LA.S.D. Sarnese 1926, meglio nota come Sarnese, è una società calcistica italiana con sede a Sarno, in provincia di Salerno. Milita in Serie D, la quarta serie del campionato italiano. Il colore sociale è il granata, mentre il simbolo è l'ippogrifo. Disputa le gare casalinghe presso lo stadio Felice Squitieri di Sarno.
Storia Fondata nel 1926, la squadra granata gioca inizialmente partite solamente a carattere locale e con una frequenza sporadica; ma negli anni trenta inizia a prendere parte ai campionati organizzati dalla federazione e, sotto la presidenza dell'Avvocato De Vivo, la squadra prese parte ad alcune stagioni della Seconda Divisione. Lo scoppio della seconda guerra mondiale portò all'interruzione dell'attività sportiva, nel 1943 vi fu un tentativo di riorganizzazione con l'Iscrizione della squadra al campionato di Seconda Divisione 1942-1943, sotto la presidenza di Andrea Vagito, ma l'esperienza si interruppe dopo una sola stagione a causa del proseguire della Campagna d'Italia..
Terminata la seconda guerra mondiale la Sarnese, guidata da Michele De Filippo presidente dell'epoca, decise di riprendere immediatamente le attività sportive prendendo parte alla Prima Divisione Campania 1945-1946, dove concluse al terzo posto il proprio girone, ed alla Prima Divisione 1946-1947, dove concluse al quinto posto in classifica il girone. Nonostante le moltissime difficoltà logistiche, con i giocatori che spesso andavano in trasferta con le biciclette, e quelle di trovare finanziamenti nell'Italia che era in ricostruzione dopo la guerra, tra la fine degli anni quaranta ed i primi anni cinquanta la squadra, in cui militavano in quegli anni giocatori come: Francesco Moncada, Antonio Barbuto, Salvatore Annunziata, Carmelo Annunziata, Carmelo Salvato, Antonio La Rocca ed Antonio Franco; militò in Seconda Divisione, ma alcune difficoltà economiche portarono la squadra a rinunciare alla partecipazione ai tornei federali per tutti gli anni cinquanta. Gli Anni '60: la presidenza Esposito
Tra il finire degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta, con la città di Sarno che godeva anch'essa dei frutti del Miracolo economico italiano, alcuni giovani del paese appassionati di calcio, tra cui Celestino Caiazza, Alberto Sparaneo e Francesco Buonaiuto, decisero di tassarsi per iscriversi ai campionati federali. La squadra venne denominata Polisportiva Sarnese e si manteneva con autotassazione e grazie ai contributi del pubblico che accorreva alle gare. Tra i primi giocatori a scendere in campo per la nuova compagine cittadina vi erano, oltre al già citato Caiazza, anche: Beniamino Annunziata, Venerando Esposito, Giovanni Squitieri, Franco e Antonio Robustelli, Agostino e Domenico Lanzetta e Daniele Vitolo. La squadra guidata da Pasquale Dato partecipò al campionato di Terza Categoria, che nella stagione 1959-1960, riuscì a vincere con 20 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, ottenendo così l'accesso alla Seconda Categoria. Nei primi anni sessanta divenne poi presidente della squadra Mario Senatore che portò il tecnico Francesco Mazzetti, un allenatore molto esigente, che introdusse metodi di preparazione più professionali, e che portò alla definitiva adozione della casacca color granata da parte della Sarnese.
Nelle stagione 1965-1966, annata in cui la società festeggiava i quarant'anni dalla sua fondazione, la Sarnese prese parte alla Seconda Categoria Campania, con una formazione composta in quegli anni quasi interamente da giocatori originari della città tra cui: Agostino Lanzetta, Celeste Caiazza, Beniamino Annunziata, Antonio Robustelli, Antonio Cerrato, Mario Giudice, Michele De Stefano, Emilio Diodati, Domenico Lanzetta, Giovanni Squitieri e Raimondo Russo. I granata dominarono il girone H, terminandolo al primo posto in classifica e da imbattuta, ma per ottenere la promozione in Prima Categoria la Sarnese dovette prima affrontare uno girone a quattro di spareggio con l'Ascea, il Mazzola e la Libertas Stabia. La sfida decisiva si giocò contro l'Ascea all'ultima giornata del girone con le due squadra appaiate in testa; la partita venne giocata ad Ascea, con oltre mille tifosi della Sarnese che raggiunsero lo stadio, durante una fase di gioco il centroavanti sarnese Cerrato fu atterrato e trascinato fuori dal campo dagli avversari, i tifosi sarnesi a quel punto fecero invasione di campo e l'arbitro fu costretto a sospendere la partita. I dirigenti ed i calciatori granata riuscirono a far ripiegare i tifosi per permettere la ripartenza della gara; la Sarnese vinse sul campo per 1-0, grazie ad un goal di Martino, ma l'Ascea fece ricorso ottenendo la gara vinta, tuttavia la Commissione d'Appello Federale confermò, in ultima istanza, l'1-0 sul campo della Sarnese decretando la sua promozione nella Prima Categoria, in quello che all'epoca era il quinto livello calcistico italiano. Nella stagione d'esordio sulla cui panchina non sedette più Mazzetti ma, per volontà del presidente Esposito, il tecnico di Nocera Inferiore Felice Baiardini; questa decisione scatenò la contestazione dei tifosi che chiedevano il ritorno di Mazzetti e l'addio del presidente Esposito; Esposito si dimise, ma la squadra guidata da Mazzetti, perse tutte le prime cinque partite di campionato ed i tifosi invocarono il ritorno del vecchio presidente, il quale, come primo atto, esonerò Mazzetti ed ingaggio definitivamente Baiardini che condusse i granata al quinto posto in classifica nella Prima Categoria Campania 1966-1967, ottenendo l'accesso al nuovo campionato di Promozione che era previsto per la stagione successiva.
La prima stagione disputata in Promozione, vide la squadra classificarsi quarta nel Girone B della Promozione 1967-1968 terminando ad appena due punti dalla promozione; anche la stagione successiva la squadra si mantenne nelle parti alte della classifica concludendo al quinto posto sempre il Girone B della Promozione 1968-1969. Ma alla terza stagione in Promozione le cose per la Sarnese si complicarono, il presidente Mario Esposito, a causa dei troppi problemi economici, decise di cedere la società, ed anche sul campo, nonostante la squadra partiva con l'intenzione di lottare per la promozione, arrivò un'annata nera e dopo tre stagioni la Sarnese vene retrocessa nuovamente in Prima Categoria Campana dopo il sedicesimo, ed ultimo posto, in classifica nella stagione 1969-1970.
Gli Anni '70: la presidenza Pagliarulo La società, che si ritrovava nuovamente a giocare in Prima Categoria, venne rilevata da Michele Pagliarulo che la guiderà per quasi tutti gli anni settanta; sul campo la compagine della Sarnese formata tra gli altri da: Mario Odierna, Antonio Mari, Andrea Mandile, Agostino Lanzetta, Nicastro, Coppola, Vincenzo Pepe ed il portiere Greco; vinse nella stagione 1970-1971 il campionato di Prima Categoria e riconquistò immediatamente l'accesso al campionato di Promozione. I granata dopo una sola stagione ottennero nuovamente l'accesso in Promozione, dove rimasero per altre tre stagioni, dalla 1971-72 alla 1973-74 quando venne nuovamente retrocessa in Prima Categoria, dopo aver terminato all'ultimo posto la classifica del Girone B. Nella stagione 1976-1977, dopo due stagioni di assenza, la squadra sarnese fece il suo ritorno in Promozione concludendo da neopromossa al quinto posto la classifica del Girone B, ottenendo anche vittorie importanti contro l'Irpinia ed il Colombo Olimpic di San Giovanni a Teduccio, che conclusero ai primi due posti il girone. In quegli anni, la Sarnese schierava tra le sue file vari giocatori originari di Sarno come: Salvatore Robustelli, Alfonso Crescenzi, Franco Prevete, Michele e Alfredo Salerno, Aurelio Squitieri, Antonio Rizzo, Mario Odierna e Michele Molisse; concluse altre due stagioni in Promozione con un dodicesimo ed un ottavo posto in classifica. Ma nella stagione 1979-1980 la squadra venne spiazzata dalla decisione, dopo appena cinque gare dall'inizio del campionato, da parte del presidente Pagliarulo di cedere il titolo della società al Comune di Sarno per evitare la completa bancarotta; la squadra sul campo concluse al quattordicesimo posto il Girone C, posizione che condannava la Sarnese alla retrocessione in Prima Categoria, ma la squadra venne poi ripescata per la squalifica del Poseidon per illecito sportivo.
Gli Anni '80: la prima presidenza Pappacena e l'Interregionale Dopo la cessione del titolo al comune, aveva assunto il comando della Sarnese una cordata di 16 soci nella quale si affacciò l'imprenditore locale Aniello Pappacena, che nei primi anni ottanta assunse il comando della squadra,portando nuovo entusiasmo alla piazza. Alla guida della squadra venne chiamato un'ex giocatore della Sarnese, Sgambati, il quale iniziò ad usare i difensori in linea e a far praticare il fuorigioco. Dopo aver concluso al secondo posto il Girone C del campionato di Promozione 1981-1982, alle spalle dei rivali della ; la Sarnese nella stagione 1982-1983 sotto la guida tecnica di Gaetano Vergazzola e con il seguente undici tipo che prevedeva: Vicedomini, Vietri, Carotenuto, Abate, Ciancia, Santucci, Robustelli, Aurilio, Giovino, De Gregorio e Nisi; concluse al primo posto il Girone C con due sole sconfitte durante tutta la stagione, riuscendo in quest'annata ad imporsi di sei lunghezze sui rivali della . Ma i posti disponibili per l'Interregionale era solo due mentre i gironi di Promozione erano tre, le vincenti dei tre gironi si contesero la promozione alla serie superiore in un turno finale con gare secce giocate in campo neutro; la Sarnese dovette giocarsela, sul campo dello Stadio Amerigo Liguori di Torre del Greco, contro il Saviano e la Santantimese. Contro il Saviano, anche se giocò bene, la Sarnese dovette arrendersi alle parate dell'estremo difensore avversario ed uscì sconfitta per 1-0; la partita tra Saviano e Santantimese terminò 0-0, quindi alla Sarnese per ottenere la promozione serviva una vittoria nella sfida contro la Santantimese, vittoria che arrivò, dopo una partita molto nervosa, grazie ad un goal di Nisi su un calcio d'angolo nel secondo tempo, che permise ai granata di imporsi per 1-0 e poter festeggiare per la prima volta nella sua storia l'accesso all'Interregionale.
Nell'Interregionale, la società guidata dal presidente Aniello Pappacena, lottò per la salvezza nelle prime due stagioni ottenendo un nono posto ed un undicesimo posto. Nel 1985-1986, venne scelto per la panchina granata Lucchetti, che con il suo 4-4-1-1 composto da: Bove, Paparozzi, Picardi, Squillante, Minichini, Ambra, Marotta, Calatè, Esposito, Cerciello e Verniti; realizzò una eccellente stagione conducendo anche la classifica fino al mese di febbraio, prima di una flessione nel girone di ritorno che gli fecero concludere la stagione nelle zone alte del campionato, piazzandosi in quarta posizione nel girone I a poche lunghezze dalla zona promozione, trascinata dai goal di Volpe, capocannoniere del girone con 12 reti, e di Cerciello; mentre nella stagione successiva si piazzò, sempre nel girone I, a metà classifica in nona posizione con sei lunghezze di vantaggio sulla retrocessione, nonostante i quindici goal di Calatè.