La Città della scienza, detta anche Città della scienza di Catania per distinguerla dall'omonima struttura napoletana, è un'iniziativa di promozione e di divulgazione scientifica gestita da volontari provenienti in prevalenza dall'Università degli Studi di Catania e situata in una vecchia raffineria di zolfo sita in via Simeto a Catania, non distante dalla stazione centrale. Essa è composta da un museo scientifico interattivo composto da cinque sezioni definite isole, un'area espositiva distribuita lungo un corridoio sospeso, un auditorium, alcuni laboratori e un'area ristoro.
La struttura, dopo un lungo periodo di inattività con piccole aperture localizzate, è stata visitata in via sperimentale da tre istituti scolastici nel mese di maggio 2015, in vista della sua apertura definitiva prevista alla fine dello stesso anno.
Storia
La Città della scienza catanese non ha avuto una genesi breve e lineare, tra ritardi e aperture a singhiozzo, trovando la sua inaugurazione sperimentale a diciotto anni dalla sua progettazione, avvenuta identificando una vecchia raffineria dismessa quale futura sede di quello che sarebbe dovuto diventare il secondo museo scientifico del Mezzogiorno.
La raffineria L'industria solfifera siciliana divenne portante dopo il 1851, principalmente per l'impiego dello zolfo quale anticrittogamico contro l'Oidium tuckeri, parassita della vite. Lo zolfo di Sicilia divenne piuttosto rinomato e ricercato in Europa e trovava a Catania il maggiore centro di raffineria, di smercio e di trasporto attraverso una fitta rete di ferrovie e quindi via mare. Il maggior raggruppamento di opifici era localizzato lungo l'attuale viale Africa (il nucleo maggiore di questi costituisce oggi il Centro fieristico le Ciminiere) per la breve distanza dalla stazione centrale e di conseguenza dal porto del Caito, ma non mancavano ad esempio in prossimità del Porto Ulisse nel quartiere di Ognina. Nel 1887 si contavano ben 17 raffinerie che davano lavoro a circa 40.000 persone. Tra queste, non distante dalle evocative vie dei Zolfatai e Raffineria, esisteva il laboratorio dei due fratelli Caruso Torrisi, da cui svettava la ciminiera del forno in cui si fondeva lo zolfo grezzo alta 23 metri. La tecnica usata per la raffinazione del minerale era il metodo Lamy, adottato in città dal 1844: nella caldaia in ghisa a vapore si raggiungevano i 116 °C per la fusione; lo zolfo liquido era incanalato in cilindri verticali chiusi; da qui passava ai recipienti aperti e quindi versato negli stampi rettangolari da circa 50 kg (pani o balati) o cilindrici (cannoli). Era presente anche un mulino a doppia macina per la frantumazione dello zolfoVincenzo Sapienza, La Città della scienza di Catania su modulo.net.
La crisi produttiva dello zolfo siciliano si deve alla statunitense Union Sulphur Company, la quale nel 1905 applicò il metodo di fusione Frasch ad un giacimento in Louisiana particolarmente ricco, facendo crollare le borse dello zolfo europeo. Le raffinerie catanesi rimasero quindi attive con grande sforzo: nel Novecento l'unica grande produzione fu quella destinata alle polveriere usate nella prima guerra mondiale. L'industria solfifera catanese va spegnendosi a partire dal 1961 e l'opificio dei fratelli Caruso Torrisi chiuse definitivamente il decennio seguente. Gli ampi spazi furono frammentati e destinati a diverse attività quali deposito, negozi, botteghe artigiane, garageUna raffineria di zolfo recuperata su Cds.unict.it.
Il progetto Catania-Lecce Con l'inaugurazione e il successo della Città della scienza di Napoli nel 1996, l'Università di Catania iniziò ad interessarsi per l'apertura di una struttura analoga nella città etnea sin dal 1997 inserendo l'obbiettivo nell'ambito del Progetto Catania-Lecce finanziato con i fondi PO FESR 1994-1999 (dd MURST 2/3/98) con il titolo di Iniziativa IN10 - Città della ScienzaIniziativa IN10 - Città della Scienza., cui furono destinati dieci milioni di euro. Originariamente la sede prevista per l'iniziativa era l'ex casa degli esercizi spirituali, un complesso edificio costituito da ambienti di XVI, XVIII e XIX secolo, sede dell'istituto di incremento ippico e proprietà del Comune di Catania che avrebbe dovuto essere trasferita all'Università di Catania, ma in sede di definizione si optò per l'acquisto dell'ex opificio Zolfi G & L Caruso Torrisi ubicato nell'isolato stretto tra le vie Simeto e Costarelli.
I lavori Il finanziamento bastò a coprire le spese di acquisto dell'immobile nel 2005 e i lavori di ristrutturazione e di adeguamento durarono dal 2006 al 2009, con un anno di ritardo sul cronoprogramma per via di diverse difficoltà (tra cui lo sgombero di alcuni occupanti abusiviDesirée Miranda, Città della Scienza, storia di uno spreco - Pronta dal 2009, non è mai stata aperta, in Catania.meridionews.it, 4 giugno 2013.), seguendo inizialmente un piano quinquennale, ma gli ultimi lavori e il rallentamento registrato intorno al 2008 consumarono le ultime risorse che non bastarono ad inaugurare la struttura per via del mancato investimento sul futuro della strutturaDesirée Miranda e Federica Motta, Zichichi "riapre" la Città della Scienza - Edificio Unict a rischio decadenza, in Catania.meridio.it, 13 aprile 2012.. Dal 19 aprile al 18 maggio 2008 fu esposta la mostra S.T.ART (Scienza Tecnologia e ARTe) alla villa Zingali-Tetto in via Etnea, dal benaugurante titolo che sollecitava "l'inizio" della Città della scienza cataneseSTART, conto alla rovescia per la "Città della Scienza" di Catania, Bollettino di Ateneo, 16 aprile 2008.. Tuttavia al proposito della mostra non seguì una effettiva apertura del complesso. Dal 31 dicembre del 2009, data di consegna dell'opera, la struttura rimase pertanto completa, ma chiusa anche per via del blocco impartito dall'allora rettore e dal direttore amministrativo dell'ateneo catanese, nonostante l'entusiasmo e la preparazione di venti persone assunte per ricoprire il ruolo di guida e informatori culturali.
Lo stallo e la Fondazione Cutgana Nel 2010 si registrano manifestazioni di protesta e occupazioni del sito per attirare l'attenzione dei mediaBeatrice Buscema, Catania: Città Della Scienza, 10 milioni di Fondi pubblici e non ha mai aperto , su Giornalesiracusa.com, 30 dicembre 2014.. Alla fine del 2011 si ottenne nominalmente, dopo due anni di attesa, un finanziamento di duecentomila euro provenienti dai fondi nazionali per la diffusione della cultura scientifica i quali sarebbero serviti per lo start up. Nello stesso anno avveniva il passaggio di gestione alla Fondazione Cutgana, gestita da Angelo Messina, all'epoca dei fatti direttore dell'omonimo centro di tutela ambientale. La fondazione ottenne per il 2012 un piccolo ciclo di conferenze sfruttando l'auditorium della Città della scienza, ma tenendo ancora chiuso il resto dell'edificio. Il ciclo venne inaugurato dal fisico Antonio Zichichi e vide ospiti diverse importanti personalità del mondo scientifico e divulgativoCittà della Scienza, al via le prime iniziative, Bollettino di Ateneo, 11 aprile 2012.. Tuttavia il finanziamento ottenuto nel 2011 non venne erogato e il progetto non decolla, chiudendo dopo il breve ciclo di conferenze. Angelo Messina, al centro di una serie di scandali relativi a sprechi di fondi universitari e pubbliciCUTGANA: Messina si dimette dalla Fondazione - Ma resta membro del consiglio, su Sudpress.it, 7 dicembre 2012., si dimette dalla carica di presidente della Fondazione che perde la gestione della Città della scienza.
L'apertura sperimentale
Con l'insediamento del nuovo rettore, Giacomo Pignataro, la delegata alle strutture museali universitarie è la professoressa Agata Copani, la quale, assieme ad un gruppo di docenti, tecnici e studenti universitari, in forma del tutto volontaria ha adeguato la struttura per le visite tra il 2013 e il 2014 e ribadendo la necessità di fondi necessari all'apertura definitiva, da rimodulare in quanto si prospettano nuovi lavori di adeguamento. La struttura che ricevette la Copani infatti, mancava di linea telefonica, inoltre i requisiti di sicurezza, rispettati nel periodo 2006-2009, sono cambiati e vanno adeguatiCarmen Valisano, Città della scienza, successo per l'apertura sperimentale - «Per entrare a regime servono fondi che non abbiamo», su Catania.meridionews.it, 15 giugno 2015.. Nel 2014 il caso viene portato alla ribalta nazionale dal programma televisivo Striscia la notiziaVedi il video in streaming Citta della scienza di Catania dell'11 dicembre 2014..
L'apertura della struttura per via sperimentale grazie ad un accordo tra l'Università e il MIURCarmen Valisano, Riapre in via sperimentale la Città della scienza - Porte aperte per studenti di elementari e medie, in Catania.meridionews.it, 16 aprile 2015., prevista per la primavera immediatamente seguente, avvenne finalmente il 10 aprile del 2015, ospitando circa 50 alunni della Scuola media statale Amerigo Vespucci di Catania. Per i mesi di aprile e di maggio dell'anno sono state ospitate gratuitamente per un giorno per settimana numerosi alunni provenienti da tre scuole diverse (oltre alla Vespucci, la scuola elementare S. Giuffrida e la scuola media del Convitto Cutelli)Vedi il calendario delle attività .. L'apertura sperimentale è stato un test per saggiare i meccanismi della struttura e verificarne il gradimento ai fini dell'apertura definitiva. Quasi tutti i dipartimenti dell'ateneo catanese hanno contribuito riempiendo le aree espositive donando spontaneamente strumenti scientifici antichi e moderni, oltre ad alcune riproduzioni artistiche di animali realizzate riciclando i componenti di computer dismessi. Ha collaborato anche l'associazione di divulgazione scientifica fondata da Luigi Prestinenza, Stelle e Ambiente, con il prestito di due telescopi e relativi strumenti per poter osservare in sicurezza il disco solare e con la sistemazione del planetario.
L'apertura sperimentale ha riscontrato un immediato successo, e ha messo in luce le criticità relative alla gestione delle visite, rivelatesi di piccola entità, tra cui la necessità di ottimizzare i tempi dilatandoli e la gestione dei gruppi. Le difficoltà sarebbero anche potute essere drasticamente inferiori qualora la struttura fosse stata testata già nel 2009. L'esito del test potrebbe quindi convincere gli investitori pubblici (il MIUR, ma anche il CNR o l'INFN) a concedere i fondi necessari per l'inaugurazione definitiva, necessaria anche alla stipula dei contratti di lavoro per il personale, fin qui volontario. Le aperture provvisorie continuano ospitando il 29 giugno dello stesso anno 32 studenti di varie fasce di età (9 provenienti dalla scuola primaria e secondaria di primo grado, 13 dalla scuola secondaria di secondo grado e 10 studenti universitari) accompagnati da docenti e interpreti in LIS, durante una visita organizzata dal Centro per l'Integrazione Attiva e Partecipata (CINAP) dell'Università di Catania e dall'Associazione Famiglie Audiolesi Etnei (AFAE), provenienti dalle città di Catania, Acireale, Paternò e ScordiaAlfio Russo, Città della Scienza, visita organizzata dal Cinap per studenti non udenti - Proseguono in via sperimentale le aperture della struttura a scolaresche e a gruppi di studenti universitari, 30 giugno 2015..
Struttura