Biografia Allievo di Luigi Castiglioni, iniziò la sua carriera di docente come insegnante di liceo a Monza. Ufficiale di complemento durante la Seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio di Cassibile fu fatto prigioniero a Rodi e internato in un campo di concentramento in Germania.

Tornato in Italia, riprese l'insegnamento. Dal 1951 fu professore di Letteratura latina all'Università di Pisa, passando poi nel 1952 all'Università degli Studi di Milano,Alberto Grilli, «Rendiconti dell'Istituto Lombardo. Accademia di Scienze e Lettere» (parte generale) 108 (1974), pp. 96-101. dove insegnò Letteratura latina e, dal 1957/58, anche (per affidamento) Filologia classica. Tenne la cattedra milanese di Letteratura latina fino alla morte, sopravvenuta per embolo post-operatorio. Nell'anno accademico 1952/1953 insegnò ancora alla Scuola Normale Superiore di Pisa, come successore diretto di Giorgio Pasquali. A partire dal 1966, anno dell'istituzione della seconda cattedra di Letteratura latina alla Statale, fu affiancato da Alberto Grilli, anch'egli allievo di Luigi Castiglioni.Isabella Gualandri, che di fatto subentrò a Cazzaniga nel ruolo di Professore ordinario di Letteratura latina nell'Ateneo di via Festa del Perdono, lo definì nel 1993 un «evento memorabile»: vd. Stefano Martinelli Tempesta, Alberto Grilli professore e maestro, in «ACME» LXII/1 (2009), pp. 59s. In margine, il Martinelli Tempesta raffronta la personalità (severa, a tutta prima inaccessibile) del Cazzaniga con quella del Grilli, e rievoca un aneddoto risalente alla contestazione studentesca sessantottina che vide protagonista proprio il filologo di Sampierdarena: alcuni studenti ne avevano occupato lo studio in Statale e, in segno di spregio anche verso la disciplina da lui insegnata, il Latino, avevano imbrattato il muro con uno scarabocchio che voleva forse essere sarcastico: «HIC MANEBIMUS OPTIME!» (= Livio, Ab urbe condita, V, 55). Senza scomporsi, il Cazzaniga rispose per le rime. Ma non in italiano, come si sarebbero forse aspettati gli occupanti, né in latino; bensì in dialetto, e con un ben piazzato «Anca mi!» [«Anch'io!»] si rivolse loro in milanese, lasciandoli interdetti e confusi. Vd. Martinelli Tempesta, Alberto Grilli, (cit.), p. 60 n. 9 = Mario Geymonat, Ignazio Cazzaniga (1911-1974), «Eikasmos» 4 (1993) = Miscellanea Ernst Vogt, pp. 151-3.

A Milano diresse l'Istituto di Filologia classica e l'Istituto di Papirologia, proseguendo nella pubblicazione dei papiri della raccolta di Achille Vogliano.Marcello Gigante, Ignazio Cazzaniga, in «Studia Papyrologica» 15 (1976), p. 26 Fu socio corrispondente (1956-1965) e poi membro effettivo (1965-1974) dell'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, nonché componente del comitato direttivo della Association Internationale de Papyrologues (1971-1974). Diresse la collana "Testi e documenti per lo studio dell'Antichità" dell'Istituto Editoriale Cisalpino (Milano-Varese). Da giovane lavorò al Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature e all'edizione delle Opere di Giacomo Leopardi firmata da Francesco Flora per Arnoldo Mondadori Editore. Ha lasciato numerosi allievi,Mario Geymonat, Ignazio Cazzaniga, «Eikasmos» 4 (1993), pp. 151-153 fra i quali l'egittologa Edda Bresciani, da lui chiamata a riaprire gli scavi dell'Istituto di Papirologia dell'Università di Milano a Medinet Madi, nel Fayum,Edda Bresciani, L'Egittologia nell'Università di Pisa, Centro Interuniversitario Storia Università Italiane — CISUI e Mario Geymonat, cui aveva affidato l'edizione critica delle opere di Virgilio (1973), aggiornamento e rifacimento di quella curata da Remigio Sabbadini (1850-1934) e Luigi Castiglioni, suoi predecessori presso l'Università degli Studi di Milano. Fu inoltre controrelatore delle tesi di laurea di Giuseppe Zanetto (relatore Dario Del Corno), fino al 2020 Ordinario di Letteratura Greca, e Luigi Lehnus (stesso relatoreLuigi Lehnus, Ricordo di Dario Del Corno, in Id., Incontri con la filologia del passato, Bari: Edizioni Dedalo, 2012, pp. 254-256.), fino al 2015 Ordinario di Filologia Classica, entrambi dell'Ateneo milanese.

Attività di ricerca Cazzaniga si occupò diffusamente di letteratura greca e latina, sia del periodo classico che tardoantico, con occasionali incursioni nelle letterature medievali in lingua latina e greca. Studiò Catullo,; ; . Ovidio, Apuleio, Virgilio, i Priapea,. gli Epigrammata Bobiensia, Vibio Sequestre, Ammiano Marcellino, Stazio, Draconzio e Sant'Ambrogio sul versante latino, non trascurando la letteratura latina del Medioevo (note al testo del Liber glossarum; le agiografie di Braulione; saggi su Papia); Pindaro, Callimaco, Antonino Liberale, Nicandro (di cui studiò la tradizione manoscritta e progettava l'edizione critica nella serie «Testi e Documenti per lo studio dell'Antichità»Dal piano dell'opera che apre il vol. XXV, Eutecnii paraphrasis in Nicandri Theriaca, ed. Isabella Gualandri, Milano - Varese: Istituto Editoriale Cisalpino, 1968, si apprende che la serie Nicandri scripta quae supersunt doveva articolarsi in tre tomi: I. Theriaca, ed. Ignatius [sic] Cazzaniga; II. Scholia ad Theriaca, ed. A[nnunciata] Crugnola; III. Eutecnii paraphrasis in Theriaca, ed. I[sabella] Gualandri. Del terzo tomo si è detto; il secondo fu pubblicato come vol. XXXIV della collana nel 1971 (Scholia in Nicandri Theriaka. Cum glossis). L'edizione del poemetto nicandreo non vide, però, mai la luce. Dallo stesso volume, ma dall'indice della collana, risulta che il Cazzaniga stava preparando anche un'edizione degli Alexipharmaca nicandrei (elencato tra i volumi "in preparazione"; l'edizione dei Theriaca era invece data come "di imminente pubblicazione").), Partenio, Fileta, Nosside, Nonno di Panopoli sul fronte greco. Nei suoi ultimi anni aveva in progetto un'edizione critica, nei «Testi e Documenti» milanesi, della versione greca del Vangelo di Nicodemo, in collaborazione con il coptologo Tito Orlandi;Lo si apprende sempre dall'indice della collana di cui supra, vd. p. es. Eutecnii paraphrasis in Nicandri Theriaca, ed. Isabella Gualandri, Milano - Varese: Istituto Editoriale Cisalpino, . Tito Orlandi aveva già pubblicato, nella stessa serie, l'edizione critica del testo copto della medesima opera: Vangelo di Nicodemo, I: Testo copto dai Papiri di Torino, a c. di T. O. e Mariangela Vandoni; II: Traduzione dal copto e commentario, a c. di T. O., Milano - Varese: Istituto Editoriale Cisalpino, («Testi e Documenti per lo studio dell'Antichità», 15 = «Serie copta», 1). dal catalogo preposto al vol. VI della stessa collanaIsabel [= Isabella] Gualandri, Index nominum propriorum quae in scholiis Tzetzianis ad Lycophronem laudantur, Milano - Varese: Istituto Editoriale Cisalpino, . si rileva inoltre che il Cazzaniga aveva progettato una riedizione criticaIl Cazzaniga aveva già edita l'agiografia in La Vita di S. Emiliano scritta da Braulione vescovo di Saragozza: edizione critica, «Bollettino del comitato per la preparazione dell'Edizione Nazionale dei testi classici» NS 3 (1954), pp. 7-44; si veda anche Appunti intorno alla tradizione ms. della vita di S. Emiliano di Braulione Cesaraugustano ed alcune osservazioni di critica testuale (a proposito dell'edizione Madrilena del 1942), «ACME» VII (1954), pp. 533-49. dell'agiografia di Sant'Emiliano scritta da Braulione.<ref>Lì indicata come Braulionis Cesaraugustani Vita S. Aemiliani, ed. Ignatius [sic] Cazzaniga. Di agiografia di era già occupato in anni giovanili, p. es. in Varia graeco-latina – I, «Rendiconti dell'Istituto Lombardo» 72 (1939), pp. 88-108, una delle cui sezioni è dedicata alla Vita di S. Filareto di Niceta d'Amnia; sulla stessa agiografia sarebbe tornato a distanza di trent'anni: Uno spunto dell'''Hecale callimachea in un passo della Vita di S. Filareto di Niceta d'Amnia?, «La Parola del Passato» 23 (1968), pp. 224-7 e Un τριακοντάκλινος in Niceta d'Amnia (Vita di S. Filareto) e P. Mil. Vogl. 24, «Studi Classici e Orientali» 17 (1968), pp. 535-48. Il testo è edito in Marie-Henriette Fourmy - Maurice Leroy, La vie de S. Philarète, «Byzantion» IX/1 (1934), pp. 85-170 (erroneamente, però, il Cazzaniga, Un τριακοντάκλινος [cit.], p. 224, n. 1, riferisce l'annata nona di «Byzantion» al 1935).</ref> In gioventù si occupò, brevemente, anche di testi bizantini.Il già citato contributo in «Rendiconti dell'Istituto Lombardo» 72 (1939) contiene anche emendazioni al testo di Niceforo Basilace; sullo stesso autore, si veda anche I: Rhetorum flosculi; II: Observationes quaedam criticae ad aliquos scriptores, «Athenaeum» NS 17 (= 27) (1939), pp. 41-9. Centrale fu inoltre l'attenzione per le scoperte papiracee: molti suoi contributi si occupano di papiri, sia di quelli custoditi nella stessa Università di MilanoAd esempio, sue sono le edizioni dei seguenti papiri milanesi: Papiri della Regia Università di Milano, I, ed. Achille Vogliano, Milano: Ulrico Hoepli, 1937, nn. 1-6, del cui volume in ristampa anastatica (a c. di Daniele Foraboschi, Milano - Varese: Istituto Editoriale Cisalpino, 1966, curò anche la Avvertenza); Papiri della Università degli Studi di Milano (P. Mil. Vogliano), II, ed. Luigi Castiglioni, Milano: Antonino Giuffré, 1961, nn. 45 e 49; Papiri della Università degli Studi di Milano (P. Mil. Vogliano), III, ed. I. C. (Milano - Varese 1965), nn. 119, 121-3, 126; fu inoltre editore del vol. IV (Milano - Varese 1967) e direttore dell'Istituto di Papirologia fino alla morte. (della cui collana scientifica «Papiri della Università di Milano» = P.Mil.Vogliano fu direttore) sia di quelli editi (e non) custoditi in altre sedi.Tra i saggi papirologici del Cazzaniga si trovano: Frammenti del Tereo di Sofocle nel papiro di Favorino?, «Rendiconti dell'Istituto Lombardo» NS 67 (1934), pp. 193-8; Intorno ai nuovi frammenti euforionei (PSI: Vitelli-Norsa: Ann. Scuola Norm. Sup. Pisa; Lett. IV, 1935, 1, sgg.), «Rendiconti dell'Istituto Lombardo» NS 68 (1935), pp. 769-76; Dai papiri della R. Università di Milano, «Rendiconti dell'Istituto Lombardo» 70 (1937), pp. 129-32 [= Eschine, Contro Ctesifonte, 86ss.]; Torbidi giudaici nell'Egitto Romano del secondo secolo di Cristo: un papiro della R. Università di Milano, «Annuaire de l'Institut de Philologie et d'Histoire Orientales et Slaves / Université Libre de Bruxelles» 5 (1937), 159-67; Dai papiri dell'Università Statale di Milano: frammento di grammatico, «ACME» VIII/2 (1950), pp. 67-71; (con Mariangela Vandoni) Nuovo frammento di scholion a Nicandro, Theriaka vv. 526-29 (dai papiri inediti della Università Statale di Milano), «Studi Italiani di Filologia Classica» NS 27/8 (1956), pp. 85-101; Intorno al Pap. Fiorentino inv. 516, «ACME» IX/2 (1956), pp. 53-6; Frammenti di encomia a MInosse, Radamanto e Tideo (Dai papiri inediti dell'Istituto di Papirologia della Università degli Studi di Milano, «Studi Italiani di Filologia Classica» NS 29 (1957), pp. 133-73; Note marginali al Papiro Berlinese 13927 (V-VI secolo d.C.): un inventario degli oggetti necessari per rappresentazioni sceniche, «Studi Classici e Orientali» 7 (1958), pp. 7-19.