Cultura Recuay è la definizione convenzionalmente usata per indicare una civiltà precolombiana fiorita nella regione andina centrale (nella zona orientale dell'attuale dipartimento di Ancash, in Perù) tra l'anno 0 e il 600 d.C., durante il cosiddetto periodo intermedio antico. Contrassegnata da una omogeneità di ritrovamenti archeologici e da uno stile ceramico caratteristico, la cultura Recuay si è sviluppata dopo il tramonto della cultura Chavín nel Callejón de Huaylas, la valle compresa tra la Cordillera Blanca e la Cordillera Negra, estendendo la sua influenza ad est, nel Callejón de Conchucos, e ad ovest fino alla costa del Pacifico, dove è entrata in contatto con la vicina civiltà dei Moche.

Non esistono fonti scritte riguardo alla civiltà recuay; l'interpretazione dei reperti e degli scavi archeologici ha portato gli studiosi a delineare una società dedita all'agricoltura e alla pastorizia, frequentemente coinvolta da conflitti armati. Le scene raffigurate negli oggetti in ceramica, le sepolture e la stessa struttura degli insediamenti rivelano invece la natura e l'importanza dei riti cerimoniali, incentrati sul culto degli antenati e sulle offerte rituali alla terra e ai picchi montuosi, ritenuti il luogo d'origine delle importantissime risorse idriche..

Il declino della cultura Recuay è strettamente legato all'espansione della cultura Huari nel territorio di Ancash. Dopo un periodo di convivenza, quest'ultima prese il sopravvento nella zona a partire dall'VIII secolo.

Identificazione e fonti In una lettera al giornale El Nacional pubblicata il 30 settembre 1878 il dottor José Mariano Macedo, un medico peruviano, appassionato collezionista di oggetti antichi, affermò che non era possibile confondere i vasi in ceramica rinvenuti nella provincia di Recuay con altri, ipotizzando che fosse esistita in quel luogo una civiltà completamente isolata dalle altre culture coeve.. Caduto in rovina economica, Macedo partì per Parigi, dove riuscì nel 1881 a concordare con una famosa casa d'aste la vendita dei pezzi migliori della sua collezione; l'Ethnologisches Museum di Berlino si aggiudicò l'intero lotto. In quella occasione fu stabilito il primo contatto della civiltà occidentale con l'arte recuay..

Qualche anno prima, Antonio Raimondi aveva descritto le rovine di Pomacayán, vicino a Huaraz, e altri siti analoghi;. l'ordine nel quale il geografo e viaggiatore italiano aveva disposto i diversi disegni delle sculture in pietra trovate durante le sue esplorazioni testimonia il suo interesse alla catalogazione dei reperti per criteri stilistici, e forse l'intuizione dell'origine culturale comune degli artefatti recuay. A metà degli anni 1870 l'esploratore franco-austriaco Charles Wiener intraprese una serie di viaggi in Perù e Bolivia, soggiornando per un breve periodo di tempo nel dipartimento di Ancash, dove raccolse oggetti e sculture, in seguito persi o distrutti per la maggior parte. Altri viaggiatori, come Reginald Enock, Ernst Middendorf e Wilhelm Sievers, esplorarono in seguito la zona, descrivendone la particolarità dei resti preistorici..

I primi scavi archeologici su base scientifica furono intrapresi nel 1918 da Julio César Tello, il padre dell'archeologia peruviana, che per primo intuì la corretta cronologia dei reperti preistorici ritrovati nelle montagne di Ancash, indicando la cultura Recuay come successiva a quella Chavín. Altri lavori realizzati nella zona andina come in quella costiera, in particolare nelle valli dei fiumi Santa e Nepeña, hanno permesso di estendere i confini dell'influenza culturale di questa civiltà; gli scavi di Terence Grieder e Alberto Bueno nel sito di Pashash hanno in seguito consentito di datare con il metodo del carbonio-14 i resti delle offerte bruciate ritrovati in una tomba, arrivando per la prima volta a stabilire una cronologia assoluta per un sito recuay..

Come per tutte le civiltà preincaiche, la mancanza di fonti scritte obbliga gli studiosi a ricostruire gli aspetti della cultura Recuay sulla base dell'interpretazione dei reperti archeologici. Gli oggetti in ceramica, l'architettura, le sculture in pietra erano parte essenziale della vita di tutti i giorni; gli oggetti di culto possono invece fornire informazioni utili sugli aspetti rituali delle culture alle quali appartengono. Allo stesso modo, discipline come l'antropologia culturale, l'ecologia e la geologia possono aiutare gli archeologi a disegnare un quadro il più possibile veritiero degli usi, dei costumi, dell'organizzazione sociale e delle credenze religiose delle popolazioni correlate alla cultura Recuay..

Il nome con il quale si è soliti designare questa cultura è stato per primo proposto dallo stesso José Mariano Macedo, sulla base del fatto che i primi esemplari della sua collezione erano stati trovati all'interno di alcune tombe nel villaggio di Cátac, poco lontano da Recuay. Tello usò questa denominazione durante i suoi primi lavori, introducendo in seguito i termini Huaylas e Santa.. Altri archeologi hanno proposto di cambiare il nome con cui convenzionalmente si designa questa cultura,. ciononostante il nome Recuay è rimasto quello di uso più comune.

Cronologia Al termine dell'epoca denominata orizzonte antico (1200 – 200 a.C.), nella quale si era sviluppata in buona parte dell'odierno Perù l'influenza culturale chavín, si ebbe sulle Ande la proliferazione di diverse tradizioni artistiche regionali; per motivi tuttora sconosciuti il grande centro cerimoniale di Chavín de Huantar fu abbandonato dagli abitanti e invaso da popolazioni ostili.. Alcuni studiosi ritengono che tale frammentazione fosse conseguenza della nascita nell'area di confini etnici e politici dovuti a nuove forme di organizzazione sociale, accompagnate dall'introduzione di innovazioni tecnologiche ed economiche..

Il periodo intermedio antico (200 a.C. - 600 d.C.) è caratterizzato dalla comparsa di quelli che si mostrano agli archeologi contemporanei come piccoli regni regionali dislocati su territori limitati; tra questi assunsero grande importanza sulla costa del Pacifico le civiltà Nazca e Moche.. Risalgono al periodo formativo di quest'ultima civiltà (0-400 d.C.) i contatti con la prima cultura Recuay, le cui ceramiche caratteristiche sono state ritrovate nelle valli dei fiumi Santa e Nepeña, dove gli insediamenti moche erano limitati alla presenza di siti fortificati. Già dal II secolo a.C., intanto, nei più importanti centri andini chavín si riscontra la presenza di architetture intrusive e la comparsa di un nuovo stile ceramico; i popoli responsabili di questi cambiamenti innescati dalla decadenza della precedente civiltà sono considerati gli immediati predecessori dei Recuay.. Per questa nuova fase storica, caratterizzata principalmente dalla comparsa di oggetti di ceramica caratterizzati da disegni bianchi su sfondo rosso e per le statue antropomorfe, è stata proposta la definizione di cultura Huarás..

Nel periodo successivo, gli scavi archeologici testimoniano la costruzione di villaggi arroccati su picchi rocciosi, al di sopra delle zone coltivabili e in prossimità dei pascoli d'alta quota, nei quali era possibile allevare i camelidi andini, destinati in gran parte alla macellazione. I nuovi insediamenti assumono inoltre un aspetto maggiormente difensivo, abbandonando le precedenti strutture e adottando costruzioni fornite di spesse mura, fossati e terrapieni.. La forma dei manufatti in ceramica, così come le decorazioni composte da linee verticali e orizzontali tracciate all'esterno dei bordi, indicano alcuni elementi di continuità tra la cultura Huarás e la successiva cultura Recuay; i motivi iconografici delle sculture in pietra, il tipo di muratura nelle costruzioni e le pratiche funerarie sembrano avallare questa ipotesi. La datazione radiometrica dei reperti indica per la maggior parte di quelli ascritti alla cultura Huarás una data compresa tra il 200 a.C. e il 250 d.C., antecedente a quella riscontrata per i ritrovamenti in stile recuay.. Caratteristica peculiare di quest'ultima cultura è la ceramica di pasta fine, nella quale prevale l'uso di argilla bianca, con disegni in due o tre colori. La zona di influenza di tale cultura si estende dalla valle del fiume Santa fino alla costa, e ad est della Cordillera Blanca nelle valli dei torrenti tributari del Marañón; le misurazioni effettuate con il metodo del carbonio-14 hanno indicato per la fase classica della cultura Recuay una data compresa tra il 250 d.C. e il 650 d.C..

Alla fine del VI secolo d.C. la ceramica muta di stile, facendosi più grossolana nella fattura e nelle decorazioni e abbandonando l'impasto a base di caolinite.. L'architettura funeraria si trasforma lentamente, adottando sempre più la forma di costruzioni apogee (chullpas), che nella regione di Ancash assumono una struttura a pianta quadrata,. e abbandonando gradatamente le camere sepolcrali sotterranee. L'influsso culturale della nascente civiltà Huari, originatasi nella zona di Ayacucho, convive in un primo momento nella zona con le antiche forme stilistiche. Nel sito archeologico di Honcopampa gli scavi hanno portato alla luce la presenza di ceramica in stile recuay associata a strutture abitative tipicamente huari, caratterizzate da una serie di edifici con un unico sbocco su un cortile recintato (patio groups). L'irruzione della civiltà Huari nel sito è stata datata intorno agli inizi dell'VIII secolo;. il cosiddetto orizzonte medio delle alte culture, ossia il periodo compreso tra il 550 d.C. e il 1000 d.C., è caratterizzato dal suo dominio su gran parte dell'odierno Perù.

Organizzazione politica e sociale Non esistono fonti scritte che possano descrivere la struttura politica della civiltà associata alla cultura Recuay; anche se alcuni archeologi hanno ipotizzato la presenza di un potere centrale forte,. l'ubicazione stessa dei centri abitati, alti, difficilmente accessibili e protetti da fortificazioni,. sembra far propendere per l'ipotesi dell'esistenza di una serie di piccoli regni tra loro simili per cultura, tradizioni e stile di vita. Nelle fortezze sono state recuperate mazze, lance, propulsori e proiettili per fionde; la guerra rappresenta inoltre un motivo importante dell'iconografia recuay, soprattutto nella scultura, dove le rappresentazioni a carattere bellico sembrano essere la testimonianza di un'attribuzione di prestigio ai propri leader militari, politici e religiosi.

La particolare struttura urbanistica della maggior parte degli insediamenti, posti per lo più sulle creste montane, implica l'esistenza di un'organizzazione amministrativa forte, capace di coordinare una serie di lavori estremamente complessi di sbancamento e di terrazzamento. Le scene raffigurate nei manufatti in ceramica rivelano una profonda diversificazione della popolazione in base a diverse specializzazioni: la presenza nella di pastori, guerrieri, schiavi o prigionieri sotto coercizione, artigiani e sacerdoti è sintomo di una complessa stratificazione sociale. Molte ceramiche raffigurano personaggi importanti, evidenziati dalla loro maggiore dimensione e da abiti o altri simboli esclusivi, nell'atto di presiedere i riti o di ricevere offerte; queste produzioni sono in genere costituite da figure tridimensionali modellate su un contenitore a forma di tronco di cono, possibile riferimento alle piazze sopraelevate rinvenute negli insediamenti recuay, destinate con ogni probabilità a fungere da luogo cerimoniale..