Il De casibus virorum illustrium è un'opera latina di Giovanni Boccaccio, composta nel corso degli anni '50 e '60 del XIV secolo e dedicata a Mainardo Cavalcanti..
Contenuto Con il De casibus virorum illustrium, opera in prosa composta da 174 capitoli,Si consulti l'opera su raggruppati in 9 libri, Boccaccio intende proporre figure celebri per le sventure loro capitate, ripercorrendo la storia dell'umanità dalla creazione al XIV secolo. I protagonisti sono uomini e donne, virtuosi e viziosi,. tratti da Antico Testamento, mitologia e antichità classica, medioevo: si ricordino, a titolo d'esempio, Adamo ed Eva, Saul, Agamennone, Didone, Tarquinio il Superbo, Odoacre, per giungere infine ai tempi dell'autore; il più recente personaggio citato è infatti Giovanni II di Francia.Giovanni II di Valois fu catturato dagli inglesi nella battaglia di Crécy del 1347 dagli inglesi guidati da Edoardo III. Si veda: Degni di nota anche i casi di personaggi che Boccaccio conobbe tramite fonti orali a lui vicine (ad esempio Jacques de Molay, ultimo gran maestro templare, del cui rogo nel 1314 era stato testimone oculare suo padre) o addirittura di persona (Gualtieri VI di Brienne e Filippa da Catania).
La tecnica della "visione" Per mettere in scena questa raccolta, Boccaccio usa l'espediente della "visione", ripreso già anni prima nell'Amorosa visione e che ritornerà nel Corbaccio. L'autore/protagonista, nell'opera, è infatti contorniato da una moltitudine di infelici, trascegliendone alcuni sulla base delle loro richieste di essere ricordati presso i posteri.
Biografie contenute Nell'opera Boccaccio elenca moltissime figure; qui di seguito verranno elencati soltanto i personaggi i cui nomi danno il titolo (qui tradotto dal latino) al relativo capitolo, dei quali l'autore tratta più distesamente (mentre di svariati altri fornisce informazioni più cursorie all'interno di capitoli cumulativi).
Libro I Adamo ed Eva, i progenitori Nembroth Saturno Cadmo, re di Tebe Giocasta, regina di Tebe Tieste e Atreo Teseo, re di Atene Priamo, re di Troia, ed Ecuba Agamennone, re di Micene Sansone
Libro II Saul, re d'Israele Roboamo, re di Giuda Atalia, regina di Gerusalemme Didone, regina di Cartagine Sardanapalo, re d'Assiria Sedecia, re di Gerusalemme Astiage, re di Media Creso, re di Lidia Mezio Fufezio, re di Alba Longa
Libro III Tarquinio il Superbo, re di Roma Serse, re di Persia Appio Claudio decemviro Alcibiade ateniese Annone figlio di Amilcare, cartaginese Artaserse, re di Persia
Libro IV Marco Manlio Capitolino Dionisio di Siracusa Policrate di Samo Callistene filosofo Alessandro, re d'Epiro Dario, re di Persia Eumene, governante di Cappadocia e Paflagonia Olimpiade, regina di Macedonia Agatocle, re di Sicilia Arsinoe, regina di Macedonia Pirro, re d'Epiro Arsinoe, regina di Cirene
Libro V Seleuco e Antioco, re di Asia e Siria Marco Atilio Regolo Siface, re di Numidia Antioco il Grande, re di Asia e Siria Annibale, comandante cartaginese Prusia, re di Bitinia Perseo, re di Macedonia Pseudo-Filippo, re di Macedonia Alessandro Balas, re di Siria Demetrio, re di Siria Alessandro Zabina, re di Siria Giugurta, re di Numidia
Libro VI Gaio Mario arpinate Cleopatra Mitridate, re del Ponto Orode, re di Partia Gneo Pompeo Magno Marco Tullio Cicerone Marco Antonio triumviro
Libro VII Erode, re di Giudea Tiberio Cesare, Gaio Caligola e Valeria Messalina Nerone Claudio Cesare Aulo Vitellio Cesare
Libro VIII Valeriano, imperatore romano Zenobia, regina di Palmira Diocleziano, imperatore romano Massimiano, imperatore romano Galerio, imperatore romano Giuliano l'apostata Radagaiso, re dei goti Odoacre, re d'Italia Artù, re dei britanni Rosmunda, regina dei longobardi
Libro IX Brunechilde, regina dei franchi Romilda, duchessa del Friuli Desiderio, re dei longobardi Papa Giovanni XII Diogene, imperatore di Costantinopoli Andronico, imperatore di Costantinopoli Guglielmo III di Sicilia Enrico, re dei romani Carlo, re di Sicilia Giacomo, maestro dei templari Gualtieri, duca d'Atene Filippa da Catania
Finalità Il De casibus ha una finalità educativa. Boccaccio, infatti, dichiara di voler giovare alla patria, di ammorbidire i cuori di pietra dei suoi lettori (saxea corda ) con la forza degli esempi di coloro che in ogni età, dopo aver raggiunto lo splendore, hanno abbandonato la via giusta e sono miseramente caduti. In sostanza, nel De casibus Boccaccio cerca di delineare un modello etico retto ed onesto, volto a conformare lo spirito civile degli uomini per la costruzione di una società migliore. Inoltre, Boccaccio riflette ancora sulla volubilità della Fortuna, tema a lui particolarmente caro, che scandisce l'intero susseguirsi degli eventi che mutano le sorti degli uomini e anche delle donne..
Giudizi morali Tra i personaggi citati, si ricordano Cicerone, aspramente criticato dall'autore per la sua mancanza di coerenza tra loratio (cioè quanto si è predicato a parole) e la vita (intesa come esplicazione della dottrina morale esplicata nell'oratio), e Dante Alighieri, forse l'unico degli autori del passato che Boccaccio tratta con stima e lode.
All'inizio dell'VIII libro all'autore appare poi Petrarca, che rimprovera Boccaccio per la condotta licenziosa di vita e lo esorta a concludere l'opera, che ha accantonato per pigrizia.
Composizione
Come per l'analogo De mulieribus claris, anche il De casis fu composto da Boccaccio dopo la sua "conversione all'umanesimo", successiva all'incontro con Francesco Petrarca.
La composizione si data in due fasi redazionali distinte, di cui la prima risale agli anni tra il 1355 e il 1360. Boccaccio riprese in mano l'opera nei suoi ultimi anni di vita, ampliandola quando fu presentata al gran siniscalco del Regno di Napoli, il fiorentino Mainardo Cavalcanti.
Fonti e modelli Valerio Massimo, i cui Factorum et dictorum memorabilium libri IX sono il modello di riferimento principale.. Il Chronicon di Girolamo-Eusebio.. Divina Commedia, per il rimando alla tecnica della visione. De viris illustribus di Petrarca.
Ricezione Tradizione manoscritta Del De Casibus è testimoniato un solo codice nella "Parva Libreria" di Santo Spirito.. Non è stato tramandato alcun autografo. In generale, abbiamo 137 codici.
Fortuna L'opera, in maniera analoga al simile De mulieribus claris, godette di buona diffusione e fortuna.Larry Scanlon, Narrative, Authority, and Power: The Medieval Exemplum and the Chaucerian, p. 119, Cambridge University Press (1994), . Tramite sue traduzioni dal latino al francese, influenzò autori della letteratura inglese quali Geoffrey Chaucer (in particolare, ma non solo, per Il racconto del monaco all'interno dei Racconti di Canterbury) e John Lydgate (The Fall of Princes, 1438).
Note
Bibliografia
Voci correlate Giovanni Boccaccio De mulieribus claris Opere di Giovanni Boccaccio
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Collegamenti esterni
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