Malagnino (Malagnéen in dialetto cremonese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Cremona, in Lombardia.

Il comune di Malagnino è esteso per , collocato ad est del capoluogo provinciale. Confina a nord con Cremona, Gadesco Pieve Delmona e Vescovato; ad est con Vescovato, Sospiro e Pieve d’Olmi; a sud con Bonemerse e Pieve d’Olmi e ad ovest di nuovo con il capoluogo di provincia.

Geografia fisica La sua conformazione territoriale risulta piuttosto contorta poiché frutto di aggregazioni fra gli antichi comuni che attualmente formano Malagnino. L'andamento altimetrico è regolare, si tratta di un territorio pianeggiante, a nord raggiunge 41,6 metri s.l.m., a sud 37,0 metri s.l.m. il terreno, infatti, scende verso la golena del Po che è delimitata da un argine maestro, collocato ormai fuori dai confini comunali di Malagnino

Storia Simboli Lo stemma, il gonfalone e la bandiera sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica dell'8 settembre 2023. Stemma

La sbarra ricorda la via Postumia, lungo la quale è posto l'abitato di Malagnino, le spighe di grano, elemento presente in un precedente stemmaIl Comune utilizzava liberamente un emblema privo di ufficiale concessione costituito da uno stemma di verde, alla fascia di azzurro, accompagnata in capo da cinque spighe d'oro, impugnate e legate di azzurro, e in punta da un grappolo d'uva., ricordano la vocazione agricola del paese e sono legate da un nastro azzurro per ricordare le numerose rogge che corrono lungo il territorio. Le stelle alludono alle numerose comunità in cui era diviso il territorio e che sono poi via via confluite nell'attuale comune di Malagnino; si presentano d’argento su sfondo rosso e rimandano ai colori dello stemma di Cremona, città che ha avuto nei secoli un rapporto costante col territorio di Malagnino. Il motto latino (tradotto "tra i fiumi Po e Oglio") è ripreso dall'opera del 1702 di Francesco Arisi, intellettuale cremonese attivo tra il XVII ed il XVIII secolo autore di numerose opere letterarie. A pagina 8 del primo tomo della Cremona Literata, riferendosi allo storico Caio Plinio, descrive il territorio di Cremona con queste parole. Gonfalone

Bandiera

Società Evoluzione demografica

Geografia antropica Appartengono al comune di Malagnino le frazioni di San Giacomo e San Michele e le località Bonfia, Cà de Marozzi, Cà degli Alemanni, Casal Malombra, Casella, Casella Nuova, Cassinetto, Cervellara, Fornace, Malagnina, Malongola, Ronchetto, Ronco, Santa Lucia Lama, Sette Pozzi, Vigolo, Villa Ripari e Visnadello..

Infrastrutture e trasporti Il comune è attraversato a nord dalla linea ferroviaria Cremona-Mantova, aperta all'esercizio il 6 settembre 1874, sulla linea si trova la stazione denominata Villetta-Malagnino. Tra il 1888 e il 1954 Malagnino era servita a nord da una stazione della tranvia Cremona-Casalmaggiore, gestita in ultimo dalla società Tramvie Provinciali Cremonesi.Mario Albertini e Claudio Cerioli, Trasporti nella Provincia di Cremona - 100 anni di storia, 2ª edizione, Editrice Turris, Cremona, 1994, ISBN 88-85635-89-X.

La rete stradale complessiva del comune raggiunge circa venti chilometri di percorso. Il comune è collocato a sud della via Mantova (strada statale n. 10) ed è attraversato in senso est/ovest dalla via Postumia (strada provinciale n. 27) chiamata Strada vecchia di Mantova o Mantova Vecchia; più a sud si trova, parallela alla Postumia, la via Giuseppina (strada provinciale n. 87) detta anche strata suspiranea, arteria di grande traffico che congiunge Malagnino da una parte con la città e dall'altra con Sospiro, proseguendo poi verso Casalmaggiore. In senso nord-sud troviamo invece la strada provinciale n. 26 che dal comune di Gadesco-Pieve Delmona attraversa la via Postumia ed il centro paese, per dirigersi poi verso San Michele Sette Pozzi fino a Casalmalombra, casale storico posto a sud di Malagnino. Quest’ultimo percorso stradale confluisce, in territorio di Pieve d'Olmi, sulla via Bassa di Casalmaggiore, antica arteria perifluviale. Molti i percorsi di strade comunali che mettono in comunicazione le numerose cascine sparse sul territorio. Lungo questi tracciati viari passavano peraltro i confini tra i vari piccoli comuni in cui era suddiviso il territorio. La conformazione del territorio e la presenza di innumerevoli corsi d'acqua lo rende mete per molti cicloturisti, attratti dalla facilità del percorso e dalla vicinanza con la Via Postumia.

La Via Postumia Si tratta dell’asse principale della viabilità antica del territorio di Malagnino, nel tratto del centro paese prende il nome di via Sant'Ambrogio a ricordo dell’antichissima chiesa che qui era collocata. La strada venne realizzata nel 148 a.C. con funzioni essenzialmente militari e politiche, denominata così per colui che volle la sua realizzazione, il console Spurio Postumio Albino. Il tracciato univa il mar Tirreno al mar Adriatico, partendo da Genova per arrivare ad Aquileia attraversando per intero la pianura padano-veneta. Le principali città interessate al percorso erano: Tortona, Piacenza, Cremona, Mantova, Verona. La strada in territorio di Malagnino è attualmente fiancheggiata dal DugaleNel cremonese, i canali chiamati sin dall'antichità con il termine Dugali, erano realizzati e destinati all'allontanamento delle acque esuberanti, svolgendo la funzione di difesa idraulica del territorio. Delmona Tagliata. Tornando al territorio di Malagnino occorre constatare che lo sviluppo urbanistico del centro paese, a lato della Postumia, fu piuttosto tardo. Le cascine furono costruite a debita distanza dal percorso viario, probabilmente per evitare le problematiche derivanti dal passaggio delle numerose rogge.

La centuriazione in epoca romana Nella parte ad est intorno a Cremona è riconoscibile un fitto e regolare sistema centuriale, le tracce lasciate dalla limitatio romana ma in corrispondenza di Malagnino, spiega lo storico Valerio Ferrari, vi è una sorta di "buco" aperto nell'ordinata maglia centuriale. Una discontinuità evidente, rilevata dallo studioso Furio Durando, che coincide proprio per la presenza di due colatori ad andamento quasi parallelo che attraversano l'area in senso submeridiano, i dugali Dosimo o Dosolo e Gazzolo di Malagnino mentre più ad est scorre il Gambalone. In passato, dunque, le condizioni idrografiche di una parte del territorio erano non trascurabili e gli agrimensori dovettero tenerne conto. San Giacomo Lovara, antica parrocchia e frazione del territorio, si trovò invece inglobata nel sistema centuriale poiché sull’asse dei decumani del 218 a.C., epoca della prima centuriazione che venne completata nel 190 a.C.; si trovava inoltre sul percorso dell'UKVII (Ultra Kardo VII), all’epoca della seconda centuriazione, 41 o 40 a.C.

Note sul paesaggio antico e riferimenti all'attualità Anticamente Malagnino, scrive lo studioso Valerio Ferrari, occupava lo spazio adiacente alla città a lungo designato come clausi o cl(a)usurae Cremonae con «piccoli appezzamenti di terreno perlopiù cinti da siepi, vive o morte e per la quasi totalità impegnati da colture intensive: orti, vigne, broli anche in parte arativi. Numerosi erano gli allevamenti di animali da cortile il tutto organizzato ai fini dell’approvvigionamento annonario più immediato e sicuro dei mercati cittadini». Molto forte, dunque, era il legame economico con la vicina città. Attualmente le caratteristiche geografiche, storiche ed economiche attuali inquadrano un territorio sostanzialmente omogeneo. Si tratta, utilizzando la definizione scritta nel 2010 dall’architetto De Crecchio (tecnico per anni del comune di Malagnino e profondo conoscitore dell’area) «di un pregevole frammento di campagna cremonese, ben irrigata e coltivata con rari e minuscoli centri urbani da qualche lustro in fase di discreta espansione, con numerose e belle tradizionali cascine ora spesso in decadenza fisica e funzionale». Oggi il territorio si presenta quasi perfettamente piano, anticamente vi erano rari dossi e molte lame ossia prati umidi, un tempo veri e propri acquitrini per ristagni d’acqua, successivamente una ottimale canalizzazione delle acque permise in alcune aree la coltivazione del riso. Rimane traccia di queste caratteristiche del paesaggio nella toponomastica locale attraverso le cascine denominate Santa Lucia Lama e Malongola, ad esempio, con i campi circostanti di pertinenza. Il suolo è particolarmente fertile, soprattutto in alcune aree: San Giacomo Lovara, Ca' degli Alemanni, Cascina Malongola, Ca' de Marozzi, Casalmalombra, Sette Pozzi, cascina Malagnina dove nacquero comunità agricole significative. Alla fine dell'Ottocento (1895) esistevano sul territorio ben dieci ortaglie ed i prodotti orticoli venivano commerciati nella vicina città di Cremona. Il paesaggio, nonostante siano scomparsi i boschi spontanei e si siano ridotte le alberature e le siepi che erano disposte lungo le strade ed i canali si mostra ancora in alcuni tratti decisamente suggestivo.

La complessa rete idrografica Molto ricca e complessa è la rete idrografica distinta in: artificiale, irrigua e di colo. Più di venti rogge attraversano il territorio, le principali sono la Melia Bassa o Meliolo ed il Fregalino che da soli soddisfano la richiesta irrigua di più della metà dei campi di Malagnino. Le principali acque individuate sul territorio sono: Ambrosina, Bissolina, Botta, Cattanea, Contina, Colo Sgolizzo detto anche Cirietto, Colo Sgolizzone, Delmona Tagliata, Delmoncello, Delmoncina o Alia Delmoncina Schizza, Dosimo o Dosolo, Fregalino, Gambalone, Gambara, Gambarino, Gazzolo, Mainolda, Melia Alta e Melia Bassa, Melia Cingiano, Palosca. La fitta rete idrografica risulta un carattere distintivo del territorio ed ha garantito, dopo opere di bonifica e di sistemazione idraulica, fertilità e produttività ai terreni del territorio; infatti, agli inizi del Novecento (1914) gli affitti a Malagnino erano tra i più elevati della provincia.

Il dugale Delmona Tagliata

Un discorso a parte merita il dugale Delmona Tagliata che, scrive lo studioso Valerio Ferrari, percorre da ovest ad est il territorio ad oriente di Cremona, fino all'Oglio dove sfocia. Dagli appunti dell'ingegnere Bruno Loffi, per vent'anni direttore del Comprensorio dei Dugali inferiori cremonesi e uomo esperto di "cose d'acqua" scopriamo che «La parte che attraversa Malagnino è frutto di lavori eseguiti tra il 1868 e il 1870 quando il dugale Delmona Tagliata viene arretrato di quasi cinque chilometri verso ovest utilizzando anche canali preesistenti, quali il diversivo della roggia Alia; evento che lo fece da allora iniziare poco meno di un chilometro ad ovest di Malagnino, in corrispondenza della cascina Ronchetto. Qui, tra il canale Dosolo e la roggia Bissolina, negli stessi anni la Delegazione del Comprensorio dei dugali inferiori cremonesi fece erigere una colonna, tuttora esistente, indicante la linea di displuvio delle acque decadenti da nord e defluenti da una parte, a oriente, verso l'Oglio e dall'altra, a occidente, verso il Po. La colonna, denominata "stele Signori", fu fatta erigere dall'ottimo ingegnere Ettore Signori durante il riordino del sistema idraulico dei luoghi ad ovest di Cremona. Le frecce sono state incise sulla parte alta della colonna per permettere l'osservazione a chi percorreva la via Postumia seduto "a cassetta" di una carrozza. La stele posta tra la via Postumia ed il dugale Delmona Tagliata è ricavata da un blocco unico di calcare biancastro lavorato a forma di colonna. Probabilmente vi era un capitello che si ruppe durante il trasporto e l'ingegner Signori rimediò con la forma singolare della colonna che ha suggerito tanti maliziosi commenti e nomignoli.»

Antichi comuni che formano il territorio di Malagnino