornire un beneficio spirituale e morale a se stessi, all'ambiente sociale e naturale. Può anche essere definito come Karma Yoga, ossia essere in connessione o mantenere una determinata consapevolezza, fondata su principi etici, nelle azioni che si stanno svolgendo. In quest'ambito rientra la teoria del lavoro affettivo sviluppata dal filosofo italiano Toni Negri e dallo statunitense Michael Hardt.
Statistiche europee sul lavoro + Situazione lavorativa al 2025 degli europei tra i 20 e i 64 anni Labour market slack - Eurostat Territorio Occupati Disoccupati Disponibili a lavorare ma non cercano lavoro Cercano lavoro ma non sono immediatamente disponibili Sottoccupati part-time Unione europea (27 paesi, dal 2020) 197.787.000 12.151.000 5.005.000 1.720.000 4.986.000 Area dell'euro (21 paesi) 156.392.000 10.273.000 4.441.000 1.412.000 4.448.000 Area dell'euro (20 paesi) 153.592.000 10.172.000 4.411.000 1.393.000 4.437.000 Germania 39.458.000 1.548.000 736.000 316.000 503.000 Turchia 29.641.000 2.673.000 4.115.000 145.000 1.538.000 Francia 28.178.000 2.199.000 607.000 401.000 1.172.000 Italia 23.154.000 1.510.000 1.813.000 82.000 487.000 Spagna 21.603.000 2.471.000 642.000 229.000 1.081.000 Polonia 16.640.000 522.000 170.000 31.000 155.000 Paesi Bassi 8.709.000 297.000 99.000 84.000 372.000 Romania 7.579.000 452.000 179.000 NA 72.000 Cechia 5.032.000 137.000 15.000 154.000 22.000 Portogallo 4.998.000 315.000 82.000 24.000 117.000 Belgio 4.938.000 306.000 80.000 36.000 193.000 Svezia 4.873.000 398.000 98.000 85.000 183.000 Ungheria 4.512.000 200.000 53.000 9.000 23.000 Svizzera 4.455.000 224.000 100.000 48.000 216.000 Austria 4.255.000 245.000 70.000 60.000 106.000 Grecia 4.176.000 404.000 85.000 32.000 76.000 Bulgaria 2.800.000 101.000 30.000 19.000 11.000 Danimarca 2.759.000 169.000 49.000 26.000 84.000 Serbia 2.703.000 256.000 74.000 8.000 54.000 Norvegia 2.607.000 92.000 33.000 37.000 85.000 Irlanda 2.592.000 114.000 54.000 17.000 112.000 Slovacchia 2.536.000 143.000 13.000 7.000 13.000 Finlandia 2.410.000 238.000 40.000 63.000 120.000 Croazia 1.658.000 79.000 27.000 5.000 15.000 Lituania 1.383.000 103.000 12.000 13.000 15.000 Bosnia ed Erzegovina 1.226.000 170.000 48.000 2.000 9.000 Slovenia 966.000 36.000 8.000 4.000 8.000 Lettonia 821.000 63.000 17.000 6.000 14.000 Macedonia del Nord 687.000 87.000 31.000 2.000 8.000 Estonia 640.000 49.000 14.000 6.000 8.000 Cipro 481.000 21.000 4.000 2.000 11.000 Lussemburgo 318.000 21.000 8.000 6.000 9.000 Malta 318.000 9.000 2.000 NA 3.000 Islanda 201.000 8.000 2.000 1.000 5.000
EURES - Posti di lavoro vacanti in Europa
EURES (European Employment Services) è una rete di cooperazione europea formata da servizi pubblici per l'impiego.È un'agenzia dell'UE istituita per facilitare la mobilità occupazionale tra gli Stati membri e mantiene un database di posti di lavoro come mezzo utile per cercare e candidarsi per posti di lavoro nell'UE e in Svizzera.
Nel 1994 EURES ha avviato una rete di collaborazione europea tra i servizi per l'impiego. La sua missione è agevolare la mobilità dei lavoratori in Europa. La rete ha dedicato un impegno costante per garantire che i cittadini europei abbiano accesso alle stesse opportunità, superando ostacoli come le differenze linguistiche, culturali, le sfide burocratiche, le variazioni nelle leggi sul lavoro e i problemi di riconoscimento dei titoli di studio tra le diverse regioni dell'Europa.
Attraverso il portale accessibile all'indirizzo: https://ec.europa.eu/eures/portal/jv-se/home?lang=it&pageCode=find_a_job, è possibile cercare offerte di lavoro in base alla località, al settore professionale o alla professione desiderata. In alternativa, è sufficiente inserire il tipo di lavoro desiderato nella casella di ricerca dedicata.
Trasmissioni televisive sul lavoro Negli ultimi anni numerose trasmissioni televisive italiane hanno affrontato un tema che ricorre spesso nel dibattito pubblico: perché molte imprese dichiarano di non riuscire a trovare personale, mentre migliaia di giovani scelgono di lavorare all'estero? Sebbene ogni programma affronti il tema da un punto di vista diverso, emerge un quadro ricorrente fatto di salari bassi, precarietà, scarse prospettive di carriera e confronto sfavorevole con altri Paesi europei. Si elencano le principali trasmissioni sull'argomento:
1. PresaDiretta – Tutti a Berlino, la grande fuga dei giovani (2026) PresaDiretta – Tutti a Berlino, la grande fuga dei giovani (2026) La trasmissione segue giovani italiani che hanno scelto di trasferirsi a Berlino per costruire il proprio futuro professionale. Attraverso le loro testimonianze vengono messi a confronto: stipendi medi, opportunità di carriera, possibilità di crescita professionale, welfare, servizi pubblici.
2. PresaDiretta – Il salario minimo (14 febbraio 2022) PresaDiretta – Il salario minimo (14 febbraio 2022) Questa puntata affronta il tema dei salari italiani confrontandoli con quelli del resto dell'Europa. L'inchiesta ricorda come numerosi studi internazionali abbiano evidenziato che i salari reali italiani sono rimasti stagnanti o diminuiti nel lungo periodo, molti Paesi europei dispongono di un salario minimo legale, la crescita della produttività e dei salari non ha seguito lo stesso andamento osservato in altre economie europee. La trasmissione presenta inoltre le diverse posizioni di sindacati, imprese ed economisti sul possibile impatto dell'introduzione di un salario minimo.
3. PiazzaPulita – Politiche migratorie: Meloni vs Sánchez (15 maggio 2026) PiazzaPulita – Politiche migratorie: Meloni vs Sánchez (15 maggio 2026) Il servizio mette a confronto Italia e Spagna analizzando non solo le politiche migratorie ma anche alcuni indicatori economici: andamento dell'occupazione, crescita economica, disponibilità di lavoratori, salari, politiche pubbliche.
4. Zona Bianca – Caccia agli stagionali (2022) Zona Bianca – Caccia agli stagionali (2022) È probabilmente una delle inchieste più note sul tema. Alcuni giornalisti si presentano come candidati per lavori stagionali nel turismo. Le offerte ricevute comprendono, in diversi casi: paghe comprese tra circa 2,5 e 4 euro l'ora, turni molto lunghi, poche giornate di riposo, casi di lavoro irregolare. L'inchiesta mette in evidenza il contrasto tra le dichiarazioni di alcuni imprenditori che affermano di non trovare personale e le condizioni economiche offerte durante i colloqui.
5. Spotlight – Povero lavoro. Viaggio nell'Italia dei bassi salari Spotlight – Povero lavoro. Viaggio nell'Italia dei bassi salari Questa inchiesta analizza il fenomeno dei bassi salari italiani confrontandolo con Francia e Germania. Tra gli argomenti affrontati: andamento delle retribuzioni, costo della vita, contrattazione,produttività,qualità dell'occupazione. L'inchiesta cerca di spiegare perché la crescita delle retribuzioni italiane sia stata bassa rispetto a quella registrata in altri grandi Paesi europei.
6. Mi Manda Rai Tre – Il lavoro che non paga (2026) Mi Manda Rai Tre – Il lavoro che non paga (2026) Il programma si concentra sul lavoro stagionale nel turismo. L'inchiesta raccoglie: annunci di lavoro, testimonianze di lavoratori, colloqui con datori di lavoro, analisi dei contratti, confronto tra compensi offerti e costo della vita. Emerge come, in alcune situazioni, le condizioni proposte possano rendere difficile attrarre personale, soprattutto nelle località con un elevato costo degli alloggi.
7. Le Iene Inside – Il lavoro in Italia e il Reddito di cittadinanza Le Iene Inside – Il lavoro in Italia e il Reddito di cittadinanza L'inchiesta affronta una delle domande più discusse degli ultimi anni: "Gli italiani non vogliono lavorare oppure molte offerte sono poco attrattive?". Attraverso interviste a lavoratori, imprenditori ed esperti vengono analizzati: salari, precarietà, contratti, costo della vita, ruolo del reddito di cittadinanza nel mercato del lavoro. La trasmissione presenta punti di vista differenti e cerca di verificare quanto incidano le condizioni economiche offerte rispetto ad altri fattori.
Abbigliamento da lavoro
Per svolgere numerose mansioni è necessario rispettare determinati codici di abbigliamento. Per quanto concerne le mansioni che privilegiano l'aspetto organizzativo ed estetico, i lavoratori verranno provvisti di uniformi o comunque saranno tenuti a presentarsi in abiti curati sul luogo di lavoro; molto diverso è l'abbigliamento da lavoro manuale, che, oltre a garantire l'incolumità del lavoratore, deve permettergli di svolgere la sua attività senza impedimenti. In molti paesi vengono imposte regole rigide da seguire in materia di abbigliamento da lavoro.
Il lavoro nella legislazione italiana Il codice del 1865 In riferimento al vecchio Codice civile italiano del 1865, sulle orme della tradizione giuridica romana, si usava definire con l'espressione locatio il lavoro come locazione di opere accanto alla locazione delle coseibid. Dizionario Enciclopedico Italiano. Istituto della Enciclopedia Italiana, Vol. VI, Voce Lavoro, pp. 748-749. La locatio operis aveva ad oggetto uno specifico risultato e si distingueva dalla locatio operarum riguardante un'attività lavorativa avulsa dal rischio del risultato. In tal modo si distingueva tra lavoro autonomo comprendendo le professioni intellettuali e il lavoro subordinatoIl lavoro autonomo. Contratto d'opera e professioni intellettuali, Perulli A., Giuffré, 1996 p. 177 ss..
Nel caso di lavoro autonomo e libera professione l'altra parte è il cliente. Nel lavoro autonomo il contratto d'opera non si svolge alle dirette dipendenze dell'imprenditore. Differenziato dal lavoro subordinato, come si è accennato, era distinto con l'espressione locatio operis. Il rapporto è regolato da accordi di fornitura di beni o servizi.