Le Roi et l'Oiseau è un film d'animazione del 1980 diretto da Paul Grimault.
Il progetto - noto in origine come La Bergère et le Ramoneur e lontanamente ispirato alla favola La pastorella e lo spazzacamino di Hans Christian Andersen - è frutto della collaborazione tra Grimault e il noto scrittore e poeta Jacques Prévert, che vi lavorarono a partire dal 1948. Gli scontri con il produttore André Sarrut portarono però alla sua sospensione e così venne distribuito, incompleto, nel 1953, senza l'approvazione dei due creatori come La Bergère et le Ramoneur. Nel corso degli anni sessanta e settanta, tuttavia, Grimault riuscì a ottenere i diritti del film e poté completarlo, seguendo i progetti originali, nel 1980, a trentadue anni di distanza dall'inizio della produzione.
Il lungometraggio è considerato un capolavoro del cinema d'animazione francese, che ha profondamente influenzato registi come i giapponesi Hayao Miyazaki e Isao Takahata.
In Italia, così come in quasi tutto il resto del mondo, è inedito. In italiano letteralmente il titolo significa "Il re e l'uccello".
La Bergère et le Ramoneur ebbe invece un'ampia distribuzione, con una versione doppiata in inglese, The Curious Adventures of Mr. Wonderbird (nel pubblico dominio), con Peter Ustinov nel ruolo dell'uccello, e una in italiano, intitolata La pastorella e lo spazzacamino. Il film originale e completo invece fu pubblicato in Nordamerica per l'home video, mentre un'edizione anglofona sottotitolata fu prodotta nel 2013 nel Regno UnitoThe King and the Mocking Bird (Le Roi et l'oiseau) , 10/08/2013, StudioCanal nel 2014 venne organizzata una proiezione più ampiaThe King and the Mockingbird, Independent Cinema Office e nell'aprile dello stesso anno venne distribuito il DVD.The King And The Mocking Bird [DVD], Amazon
Le Roi et l'Oiseau è inoltre divenuto un punto di riferimento nella storia dell'animazione di tutti i tempi come una delle prime opere animate in tecnica tradizionale che si allontanarono dai canoni dello stile di Walt Disney, offrendo ad un pubblico di bambini e adolescenti spunti di riflessione di carattere filosofico attraverso una fiaba di stampo politico e sociale. La stessa produzione dell'opera divenne un'avventura ed un percorso di formazione per molti tecnici ed animatori, che si ritrovarono a cambiare il proprio stile di versione in versione.
Trama
Re Charles V + III = VIII + VIII = XVI è un megalomane despota che governa il regno di Takicardia. Tutta la capitale è piena di sculture in sua gloria (che idealizzano le sue fattezze, sgraziate e goffe) e gli abitanti vivono nel perpetuo terrore e lo venerano come una divinità. Il palazzo di corte è inoltre disseminato di trappole e botole riservate a chi perde le grazie del sovrano o ai traditori. Un pittore che infatti lo ritrae senza eliminare il suo strabismo precipita in un baratro.
Un giorno, dopo aver trattato di affari correnti con i suoi segretari, il re si reca nei suoi appartamenti segreti, nella torretta più alta del palazzo, accessibile solo tramite un ascensore privato. Lì ammira tutte le sere l'affresco di una bella pastorella, guardando invece con disprezzo quello del piccolo spazzacamino che lo fronteggia. Prima di andare a letto, si osserva allo specchio per confrontare il suo aspetto con quello "più bello" di un altro dipinto e, constatando la sua bruttezza, dalla rabbia frantuma il vetro in mille pezzi. Quella notte, i personaggi delle opere d'arte nella sua stanza prendono vita: la pastorella e lo spazzacamino, vicini di casa molto tempo prima e legati da un amore che può solo fortificare i loro impulsi ribelli, progettano di fuggire dalla loro "gabbia dorata" e di vedere il mondo. Ma la statua di un antico cavaliere gli si oppone, asserendo che non sono fatti l'uno per l'altro; il Charles del ritratto si anima a sua volta e si offre di sposare la fanciulla, approvato dal simulacro, il quale ricorda che le pastorelle, nelle storie, si sposano sempre con i sovrani; decide anche che il matrimonio sarà fatto la sera stessa. La ragazza quindi, assieme allo spazzacamino, lascia la cornice del suo quadro. La confusione che segue risveglia il vero Charles, che si trova allora faccia a faccia con il suo doppio, che a sua volta lascia la cornice e lo combatte. Quest'ultimo riesce a farlo cadere in una delle botole disseminate per la reggia e, prendendo il suo posto, lancia la polizia segreta all'inseguimento dei due amanti.
Dalla loro parte, i giovani scoprono il mondo esterno, osservandolo dai tetti del gigantesco palazzo di Takicardia. Nel loro meraviglioso cammino, incontrano ad un certo punto un uccellino in difficoltà, intrappolato in una gabbia in bilico su un cornicione; lo spazzacamino, grazie alla sua agilità, lo salva e lo riconsegna al padre. Quest'ultimo, la cui moglie è stata uccisa in un «incidente di caccia» probabilmente dal re, ha l'abitudine di schernire il suo nemico dal cielo. Con il suo aiuto, gli innamorati riescono a fuggire dalla polizia, senza tuttavia togliersela dalle calcagna. Si perdono tutti e tre nella città bassa, dove suscitano la pietà e l'ammirazione dei poveri che non hanno mai visto la luce del giorno e che non sanno che aspetto abbia un pennuto.
Charles finisce per catturare la pastorella però e prepara il loro matrimonio pubblico, che sarà celebrato con grande pompa. La spazzacamino e l'uccello, catturati dalle forze dell'ordine, vengono spediti alla fabbrica che realizza le opere d'arte di propaganda reale e costretti a lavorare alla catena di montaggio dei busti, sui quali il giovane sfoga la sua, imbrattandoli e deturpandoli assieme al volatile, stanco di quel lavoro alienante. Scoperti e condannati per lesa maestà, vengono gettati ai leoni, ma riescono a farseli alleati, grazie ad un organista cieco che ammalia le belve e le convince a scappare; la popolazione dei bassifondi, vedendo tutti quegli animali liberarsi e dirigersi all'aria aperta, emerge dall'oscurità. Tutta la massa si avvicina quindi al palazzo reale, dove lo spazzacamino e l'uccello impediscono le nozze. Il tiranno non si arrende e fugge con la pastorella sul suo automa gigante, che doveva essere usato per animare la cerimonia. Ciononostante, l'uccello riesce a prenderne il controllo dopo aver eliminato il macchinista e demolisce il palazzo e tutta Takicardia. Nel frattempo, il ragazzo affronta il re in cima al robot. Proprio quando questi sta per avere la meglio, cercando di pugnalare il rivale nella schiena, il pennuto lo ferma afferrandolo con una delle due mani della macchine e, con una potente turbina posta sulla bocca di quest'ultima, lo soffia via.
Tutti gli abitanti sono fuggiti dalla città, della quale è rimasto soltanto un cumulo di macerie, sul quale si siede e si spegne l'automa gigante. All'alba però, quando si leva dalle rovine il pigolare di uno dei piccoli dell'uccello, ancora intrappolato in una gabbia e senza nessuno che possa liberarlo, esso si riattiva, pur senza un macchinista, e, di sua spontanea volontà, libera il pulcino, schiacciando la trappola con un pugno, disintegrandola.
Similitudini con la fiaba di Andersen
Solo la scena nell'appartamento di re Charles è presente effettivamente nella Pastorella e lo spazzacamino, mentre il resto del film è pura invenzione di Grimault e Prévert ed è incentrato più sul conflitto tra il sovrano e l'uccello (come esplicitato di fatto dal titolo stesso). Nella favola di Andersen la pastorella e lo spazzacamino sono statuette di porcellana e un satiro in legno (di mogano) vuole sposarla (non un ritratto di un re). Inoltre vengono aiutati da un cinese (e non da un pennuto) e sono così profondamente spaventati dal mondo esterno (e non affascinati) da ritornare nella stanza da dove erano fuggiti (e di questo fatto viene fatto riferimento all'interno del lungometraggio dalla statua del cavaliere, che dice, una volta che sono fuggiti, che presto sarebbero ritornati).
Dettagli tecnici La Bergère et le Ramoneur (1953)
Titolo: La Bergère et le Ramoneur Regia: Paul Grimault Soggetto: Jacques Prévert e Paul Grimault, basato sulla favola La Bergère et le Ramoneur d Hans Christian Andersen Sceneggiatura: Pierre Prévert e Paul Grimault (anche dialoghi) Animazione: Henri Lacam, Léon Dupont, Gabriel Allignet, Georges Juillet, Alberto Ruiz, Pierre Watrin, Jacques Leroux, Roland Genestre, Jacques Vausseur; et P. Granger, G. Dubrisay, J. Mutschler, P. Landrot, P. Ovtcharoff, J. Rannaud, R. Rosé, R. Segui Suono: Antoine Archimbault Montaggio: Gilbert Natot Musica: Joseph Kosma Canzoni: Jacques Prévert e Joseph Kosma, interpretate da J. Jansen, F. Loris, E. Amado et Pierre Brasseur (la berceuse) Registrazione e selezione della voce: Pierre Prévert Produzione: André Sarrut Società di produzione: Les Gémeaux, Clarges Films Società di distribuzione: Alliance Générale de Distribution Cinématographique (AGDC) Budget: «circa 500 milioni di franchi dell'epoca». Paese di produzione: Francia Lingua originale: francese Formato: Technicolor AGDC Durata: 63 minuti Data di uscita: 29 maggio 1953 nei cinema parigini Normandie e Rex.
Le Roi et l'Oiseau (1980) Titolo: Le Roi et l'Oiseau Regia: Paul Grimault Soggetto: Jacques Prévert e Paul Grimault, basato sulla favola La Bergère et le Ramoneur d Hans Christian Andersen Sceneggiatura: Jacques Prévert Scenario: Paul Grimault, con la collaborazione artistica di Lionel Charpy e Roger Duclent; per gli estratti da La Bergère et le ramoneur: Louis Danet, Roger Duclent, Bernard Fiévé, Michel Saufnai, E. Zilahy per gli scenari e Geneviève Helbig per i bozzetti Animazione: Gabriel Allignet (ingranaggi, demolizioni, acqua, fuoco, etc.), Alain Costa (il clown, il pulcino), Guy Faisien (gli animali selvatici), Philippe Landrot (il Re), Philippe Leclerc (il Robot e, con Émile Bourget, i fuochi d'artificio), Franco Milia (l'uccello nel prologo), Alberto Ruiz (la pastorella, la spazzacamino, il sindaco); Henri Lacam, Marcel Colbrant, Jean Vimenet, Bernard Roso, Pierre Watrin, Coraline Yordamlis. ; e per gli estratti da La Bergère et le ramoneur: Henri Lacam, G. Allignet, J. Aurance, Gilbert Dubrisay, Roger Dumotier-Cazes, L. Dupont, R. Genestre, P. Granger, G. Juillet, P. Landrot, J. Leroux, L. Logé, Robert Moreau, J. Mutschler, P. Ovtcharoff, J. Rannaud, R. Richez, R. Rosé, A. Ruiz, R. Ségui, J. Vausseur, P. Watrin Bozzetti: Gigi Bonnin, Simone Bruyères, Lidia Cardet, Françoise Gillot, Colette Jacquemot, Charlotte Roger Disegni: Madeleine Camolli-Beauchesne, Frédérique Doyère et Pierre Grimault Immagine: Gérard Soiran Suono: René Hanotel Montaggio: Paul Grimault (immagine), Aline Asséo et René Chaussy (suono) Musica: Wojciech Kilar Canzoni originarie da La Bergère et le Ramoneur : Jacques Prévert (testo), Joseph Kosma (musica), Jacques Jansen, Eric Amado e Jean Martin (esecuzione) Casting e collaborazione artistica: Pierre Prévert Società di produzione: Les films Paul Grimault, Les Films Gibé, Antenne 2 Società di distribuzione: Gebeka Films (versione restaurata del 2013)
Paese di produzione: Francia Lingua originale: francese Formato: Eastmancolor Durata: 83 o 87 minuti Data di uscita: 19 marzo 1980; 22 ottobre 2003 (prima versione restaurata) ; 3 luglio 2013 (seconda versione restaurata)
Produzione
Il «primo lungometraggio d'animazione francese»
Negli anni Trenta Paul Grimault era considerato uno dei precursori dell'animazione francese — che allora era una tecnica utilizzata soltanto nell'ambito dei cortometraggi – quando fondò, nel 1936, assieme ad André Sarrut la casa di produzione Les Gémeaux, al numero 18 di rue de Berri., che sarebbe stata la prima società del settore, in Francia, a vantare una distribuzione internazionale. Lontana dai canoni estetici di Walt Disney, diede avvio ad una nuova scuola di cinema animato, volto a proporre, sempre ad un pubblico infantile, prodotti che spingono alla riflessione e basati su immagini allegoriche, in particolare filosofiche.