Hiroshima 28 è un film uscito nelle sale nel 1974 in concomitanza con il XXVIII anniversario del lancio della bomba atomica su Hiroshima, venne girato in loco con cast e troupe esigui in quanto tale progetto non godeva del favore delle case di produzione cinematografica di Hong Kong. A differenza di altri lungometraggi di registi giapponesi o americani, "Hiroshima 28" ha la peculiarità di esporre la tematica della tragedia sociale vissuta in particolare dalla seconda generazione di hibakusha“hibakusha”: dal giapponese,“persona affetta dall’esplosione”. Con questo termine ci si riferisce alle generazioni (rispettivamente: prima, seconda e terza) di sopravvissuti alla bomba atomica. Cfr. , narrata ed analizzata attraverso un terzo e inaspettato punto di vista: quello del regista di Hong Kong Kong Lung. Tramite il suo lavoro egli porta alla luce svariati temi che sono la chiave di volta della sua critica contro l'utilizzo di armi nucleari (scopo principale del film stesso), tema decisamente contemporaneo per l'epoca in cui il film fu girato in quanto il mondo era nel pieno della Guerra Fredda. “Hiroshima 28” può essere considerato il film con cui Kong Lung ha portato ai massimi livelli il suo cinema di critica sociale.
Trama Hiroshima, esattamente 28 anni dopo il lancio della bomba atomica. Un insolito melodramma familiare vede come protagonista la giovane Yoshiko Imai, una guida turistica di Hiroshima che, durante una delle sue visite, fa la conoscenza di un reporter di Hong Kong in viaggio nella suddetta città per portare avanti una ricerca sulle conseguenze del bombardamento atomico sulla prima e seconda generazione di hibakusha (lett. sopravvissuto alla bomba). Tali conseguenze si intersecano in maniera fitta con la vita della protagonista e di tutta la sua famiglia, con particolari conseguenze sulla salute mentale della sorella minore Kyoko Imai .
Personaggi Imai Yoshiko Interpretato da: Josephine Siao Fong-Fong
Primogenita della famiglia Imai, vive e lavora come guida turistica ad Hiroshima. Innamorata e promessa sposa di Okada Masao, ne conosce i genitori i quali tuttavia sono restii alla loro unione in seguito alla scoperta che la ragazza è una hibakusha di seconda generazioni. Essi temono infatti che la donna possa trasmettere il "veleno delle radiazioni" ad una futura progenie. La ragazza, inizialmente inconsapevole, una volta appreso di essere una hibakusha vede crollarsi il mondo addosso ma mantiene una forte lucidità mentale, a differenza della sorella minore Kyoko. Morirà di leucemia, presumibilmente causata dalle radiazioni atomiche. Durante gli ultimi giorni della sua vita incontrerà spesso il giornalista di Hong Kong fornendogli informazioni utili per il libro che il suddetto sta scrivendo circa le conseguenze del bombardamento atomico.
Imai Kyoko Interpretato da: Maggie Li Lin-Lin
Secondogenita della famiglia Imai e sorella minore di Yoshiko. È la prima a scoprire il segreto che i genitori tenevano loro nascosto: entrambe sono hibakusha di seconda generazione. A differenza della sorella maggiora la prospettiva di vivere la vita come una reietta, perché in tal modo erano trattati gli hibakusha, provoca in lei un completo crollo nervoso che la porta alla più totale follia.
Kimura Makimune Interpretato da:Charlie Chin Chiang-Lin
Fidanzato di Yoshiko. Anche dopo aver appreso la verità su Yoshiko rimane fermo nella decisione di sposarla. Tuttavia la ragazza morirà prima che questo possa avvenire.
Ono Yoshiyuki Interpretato da: Gam Chuen
Un ragazzo da tutti rinominato “tre secondi” per il tempo di ritardo che impiega ad incamerare e rielaborare le informazioni che riceve in una qualsiasi azione quotidiana. Tale ritardo mentale è presumibilmente dovuto alle radiazione del bombardamento atomico. Di animo gentile viene spesso bullizzato e sbeffeggiato dai suoi coetanei che lo escludono in quanto hibakusha.
Coniugi Imai Interpretati da: Guan Shan (Imai Eisaku) ; Lisa Chiao Chiao (Yu Fen, moglie di Eisaku)
Yu Fen, hibakusha di prima generazione originaria di Nanchino, porta su di sé ancora i traumi dovuti al massacro di Nanchino, cui il regista fa brevi accenni tramite sporadici flash back della donna. Giunta in Giappone per seguire un soldato giapponese che si era ribellato agli ordini dell'esercito durante il massacro ed era, per questo, stato rimpatriato. Ne perde le tracce in seguito allo scoppio della bomba atomica credendolo morto. Yoshiko è in realtà figlia di quest'ultimo. Imai Eisaku, attuale marito di Yu Fen, è anche lui un hibakusha di prima generazione. Concepisce con Yu Fen Kyoko, ma cresce anche Yoshiko come fosse figlia sua. È lui stesso a rivelare ai coniugi Kimura, genitori di Makimune, che la ragazza è una hibakusha.
Giornalista Interpretato da: Kong Lung
Giovane giornalista di Hong Kong si reca ad Hiroshima per condurre delle ricerche sulle conseguenze che il bombardamento atomico ha avuto, e continua ad avere sui sopravvissuti e la loro progenie. Incontrerà Yoshiko finendo con l'essere un involontario testimone delle vicende che affliggeranno la sua famiglia fino alla morte della ragazza potendo così sviluppare un proprio pensiero riguardo alle ragioni e alle responsabilità legate alla tragedia della bomba atomica.
Critica sociale Con "Hiroshima28", Kong Lung pone l'accento sulle conseguenze che il lancio di due bombe atomiche ha avuto non tanto a livello medico, tematica spesso soggetto di varie diatribe, quanto a livello sociale. La scelta di ambientare la storia in epoca contemporanea alla sua uscita nelle sale cinematografiche e non in quella dell'effettivo scoppio della bomba atomica non è stata fatta a caso: lo scopo del lungometraggio, infatti, non è far rivivere allo spettatore gli orrori della guerra né la devastazione provocata il fatidico 6 agosto del 1945 , quanto piuttosto mostrare come le conseguenze di quell'atto perdurino nel tempo e si ripercuotano sulle generazioni a venire.
Il passato che ritorna
Un punto cardine della critica che il regista porta avanti è che sebbene 28 anni dopo per il resto del mondo la tragedia che ha afflitto Hiroshima possa risultare ormai solo come un brutto sogno che non permane nella vita presente, questo non vale né per gli hibakusha di prima generazione né tanto meno per il loro figli. Sebbene all'inizio del film si possa avere l'impressione che la tragedia sia stata superata e che non ve ne sia traccia nella vita della protagonista, la quale nel suo lavoro di guida turistica parla tranquillamente sia della tragedia sia delle malattie che le radiazioni hanno comportato e comportano, lo spettatore viene portato ben presto a ricredersi. In contrasto con l'atteggiamento spensierato della protagonista troviamo quello dei suoi genitori il cui comportamento, sin dalle prime scene, fa intuire che i due nascondano terribili segreti legati indissolubilmente con il conflitto mondiale e il suo terribile epilogo in Giappone. Tali segreti vengono impersonati da un'inquietante ombra che continua a perseguitare la famiglia Imai, in particolar modo l'inconsapevole Yoshiko, che non si accorgerà mai della sua presenza. Gli unici a vederla infatti sono i genitori, quasi quest'ombra rappresentasse un fantasma di tragedie passate che solo i diretti superstiti possono vedere. Questo “fantasma”, che si scoprirà in seguito essere il primo marito della signora Imai e vero padre di Yoshiko, con la sua figura nera e onnipresente, sembra portare un chiaro monito: gli orrori della guerra e della bomba atomica non hanno mai realmente allentato la loro morsa sul popolo del Sol Levante. Ben presto infatti la sorella minore della protagonista, Kyoko, scoprirà il segreto celato dai propri genitori: entrambi sono vittime sopravvissute alla bomba atomica, fatto che getta sulle due ragazze la terribile consapevolezza di essere vittime di seconda generazione.
Yoshiko: “La Bomba sganciata 28 anni fa è appena esplosa nel mio mondo”
Questa scoperta sconvolgerà completamente l'esistenza di entrambe, le quali si ritroveranno a calzare i panni di reiette, rifiutate e abbandonate dalla loro stessa madre patria, che viene qui vista al contempo come vittima e carnefice: se da una parte infatti piange le proprie vittime, dall'altra non esita ad emarginare i sopravvissuti allo scoppio della bomba atomica, incapace di rapportarsi con loro quasi che le malattie che potrebbero, o meno, affliggerli a causa delle radiazioni li rendano dei morti che camminano, degli esseri insomma appartenenti ad un mondo altro con i quali i non-hibakusha sono incapaci di comunicare.
L'incomunicabilità e l'emarginazione
Quello dell'incapacità da parte di chi non ha vissuto sulla propria pelle la tragedia della bomba atomica di rapportarsi con chi invece l'ha vissuta in prima persona o ne subisce le conseguenze è uno dei temi più pressanti dell'intero lungometraggio: le armi nucleari non hanno solo tolto delle vite e minato la salute dei superstiti, ma li ha anche ridotti a vivere una vita-non vita. Le conseguenze delle radiazioni sono motivo di emarginazione e, di conseguenza, totale distruzione dell'io-sociale che, in una società come quella giapponese, particolarmente focalizzata sul dovere che ogni individuo ha nei confronti della comunità di contribuire col proprio lavoro al bene comune, comporta la perdita del proprio scopo nella vita ed equivale, così, ad un destino forse peggiore della morte. Il regista ci propone questo senso di incomunicabilità attraverso tre diversi punti di vista: i genitori del futuro sposo di Yoshiko, il ragazzo soprannominato “tre secondi” e, infine, quello delle due sorelle Imai.
Sig.ra Kimura: “Ci sono così tanti palazzi ancora in piedi?”
Uno dei primi esempi di incomunicabilità lo troviamo nella figura dei coniugi Kimura, in particolar modo della Signora Kimura la quale, giunta a Hiroshima da Tokyo, si dimostra sorpresa nel vedere “così tanti palazzi ancora in piedi”, non fermandosi neppure un attimo a riflettere sulla possibilità che il motivo non giaccia nell'inconsistenza della tragedia quanto piuttosto nel fatto che sono passati 28 anni dallo scoppio della bomba, tempo durante il quale la città è stata in gran parte ricostruita. L'atteggiamento della Signora Kimura è atto a far capire quanto le persone che non erano presenti durante la tragedia non abbiamo la minima idea di cosa abbia comportato l'esplosione della bomba sia per la città che per i suoi cittadini, motivo per il quale i suddetti coniugi non esitano neppure un attimo a rompere il fidanzamento tra Yoshiko e il proprio figlio una volta appreso che la ragazza è una vittima di seconda generazione. Contrariamente forse a quanto ci si aspetterebbe i due tokyoti non provano empatia nei confronti della ragazza che ha vissuto e vive, anche se per via indiretta, gli orrori di una stessa terribile guerra, anzi la allontanano preoccupati che il veleno nel suo sangue possa intaccare la loro sana discendenza. Non importa che abbiano pianto le stesse vittime, che siano tutti figli di una stessa patria, l'essere una hibakusha fa di Yoshiko un'intoccabile.
Kyoko: “Certo che è strano, quel Tre Secondi”
Sig.ra Imai: “Kyoko! Non farti beffa dei difetti altrui...”