Il bematista ( derivato da βῆμα «passo») era colui che, in epoca classica ed ellenistica, misurava le distanze da un luogo a un altro contando i propri passi, chiamati anche bemi (ognuno equivalente a 0,74 m).. L'attività di bematista esisteva già ai tempi di Erodoto (VI secolo a.C.) nell'impero persiano, attività favorita dalla costruzione di strade, tra cui la Via Reale di Persia che univa Susa a Sardi (Erodoto, Storie, V, 32).
I bematisti nella campagna di Alessandro in Asia Alcuni bematisti accompagnarono Alessandro Magno nella sua spedizione in Asia. Il re macedone non fu il primo a portare un esercito in Asia, i soldati greci dopo la morte di Ciro il giovane, nel suo tentativo di sovvertire il re di Persia, dovettero interpellare alcune guide locali per superare le difficoltà di trovare la strada del ritorno.. Per evitare di rimanere bloccato durante l'avanzata, Alessandro portò con sé bematisti, agrimensori, geografi e persino corridori.. Le misure dei bematisti effettuate durante la marcia dimostrano un alto grado di precisione, tanto che è stato ipotizzato l'utilizzo di uno dei primi odometri, anche se non ci sono menzioni al riguardo..
La tabella sotto riporta le rotte misurate dai bematisti di Alessandro, Betone e Diogneto. Le misurazione sono riportante nell'opera di Plinio il Vecchio (Naturalis historia, VI, 21-22) e anche nell'opera del geografo Strabone (Geografia, XI, 8, 9) che segue i dati riportati in un'opera perduta di Eratostene, il quale, a sua volta, trasse dai bematisti importanti informazioni per la propria cosmografia.Lo schema della tabella si basa su: . Le conversioni in km sono fatte adottando la seguente relazione: 1 miglio inglese = 1,609 km.
Plinio VI, 21–22 Strabone XI, 8, 9 Distanze attuali Rotta Milia passuum1 miglio romano equivale a 1,480 km. . Chilometri Deviazione dalla reale distanza Stadi1 stadio attico equivale a di miglio romano (0,185 km). . Chilometri Deviazione dalla reale distanza ChilometriConfini nord del Caspio – Hecatompylos — — —19603630,8%365 in linea d'ariaConfini sud del Caspio – Hecatompylos1331972,4% — — —201 in linea d'ariaHecatompylos – Alessandria Areion575 8510,4%45308381,9%854 via della setaAlessandria Areion – Prophtasia1992953,2%16002962,6%304 strada Herat-JuwainProphtasia – Arachoti Polis5658361%41207629,7%845 Juwain – Kelat-i-GhilzaiArachoti Polis – Hortospana2503700,4%20003700,4%372 Kelat-i-Ghilzai – Kabul Hortospana – Alessandria ad Caucasum50742,1% — — —76 Kabul – Begram Alessandria ad Caucasum – Peucolatis2373513,2% — — —339 Begram – Charsada Peucolatis – Tassila608920% — — —111 Charsada – Tassila Tassila – Idaspe (Jhelum)1201784,8% — — —169 strada Aurel SteinAlessandria Areion – Bactria – ZariaspaLa rotta non sembra essere stata percorsa da Alessandro. — — —38707161,6%705 per Kala Nau, Bala Murghab, Maimana e AndkhuiMedia 4,2%2,8%Mediana 2,8%1,9%
Alcuni bematisti La storia ricorda i nomi di cinque bematisti: Diogneto, Betone, Aminta, Archelao e Filonide di Creta, ognuno dei quali registrò i propri dati in un libro..
Filonide di Creta (per i frammenti, FGrHist 121) è stato un emerodromo e un bematista, come è scritto in .β[α]σιλέως Ἀλε[ξάνδρ]ου ἡμεροδρόμας καί βηματιστής τῶς Ἀσίας Φιλωνίδης ("Filonide, emerodromo e bematista per l'Asia del re Alessandro"). Plinio (Naturalis historia, II, 181) ne descrive le notabili imprese, come il completamento della tratta Sicione-Elide, andata e ritorno. Sempre Plinio (I, 4, 5) menziona l'opera di Filonide, di cui non rimangono frammenti..
Betone e Diogneto sono conosciuti grazie alla testimonianza di Plinio (VI, 61) e ad alcuni frammenti di testo (FGrHist 119 e 120). Dell'opera di Betone, è rimasto il titolo: Σταθμοὶ τῆς Ἀλεξάνδρου πορείας (FGrHist 119 F 1).
Anche di Aminta resta il titolo dell'opera: Ἀσίας σταθμοί (FGrHist 121 F 1) oppure Περσικοὶ σταθμοί (F 4), di almeno tre libri. Dal contenuto del fr. 1, è facile capire come l'opera di Aminta fosse ben più di una mera lista di distanze, analizzando i costumi e i monumenti dei luoghi in cui passava.
Archelao di Cappadocia (forse il re Archelao di Cappadocia) pare che abbia avuto interessi sulle pietre preziose e abbia anche scritto una Σταθμοί (FGrHist 123 F 1). La Σταθμοί, citata anche da Claudio Eliano (Varia historia, XVII, 17 = FGrHist 123 F 3), resta comunque un'opera di carattere generale, che dava spazio alle annotazioni sulla flora e sulla fauna.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
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