NYPD - New York Police Department (NYPD Blue) è una serie televisiva statunitense prodotta dal 1993 al 2005.
Di genere poliziesco, la serie è improntata a un crudo realismo, sia nei temi affrontati sia nel linguaggio usato, e non lesina scene forti o scabrose (ad esempio, è stata la prima serie televisiva statunitense di prime time a mostrare due attori nudi intenti a consumare un rapporto sessuale, nonché la prima a mostrare su un'emittente nazionale un fondoschiena maschile nudo). Tutto questo ha alimentato polemiche nei confronti della serie, la quale si è spesso ritrovata al centro di numerose controversie.
Negli Stati Uniti la serie è stata trasmessa con successo da ABC, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. In Italia - per via del suo taglio realistico - la serie ha sempre avuto una programmazione incerta da parte di Mediaset: inizialmente programmata su Canale 5 in seconda serata, fu promossa in prima serata su Rete 4, ma in seguito a proteste del pubblico per via delle scene di sesso e violenza, fu nuovamente spostata su Canale 5 intorno alla mezzanotte, venendo poi sospesa e ripresa più volte. In seguito è stata anche programmata sul satellite da Jimmy e sul digitale terrestre dal canale Mediaset Iris.
Trama La serie racconta la vita, non soltanto lavorativa, del Quindicesimo Distretto della Omicidi di New York. Sullo schermo passano casi di ordinaria follia, e ordinari ne sono i protagonisti. Raramente si ha a che fare con sagaci professionisti del delitto o sordide associazioni criminali. Spesso i colpevoli sono sbandati, gente comune costretta al crimine da circostanze particolarmente avverse.
Il vero motore della serie sono pertanto le esistenze, le passioni e le relazioni intercorrenti tra i protagonisti, a volte gioiose, a volte tragiche, a volte commoventi. Inevitabile, per una serie tanto longeva, un costante ricambio del cast, con l'ovvio obiettivo di non rendere monotoni gli episodi.
Episodi Stagione Episodi Prima TV originale Prima TV Italia Prima stagione 22 1993-1994 1995 Seconda stagione 22 1994-1995 1996 Terza stagione 22 1995-1996 1997 Quarta stagione 22 1996-1997 1998 Quinta stagione 22 1997-1998 1998-2000 Sesta stagione 22 1998-1999 2000 Settima stagione 22 2000 2004-2005 Ottava stagione 20 2001 2005 Nona stagione 23 2001-2002 2005 Decima stagione 22 2002-2003 2006 Undicesima stagione 22 2003-2004 2009 Dodicesima stagione 20 2004-2005 2010
Personaggi e interpreti Andrew "Andy" Sipowicz (stagioni 1-12), interpretato da Dennis Franz, doppiato da Pietro Biondi.È l'unico sempre presente in tutte le dodici stagioni della serie. Sipowicz è il centro nevralgico della serie. Sua è una complessità da eroe tragico più che da macchietta televisiva, suoi sono i più alti picchi di pathos raggiunti, suoi sono i tormenti più laceranti eppure quotidiani, sue le preferenze (affettuose o sadiche) degli sceneggiatori. In alcune stagioni particolarmente fiacche, è evidente infatti come l'esistenza stessa della serie si poggi sulle azioni, sulle parole, sui pensieri di Sipowicz.Quando lo incontriamo nell'episodio pilota della serie, Andy Sipowicz è un uomo distrutto senza più futuro. Privo di qualsiasi freno morale, alcolista perso, pur di incastrare uno scaltro mobster e ritrovare credibilità, viola la legge che pure dovrebbe rappresentare e incastrato da una prostituta compiacente, è quasi ferito a morte dal suo rivale. Risvegliatosi dal coma, ripromette a sé stesso che non berrà mai più e superando le perplessità del suo capo, uomo di colore con non meno orgoglio razziale di lui, torna al fianco del collega e amico John Kelly. Trova anche il tempo di innamorarsi e sposare il procuratore Sylvia Costas, di origine greche, sua seconda moglie. Alla fine della prima serie, raggiunge di nuovo i limiti della legalità quando tenta di salvare l'amico Kelly da un'incriminazione interna, senza però riuscirci. Si vede così assegnare un nuovo compagno, il sudamericano Bobby Simone. Dopo iniziali titubanze, l'intesa tra i due diviene completa e ci vorranno anni, ben cinque, perché la coppia investigativa di primo piano muti di nuovo forma. Dopo aver ripreso i contatti col figlio della prima moglie Andy Jr. e aver convolato a nozze con l'amata Sylvia, ecco arrivare il primo di una serie di avvenimenti tragici che contribuiranno nel prosieguo della serie, a formare un'immagine di Sipowicz sofferta, tormentata e sempre in lotta coi propri demoni. Proprio il suo amato figlio Andy, che ha orgogliosamente seguito le orme paterne, viene brutalmente ucciso in uno scontro a fuoco. Risucchiato dal dolore, Sipowicz trova nell'amicizia cameratesca di Simone e nella solidarietà di un'intera squadra pronta a dimenticare per un attimo i doveri deontologici, il primo appiglio per un vero cambiamento di sé. Di stagione in stagione, lo vediamo infatti trasformarsi lentamente ma inesorabilmente. La ferina rozzezza, il disprezzo diffuso per sé stesso e per gli altri, si mitiga, grazie alla fraterna sintonia con il collega e diventa pian piano fonte di esperienza sicura e rassicurante autorevolezza per gli altri componenti della squadra. Aspetti come la radicata scontrosità e il razzismo spicciolo, uniti a un potente disinganno sulla natura umana, certo continuano a rappresentare le caratteristiche principali di questo personaggio, soprattutto in seguito alla tragica morte del "fratello di vita" Simone e dell'amata seconda moglie Sylvia, che si collocano entrambe nella sesta stagione. Il Sipowicz successivo assume sempre più (data anche la giovane età dei colleghi) vesti di "vecchio saggio" fungendo da figura paterna per chi, come John Clark o Danny Sorenson, non ne ha mai avuto una.Più si procede, più si mostra palese l'idea da parte degli sceneggiatori di fare di Sipowicz una sorta di exemplum vivente, sulla scorta di certi personaggi che dal baratro hanno saputo risollevarsi verso altezze morali impensabili. Quello di Sipowicz è un percorso evidentemente catartico, dalle profondità immensurabili di una selva oscura fatta di aberrazione e amoralità verso un punto di completa e totale purificazione. La promozione da detective a sergente che Sipowicz riceve nell'ultima stagione della serie sembra confermare appieno quanto detto: l'ex alcolista bestiale è ora colui che tiene le fila dell'ordine e della giustizia, senza dimenticare quante sofferenze e dolori ciò abbia comportato. John Kelly (stagioni 1-2), interpretato da David Caruso, doppiato da Stefano Benassi.Avrebbe dovuto essere lui, inizialmente, il vero protagonista di NYPD, considerata anche l'alta caratura dell'interprete. La scoppiettante esplosione di Sipowicz-Franz e l'abbandono repentino di Caruso dopo un solo anno, hanno invece fatto sì che questo personaggio nella storia del telefilm rappresenti poco più di un interprete secondario. Quanto Sipowicz è sregolato, sfrenato e incontrollato, tanto Kelly è posato, riflessivo, diplomatico. Meglio sarebbe notare come il sangue bollente irlandese sia in realtà mitigato da una adesione ossessiva e frustrante alle regole costituite. Tanto è vero che in una serie marchiata dall'ambiguità risulta inevitabile che essa sotto pressioni forti, venga a mancare clamorosamente e senza appello. Continuando il parallelo forse ingiusto ma utile con Sipowicz, interessante vedere come allorché Sipowicz inizi lentamente a risalire la china, Kelly vi si spinga giù a rotta di collo. Prossimo al divorzio, dopo lo sgarbo fatto al potente boss Angelo Marino in seguito al tentato omicidio di Andy, John viene avvicinato da Janice Licalsi, poliziotta figlia di un agente corrotto (al servizio proprio di Marino) per scoprire presto che lo stesso malavitoso ha propiziato l'intimità tra i due, con lo scopo di eliminare facilmente Kelly. Morto Marino per mano della donna innamoratasi di chi doveva inizialmente uccidere e non disposta ad andare contro il suo cuore la reputazione di Kelly, messo a parte del segreto, una volta trapelato il tutto agli Affari Interni, subisce duri colpi, nonostante la totale estraneità ai fatti. Messo alle strette da un cinico capitano del Dipartimento Affari Interni, Kelly è costretto, nonostante l'energico aiuto ricevuto da Sipowicz, a ingloriose dimissioni, dopo aver mentito in tribunale nel tentativo di salvare Janice, incriminata per omicidio. Robert "Bobby" Simone (stagioni 2-6, 12), interpretato da Jimmy Smits, doppiato da Fabrizio Pucci.Chiamato a rilevare John Kelly accanto ad Andy Sipowicz e nel suo cuore (e a sostituire David Caruso in quello dei fans), originario del Belize, volto inerte e occhi languidamente tristi, caso dopo caso, arresto dopo arresto, instaura un rapporto di completa fiducia con il burbero Sipowicz. Ciò è dovuto a un rigore morale sentito e genuino, ben diverso dal rigorismo di prammatica tipico del predecessore. Rappresenta, magari un po' utopicamente, l'ultimo vero esempio d'eroe senza macchia e senza paura, almeno all'inizio. Pieno di conforto e sicurezza verso gli altri ma incapace di trovare pace vera dentro se stesso, dopo un tormentoso flirt con una giornalista, inizia una relazione seria e duratura con la collega Diane Russell, grazie anche al beneplacito del loro superiore, il tenente Arthur Fancy. La stabilità emozionale e sentimentale dovuta all'amore per Diane permette a Bobby di rafforzare le proprie qualità di indefesso e incorruttibile paladino della giustizia, divenendo anche pian piano il fratello mai nato di Sipowicz. Al massimo del loro sviluppo psicologico-narrativo, ciascuno dei due rappresenta il perfetto completamento dell'altro, tanto da oscurare, rendere superfluo qualsiasi altro personaggio e dando l'impressione di una serie in grado di andare avanti anche semplicemente con scene aventi loro come unici protagonisti. Tutto questo per quasi cinque stagioni. Poi anche il personaggio di Simone è costretto dagli autori (e dalla scadenza del contratto dell'attore) a un drastico mutamento. Colpito da una gravissima infezione cardiaca, Bobby è costretto al ricovero in ospedale, dove anni di sicurezze e certezze morali apparentemente inattaccabili, vengono meno. Tutta l'umanità nascosta e repressa in anni, la tragica e istintuale umanità che chiunque possiede, conflagra e si rivela all'improvviso davanti al terrore più grande. Quello che si vede nelle sue ultime storiche apparizioni è un Bobby annichilito dalla malattia e devastato dalla sua stessa paura di morire, un uomo nudo davanti all'inspiegabile, a qualcosa che va ben al di là dei suoi consueti e fino ad allora infallibili parametri razionalistici. Daniel "Danny" Sorenson (stagioni 6-8), interpretato da Rick Schroder, doppiato da Fabio Boccanera.Immigrato come Simone, norvegese e non americano, Sorenson ha ben poco da spartire con chi sostituisce, a cominciare dall'età. Danny è giovane, esuberante, ingenuo e un po' sognatore. Finisce sotto l'ala prottetrice di Sipowicz, di cui diventa un po' il figlioccio. È forse il primo personaggio nel cui sviluppo si avverte una sorta di sensazione di già visto o banale. Il grintoso e scapestrato Danny dei primi episodi lascia presto spazio a un adolescente mal cresciuto, roso vivo dall'amore impossibile quanto utopico per una Diane ancora troppo provata dalla recente perdita del marito per aprire il proprio cuore a un altro uomo. L'impossibilità di avere ciò che più desidera e la frustrazione di dover condividere il posto di lavoro con esso, lentamente conducono Sorenson verso un inarrestabile punto di non ritorno: l'alcolismo e la perdita del controllo. Alla fine dell'ottava stagione Sorenson viene ucciso durante un'operazione sotto copertura.