Lo USS Birmingham (codice e numero d'identificazione CL-62) è stato un incrociatore leggero della United States Navy, appartenente alla classe Cleveland e così nominato dall'omonima città nello Stato dell'Alabama. La sua costruzione fu ordinata nel luglio 1940 ed entrò in servizio alla fine del gennaio 1943.

Dopo una lunga messa a punto, si unì alle forze navali alleate operanti nel teatro del Mediterraneo e fece parte della vasta flotta che condusse lo sbarco in Sicilia (9 luglio 1943), rimanendo nella zona fin verso la fine del mese. Tornato negli Stati Uniti, fu trasferito sul fronte dell'Oceano Pacifico e fu inviato nelle isole Salomone, dove giunse nel mese di novembre: pochi giorni dopo fu severamente danneggiato nel corso di un attacco aereo giapponese e rimase in riparazione sino al febbraio 1944, quindi trascorse alcuni mesi in esercitazioni varie; fu quindi aggregato alla Quinta Flotta, incaricata di occupare le isole di Saipan, Tinian e Guam nelle Marianne: l'incrociatore rimase nel settore sino al 1º agosto, fornendo fuoco di copertura o d'appoggio alle divisioni sbarcate, venendo colpito solo di striscio. Dall'inizio di settembre scortò la flotta di portaerei veloci d'attacco in una serie di incursioni sulle isole Palau, sulle Filippine (presso le quali contribuì alla distruzione di un convoglio costiero giapponese) e infine sull'Isola di Formosa. Nella seconda metà d'ottobre 1944 rimase a difesa delle portaerei, impegnate nel supporto all'invasione delle Filippine e agli attacchi alle squadre giapponesi che convergevano sull'arcipelago; tuttavia il 24 ottobre rimase coinvolto nell'esplosione della portaerei leggera , danneggiata da un velivolo nipponico e cui si era affiancato per prestarle soccorso. I danni riportati e le vittime sofferte (più di 650 tra morti e feriti) costrinsero il Birmingham a rimanere nei cantieri statunitensi sino al gennaio 1945.

Tra la fine di febbraio e i primi del marzo 1945 partecipò alla battaglia di Iwo Jima, quindi fu unito all'imponente flotta radunata dagli Stati Uniti per conquistare l'isola di Okinawa. Dagli ultimi giorni di marzo operò quindi nelle acque dell'isola in appoggio alle divisioni a terra, impegnate in un'estenuante battaglia. Il 4 maggio, durante un'operazione Kikusui, fu colpito da un kamikaze che perforò addirittura lo scafo, infliggendo danni gravi che forzarono la nave a tornare negli Stati Uniti. Il raddobbo durò sino ad agosto e quando il Birmingham riprese il mare, l'Impero giapponese si era già arreso. Nell'immediato dopoguerra prestò servizio come nave ammiraglia delle forze navali statunitensi in Australia, per poi essere integrato nella Flotta di riserva di San Diego e infine nella riserva strategica della marina (gennaio 1947). Fu eliminato dai registri all'inizio del 1959 e venduto nel mese di ottobre per essere demolito.

Caratteristiche

L'incrociatore leggero Birmingham faceva parte della moderna classe Cleveland. Presentava una lunghezza fuori tutto di 188,46 metri, una larghezza massima di 21,16 metri e un pescaggio massimo di 6,35 metri. Il dislocamento a vuoto era pari a 11.744 tonnellate, mentre la stazza a pieno carico arrivava a 14.131 tonnellate. Una seconda fonte si trova in disaccordo e riporta un peso a vuoto di 9.800 tonnellate e una stazza lorda di 13.887 tonnellate.

L'incrociatore era stato equipaggiato con un apparato motore composto da quattro caldaie Babcock & Wilcox da 634 psi, accoppiate a quattro turbine a ingranaggi a vapore General Electric; ogni turbina dava potenza a un albero motore dotato di elica e veniva erogato un totale di shp, che permetteva una velocità massima di 32,5 nodi (poco più di 60 km/h). L'autonomia massima era di miglia alla velocità di 15 nodi.

L'armamento principale constava di dodici cannoni 6in/47 Mark 16 da 152 mm lunghi 47 calibri (L/47), distribuiti in quattro torri trinate, due a prua e due a poppa sovrapposte; inoltre attorno alla sovrastruttura erano stati installate sei torri, ciascuna equipaggiata con una coppia di pezzi 5in/38 da 127 mm L/38, impiegabili sia contro bersagli navali che in funzione contraerea. La difesa di punto contro velivoli sulle distanze medio-brevi era garantita da un ricco arsenale di cannoni leggeri: diciannove cannoni Oerlikon da 20 mm L/70 su affusto singolo e otto cannoni Bofors da 40 mm L/56 in quattro impianti binati. Nel corso della vita operativa dell'unità, gli impianti Bofors furono riorganizzati in quattro installazioni quadrinate e sei binate, per un totale di ventotto bocche da fuoco da 40 mm. Anche i pezzi Oerlikon furono un poco aumentati e divennero ventuno.

Le unità della classe era ben corazzate. La cintura era spessa 127 mm e si assottigliava alle estremità a 83 mm; il ponte arrivava a 50 mm e le barbette misuravano 152 mm, mentre la torre di comando aveva pareti spesse 127 mm e il tetto 57 mm. Le torri dei cannoni principali avevano una corazzatura frontale da 165 mm, laterale e superiore spessa 76 mm e posteriore da 38 mm. Le paratie stagne, infine, erano protette da 127 mm d'acciaio.

L'incrociatore era manovrato da un equipaggio di 110 ufficiali e tra sottufficiali e marinai e disponeva di due catapulte inchiavardate ai lati della poppa, destinate al lancio di quattro idrovolanti, recuperabili mediante un argano. Solo una fonte riporta che l'equipaggio conteggiava membri.

Servizio operativo Costruzione La costruzione dell'incrociatore leggero Birmingham (seconda unità della United States Navy a portare questo nome) fu autorizzata il 3 luglio 1940. La chiglia fu impostata il 17 febbraio 1941 dalla ditta Newport News Shipbuilding al cantiere di Newport News in Virginia e lo scafo fu varato il 20 marzo 1942 nel corso di una cerimonia officiata dalla signora Cooper Green, moglie del presidente della Birmingham City Commission; il 29 gennaio 1943 la nave completata entrò ufficialmente in servizio presso il Norfolk Navy Yard, con il capitano di vascello John Wilkes come primo comandante. Ebbe l'indicativo di chiamata in alfabeto fonetico "November-Alpha-Whiskey-Juliet", valido per le comunicazioni radio.

La seconda guerra mondiale 1943

Una volta aggiunte le ultime apparecchiature e raggiunto il pieno organico dell'equipaggio, il 20 febbraio il Birmingham iniziò la crociera di addestramento e messa a punto nella baia di Chesapeake, che vide esercitazioni di fuoco antiaereo, collaudo del tiro della batteria principale, pratica nel lancio e recupero degli idrovolanti di bordo. Il 19 marzo si ancorò quindi ad Annapolis (Maryland), dove una commissione di 180 tra civili e militari del personale del Ministero della marina lo ispezionarono. Il 3 aprile tornò a Norfolk dove per tre settimane fu sottoposto a riparazioni e aggiustamenti; quindi dal 23 continuò l'addestramento nella baia per quattro settimane, che incluse anche simulazioni di battaglie notturne, tiro contraereo di giorno e notte, rifornimento in mare. Dopo un ulteriore raddobbo a Norfolk nel tardo maggio 1943, il Birmingham fu destinato a operare sul fronte del Mediterraneo, dove era imminente lo sbarco in Sicilia: l'8 giugno salpò per unirsi alla flotta alleata sulle coste del Nordafrica. Il 22 giugno raggiunse Mers-el-Kébir in Algeria, dove fece scorta di munizioni e riempì i serbatoi; il 29 prese il mare assieme al Task group 86.1, che riuniva anche l'incrociatore leggero e i cacciatorpediniere e . All'alba del 9 luglio incontrarono il "gruppo d'identificazione spiaggia", che indicava il tratto di costa vicino a Licata da assaltare, e guidarono i quattro gruppi di LST incaricati dello sbarco nel settore; quando la metà degli LST fu in posizione e iniziò a rilasciare le imbarcazioni, il Birmingham si spostò nel settore orientale della zona assegnatagli e lanciò due aerei per localizzare le batterie italiane alle pendici del monte Desusino, che stavano bersagliando le spiagge: individuatele, iniziò un tiro nutrito ma disordinato a causa della nebbia; inoltre si verificarono casi di fuoco amico ai danni degli idrovolanti lanciati, provocati da problemi di radiocomunicazione con i gruppi aerei dipendenti dall'esercito: alle 07:15 fu infatti recuperato un velivolo colpito (danneggiato anche da un Messerschmitt Bf 109) e mezz'ora più tardi fu ripreso a bordo il secondo idrovolante, il cui mitragliere di coda era stato ferito dalla contraerea statunitense e poi ucciso durante una violenta manovra di disimpegno per sfuggire a due Bell P-39 Airacobra britannici, che l'avevano scambiato per un aereo nemico. Alle 09:18 il Birmingham cessò il fuoco, poiché i reparti sbarcati avevano iniziato a penetrare nell'entroterra. Nei successivi nove giorni percorse più volte la costa, rispondendo all'artiglieria italiana e coprendo le operazioni dei dragamine. Il 21 luglio l'incrociatore fece rotta su Biserta, dove si rifornì, quindi toccò nuovamente Mers-el-Kébir, che lasciò il 27 alla volta degli Stati Uniti: l'8 agosto gettò le ancore a Norfolk. Qui, l'11 agosto, il capitano Wilkes passò le insegne del comando al capitano di vascello Thomas Browning Inglis.

In dieci giorni l'incrociatore fu rimesso in piena efficienza e salpò quindi per il Mare Caraibico, da dove diresse verso ovest per passare il 22 agosto il canale di Panama: era infatti stato riassegnato alla Flotta del Pacifico, duramente impegnata contro l'Impero giapponese. Giunto il 5 settembre a Pearl Harbor, fu incluso nel Task group 15.1 e con numerose altre unità fornì scorta alle portaerei , e , che l'11 settembre lanciarono una massiccia incursione sugli atolli di Makin e Tarawa (isole Gilbert). Concluso con successo il raid, la squadra fece ritorno a Pearl Harbor per il 23, fece rifornimento di carburante e munizioni e salpò il 29 per portare un attacco all'Isola di Wake. All'alba del 5 ottobre ebbe inizio il bombardamento aeronavale; il Birmingham lanciò due idrovolanti e si avvicinò all'isola, facendo fuoco con tutti i pezzi su postazioni d'artiglieria, fortificazioni, edifici e depositi. Uno degli idrovolanti fu attaccato da un solitario Mitsubishi A6M "Zero", ma fu colpito solo da due proiettili nella fusoliera e fu recuperato. Il 6 ottobre la formazione ripiegò su Pearl Harbor e, qui giunto l'11, l'incrociatore ebbe ordine di unirsi alle forze navali operanti nelle isole Salomone, dove stava per iniziare l'attacco a Bougainville: il 21 ottobre fece rotta per sud-ovest, arrivando a Espiritu Santo il 4 novembre, quindi il giorno successivo s'aggregò alla scorta di un convoglio di sei tra cargo e trasporti d'assalto, che dirigeva su Bougainville, dove la 3ª Divisione marine era sbarcata il 1º.