Comunemente noto come Shah Waliullah Dihlawi (), è stato uno studioso musulmano, esperto muḥaddith (conoscitore di ḥadīth) e importante rinnovatore del sapere e dei costumi islamici.
Gioventù e istruzione
Shah Waliullah, il cui nome proprio era Aḥmad, nacque nel 1703. Figlio di Shah ʿAbd al-Raḥīm, compilatore di un Lessico hanafita, le Fatāwā-e ʿĀlamgīrī (Le Fatwā di ʿĀlamgīrDal nome del 9º Imperatore mughal, figlio di Jahāndār Shāh.). Suo nonno era stato lo sceicco Wajihuddin, importante ufficiale nell'esercito dell'imperatore Mughal Shah Jahan.
Ebbe a sua volta un figlio, diventato uno studioso assai apprezzato, Shah 'Abd al-'Aziz.
Morte e retaggio Shah Waliullah morì nel 1762. I suoi lavori trattano il sunnismo ortodosso e il Sufismo. La sua opera più importante fu la Ḥujjat Allāh al-bāligha, diretta a istruire i Sufi affinché si conformino alle norme legali ortodosse, evitando il rischio assai presente nel misticismo esoterico islamico di una deriva antinomistica.
Egli disse in proposito:
Opere Alṭāf al-quds (Le conoscenze del sacro), ed. D. Pendlebury, trad. G. Jalbani, The Sacred Knowledge, Londra, Octagon, 1982. al-Khayr al-kathīr (Il bene abbondante), trad. G. Jalbani, Lahore, Ashraf, 1974. Ḥujjat Allāh al-bāligha (La prova profonda di Allah), Lahore, Shaikh Ghulam Ali and Sons, 1979. Considerato il suo capolavoro e pubblicato per la prima volta a Rae Bareily, (India) nel 1286 del calendario islamico. Shaṭaḥāt (Manifestazioni mistiche), trad. in Urdu da S.M. Hashimi, Lahore, Idarah Thaqafat Islamiyya, 1989; trad. inglese di G. Jalbani, Sufism and the Islamic Tradition: the Lamahat and Šata'at of Shah Waliullah, Londra. Lamaḥāt (Lampi di luce), Hyderabad, Shah Wali Allah Academy, 1963; trad. G. Jalbani, Sufism and the Islamic Tradition: the Lamahat and Šata'at of Shah Waliullah, Londra, 1980. Fuyūḍ al-ḥaramayn (Emanazioni di visioni spirituali di Mecca e Medina). Tafhīmāt-e Īlāhiyya (Le comprensioni divine), Dabhail, 1936, 2 voll. al-Budūr al-bāzigha (Le lune piene sorgenti in splendore).
Si crede anche che abbia tradotto per primo il Corano in Farsi, lingua veicolare della cultura islamica in tutto il subcontinente indiano.
Note
Bibliografia Lemma «al-Dihlawī, Shāh Walī Allāh» (A.S. Bazmee Ansari), in: The Encyclopaedia of Islam, new edition. M. Saghīr Ḥasan al-Maʿṣūmī, "An appreciation of Shāh Walīyullāh al-Muḥaddith ad-Dihlawī", in: Islamic Culture, October 1947.
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