Lo stemma del Regno d'Italia venne usato nel periodo in cui Napoleone governò l'Italia come re d'Italia, dal 1805 al 1814.

Lo scudo dello stemma è interzato in palo (tre divisioni verticali di eguale spessore). Prima partizione: nella parte superiore è posizionato il gonfalone papale con le chiavi di San Pietro (per le ex Romagne e Marche pontificie), mentre nella parte inferiore è presente l'aquila bianca del Casato d'Este (per l'ex Ducato di Modena e Reggio). Seconda partizione: il biscione, il serpente milanese della famiglia Visconti (per l'ex Ducato di Milano). Terza partizione: nella parte superiore figura il Leone di San Marco con un cappello frigio rosso (di Venezia, brisura, per l'ex Repubblica di Venezia), mentre nella parte inferiore è posizionata una croce bianca in campo rosso (per il Regno di Sardegna), con una torre d'argento (per Rovigo e Feltre). Scudo: al centro dello scudo maggiore è presente uno scudo più piccolo d'oro con una corona di ferro a sei punte (la Corona ferrea), all'interno di un bordo rosso con otto anelli argentati (per la Lombardia). Lo scudo è circondato dal collare d'oro della Legion d'Onore e addossato ad un'aquila napoleonica impugnante una folgore, alle cui spalle sono poste due alabarde incrociate. Sopra l'aquila è presente la stella napoleonica. Lo stemma è inserito entro un mantello verde d'ermellino ed è sormontato dalla corona reale in oro.

Gli stemmi dei principati furono nel progetto originario alterati: il campo azzurro degli stemmi del Veneto ed Estense fu mutato in verde; verde fu anche la biscia viscontea. Lo stemma di Bologna, d'argento alla croce di rosso, fu invertito nei colori, e tale rimase nel disegno definitivo. Per gli stati Parmensi si utilizzò il palo di Gonfalonieri papali della famiglia Farnese, per evitare i gigli.

Una più completa descrizione araldica dello stemma del regno d'Italia è la seguente:

Interzato in palo: nel 1°: troncato in a) di rosso al gonfalone della Chiesa d'oro caricato dalle «sacre chiavi» (per l'ex Ducato di Parma e Piacenza), in b) di azzurro all'aquila d'argento col volo abbassato, coronata e membrata d'oro (d'Este, per l'ex Ducato di Modena e Reggio); nel 2° d'argento al biscione visconteo di verde squamato e coronato d'oro, ingollante un fanciullo di rosso (dei Visconti, per l'ex Ducato di Milano), nel 3° troncato: in a) di azzurro al leone di San Marco d'oro, cinto da un cappello frigio di rosso di Venezia, brisura, per il Veneto); in b) di rosso alla croce d'argento attraversata in capo da un lambello (per Bologna, brisura), e cantonata nel 4° quarto da una torre pure d'argento (per Rovigo e Feltre); sul tutto lo scudetto del regno italico: di verde alla corona radiata d'oro, alias d'oro alla corona radiata d'argento. Lo scudo è accollato all'aquila napoleonica d'oro sormontata da una stella d'oro a 5 punte, caricata dalla lettera N di nero e raggiante; gli artigli dell'aquila tengono i fulmini; attorno allo scudo è il collare della Legion d'Onore. Manto di velluto verde e ricami argentei, soppannato da ermellino, sostenuto da due alabarde decussate e movente dalla corona del Regno Italico, che ha il cerchio composto di foglie d'alloro, ed è chiusa da 5 semicerchi (visibili) perlati e sostenenti il globo crociato.

Questo stemma può essere ammirato nelle monete coniate dal regno e nei documenti prodotti.

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Note

Voci correlate Emblema della Repubblica Italiana Bandiera dell'Italia Araldica napoleonica Regno d'Italia (1805-1814)

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