Biografia Nipote omonimo del politico senegalese Lamine Guèye, nel 1968 andò in Svizzera, dove scoprì la sua passione per gli sport invernali, e soprattutto lo sci alpino. .
Carriera sciistica Guèye debuttò in campo internazionale in occasione dei XIV Giochi olimpici invernali di , dove si classificò 51º nella discesa libera e 57º nello slalom gigante, mentre ai XVI Giochi olimpici invernali di , dopo esser stato portabandiera del Senegal durante la cerimonia di apertura, fu 45º nella discesa libera, 78º nel supergigante, 66º nello slalom gigante e non completò lo slalom speciale e la combinata.
In Coppa del Mondo ottenne il primo piazzamento il 5 dicembre 1992 in Val Gardena in supergigante (63º) e il miglior risultato il 16 gennaio 1993 a Sankt Anton am Arlberg in discesa libera (60º); ai successivi Mondiali di Morioka 1993, sua prima presenza iridata, si piazzò 42º nella discesa libera. Ai XVII Giochi olimpici invernali di , sua ultima presenza olimpica, dopo esser stato nuovamente portabandiera del Senegal durante la cerimonia di apertura non completò la discesa libera e il 13 marzo dello stesso anno prese per la 25ª e ultima volta il via in Coppa del Mondo, a Whistler in supergigante (72º).
Celebre fu la sua partecipazione ai Mondiali di Sierra Nevada 1996: sponsorizzato dalla trasmissione televisiva Mai dire Gol (per raccogliere fondi per gli ospedali del proprio paese) sfilò alla cerimonia di apertura in compagnia del comico Bebo Storti, truccato da leghista di colore che interpretava il personaggio di Alfio Muschio: strinsero la mano al re Juan Carlos di Borbone, rischiando l'incidente diplomatico con la Spagna che in seguito inoltrò al Senegal formale protesta, a cui seguì la condanna del ministro dello sport senegalese Ousmane Paye. Nelle gare disputate, si classificò 71º nella discesa libera, 79º nel supergigante, 44º nello slalom gigante, 32º nello slalom speciale e 44º nella combinata.
; ai Mondiali di Sankt Moritz 2003 si piazzò 79º nello slalom gigante e 63º nello slalom speciale e a quelli di Bormio/Santa Caterina Valfurva 2005, sua ultima presenza iridata, nelle medesime specialità arrivò rispettivamente al 77º e al 62º posto. Dopo 13 anni di inattività, nella stagione 2018-2019 disputò ancora alcune gare: l'ultima fu uno slalom gigante citizen disputato il 31 marzo a Madonna di Campiglio.
Carriera dirigenziale Nel 1979 fondò la Federazione sciistica del Senegal (FSS), di cui divenne presidente, . Si fece promotore di una campagna per sostenere il diritto alla partecipazione di tutti i Paesi ai Giochi olimpici invernali, contestando l'introduzione di ciò che definì regole di qualificazione discriminatorie. Nel 2001 scrisse al Comitato Olimpico Internazionale per chiedere che a tutti i Paesi fosse riconosciuto il diritto di partecipare ai Giochi invernali come accaduto fino all'edizione di inclusa e come è per i Giochi olimpici estivi; nella sua lettera all'allora presidente del CIO, Jacques Rogge, affermò: «Fino ai Giochi Olimpici del 1992, inclusi, ogni paese poteva inviare quattro atleti per ogni evento di sci alpino, e siamo stati in grado di credere che eravamo uguali. Quelli furono gli ultimi veri Giochi olimpici invernali». Il Comitato Olimpico Internazionale rispose affermando che «Le Olimpiadi invernali sono un evento un po' speciale, dal momento che - solo per ragioni climatiche e geografiche - non sono adatte per alcuni Paesi del mondo, sia nella organizzazione sia nella partecipazione».
. Ai XX Giochi olimpici invernali di Guèye accompagnò nelle cerimonie e di chiusura lo sciatore Leyti Seck; .
Altre attività .
Opere
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Alfieri senegalesi ai Giochi olimpici invernali Categoria:Alfieri ai XVI Giochi olimpici invernali Categoria:Alfieri ai XVII Giochi olimpici invernali