LIwate è stato un incrociatore corazzato della Marina imperiale giapponese, appartenente alla classe Izumo e così chiamato in onore della città omonima. Fu varato dal cantiere navale di Armstrong Whitworth di Elswick nel settembre 1899, poiché all'epoca l'Impero giapponese non deteneva ancora ampie capacità cantieristiche.

Inserito nella 2ª Flotta, partecipò alla guerra russo-giapponese, combattendo sia nella battaglia del Mare del Giappone, sia nella decisiva battaglia di Tsushima. Fu poi distaccato nel 1915 e servì nelle acque del Mar Mediterraneo e dell'Oceano Indiano, senza tuttavia entrare in contatto con forze navali nemiche. A partire dal primo dopoguerra fu riassegnato come nave da difesa costiera e nel corso degli anni venti e trenta effettuò viaggi in America, Europa e regioni dell'Oceano Pacifico con a bordo i cadetti di numerose classi licenziate dall'Accademia navale di Etajima: in questo periodo fu anche sbarcato parte dell'armamento principale e le macchine furono depotenziate e scambiate con modelli più recenti. Non ebbe alcuna parte nella seconda guerra mondiale e, declassato a nave addestramento, continuò a svolgere esercitazioni nelle acque nazionali, venendo dotato di armi contraeree. Danneggiato superficialmente nel marzo 1945 al largo di Kure, fu invece quasi colpito da tre bombe nella rada della città il 24 luglio che causarono numerose infiltrazioni: in ventiquattr'ore si allagò e affondò. L'incrociatore fu recuperato dalle acque basse e demolito nell'immediato dopoguerra.

Caratteristiche Lo Iwate costituiva assieme al gemello la classe omonima di incrociatori corazzati. Presentava una lunghezza alla linea di galleggiamento di 132,28 metri, una larghezza massima di 20,94 e un pescaggio di 7,37 metri. Il dislocamento a vuoto ammontava a tonnellate e quello a pieno carico a tonnellate.

L'armamento era articolato su gruppi di cannoni di vario tipo. In due torrette girevoli, una a prua e una a poppa, si trovavano due coppie di cannoni Type 41 da 203 mm lunghi 45 calibri, con una gittata di circa metri. In casematte ricavate nelle murate o sul ponte di coperta erano installati su affusti singoli quattordici cannoni Type 41 da 152 mm, mentre dodici cannoni Type 41 da 76,2 mm erano distribuiti sulla sovrastruttura centrale e alle estremità dello scafo. Infine erano disponibili otto pezzi da 47 mm, sempre su affusti individuali, e quattro tubi lanciasiluri da 450 mm montati a coppie per sparare da entrambe le bordate. La corazzatura in acciaio era stata assai enfatizzata ed era spessa 152 mm per torri e casematte, 67 mm per il ponte di coperta e da 75 mm a 380 mm per la torre di comando. La cintura andava da 125 mm sulla fascia superiore a 175 mm per quella intermedia (zona della linea di galleggiamento), per diminuire infine a 88 mm sott'acqua; le barbette delle torri erano protette da lastre comprese tra i 100 mm e i 152 mm.

L'impianto macchine dell'unità era composto da 24 caldaie Kanpon ad alimentazione mista che davano potenza a due motori a movimento alternativo, a ciascuno dei quali era vincolato un albero motore con elica; in totale erano erogati shp. I depositi di bordo avevano una capacità di tonnellate di carbone e di 342 tonnellate di olio combustibile. L'equipaggio assegnato all'incrociatore ammontava a 672 tra ufficiali e marinai.

Servizio operativo Varo e primi anni L'incrociatore corazzato Iwate fu ordinato nell'anno fiscale edito per la Marina imperiale giapponese nel 1897. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale britannico di Armstrong Whitworth di Elswick (Inghilterra nordorientale) nel maggio 1898 e il varo avvenne il 19 settembre 1899; fu completato il 25 settembre 1900. Il 1º settembre 1900 era già divenuto comandante il capitano di vascello Hikohachi Yamada, che condusse in patria l'incrociatore: si fermò a Yokosuka, dove ricevette le ultime strumentazioni di bordo e fu registrato nella lista del naviglio in servizio il 18 maggio 1901. Il 6 luglio lo Iwate passò agli ordini del capitano di vascello Kunikane Taketomi.

L'8 febbraio 1904, al culmine delle tensioni diplomatiche con San Pietroburgo, l'Impero giapponese attaccò l'ancoraggio militare russo di Port Arthur, dando inizio al conflitto contro la Russia zarista. Lo Iwate, inquadrato nella formazione del viceammiraglio Kamimura Hikonojō (incrociatori corazzati , Tokiwa, , incrociatori protetti Naniwa, ), condusse periodici pattugliamenti del Mar del Giappone per tenere le forze navali russe imbottigliate a Port Arthur. Il mattino presto del 14 agosto, dopo essersi passate molto vicino nel corso della notte, la flotta nipponica e la squadra russa del contrammiraglio Karl Petrovič Jessen, salpata da Vladivostok, si avvistarono reciprocamente e iniziarono a combattere. Nella battaglia le salve nipponiche caddero con più precisione e l'incrociatore corazzato rimase gravemente danneggiato: alle 08:30, dopo essersi sganciato, Jessen ne ordinò l'autoaffondamento e continuò per Valdivostok, sfuggendo alla caccia dei giapponesi. Lo Iwate, rimasto illeso, continuò la sua attività e il 12 gennaio 1905 passò al comando del capitano di vascello Reijirō Kawashima, per essere poi inquadrato come nave ammiraglia nella seconda squadra da battaglia (contrammiraglio Shimamura Hayao) della 2ª Flotta, a sua volta alle dipendenze della Flotta Combinata dell'ammiraglio Tōgō Heihachirō. Il 27 e 28 maggio partecipò alla decisiva battaglia di Tsushima, conclusasi con una grande vittoria giapponese che spinse la Russia a intavolare trattative poi sfociate nella pace di Portsmouth. Lo Iwate subì solo danni leggeri nel corso del serrato combattimento.

Anni dieci e prima guerra mondiale

Negli anni seguenti alla fine del conflitto lo Iwate andò incontro a un periodo di attività ordinaria; passò in successione al comando dei capitani di vascello Gentarō Yamashita (2 febbraio 1906 - 22 novembre 1906), Ryokitsu Arima (22 novembre 1906 - 27 dicembre 1907), Ichirō Ishida (27 dicembre 1907 - 15 settembre 1908), Iwajirō Mano (15 settembre 1908 - 4 marzo 1909), Katsura Kitano (4 marzo 1909 - 1º dicembre 1910), Shuzō Matsuoka (1º dicembre 1910 - 23 maggio 1911), Matakichirō Hashimoto (23 maggio 1911 - 13 luglio 1912), Seigō Hara (13 luglio 1912 - 7 marzo 1913), Kujurō Yamaguchi (7 marzo 1913 - 24 maggio), Tsukenichi Uemura (24 maggio - 31 agosto), Kenji Ide (31 agosto - 1º dicembre), Kōki Hirose (1º dicembre 1913 - 27 ottobre 1914) ed Ei Yamaguchi. Nell'agosto 1914 l'Impero giapponese affiancò l'Intesa nella prima guerra mondiale e organizzò una forza navale da inviare nel Mar Mediterraneo: lo Iwate fu aggregato come nave ammiraglia di riserva e il 25 gennaio 1915 partì verso Occidente. In estate rientrò in patria e il 19 luglio passò agli ordini del capitano di vascello Saburo Hyakutake; poco dopo tornò a essere nave ammiraglia del secondo gruppo da battaglia della 2ª Flotta e guidò le altre unità a Tsingtao in Cina, da poco strappata all'Impero tedesco. Continuò poi per l'Oceano Indiano, dove spese il resto dell'anno nella scorta ai convogli alleati verso il canale di Suez.

Il 20 aprile 1916, dopo aver riguadagnato i porti nazionali, lo Iwate salpò da Yokosuka con lo Azuma in una crociera di addestramento verso il Sud-est asiatico e l'Australia: a bordo le due navi avevano infatti i cadetti della 43ª classe dell'Accademia navale. Il 22 agosto gettò nuovamente le àncore a Yokosuka e il 1º dicembre Shigetsugu Nakazato divenne comandante dell'incrociatore. Per il 1917 il servizio dello Iwate non è noto; riappare il 2 marzo 1918, quando partì da Yokosuka con l'incrociatore per la crociera d'addestramento della 45ª classe. Tornò in porto il 6 luglio e il 15 agosto il comandante fu rimpiazzato dal capitano di vascello Jirō Tsukudo. Il 19 luglio 1919 fu presente all'11º rivista navale, svoltasi a Yokosuka alla presenza dell'imperatore Taishō. Il 20 novembre il capitano di vascello Yasuzo Torisaki divenne nuovo comandante dello Iwate.

Anni venti e trenta Il 21 agosto 1920 lo Iwate e lo Asama lasciarono Yokosuka per la crociera d'addestramento della 48ª classe, che si svolse nelle isole meridionali del Pacifico e in America meridionale; rientrato in patria il 2 aprile 1921, lo Iwate passò al comando di un ufficiale rimasto sconosciuto e il 1º settembre fu riclassificato come corazzata costiera di 1º classe. Il 20 novembre ebbe quindi un nuovo comandante nel capitano di vascello Ryokichi Odera, che fu a sua volta sostituito dal pari grado Kanjirō Hara il 15 aprile 1922. Il 26 giugno, accompagnato dallo Izumo e dallo Asama, portò in crociera d'addestramento la 50ª classe toccando Honolulu e Los Angeles, poi passò il Canale di Panama e si fermò a Rio de Janeiro (dove i giapponesi presenziarono al 100º anniversario della marina brasiliana), continuando in seguito per Buenos Aires, Città del Capo, Durban, Colombo, Singapore e infine Hong Kong. L'8 febbraio 1923 lo Iwate rientrò a Yokosuka e il 5 marzo passò al comando del capitano di vascello Mitsumasa Yonai; dal novembre all'aprile 1924 fu nuovamente impegnato, con lo Asama e lo Yakumo, in una crociera d'addestramento (51ª classe). Una volta tornato a Yokosuka, lo Iwate passò al capitano di vascello Saburo Yasumi e andò incontro a un completo riequipaggiamento della dotazione offensiva: fu riarmato con quattordici cannoni Type 41 da 152 mm L/40, otto pezzi Type 11 da 76,2 mm L/40 e un singolo Type 3 paricalibro in funzione contraerea. Il 10 luglio 1925 il comando passò al capitano di vascello Kiyoshi Ishikawa e il 10 novembre salpò con a bordo la 53ª classe di cadetti, passando i mesi seguenti in Australia e nel Sud-est asiatico: nell'aprile 1926 si fermò a Yokosuka e in settembre passò agli ordini del capitano di vascello Kizo Isumi. Circa un anno dopo, a fine giugno, lo Iwate e lo Asama salparono con a bordo la 55ª classe, che condussero in crociera d'addestramento in Australia: dal 19 al 22 giugno fecero comunque tappa a Pearl Harbor. Tornato a Yokosuka a fine dicembre, per oltre un anno il servizio dello Iwate non è noto; si sa solo che il 10 dicembre 1928 il capitano di vascello Giichi Suzuki prese il comando dell'incrociatore. Il 1º luglio 1929 lo Iwate e lo Asama salparono da Yokosuka e portarono la 57ª classe in crociera d'addestramento nel Mar Mediterraneo, quindi tornarono in patria a fine dicembre.