La danburite è un minerale per lo più incolore appartenente al gruppo omonimo.
Storia Fu descritta per la prima volta nel 1839 e chiamata così per la località degli Stati Uniti in cui venne scoperta, Danbury, nei pressi di Fairfield (Connecticut).
Abito cristallino Bipiramidale. Prismatico.
Origine e giacitura All'interno di fessure, dove incrosta sia le pareti, che i minerali preesistenti, in particolare l'albite.
Forma in cui si presenta in natura I prismi sono simili al topazio, spesso con molte faccette e con striature verticali. I prismi spesso sono appuntiti o a cuneo o, a volte, piatti. Rare sono le forme massive o granulari.
Proprietà chimico-fisiche Al cannello si fonde abbastanza facilmente colorando di verde la fiamma per via della presenza di boro.
Località di ritrovamento In Europa: Piz Vallatscha e Piz Miez nell'alta Val Medel nel cantone Grigioni nonché nel cantone Uri (Svizzera); Unione Sovietica; In Italia: Liguria; nei lapilli vulcanici laziali tra cui presso Ronciglione e San Martino al Cimino e a Tre Croci nel Viterbese; Resto del Mondo: Oltre che a Danbury a Charcas nello Stato di San Luis Potosí (Messico); Maharitra (Madagascar); Toroku nell'isola di Kyūshū (Giappone) e nel distretto di Mogok (Birmania) ove, in quest'ultimo caso, sono presenti dei cristalli gialli usati in gioielleria.
Note
Bibliografia Gavin Linsell, Die Welt der Edelsteine, Juwelo Deutschland GmbH, Berlin 2014
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