Horizon Zero Dawn è un videogioco action RPG sviluppato da Guerrilla Games e pubblicato da Sony Interactive Entertainment per PlayStation 4 nel 2017 e successivamente per Microsoft Windows nell'estate 2020. È il primo capitolo dell'omonima serie Horizon.
La storia segue le avventure di Aloy, una cacciatrice che vive in un mondo postapocalittico dominato da robot ostili (le "Macchine"), dove gli esseri umani sono riuniti in fazioni tribali. Avendo vissuto fin da bambina da emarginata dalla sua stessa tribù, Aloy decide di scoprirne il motivo e di cercare delle risposte sul suo passato e sulla calamità che ha colpito l'umanità. Il gioco mette a disposizione un open world esplorabile liberamente, con un gran numero di missioni principali e secondarie da completare. Il giocatore può combattere le Macchine con lance, armi da lancio e tattiche stealth, avendo poi la possibilità di saccheggiare i resti dei nemici dopo averli sconfitti per ottenere utili risorse. Un sistema di sviluppo ad albero permette ad Aloy di imparare nuove abilità e di ottenere utili bonus passivi.
Lo sviluppo del gioco è iniziato nel 2011, una volta che Guerrilla Games aveva completato lo sviluppo di Killzone 3, rappresentando, secondo il direttore Mathijs de Jonge, l'idea "più rischiosa" che la casa di sviluppo avesse mai proposto. Horizon Zero Dawn è stata la prima nuova proprietà intellettuale (IP) sviluppata da Guerrilla Games dall'uscita di Killzone nel 2004, e ha rappresentato il primo tentativo dello studio di sviluppare un gioco di ruolo. Il motore grafico utilizzato, Decima, era stato sviluppato per Killzone: Shadow Fall ed è stato poi modificato per adattarlo a Horizon Zero Dawn.
È stato presentato all'E3 2015, al quale su quattro candidature ha vinto la categoria di gioco più originale. Il 6 giugno 2016 è stato pubblicato un nuovo video promozionale in cui è stata annunciata la data di uscita per il 28 febbraio 2017 in Nord America e il 1º marzo in Europa. Il gioco è stato accolto positivamente dalla critica, che ha lodato l'open world, la storia, l'aspetto grafico, il gameplay, il personaggio di Aloy e la performance fornita dalla sua doppiatrice nella versione originale, l'attrice Ashly Burch, nonostante alcune critiche rivolte ai dialoghi, al combattimento corpo a corpo e ai modelli dei personaggi. È il titolo di esordio per una nuova IP su PlayStation 4 di maggior successo di sempre, avendo venduto a giugno 2017 oltre tre milioni di copie ed essendo quindi il secondo titolo per PlayStation 4 più venduto di sempre. Un'espansione chiamata The Frozen Wilds è stata pubblicata il 7 novembre 2017.
Una versione remastered del gioco, intitolata Horizon Zero Dawn Remastered, è stata resa disponibile il 31 ottobre 2024 per PlayStation 5 e Windows offrendo più di 10 ore di dialoghi ri-registrati, e miglioramenti grafici.
Sviluppo Lo sviluppo del gioco è iniziato nel 2011, appena dopo l'uscita di Killzone 3. Viene presentato per la prima volta all'E3 del 2015 e inizialmente il gioco doveva essere lanciato nel 2016, ma l'uscita viene poi posticipata nel 2017. Mathijs De Jonge, il game director di Horizon Zero Dawn ha rilasciato un'intervista a Noclip rivelando alcuni dettagli sulla realizzazione del gioco. La prima versione di gioco includeva una modalità cooperativa, tuttavia, Guerrilla ha dovuto rimuoverla, perché avrebbe dovuto sacrificare il 50% di contenuti proposti nella versione finale.
La mappa di gioco all'inizio era 50 volte più grande di quella del gioco definitivo; il motivo della riduzione della proporzione della mappa è dovuto al fatto che Guerrilla voleva che capitasse ogni 200 metri un evento occasionale. Con una mappa così grande sarebbe stato impossibile. Infatti, gli sviluppatori hanno dichiarato che la mappa di gioco era più grande di quelle di Grand Theft Auto V e di The Elder Scrolls V: Skyrim messe insieme, rendendola di fatto di proporzioni gigantesche, e per questo, avrebbe occupato troppa memoria. In origine i nemici includevano solo le macchine, ma sono stati poi aggiunti anche antagonisti umani per rendere il gioco più vario. Lo studio, inoltre, avrebbe tagliato una meccanica simile al sistema Fulton presente in Metal Gear Solid: Peace Walker e The Phantom Pain, il quale permetteva ad Aloy di inviare a un deposito alcune macchine che venivano poi lanciate in aria e raccolte da una nave pirata volante. Il team decise di rimuoverla dal gioco perché era troppo complicata e non si inseriva coerentemente con la storia, la sua mitologia e il suo contesto culturale e tecnologico. Ashly Burch, la doppiatrice di Aloy, e Ben McCaw, il lead writer, hanno dichiarato che per la storia principale si sono ispirati ad alcuni racconti biblici come Ben-Hur e I dieci comandamenti.
In un'intervista del 2019, il direttore artistico Mathijs De Jonge ha dichiarato che per creare il gioco si è ispirato a numerosi media, tra cui libri, film, serie televisive e naturalmente videogiochi. In quest'ultimo campo rivela che è stato particolarmente significativo Resident Evil 4 perché infatti lo ha definito un Sacro Graal in termini di level design, meccaniche di gioco e nemici. Un altro gioco da cui si è ispirato è The Last of Us, dicendo che è rimasto molto colpito dal finale, definendolo profondamente commovente, cosa molto rara in un videogioco. Per questo motivo, ha deciso di rendere il finale di Horizon Zero Dawn anch'esso commovente.
Trama Pianeta Terra del XXXI secolo d.C. Corrono gli anni 3000 e siamo in America, in ciò che resta degli Stati Uniti Occidentali. Nell'anno 3021, in questo mondo post-apocalittico dominato dalle "Macchine" e in cui l'umanità è regredita in tribù primitive, tra le montagne che un tempo costituivano lo stato americano del Colorado, viene alla luce una bambina da una struttura ubicata all'interno di una montagna. Temendo che la neonata non fosse di origini umane, le Matriarche della tribù dei Nora la bollarono come Emarginata e la affidarono alle cure di Rost, un altro Emarginato, che decise di chiamarla Aloy.
Passano gli anni e Aloy cresce sotto l'ala di Rost, pur consapevole che non sia suo padre, imparando l'arte della caccia e della sopravvivenza. Un giorno, fuggendo al controllo di Rost, incappa in una struttura dei Predecessori, e vi trova un apparecchio, denominato Focus (una specie di visore per la realtà aumentata), il quale una volta indossato e attivato inizia a mostrare informazioni e immagini invisibili a occhio nudo. Il giorno successivo la piccola Aloy, dopo un'iniziale protesta da parte di Rost, usa il Focus per salvare un ragazzo Nora da un branco di Macchine che lo avevano circondato. Tuttavia riceve sdegno quando il padre del ragazzo scopre che è una Emarginata, creando frustrazione in Aloy circa il suo status di reietta. Decisa a scoprire le proprie origini, si addestra intensamente per affrontare la Prova, la cui vittoria non solo le avrebbe consentito il diritto di essere considerata di nuovo una Nora e far parte della tribù, ma le avrebbe anche dato la possibilità di parlare con le Matriarche, l'unico modo per scoprire quali fossero le proprie origini.
Dodici anni dopo e dunque maggiorenne, Aloy è pronta ad affrontare la Prova. Il giorno della Prova, Rost dona ad Aloy un ciondolo, consapevole che in caso di vittoria si sarebbero separati per sempre. Nonostante le proteste di Aloy e la sua promessa di incontrarlo comunque di nascosto, Rost afferma che sarebbe andato dove Aloy non lo avrebbe mai trovato. Giunge quindi il momento della Prova e Aloy, prima della gara, nota tra la folla un uomo con un Focus identico al suo e che risponde al nome di Olin. Nonostante lo scherno degli altri partecipanti e attraverso mille difficoltà, Aloy riesce a guadagnare l'agognato primo posto nella Prova, ma durante la premiazione i partecipanti vengono assaliti da un non meglio identificato gruppo armato. Aloy viene aggredita da un uomo che tenta di scaraventarla da un burrone: a sorpresa interviene Rost, che tuttavia viene ucciso nello scontro. L'uomo, di nome Helis, ordina di incendiare il luogo e, nell'esplosione che ne segue, Aloy precipita nel vuoto.
Si sveglia alcuni giorni dopo nell'Abbraccio della Madre (il centro della tribù dei Nora), attorniata dalle Matriarche che la credevano ormai in fin di vita. Recuperati i suoi oggetti e il Focus, Aloy vede la proiezione di una donna quasi identica a lei, ma che appare più anziana. Giunta davanti ad una grande porta, una voce comunica che l'accesso è negato in quanto non è possibile accettare il codice genetico di Aloy a causa di una corruzione del Sistema. Gioiose del fatto che la Dea conoscesse Aloy, le Matriarche la nominano Cercatrice, quindi autorizzata ad uscire dalle Terre Sacre per scoprire di più sulla sua nascita.
Durante il viaggio, Aloy scopre che gli uomini che hanno assalito la Prova sono cultisti dell'Eclissi, i quali stanno eseguendo l'ordine di una IA nota come ADE, che per qualche ignota ragione esige la sua morte, e che grazie al Focus di Olin i cultisti hanno tracciato la sua posizione, assalendola alla Prova. Aloy giura quindi vendetta nei confronti di Olin e, dopo aver aiutato un Nora di nome Varl a ritrovare Sona, la Capoguerra Nora (nonché madre di Varl e anch'essa vittima dei cultisti, in quanto questi ultimi hanno ucciso sua figlia che partecipava alla Prova), riesce a tracciare la posizione di Olin presso uno scavo situato nel Dominio, la regione della tribù Carja, dove antiche macchine da guerra sono state riportate in vita dall'Eclissi. Dopo aver attaccato con successo il sito e catturato Olin, Aloy scopre che quest'ultimo serviva i cultisti in quanto moglie e figli erano loro ostaggi. A questo punto il giocatore sceglie se risparmiare o uccidere Olin. É qui che per la prima volta Aloy ode attraverso il Focus una voce misteriosa che le annuncia di aver disattivato i Focus dei nemici per aiutarla nell'assalto.
Giunta nella città di Meridiana, capitale dei Carja, Aloy reincontra Erend, un membro della tribù degli Oseram che aveva incontrato prima della Prova, e che ora le chiede aiuto per trovare la sorella Ersa, recentemente scomparsa. Aloy accetta di aiutarlo: grazie alla sua intelligenza e perspicacia, Ersa verrà ritrovata agonizzante, dopo aver cercato di sgominare i piani di Dervahl. Il suo intento era far detonare la città e uccidere Avad, re dei Carja, dopo che quest'ultimo aveva ucciso il padre Jiran (chiamato re Folle) e posto fine alla guerra dei "Giorni Rossi", cioè quando i Carja attaccavano e sacrificavano i membri delle vicine tribù, per placare l'ira delle Macchine. Avad, grato per l'aiuto di Aloy, le offre un posto come regina, ma essa rifiuta, concentrata a raggiungere il suo scopo.
Continuando nel suo viaggio, Aloy giunge ai confini settentrionali del Dominio, cioè Fine del Creatore. Dopo aver distrutto una imponente Macchina da guerra, entra in una immensa struttura, che scopre essere appartenuta alla Faro Automated Solutions. Si tratta di una corporazione del Mondo Antico che si occupava di costruire Macchine, inizialmente per scopi pacifici, ma in seguito anche per scopi bellici. Qui scopre la causa che ha segnato la fine del mondo dei Predecessori: nel 2064 iniziò la "Piaga di Faro", un glitch che dà alle Macchine la possibilità di autoreplicarsi e di nutrirsi di biomassa, senza il controllo umano. Vista l'ormai prossima fine della vita sulla Terra, la brillante scienziata Elisabet Sobeck, che in principio lavorava per Faro, dà il via al Progetto Zero Dawn, un sistema di terraformazione automatizzato controllato da una IA, nota come GAIA. Il suo compito era riportare la vita sulla Terra. GAIA controllava nove funzioni subordinate:
ETERE, che avrebbe purificato e rigenerato l'atmosfera; POSEIDONE, che invece avrebbe purificato e rigenerato l'idrosfera; APOLLO, che avrebbe conservato tutta la conoscenza umana e istruito il nuovo genere umano affinché non commettesse gli stessi errori del passato;