Con la denominazione di Egitto preistorico si intende un'epoca che si estende dal più antico insediamento umano rinvenuto in Egitto sino a giungere ai periodi predinastico e protodinastico dell'Egitto.

La preistoria dell'Egitto è scandita dai cambiamenti climatici che portarono alla situazione simile a quella attuale. Il popolamento dell'Egitto dovrebbe essere avvenuto al termine del periodo pluviale abbasiano, nel corso del Paleolitico medio, e quindi tra i 120.000 ed i 90.000 anni fa.

In questa fase si rileva lo sviluppo di una cultura di tipo acheuleano sulle rive del Nilo.

Tardo Paleolitico

La presenza del genere Homo in Egitto è attestata a uno o due milioni anni fa, ma le fonti archeologiche sono frammentarie e spesso precarie. LHomo Sapiens arrivò non prima del tardo Pleistocene.

Il tardo Paleolitico in Egitto è iniziato all'incirca nel a.C.. Sono infatti stati ritrovati alcuni utensili in pietra risalenti alla cultura Olduvaiana, ma rimangono di dubbia datazione.

Gli scavi del Nilo hanno permesso inoltre il rinvenimento di utensili in pietra appartenenti alla cultura Abbevilliana, della primitiva cultura acheuleana e ad una forma egizia del Clactoniano, della cultura Ateriana e Sebilliana tra le altre ed infine una versione più sviluppata della tecnica Levallois.

Wadi Halfa

Alcuni dei più antichi edifici noti sono stati scoperti in Egitto dall'archeologo Waldemar Chmielewski lungo il confine meridionale nei pressi di Wadi Halfa in Sudan, ritenendo che fossero strutture mobili facilmente smontabili per essere spostate e riassemblate in altri luoghi dai cacciatori-raccoglitori con abitazione semi-permanente. Chmielewski le data a circa il 100 000 a.C.

Cultura Ateriana

La fabbricazione di utensili della cultura ateriana ha raggiunto la terra d'Egitto nel a.C., circa per poi espandersi in tutto il Nordafrica.

Cultura Khormusan e Paleolitico inferiore La cultura Khormusan in Egitto si è sviluppata a partire dal 40 000 e il a.C (o 42 000 e 32 000 BP).; questa ha sviluppato strumenti avanzati non solo in pietra, ma anche tratti da ossa animali e dall'ematite. Essi hanno inoltre sviluppato piccole punte di freccia simili a quelli dei nativi americani, ma non sono stati trovati gli archi. La fine del periodo Khormusan è avvenuta intorno al 16.000 a.C. con la comparsa di altre culture nella regione, tra cui il GemaianoNicolas-Christophe Grimal. A History of Ancient Egypt. p. 20. Blackwell (1994). ISBN 0-631-19396-0.

I resti scheletrici di un individuo a Nazlet Khater sono stati trovati nel 1980 e nel 1982 datati ad un periodo compreso tra e anni fa; questo esemplare è l'unico scheletro umano completo moderno a partire dalla prima tarda età della pietra in Africa. A questo periodo risale anche l'industria Fakhuriana, e ciò dimostra l'esistenza di una popolazione abbastanza omogenea lungo la valle del Nilo, mentre ritrovamenti scheletrici potrebbero suggerire contatti con i centri di Wadi Halfa o Jebel Sahaba.

Mesolitico

Cultura Halfan e Kubbaniya La cultura Halfan fiorì lungo la valle del Nilo dell'Egitto e della Nubia tra il 18 000 e il a.C., anche se un sito Halfan risale a prima del a.C.; i suoi estensori seguivano una dieta composta da grandi animali da gregge associata alla tradizione della pesca della cultura Khormusan. La maggior parte dei centri degli Halfan si situavano nella zona della Nubia, mentre i Kubbaniya si situavano in Alto Egitto (con sede nel sito di Wadi Kubbaniya), ma le due culture erano strettamente collegate.

Maggiori concentrazioni di reperti indicano che non erano tenuti a vagare di stagione in stagione, ma si stabilirono in loco per periodi più lunghiDavid C. Scott. Upper Paleolithic 30,000-10,000. Essi sono considerati come la cultura madre della successiva cultura iberomaurusiana, che si diffuse attraverso il deserto del Sahara e in Spagna. La cultura Halfan è stata derivata a sua volta da quella Khormusan, che dipendeva dalla caccia specializzata, dalla pesca e dalle tecniche di raccolta per la sopravvivenza. I resti dei materiali di base di questa cultura sono strumenti di pietra, lamine e una moltitudine di pitture rupestri.

Culture Qadan e Sebiliana

Queste due culture diedero origine a vari popoli ma con una cosa in comune: erano tutti popoli seminomadi che vivevano ancora in modo semi-mesolitico. La cultura Qadan (13 000 – 9000 a.C.), ramo della cultura Halsan in Spagna, si diffuse in Europa e nelle steppe degli attuali Kazakistan e Russia meridionali. Era caratterizzata ancora da cacciatori-raccoglitori, ma anche da alcune forme primitive di agricoltura e incalanamento delle acque.D.V. Phillipson, African Archaeology, p. 149 (2009). Alla cultura Qadan appartengono infatti alcuni falcetti e macine antiche che porteranno alla rivoluzione agricola neolitica. Notevole è il centro di Jebel Shahaba, che al suo interno contiene il cosiddetto "cimitero 117", uno degli esempi più antichi conosciuti di guerra preistorica, dal momento che la maggior parte dei corpi conservati riportano ferite da morte violenta.

La cultura Sebilina (13 000 – 10 000 a.C.), fu un ramo della Qadan che si differenziò per i riti propiziatori in onore dei Penati, gli spiriti della dispensa (stanza a quel tempo ritenuta sacra). Sono considerate le antenate delle culture protovillanoviana ed unno-mongolica.

Cultura Harifiana Tra l'8000 e il 7000 a.C. (Epipaleolitico) si sviluppò la cultura Harifiana, ramo di quella Natufiana, entrambe caratterizzate da insediamenti semi-sotterranei e microliti, ma non sono noti resti metallurgici. In seguito la cultura migrò verso il Sinai e il Negev, avvicinandosi al neolitico preceramico.

Neolitico Origini della popolazione e fattori ambientali Il principale fattore ambientale alla base della sedentarizzazione nilotiaca fu il cambiamento climatico avviato nell'VIII millennio a.C.: la progressiva desertificazione delle aree pastorali nordafricane, nota come conclusione dell'African Humid Period, portò alla formazione del Sahara attuale intorno al XXV secolo a.C. Le popolazioni nomadi che abitavano quelle terre si concentrarono progressivamente nella valle del Nilo, dove la disponibilità d'acqua e la fertilità dei suoli alluvionali favorirono l'adozione dell'agricoltura e la nascita di insediamenti permanenti.

Dal punto di vista antropologico, gli studi condotti sui resti scheletrici del periodo predinastico hanno mostrato che la popolazione dell'Alto Egitto presentava le maggiori affinità biologiche con le popolazioni della Nubia, del Sahara e dell'Africa orientale, mentre il Basso Egitto mostrava maggiori legami con le popolazioni levantine e mediterranee. Questa distribuzione segue un gradiente clinale nord-sud che riflette sia il flusso genico tra popolazioni confinanti sia i diversi apporti migratori nel corso del Neolitico..

Nozioni generali

Il periodo neolitico inizia nel 6000 a.C., per terminare con l'epoca protodinastica di Naqada III, ma contiene al suo interno anche il periodo predinastico (Naqada I, Naqada II). Le date del periodo predinastico sono state definite a seguito della prima diffusa campagna di scavi archeologici svoltasi in terra egizia e recenti scoperte indicano un passaggio molto graduale d'esso, tanto da aver portato a controversie su quando esattamente possa essersi concluso. Così anche il termine di "periodo protodinastico", a volte chiamato Dinastia Zero è stato utilizzato dagli studiosi per determinare la parte del periodo che potrebbe essere caratterizzato da alcuni come predinastico e da altri come dinastico.

Questa epoca è suddivisa generalmente in periodi culturali, ognuna di queste culture prendendo il nome dal luogo in cui è stato scoperto una certa tipologia di insediamento. Tuttavia, lo stesso sviluppo graduale che caratterizza il periodo protodinastico è presente anche per tutto il periodo predinastico e culture singole non debbono esser interpretate come entità separate, bensì le suddivisioni svolte sono da intendersi come in gran parte soggettive ed utilizzate per facilitare lo studio di tutto il periodo.

La stragrande maggioranza dei reperti archeologici predinastici sono stati rinvenuti sotto l'ampio strato di limo depositato presso la regione del delta del Nilo, seppellendo completamente la maggior parte dei siti molto prima dei tempi moderni. Altra caratteristica è la netta differenziazione del territorio in Alto Egitto e Basso Egitto, che si svilupparono in modo parallelo (sviluppando forse anche propri sovrani) fino alla loro riunificazione che diede inizio alla I dinastia e all'Antico Regno.

Dal punto di vista antropologico e craniometrico infine, venivano catalogati quattro tipi di crani in base ad uno studio di Frederick Falkenburger nel 1947: EEMH (European Early Modern Humans), Negroidi, Mediterranei e interrazziali, e Fekhri A. Hassan nel 1971 sosteneva che fu l'amalgamo di queste quattro tipologie a dare vita al corredo genetico degli antichi egizi. Ad oggi questa teoria non ha più credibilità e si preferisce credere che la genetica degli antichi egizi derivi dalle relazioni tra le popolazioni nordafricane, sahariane, nilotiche e nubiane, con una possibile percentuale levantina o mesopotamica.

Basso Egitto

Culture del Fayyum

La storia del Basso Egitto è inizialmente caratterizzata dalle cosiddette culture del Fayyum, chiamate così perché concentratesi lungo l'oasi del Fayyum, risalenti al periodo di passaggio tra Mesolitico-Epipaleolitico e Neolitico.

La prima cultura di rilievo è la "Fayyum B", chiamata anche cultura Qaruniana dal nome del lago Qarun, risale circa al 6500 e il 5190 a.C., non è stata ritrovata alcuna ceramica di questa cultura, ma solamente alcuni microliti sporadici. Nel 1989 venne ritrovato il teschio di una donna abbastanza intatto che appartiene a questa cultura, ed è stato catalogato come appartenente ai Mechta-Afalou (Paleo-berberi).

Tra il 6210 e il 4400 a.C. gli abitanti dell'Oasi iniziarono a stanziarsi definitivamente lungo la valle del Nilo settentrionale, dando vita alla cultura "Fayyum A", che rappresenta la più antica cultura agricola riscontrata sulle rive del fiume Nilo, oltre che la prima ad aver lasciato in modo sostanziale oggetti in metallo e ceramica. Molti storici credono, sulla base di studi morfologici, genetici e archeologici che la cultura sia entrata in contatto con diversi popoli migratori dalla Mezzaluna Fertile, che portarono da loro le tecniche arcaiche di agricoltura (neolitico preceramico). Alcuni storici però hanno messo in dubbio il concetto di una migrazione sulla base di prove linguistiche e fisico-antropologiche, preferendo l'idea di un popolo autoctono entrato col tempo in contatto con le popolazioni vicine. La Fayyum A si basava molto sul commercio (in forma ancora di baratto), oltre che completa sedentarietà, la tessitura e l'allevamento di bovini. La cultura inoltre seppelliva i propri morti molto vicino, se non all'interno dei propri insediamenti.

Cultura di Merimde

La cultura di Merimde (chiamata così dal sito di Merimde Bani Salama, unico centro abitato della cultura) si sviluppò poco più a Nord della cultura di Fayyum A tra il 5000 e il 4200 a.C. Gli abitanti vivevano in capanne di piccola grandezza, producevano ceramica spoglia e utensili in pietra poco dettagliati, allevavano tori, pecore, capre e maiali mentre coltivavano grano, orzo e sorgo. Venivano prodotte anche figurine in argilla.

Cultura di El Omari Questa cultura è conosciuta da alcuni ritrovamenti presso la città moderna del Cairo. La metallurgia non era conosciuta, mentre venivano prodotti utensili in pietra come falci, scuri e archi. La cultura è esistita tra il 4000 e il 3100 a.C.

Cultura Maadiana e "dinastia 0"