È stata la direttrice del Software Engineering Division del MIT Instrumentation Laboratory, che sviluppò il software di bordo per il programma ApolloNASA Office of Logic Design "About Margaret Hamilton" (Accesso: 3 febbraio 2010). Il team della Hamilton fu in grado di risolvere le complicazioni relative allo sbarco dell'Apollo 11 sulla Luna, garantendo il successo della missione. Nel 1986, Hamilton fondò la Hamilton Technologies, Inc. nella città di Cambridge, Massachusetts. La società nacque per sviluppare il cosiddetto Universal Systems Language basato sul paradigma di Development Before the Fact (DBTF) per la progettazione di sistemi e di software.
Ha pubblicato più di 130 articoli, atti e relazioni su vari argomenti; ha lavorato a 60 progetti ed è stata coinvolta in sei grandi programmi.
Biografia Formazione Nata a Paoli (Indiana) da Kenneth Heafield e Ruth Ester Heafield (nata Partington)Tiffany K. Wayne (2011). American Women of Science Since 1900. ABC-CLIO. pp. 480–1. ISBN 978-1-59884-158-9., si è diplomata alla Hancock High School nel 1954; successivamente si è laureata in matematica presso l'Università del Michigan e ha poi conseguito la laurea in matematica e filosofia presso l'Earlham College nel 1958"2009 Outstanding Alumni and Distinguished Service Awards ". Earlham College. Accesso 15 dicembre 2014.. Fino alla laurea, per un breve periodo, ha insegnato matematica e francese alle scuole superiori, allo scopo di sostenere il marito nei suoi studi di primo livello a Harvard, con lo scopo di conseguire un titolo di secondo livello in un secondo momento. Si è trasferita a Boston con l'intenzione di fare ricerca nell'ambito della matematica pura alla Brandeis University. Nel 1960 ha ottenuto un impiego temporaneo al Massachusetts Institute of Technology (MIT) per sviluppare software per le previsioni meteo per i calcolatori LGP-30 e PDP-1 per un progetto del professor Edward Norton Lorenz, del dipartimento di meteorologia.Steven Levy (1984), Hackers: Doubleday. ISBN 0-385-19195-2 A quel tempo, informatica e ingegneria del software non erano ancora discipline universitarie; al contrario, i programmatori si formavano facendo esperienza sul campo.
Progetto SAGE Dal 1961 al 1963, Margaret Hamilton ha lavorato al progetto Semi Automatic Ground Environment (SAGE) presso i Lincoln Labs. Il progetto SAGE era un'estensione del progetto Whirlwind, avviato dal MIT e volto allo sviluppo di un sistema informatico per le previsioni e simulazioni meteorologiche. Il SAGE era stato quindi sviluppato ad uso militare, come sistema di difesa antiaerea in previsione di possibili attacchi sovietici durante la guerra fredda. Hamilton disse in merito al suo lavoro per il progetto:
Grazie al suo contributo al progetto, è diventata una candidata per la posizione di capo sviluppo per il software di volo del programma Apollo alla NASA.
NASA
Hamilton entrò quindi al Charles Stark Draper Laboratory al MIT, che all'epoca stava lavorando alle missioni Apollo, dove divenne infine direttrice e supervisore dello sviluppo software per i programmi Apollo e Skylab. Alla NASA, il team diretto da Hamilton era responsabile dello sviluppo del software che avrebbe guidato le capsule del programma Apollo nella navigazione e nell'atterraggio sulla Luna, nonché le sue molteplici varianti usate in altri progetti successivi, tra i quali Skylab.
Apollo 11
Le scelte progettuali del gruppo di Hamilton e del sistema operativo di J. Halcombe Laning si rivelarono cruciali e, in uno dei momenti critici durante lo svolgimento della missione Apollo 11, ne evitarono l'abbandono.Tales From The Lunar Module Guidance Computer. Retrieved January 29, 2016 Tre minuti prima dell'atterraggio del lander sulla superficie lunare, scattarono diversi allarmi in quanto il computer era sovraccarico di dati in ingresso, a causa del fatto che il sistema radar di rendezvous (non necessario in fase di atterraggio) stava aggiornando un contatore, impegnando il computer in cycle stealing. Tuttavia, grazie allo scheduler pre-emptive a priorità fissa, i processi impegnati nell'atterraggio, a priorità maggiore, interruppero i processi a priorità minore. Il difetto è stato attribuito poi ad una checklist errata.
Business Dal 1976 al 1984 Hamilton è stata CEO di una società da lei cofondata, chiamata Higher Order Software (HOS), che si occupava di prevenzione e resistenza agli errori software, sulla base della sua esperienza maturata al MIT. La società ha sviluppato un prodotto chiamato USE.IT, basato su metodologia HOS.M. Hamilton, S. Zeldin (1976) "Higher order software—A methodology for defining software" IEEE Transactions on Software Engineering, vol. SE-2, no. 1, Mar. 1976.Thompson, Arthur A.; Strickland, A. J., (1996), "Strategic Management: Concepts and Cases", McGraw-Hill Companies, ISBN 0-256-16205-0
Nel 1986 ha fondato ed è divenuta CEO della Hamilton Technologies, a Cambridge (Massachusetts). La società è nata sulla base del Universal Systems Language (USL) e del suo ambiente automatizzato, 001 Tool Suite, basato sul paradigma di progettazione e sviluppo software da lei sviluppato, development before the fact (DBTF).Krut, Jr., B., (1993) “Integrating 001 Tool Support in the Feature-Oriented Domain Analysis Methodology ” (CMU/SEI-93-TR-11, ESC-TR-93-188), Pittsburgh, SEI, Carnegie Mellon University.Ouyang, M., Golay, M.W. (1995), An Integrated Formal Approach for Developing High Quality Software of Safety-Critical Systems, Massachusetts Institute of Technology, Cambridge, MA, Report No. MIT-ANP-TR-035.Software Productivity Consortium, (SPC) (December 1998), Object-Oriented Methods and Tools Survey, Herndon, VA.SPC-98022-MC, Version 02.00.02.
Eredità
Hamilton ha reso popolare l'espressione "ingegneria del software" (software engineering), precedentemente coniato da Anthony Oettinger.ACM Digital Library accessed January 24, 2016 All'epoca l'ingegneria del software non era considerata con la stessa serietà di altre discipline ingegneristiche e non era vista come una scienza. Lei usava l'espressione "ingegneria del software" per distinzione rispetto all'ingegneria dell'hardware, e con il tempo l'ingegneria del software ha acquisito la sua dignità scientifica. Nel suo lavoro al MIT ha preso parte alla definizione dei principi fondamentali della programmazione, lavorando sui primi computer mobili. Il suo contributo va oltre il semplice successo delle missioni lunari, ma insieme a tante colleghe ingegnere rappresenta una figura simbolica nella conquista tuttora in corso della parità di genere nelle discipline STEM.
Vita privata Conobbe suo marito, James Cox Hamilton, al Earlham College. Si sposarono verso la fine degli anni cinquanta, dopo aver conseguito il bachelor a Heafield. Ebbero una figlia di nome Lauren che, in seguito, sposò il miliardario James Cox Chambers. Hamilton non ebbe problemi nel proseguimento della sua carriera alla NASA durante la maternità, e nel fine settimana spesso portava Lauren nei laboratori e passava del tempo con lei mentre lavorava alla programmazione del software Apollo. In seguito divorziò dal marito.
Riconoscimenti
Nel 1986 ha ricevuto l'Augusta Ada Lovelace Award dalla Association for Women in Computing. Nel 2003 ha ricevuto il NASA Exceptional Space Act Award per contributi scientifici e tecnici. Il premio includeva una somma pari a USD, la massima somma elargita in premio dalla NASA ad un singolo individuo in tutta la sua storia.Michael Braukus NASA News "NASA Honors Apollo Engineer" (Sept. 3, 2003)NASA Press Release "NASA Honors Apollo Engineer" (September 03, 2003)NASA Administrator Sean O'Keefe has commented saying "The concepts she and her team created became the building blocks for modern software engineering. It's an honor to recognize Ms. Hamilton for her extraordinary contributions to NASA.". Nel 2009 ha ricevuto dal Earlham College l'Outstanding Alumni Award. Nel 2016, il 22 novembre, ha ricevuto dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza che possa essere data ad un civile americano, per il suo fondamentale contributo nelle missioni Apollo.
Pubblicazioni M. Hamilton (1994), "Inside Development Before the Fact," cover story, Special Editorial Supplement, 8ES-24ES. Electronic Design, aprile 1994. M. Hamilton (1994), "001: A Full Life Cycle Systems Engineering and Software Development Environment," cover story, Special Editorial Supplement, 22ES-30ES. Electronic Design, giugno 1994. M. Hamilton, Hackler, W. R.. (2004), Deeply Integrated Guidance Navigation Unit (DI-GNU) Common Software Architecture Principles (revised dec-29-04), DAAAE30-02-D-1020 and DAAB07-98-D-H502/0180, Picatinny Arsenal, NJ, 2003-2004. M. Hamilton and W. R. Hackler (2007), "Universal Systems Language for Preventative Systems Engineering," Proc. 5th Ann. Conf. Systems Eng. Res. (CSER), Stevens Institute of Technology, marzo 2007, paper #36. M. Hamilton and W. R. Hackler (2007), "A Formal Universal Systems Semantics for SysML", 17th Annual International Symposium, INCOSE 2007, San Diego, CA, giugno 2007. M. Hamilton and W. R. Hackler (2008), "Universal Systems Language: Lessons Learned from Apollo", IEEE Computer, dicembre 2008.
Onorificenze
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Pionieri dell'informatica