Biografia La via verso la rivoluzione di un Vecchio credente

Egor Sozonov (anche trascritto Sazonov)La forma corretta è «Sozonov», ma il nome cominciò ad essere scritto con la «a», come alcuni altri nomi dei Vecchi credenti, per riprodurre la pronuncia letterale russa. nacque il 26 maggio (7 giugno) 1879Le date sono indicate secondo il calendario giuliano che, rispetto al calendario gregoriano, presenta una differenza di dodici giorni nel XIX secolo e di tredici nel XX secolo, riportata tra parentesi.La data di nascita è tratta da questo sito che per i fatti anteriori al 14 febbraio 1918, quando in Russia entrò in vigore il nuovo calendario, segue la vecchia datazione. Ciò è detto perché diverse fonti adeguano la data di morte di Sozonov, ma non quella di nascita, di modo che il 26 maggio sembra essere il giorno della sua venuta al mondo anche secondo il computo moderno. nel villaggio di Petrovskoe, uezd di Urzum,Ora la cittadina di Petrovskoe appartiene alla Uržumskij rajon, dell'Oblast' di Kirov. governatorato di Vjatka, da Sergej Lazarovič e Akilina Loginovna, entrambi Vecchi credenti di origine contadina. Sembra che il nonno fosse un servo della gleba riscattato dal padrone, ma è sicuro che il padre fu abile abbastanza da uscire dalle classi tributarie, — le più indigenti, costrette a pagare le imposte — e divenire ricco con lo sfruttamento delle foreste del Baškir.Marija A. Spiridonova Sulla vita ai lavori forzati di Nerčinsk, cap. VIII. Ma prima che ciò accadesse i coniugi Sozonov erano poveri, tanto che Egor e suo fratello Zot,Zot seguirà le norme del fratello maggiore e sarà membro dell'Organizzazione di combattimento. Di lui non sono noti ulteriori dettagli., venuto al mondo un anno dopo di lui, furono cresciuti dalla nonna, dovendo la madre lavorare nei campi dall'alba alle dieci di sera.

La prima infanzia di Egor fu funestata da problemi di salute. A due anni si procurò serie ustioni al petto e sulle mani per essersi scottato con l'acqua bollente del samovar. Nelle vicinanze della casetta rurale non c'erano dottori, e fu curato con rimedi tradizionali, ma le ferite tardarono a rimarginarsi costringendo Egor a letto per un tempo prolungato. A quattro anni ebbe il morbillo, e poco dopo fu colpito da una grave forma di vaiolo. La febbre e la protratta immobilità gli lasciarono, a guarigione avvenuta, come temporanea eredità, problemi di dinamicità alle spalle, debolezza di memoria e difficoltà di concentrazione, qualcosa di simile a una disabilità intellettiva.

Il nonno gli insegnò l'alfabeto cirillico a sei anni, e a sette fu portato in un villaggio distante dodici verste da Petrovskoe per studiare i libri sacri dei Vecchi credenti. Per quanto si applicasse, giorno e notte, non riusciva però a ricordare quel che studiava, e così fu anche quando iniziò a frequentare la scuola parrocchiale. Consolidata la propria fortuna, Sergej Lazarovič si trasferì con la famiglia a Ufa, e qui Egor, che aveva ormai dieci anni, fu iscritto al ginnasio. Dovette ripetere il primo anno e fu preso dall'angoscia di non riuscire a tenere il passo degli altri ragazzi. Ma, benché studiare gli costasse immensa fatica, non si fece mai aiutare da nessuno e, poco alla volta, con pazienza, calma e diligenza, le sue prestazioni progredirono sensibilmente. Dal quarto anno l'apprendimento non gli risultò più così difficoltoso, e in breve poté superare il ritardo accumulato e balzare nel gruppo dei migliori studenti dell'istituto. A quel tempo aiutava nello studio i condiscepoli più poveri, senza dire nulla alla famiglia, anche se non nutriva ancora alcun interesse né per la letteratura rivoluzionaria, né per le questioni politiche in generale,Po vospominanijam ego materi (Dai ricordi di sua madre), in Pis'ma Eroga Sozonova k rodnym (Le lettere di Egor Sozonov alla famiglia), Mosca, 1925, pp. 47-48. pregno ancora dello spirito conservatore che aleggiava nella sua famiglia di radicata fede monarchica e ostile a qualsiasi manifestazione del malcontento sociale.

Conseguito il diploma, nell'inverno del 1899 era all'Università imperiale di Mosca per frequentare la facoltà di medicina. Ma per mancanza di posti, s'iscrisse a Giurisprudenza, seguì i corsi comuni ad entrambi gli indirizzi, e solo l'inverno seguente passò a medicina. I primi mesi, tuttavia, gli risultarono penosi a causa di un ostacolo che non aveva preventivato: scoprì infatti di non sopportare l'odore dei cadaveri da sezionare. La madre racconta che quando Egor tornò a casa per le vacanze, non riusciva né a mangiare né a bere senza provare nausea, perché sentiva nelle pietanze il fetore della morte, e che trascorreva quasi tutto il tempo all'aperto, come se avvertisse anche su di sé quel terribile tanfo. Sozonov decise che questa sua lacuna non gli avrebbe impedito di realizzare il sogno, maturato fin dal ginnasio, di curare i contadini bisognosi in qualche ospedale dello zemstvo, e lavorò su se stesso per porvi rimedio.Dai ricordi di sua madre, in Le lettere di Egor Sozonov alla famiglia,cit., p. 48.

Fino ad allora Sozonov non era neanche lontanamente vicino al movimento rivoluzionario e ciò che sapeva su questo argomento gli veniva dalla lettura della stampa governativa. Aveva rifiutato di legarsi a qualsiasi circolo studentesco, legale o illegale che fosse, persino a quelli di natura letteraria. Poi, nella primavera del 1901, la sua vita mutò drasticamente.

Intorno alla metà degli anni '90 c'era stato nel mondo studentesco un graduale rinnovarsi dei vecchi malumori, sopiti per gran parte del regno di Alessandro III, che sfociarono in aperto dissenso nel febbraio del 1899, quando a San Pietroburgo la polizia sciolse con brutale fermezza un raduno di universitari inneggianti l'abolizione degli statuti in vigore dal 1884, che avevano cancellato ogni forma di autonomia degli studenti, incluso il diritto di associazione. La risposta degli studenti all'uso della forza fu la convocazione di una grande manifestazione, cui parteciparono circa venticinquemila giovani provenienti da una trentina di istituti, sia della capitale che di altre città, seguita dal rifiuto di presenziare alle lezioni, inedita espressione di contestazione che il ministro dell'Istruzione Nikolaj Bogolepov (1846-1901) pensò di soffocare con il regolamento provvisorio. Esso stabiliva che i responsabili dei disordini sarebbero stati inviati sotto le armi come semplici soldati, ossia in prima linea, ma il provvedimento non fu applicato che alla fine dell'anno successivo, quando colpì centottantatré studenti dell'Università Imperiale San Vladimir di Kiev e ventisette dell'Università di San Pietroburgo. La strategia di Bogolepov, che credeva di poter far rientrare la protesta rafforzando le misure repressive, diede scarsi risultati e portò il suo promotore a morire sotto i colpi sparati dall'ex studente Pëtr Karpovič (1874-1917), espulso dall'Università di Dorpat durante le proteste del 1899.Valdo Zilli, La Rivoluzione russa del 1905. La formazione dei partiti politici, Napoli, 1963, pp. 311-313.

La fine violenta di Bogolepov non pose termine all'agitazione degli studenti, che avanzavano ora rivendicazioni di carattere politico e non più limitate al ristretto mondo accademico. A febbraio del 1901, a Char'kov e a Mosca, gli studenti che chiedevano la sospensione del provvedimento che inviava al fronte i compagni ribelli di Kiev e di San Pietroburgo, si scontrarono con la polizia.Ibid. Il confronto fu particolarmente vivace a Mosca dove gli studenti, tra i quali c'era Egor Sozonov, si serrarono all'interno del Maneggio per tre giorni, dopodiché le truppe — soldati e cosacchi — li tirarono fuori ricorrendo a battiture e pestaggi. Sozonov, con alcune centinaia di compagni, fu rinchiuso per qualche settimana nella prigione di Butyrka, una delle più antiche della Russia e la più grande di Mosca, e qui, sentendo parlare per la prima volta in vita sua della pubblicistica illegale, cominciò a guardare con interesse al movimento rivoluzionario. Ad aprile fu espulso dall'università per un periodo di tre anni e riportato a Ufa sotto stretta sorveglianza.N. Rostov, La tragedia di Zerentuj, in «Gudok» (La Sirena), № 32, Mosca, 1926, cap. I Egor Sozonov.

A casa, privo della possibilità di riprendere a breve gli studi e in urto con il padre che non poteva capacitarsi della trasformazione avvenuta nel figlio, Egor non doveva restare a lungo. Tra il materiale sequestrato al Maneggio figurava un rotolo di proclami in cui era stata rinvenuta una convocazione scritta inviata dall'università allo studente Sozonov. La procura di Mosca si convinse allora che Sozonov non solo aveva partecipato ai disordini, ma era pure implicato nella stampa e diffusione del materiale propagandistico, e dispose per il 20 aprile (3 maggio) la perquisizione della sua casa a Ufa. La ricerca portò alla luce diverse pubblicazioni clandestine, di modo che Sozonov fu nuovamente arrestato, con l'accusa di detenzione di materiale illegale, e trasferito al carcere di Mosca per le indagini preliminari. Grazie all'interessamento del padre, il 22 maggio (4 giugno), fu rilasciato e affidato alla custodia del genitore. Il 2 (15) gennaio 1902, il caso di Sozonov si risolse per via amministrativa con il divieto di soggiorno a Mosca e nelle altre città universitarie, per il periodo di un anno. «Dopo questo arresto — scrive Sozonov — non ne potevo più; ero senza diritti, ma non ero un rivoluzionario. Sì, il governo ha fatto di me un rivoluzionario, mi rese un fuorilegge, mi diede la spinta ad entrare nelle file dei rivoluzionari».B. P. Koz'min, E. S. Sozonov e le sue lettere alla famiglia, in Le lettere di Egor Sozonov alla famiglia, cit., pp. 12-13..

Tornato a Ufa, si mise subito in contatto con gli esiliati politici e i socialisti, avendo ormai abbracciato definitivamente la causa della rivoluzione. Entrò nell'«Unione dei socialdemocratici e socialisti-rivoluzionari», un partito attivo per breve tempo nell'area degli Urali, che legava la giovane corrente marxista con il vecchio populismo, e svolse attività di propagandista tra gli operai.N. Rostov, cit., cap. I., Egor Sozonov. Il 16 (29) marzo 1902, nell'appartamento di famiglia sulla centrale Bol'šaja Uspenskaja, irruppe la polizia con un mandato di perquisizione. Egor ebbe il tempo di strappare alcuni fogli dal suo personale taccuino e di masticarli, per poi accorgersi che nella fretta aveva distrutto le pagine sbagliate. La polizia trovò così le prove — che cercava — dell'esistenza in città di un'attività clandestina coordinata dall'Unione.