Dagli inizi del calcio a Bari agli anni venti Le origini (1908-1915)
La prima squadra di calcio fondata a Bari, nonché nell'intera regione Puglia, fu l'effimero Club Foot-Ball Challenge, sorto nel 1901 per iniziativa di un gruppo di studenti.Gianni Antonucci, Il Bari... 105 anni fa, La Gazzetta Meridionale, 19 gennaio 2013
Risale, invece, al 15 gennaio 1908 la costituzione del primo sodalizio stabile della città, il Foot-Ball Club Bari. Come nel caso di molte altre squadre di calcio italiane, la fondazione del Bari fu caratterizzata, oltre che dall'apporto di sportivi locali (tra cui qualche reduce dell'esperienza del Club Football Challenge), dalla partecipazione di alcuni forestieri: Floriano Ludwig, austriaco trapiantato a Bari che fu il principale fondatore, Gustavo Kuhn, svizzero, cui si aggiunse Giovanni Tiberini, marchigiano trapiantato a Bari che capeggiava figli di commercianti baresi.. La fondazione della società avvenne in un retrobottega sito in Via Roberto da Bari 4, come ricordato da una targa celebrativa affisa sul luogo nel 2018.
Nella prima formazione si riconosce lo stesso Ludwig, il primo in piedi da sinistra, insieme ad altri stranieri, a Bari per lavoro, e baresi: a fianco di Ludwig in piedi da sinistra Barther, inglese e Bach, svizzero, al centro Attoma, Roth, svizzero, e Labourdette spagnolo, in basso Jovinet, francese, Giordano, Gazagne, francese, Randi e Ziegler.
Originariamente i calciatori indossavano maglia granata e pantaloncini bianchi e giocavano principalmente contro marinai inglesi al Campo San Lorenzo (la piazza d'armi di Bari, di proprietà militare) nel quartiere San Pasquale.
L'esordio nel calcio dell'Italia meridionale e la nascita di Liberty e Ideale Sebbene il club fosse stato fondato molto presto rispetto ad altri la squadra, come la quasi totalità di quelle allora esistenti nel Sud Italia, non era ben rappresentata nei campionati del calcio italiano, per cui il F.B.C. Bari prese parte a poche stagioni ufficiali (ossia organizzate dalla F.I.F., F.I.G.C. dal 1909)..
Nel Meridione, nel periodo antecedente alla prima guerra mondiale solo la Campania risulta (al momento) disputasse annualmente un campionato regionale ufficiale.
Dal F.B.C. Bari (che presto arrivò a contare cinque squadre, a seconda dell'età degli appartenenti) si scissero due società sportive: nel 1908 l'Unione Sportiva Ideale (che giocò inizialmente in maglia blu con stella bianca sul lato sinistro del petto e pantaloncini bianchi; strisce nero-verdi adottate invece nel 1915), nel 1909 il Foot-Ball Club Liberty (che portò colori rosso-blu a bande orizzontali e short bianchi, poi variati nel 1915 in bianco-blu verticali). Queste tre formazioni si cimentavano in amichevoli stracittadine e contro squadre organizzate da marinai sbarcati a Bari e in seguito in incontri e tornei (sempre a carattere non ufficiale) con altre formazioni pugliesi, anche se inizialmente al Liberty e all'Ideale (formate prevalentemente da adolescenti) erano precluse le sfide contro le prime squadre e le gare più rilevanti.
I primi campionati ufficiali delle camicie rosse della Bari, menzionati dalle fonti a disposizione sono quelli della stagione 1909-1910: la prima squadra perse il piccolo Campionato Meridionale di Seconda Categoria (la seconda serie calcistica dell'epoca; stando ai dati finora pervenuti il campionato meridionale sarebbe stato il primo girone interregionale ufficiale disputato nel Mezzogiorno) contro il Naples Foot-Ball Club (per effetto del 6-2 dei partenopei a Napoli, all'andata e dello 0-2 a tavolino per forfait del Bari al ritorno), mentre la formazione riserve (seconda squadra) vinse a punteggio pieno il girone regionale di Terza Categoria contro le prime squadre di Sporting Club Lecce e di Taranto.
Nella stagione successiva i biancorossi persero la seconda edizione del campionato meridionale giocato con il , per effetto di un pareggio interno e una sconfitta (rispettivamente 2-2 il primo e 7-0 il secondo risultato, nel capoluogo campano). Nel 1915, in periodo di guerra, il F.B.C. Bari venne sciolto, mentre Liberty e Ideale riuscirono appena a sostenersi finanziariamente per non chiudere l'attività (causa anche la forte mancanza di atleti, partiti tutti per il fronte).
La rifondazione nel primo dopoguerra e gli anni venti (1924-1927) Dopo la fine della guerra il FBC Bari non fu momentaneamente ricostituito e il Liberty, che era sempre stato riconoscente del "ceppo d'origine" del FBC Bari e si organizzava sempre meglio, raccoglieva l'eredità sportiva del Bari originario (lo stesso Ludwig ed il suo collaboratore Kuhn divennero alti dirigenti del club biancoblù).. La rivalità reciproca fra Liberty e Ideale si accresceva con il passare del tempo e presto lo stesso Liberty identificò gli aristocratici e i borghesi, l'Ideale i proletari..
Il 16 gennaio 1924 il FBC Bari fu rifondato, ma non dagli stessi soci di sedici anni prima ed ebbe accesso in Prima Divisione. Partecipò quindi, per la prima volta insieme a libertiani e idealisti, ad una competizione ufficiale nella stagione 1924-25 (nel frattempo, il Liberty aveva già avuto accesso ai campionati ufficiali nel 1921, l'Ideale nel 1922), che terminò in fondo al proprio girone. Sospesa l'attività ufficiale nel 1925, il FBC Bari militò infine nella Terza Divisione 1926-1927, giungendo ultimo nel suo raggruppamento e sciogliendosi di lì a poco (in questi tre anni fu poco seguito, perché ormai a Bari e Provincia le attenzioni erano fervidamente rivolte a Liberty e Ideale).
Dal 1928 alla seconda guerra mondiale (1928-1945) La nascita dell'U.S. Bari e la Serie B (1928-1931) Nell'anno sportivo 1927-1928, alla fine di un campionato di vertice in Prima Divisione (allora corrispondente al secondo livello calcistico nazionale), il Liberty (rinominato "Bari Football Club" dal febbraio del 1927). raggiunse per la prima volta la Divisione Nazionale con la decisiva vittoria per 5-3 sulla Fiorentina, avvenuta a Bari il 15 gennaio 1928.
A campionato concluso, come in diverse altre città d'Italia (per esempio Salerno, Napoli, Firenze e Roma), anche il Bari F.C. (già Liberty) e l'Ideale si fusero nell'Unione Sportiva Bari il 27 febbraio 1928.. La nuova U.S. Bari fu la prima formazione pugliese della storia che partecipò al massimo campionato di Calcio.
A partire dalla stagione 1928-29 il Bari cominciò a indossare maglie bianche con risvolti rossi e pantaloncini bianchi (riprendendo i colori dell'effigie comunale).. Il 22 settembre 1928, Alfredo Bogardo, giornalista della testata locale "Cinesport", riprendendo l'idea di Carlo Bergoglio del Guerin Sportivo, lanciò un referendum popolare per assegnare un simbolo al Bari ed ai suoi giocatori: il più votato fu il galletto (che prevalse su aquilotti, scoiattoli, passerotti e gazzelle). Il nome "pettirossi", coniato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, ebbe invece breve durata.
I baresi giocavano le gare di casa nel Campo degli Sports; uno stadio costruito nel rione barese di Carrassi nel dicembre del 1925, dalla Società Anonima S.A.S., su iniziativa del Liberty.
Dopo la stagione '28-'29 il sistema della lega fu riorganizzato e il Bari, classificatosi 13º (in Divisione Nazionale), fu piazzato nella neo istituita "Serie B". Il giovane barese Raffaele Costantino (già accreditato centravanti del Liberty, poi rimasto nel nuovo Bari unitario), soprannominato "reuccio" dai suoi tifosi, fu convocato per la prima volta nella Nazionale italiana, rendendo il Bari la prima squadra di Serie B a vedere un proprio giocatore convocato in Nazionale.
Nel 1929 entrò Pippo Scategni. Dopo il tentativo di ritorno immediato in massima serie nella stagione 1929-1930, fallito tra vistosi alti e bassi e il grave infortunio del venticinquenne barese Totò Lella (a causa di un calcio subìto all'addome nella partita giocata fuori casa contro la , il ragazzo subì una lesione polmonare morendo per l'aggravamento delle condizioni nel 1932),. vennero ingaggiati l'allenatore János Hajdu (già mezzala del vecchio Liberty), il toro Dario Gay e Piero Bottaro (Costantino venne ceduto alla Roma, in serie A, per poi far ritorno al Bari nel '35). I pugliesi condussero un campionato cadetto 1930-'31 positivo, tornando in massima serie.
Le prime stagioni in Serie A (1931-1943) Per la A, Hajdu fu sostituito dall'ungherese Árpád Weisz, già campione d'Italia nel 1929-1930 con l' (e futuro vincitore di due scudetti con il ; in seguito fu espulso dall'Italia nel 1938 perché ebreo e perì ad Auschwitz nel 1944). Il girone d'andata fu molto sofferto e a fine stagione la squadra si salvò vincendo lo spareggio contro il .
Nell'annata successiva Weisz tornò all'Ambrosiana. A causa dell'insufficiente liquidità furono ceduti molti degli atleti maggiormente valutati, compreso Bottaro; tra i nuovi arrivati vi furono invece Luigi Ferrero e il portiere Alferio Cubi.. In campionato, dopo qualche buon risultato la squadra raccolse pochi punti nel girone d'andata, migliorò in quello di ritorno e fu penalizzata da 13 rigori contro (record di tutti i tempi per la serie A a 18 squadre);. retrocedette per pochi punti alle ultime giornate.
Nella stagione seguente in B (quegli anni sdoppiata in due gironi), la rosa venne ringiovanita e messa sotto la guida di Tony Cargnelli; lasciarono Gay e Scategni.. Alla fine del campionato, dopo essersi piazzati primi nella classifica del proprio girone, i biancorossi persero 1-0 la gara-promozione di Bologna con la Sampierdarenese (arrivata prima nel girone settentrionale): dopo aver mostrato grande ardore i biancorossi caddero, sotto gli applausi, in lacrime per la mancata promozione.
Il 6 settembre 1934 Benito Mussolini inaugurava il nuovo stadio della Vittoria..
L'obiettivo della massima serie fu raggiunto nell'anno sportivo 1934-1935, sotto la guida di András Kuttik.
Gli anni 1935-1941 videro la permanenza del Bari in serie A.
Nel 1936 tornò in panchina Cargnelli (lasciò ancora Bari due anni dopo). Nella gara del 3 gennaio 1937 contro l' la giovane mezzala barese Francesco Capocasale, alla seconda gara in prima squadra segnò il gol-vittoria del 2-1;. in quella del 18 aprile contro l'Ambrosiana Cesarino Grossi (anch'egli esordiente barese) aiutò la formazione nella rimonta dallo 0-2 (al 2-2); diventando beniamino della folla. La limitata statura valse a Grossi il soprannome di "centravanti tascabile". In Coppa Italia 1936-37 il Bari fu eliminato ai quarti di finale dal Milano. Nel 1938 andò via anche Ferrero e salì in prima squadra Tommaso Maestrelli (barese ma pisano di nascita). Nel 1939 Costantino cessò l'attività agonistica (rimase nella dirigenza del Bari come direttore sportivo, assumendo a più riprese anche la guida tecnica della squadra).; lasciarono Cubi, Grossi (partito in guerra, morì in Albania, con grande dolore del Calcio italiano) e Capocasale che fu venduto alla Juventus. Fu ingaggiato Alessandro Carlini. Il Bari giunse alle semifinali di Coppa Italia 1939-1940 venendo qui eliminato per 0-2 dal .
Il bilancio della società andava sempre più in passivo (anche a causa di un varco aperto nelle recinzioni dello stadio, usato spesso per non pagare il biglietto) e nell'estate del 1940 la dirigenza fu costretta a vendere molti degli atleti maggiormente valutati;. tra i vari acquisti entrava a far parte del Bari il portiere Leonardo Costagliola. Nel 1941 la squadra retrocedette, chiudendo il periodo finora più lungo dei galletti in Serie A: sei anni. Il Bari risalì in prima serie l’anno dopo, conquistando il primo posto in Serie B; nel ‘43 cadde però di nuovo in seconda serie, agli spareggi. Molti pensarono a una congiura contro i galletti (a fine stagione lasciò Maestrelli).. La squadra beneficiò tuttavia di una riammissione in massima serie per cause belliche.
Gli ultimi anni della guerra (1943-1945)