Villa Spinola Narisano, conosciuta anche come Palazzo Spinola Narisano, è un'antica villa patrizia genovese situata a Genova nel quartiere di Cornigliano, lungo l'antica via San Giacomo.
L'attuale palazzo fu costruito dall'architetto Giovanni Ponzello per Paolo Spinola tra il 1559 e il 1563, probabilmente in sostituzione di un edificio preesistente; la torre venne aggiunta nel 1585 dallo stesso architetto.
La villa sorgeva tra l'antica strada e il mare e confinava a ponente con villa Pallavicini Raggi e a levante con villa Spinola Muratori.
Storia
La villa precedente
La presenza di una proprietà di villeggiatura degli Spinola riconducibile al complesso è documentata già nel 1411, quando Antonio Spinola risultava proprietario di una villa confinante con le case del borgo della Marina di Cornigliano. La proprietà è nuovamente attestata a suo nome nel 1414, 1425, 1458 e 1459.
Nel 1473 e nel 1496 la villa apparteneva a Leonello Spinola, figlio di Antonio. Nel 1497 Antonio Spinola, figlio del fu Bartolomeo, era indicato come erede testamentario dello zio Leonello. Tra il 1535 e il 1554 risulta proprietario Bartolomeo Spinola, figlio del fu Giovanni; tra il 1555 e il 1558 i beni passarono quindi a Paolo Spinola, figlio del fu Stefano.
La costruzione cinquecentesca
Tra il 1559 e il 1563 Paolo Spinola fece costruire da Giovanni Ponzello l'attuale palazzo, probabilmente sul luogo della precedente dimora. Nel 1561 Paolo Spinola chiese ai Padri del Comune il permesso di modificare il muro posto tra la villa e la strada. Nel disegno allegato alla richiesta compare parte della pianta esterna dell'edificio, già nella stessa posizione e con proporzioni analoghe a quelle attuali.
Nel 1563, quando la costruzione era ormai completata, il pittore Ottavio Semino ricevette l'incarico di decorarne i prospetti con figure a chiaroscuro, prendendo a modello quelle della villa di Giovanni Battista Lercari a Sampierdarena. Nello stesso anno Alessandro de Brignolis fu incaricato di dipingere a grottesche due stanze del piano nobile, ispirandosi alle decorazioni del palazzo di Tobia Spinola in Strada Nuova, e di decorare la parte inferiore delle pareti del salone con un motivo «a pietre macchiate».
Nel 1580 Paolo Spinola destinò la villa al suo unico figlio Pietro, stabilendo che non potesse essere venduta o gravata da obbligazioni per venticinque anni dopo la propria morte. Nel 1585 fece inoltre costruire da Giovanni Ponzello la grande torre posta accanto al palazzo, probabilmente in sostituzione di una struttura più antica, non più ritenuta coerente con la nuova dimora.
Alla morte di Paolo Spinola, avvenuta nel 1587, la proprietà passò al figlio Pietro. Quest'ultimo è documentato come villeggiante a Cornigliano nel 1597 e nel proprio testamento del 1607 assegnò la grande casa di Cornigliano al figlio primogenito Stefano.
Il Seicento
La villa rimase nel patrimonio dei discendenti di Pietro Spinola. Nel 1668 i fratelli Ambrogio, Francesco e Giuseppe Spinola risultano residenti nel loro palazzo situato vicino alla chiesa di San Giacomo, mentre concedevano in locazione un'altra villa di loro proprietà presso la salita di Coronata.
Nel 1673 Gerolamo Spinola, figlio del fu Andrea, acquistò dai tre fratelli la villa, comprendente la casa e la torre.
Il Settecento
Nel 1720 un inventario della villa descrive l'appartamento di Maddalena Doria, moglie di Nicolò Spinola e nuora di Francesco Maria Spinola, allora proprietario dell'edificio. Nell'inventario redatto nel 1724 alla morte di Francesco Maria il palazzo è indicato come «casa grande». L'anno seguente Antonio Spinola, fratello di Nicolò, lo definì invece «villa paterna», confermandone la precedente appartenenza al padre.
In un nuovo inventario del 1761 l'edificio è denominato «palazzo rurale» e vi sono ricordate le stanze di Francesco Maria Spinola, detto Checco, e del fratello Pasquale. Nel 1764 la villa risulta ancora appartenere a Francesco Maria Spinola.
Nel 1792 Paolo Francesco Spinola, figlio di Francesco Maria, promosse importanti lavori di rinnovamento e di arredo del palazzo. Tra gli interventi sono documentati la decorazione dell'antisala e la pittura dello stemma degli Spinola sul portale della villa presso la marina.
A partire dal 1796 alcuni ufficiali francesi furono alloggiati nel palazzo. Paolo Francesco Spinola provvide al loro mantenimento e pagò un picchetto di soldati affinché sorvegliasse la villa, riuscendo probabilmente a preservarla dalle devastazioni delle truppe.
Nel catasto del 1798 la proprietà è descritta come «un palazzo composto di tre piani, con una torre annessa, rimessa, scuderia e fenile».
Dall'Ottocento all'uso pubblico
La villa rimase di proprietà degli Spinola fino agli anni Settanta dell'Ottocento, quando passò ai Bisso, fabbricanti di mobili. Verso la fine del secolo i Bisso la vendettero a Gaetano Narisano.F. Boggero e F. Simonetti, Villa Spinola Narisano: dalla dimora privata al servizio pubblico, Genova, 1987.
Nel 1895 i Narisano affittarono parte dell'edificio alle Suore missionarie del Sacro Cuore di Gesù, che vi aprirono una casa per educande e, successivamente, un istituto scolastico. Nel 1930 il primo piano risultava affittato a un circolo privato, mentre dal 1938 al piano terreno era attivo un pastificio. Nel 1935 il Ministero per l'Educazione nazionale aveva intanto sottoposto l'edificio a tutela, limitando ulteriori trasformazioni degli interni.
Nel 1944 Francesco Narisano vendette la proprietà a Gaetano Pedemonte, che mantenne l'affitto del pastificio e quello del primo piano a un circolo di cacciatori. Nel 1956 la villa fu acquistata da Pietro Garuzzo e nel 1975 passò ad Alessandro Zamponi, ultimo proprietario privato. Il suo progetto di trasformare gli interni in uffici non venne autorizzato dagli organi preposti alla tutela del patrimonio storico e artistico.
Nel 1976 la Federazione lavoratori metalmeccanici e l'Italsider, d'accordo con i consigli di fabbrica di Cornigliano e di Campi, decisero di destinare parte dei contributi sociali dei lavoratori alla realizzazione di un centro sociosanitario nella delegazione. Villa Spinola Narisano fu individuata come possibile sede del Centro civico di Cornigliano e del consultorio e vennero stanziati 284 milioni di lire per contribuire all'acquisto dell'immobile da parte del Comune di Genova.
Un primo progetto per l'utilizzazione del piano terreno fu attuato nel 1980. Dall'anno seguente il Servizio edilizia pubblica del Comune di Genova avviò il risanamento dell'intero edificio, concluso tra il 1984 e il 1986. Furono inoltre restaurati gli affreschi del piano nobile. Il Centro civico di Cornigliano venne ufficialmente inaugurato il 18 aprile 1985.
La villa ospita attualmente il Centro civico di Cornigliano, oggi intitolato a Leila Maiocco, e alcuni uffici amministrativi municipali.
Architettura
L'edificio presenta un impianto cinquecentesco di influenza alessiana, costituito da un volume compatto di forma pressoché cubica, articolato in pianterreno, piano nobile e mezzanino e concluso da un tetto piramidale. Sul lato del palazzo si trova la grande torre costruita nel 1585 da Giovanni Ponzello.
A differenza della maggior parte delle ville il cui ingresso immetteva direttamente dalla strada negli ambienti interni, l'accesso principale di Villa Spinola Narisano è posto sul lato orientale ed è incorniciato da un portale cinquecentesco con trabeazione sostenuta da colonne doriche.
La decorazione pittorica esterna, eseguita da Ottavio Semino nel 1563, è andata perduta. Ancora visibile nei primi decenni del Novecento, come riferisce Gustavo Dufour, simulava "un partito architettonico classico, consistente in un colonnato color stucco, con statue bianche su fondo grigio".
All'interno sono ancora riconoscibili l'atrio e il grande scalone ad angolo retto che conduce al piano nobile. Al primo piano una galleria, che originariamente affiancava la cappella oggi scomparsa, conduce al grande salone collocato nell'angolo sud-orientale del palazzo.
In due sale di rappresentanza si conservano soffitti affrescati del Cinquecento, con al centro rispettivamente il Ratto di Europa e Apollo e Dafne, circondati da decorazioni a grottesche. La cosiddetta Scena con paesaggio è attribuita a un periodo più tardo. Sono invece andati perduti gran parte delle decorazioni parietali, i dipinti e i camini.
La grande area coltivata che arrivava al mare e il giardino che circondava l'edificio sono quasi completamente scomparsi in seguito alle trasformazioni urbanistiche e all'apertura dell'attuale viale Narisano.
Note
Bibliografia F. Boggero e F. Simonetti, Villa Spinola Narisano: dalla dimora privata al servizio pubblico, Genova, 1987. Ville del ponente e della Val Polcevera, Genova, SAGEP, 1986.
Micaela Antola e Filippo Tassara, Cornigliano. L'età delle ville. Storia e frammenti di palazzi e giardini, Genova, 2026.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Spinola Narisano Categoria:Cornigliano