Il tempio di Eshmun () è un antico luogo di culto dedicato a Eshmun, la divinità fenicia della guarigione. Il tempio è situato vicino al fiume Awali, 2 km a nordest di Sidone, nel Libano sudoccidentale.

Il sito fu occupato dal VII secolo a.C. fino all'VIII secolo d.C., indicando una relazione stretta con la vicina città di Sidone.

Anche se fu costruito in origine dal re di Sidone Eshmunazar II in età achemenide (529–333 a.C.) per celebrare la ricchezza e l'importanza della città nuovamente riguadagnate, il complesso del tempio fu notevolmente ampliato da Bodashtart, Yatan-milk e altri monarchi successivi.

A causa dell'espansione prolungata per molti secoli in cui si alternarono momenti di indipendenza e di egemonia straniera, il santuario è caratterizzato dalla presenza di molteplici stili ed influenze architettoniche e decorative. Il santuario è costituito da una spianata e da un ampio cortile limitato da un enorme muro di terrazzamento in calcare sostenente un podio monumentale, su cui un tempo sorgeva il tempio marmoreo di Eshmun in stile greco-persiano.

Nel santuario si trovano alcuni bacini per abluzioni rituali, alimentati da canali che adducono acqua dal fiume Asclepius (moderno Awali) e dalla fonte sacra "Ydll"I Fenici non scrivevano le vocali; furono i Punici ad aggiungere un sistema di matres lectionis (lettere vocali); per questo motivo l'iscrizione fenicia può essere trascritta in diverse forme (Yidlal, Yadlol etc.). Franz L. Benz, Personal Names in the Phoenician and Punic Inscriptions, Pontificio Istituto Biblico, 1982, p. 199, ISBN 978-8-876-53427-0.; questi erano utilizzati per scopi terapeutici e purificatori che caratterizzavano il culto di Eshmun. Il sito del santuario ha restituito molti reperti di valore, in particolare quelli iscritti con testi fenici, fornendo informazioni preziose sulla storia del sito e dell'antica Sidone.

Il tempio di Eshmun andò in declino e cadde nell'oblio quando il Cristianesimo sostituì il Paganesimo e i suoi grandi blocchi calcarei furono reimpiegati per edificare strutture più tarde.

Il sito del tempio fu scoperto nel 1900 da cacciatori di tesori della zona, che attirarono la curiosità di studiosi internazionali. Maurice Dunand, un archeologo francese, scavò intensamente il sito dal 1963 fino all'inizio della guerra civile nel 1975. Dopo la fine delle ostilità e il ritiro di Israele dal Libano meridionale, il sito è stato riconsiderato e inserito nella lista dei siti candidati a essere Patrimonio dell'umanità.

Eshmun Eshmun era il dio fenicio della guarigione e del rinnovamento della vita. Era una fra le più importanti divinità del pantheon fenicio e la principale divinità maschile di Sidone. Una divinità della natura, in origine, e un dio della vegetazione primaverile, Eshmun fu equiparato alla divinità babilonese Dumuzi.

In seguito, il suo ruolo nel pantheon fenicio fu ampliato, ottenendo attributi celesti e cosmici.

Il mito di Eshmun fu narrato dal filosofo neoplatonico siriano del VI secolo d.C. Damascio e dal patriarca di Costantinopoli del IX secolo d.C. Fozio. Essi riportano che Eshmun, un giovane uomo di Beirut, stava cacciando nei boschi quando Astarte lo vide e rimase colpita dalla sua bellezza. La dea invaghita lo molestò inseguendolo fino a quando Eshmun si evirò con una scure e morì. La dea addolorata fece rivivere Eshmun e lo trasportò nei cieli, dove lo rese un dio uranicoNella Vita di Isidoro di Damascio e nel Bibliotheca Codex 242 di Fozio..

Dal punto di vista storico, la prima citazione scritta di Eshmun risale al 754 a.C., quando fu stipulato il trattato tra il re assiro Assur-nirari V e Mati'el, re di Arpad; Eshmun compare nel testo come patrono del trattato.

Più tardi, Eshmun fu identificato con Asclepio a seguito dell'influenza ellenistica sulla Fenicia; la più antica testimonianza di questa corrispondenza è data da monete del III secolo a.C. provenienti da Amrit e Acri. Esempio di questa influenza è anche l'ellenizzazione dei nomi: il fiume Awali fu soprannominato Asclepius fluvius e i boschetti circostanti al tempio di Eshmun divennero noti come boschetti di Asclepio.

Storia

Contesto storico Nel IX secolo a.C., il re assiro Assurnasirpal II conquistò l'area montuosa libanese e le sue città costiere. I nuovi sovrani imposero il versamento di tributi a Sidone, così come alle altre città fenicie. Questi versamenti fecero sì che Sidone fosse stimolata a cercare nuovi mezzi di approvvigionamento e favorirono l'emigrazione e l'espansione fenicia, che raggiunsero il massimo nell'VIII secolo a.C..

Quando il re assiro Sargon II morì nel 705 a.C., il re di Sidone Luli si alleò con Egiziani e Giudei in una ribellione fallimentare contro il dominio assiro, trovandosi obbligato a rifugiarsi a Kition (moderna Larnaca a Cipro) all'arrivo dell'esercito assiro condotto da Sennacherib, figlio e successore di Sargon II. Sennacherib pose Ittobaal sul trono di Sidone e impose nuovamente il tributo annuale.

Anche Abdi-Milkutti, quando ascese al trono di Sidone nel 680 a.C., si ribellò contro gli Assiri. In risposta alla ribellione, il re assiro Esarhaddon pose sotto assedio la città. Abdi-Milkutti fu catturato e decapitato nel 677 a.C., dopo un assedio durato tre anni, mentre la sua città fu distrutta e rinominata Kar-Ashur-aha-iddina (il porto di Esarhaddon). Sidone fu privata del suo territorio, che fu donato a Baal I, re della rivale Tiro e leale vassallo di Esarhaddon. Baal I ed Esarhaddon sottoscrissero un trattato nel 675 in cui il nome di Eshmun compare come una delle divinità invocate come garanti del pattoNel trattato di Esarhaddon, il nome di Eshmun è trascritto in accadico come "Ia-su-mu-nu"..

Costruzione Sidone riacquistò il precedente livello di prosperità nei 13 anni (586–573 a.C.) in cui Tiro era posta sotto assedio dal re caldeo Nabucodonosor II. Nonostante ciò, il re di Sidone era ancora trattenuto in esilio presso la corte di Babilonia. Sidone reclamava il suo ruolo precedente di città principale della Fenicia nel periodo achemenide (circa 529–333 a.C.). In questo periodo, Serse I donò al re Eshmunazar II la pianura di SharonLa pianura di Sharon è il territorio a sud di Sidone che va dal Monte Carmelo a Giaffa. per aver impiegato la flotta di Sidone nel corso delle sue operazioni durante le guerre greco–persiane. Eshmunazar II mise in mostra la nuova ricchezza costruendo numerosi templi dedicati alle divinità sidonie. Iscrizioni scoperte sul sarcofago del re rivelano che egli e sua madre, Amashtarte, edificarono templi agli dei di Sidone, incluso il tempio di Eshmun presso la fonte "Ydll vicino alla cisterna".

Come attestato da due serie di iscrizioni poste sulle fondazioni del podio monumentale, la costruzione del podio del santuario non fu avviata prima del regno di Bodastarte. Il primo gruppo di iscrizioni reca il nome del solo Bodastarte, il secondo gruppo reca insieme il suo nome e quello del principe ereditario Yatan-milk. Un'iscrizione fenicia ubicata 3 km a monte rispetto al tempio, datata al XIV anno di regno di Bodastarte, fa riferimento a lavori di adduzione di acqua dal fiume Awali alla fonte "Ydll", posta presso il tempio e utilizzata per le abluzioni rituali.

Declino I primi danni al santuario di Eshmun furono prodotti da un terremoto avvenuto nel IV secolo a.C., che demolì il tempio marmoreo posto sul podio; questa struttura non fu riedificata, ma in seguito molte cappelle e molti templi furono edificati alla base del podio.

Il sito del tempio restò attivo come luogo di pellegrinaggio del mondo antico fino all'avvento del Cristianesimo, quando il culto di Eshmun fu bandito e nel sito del tempio, a cavallo della strada romana che portava al podio, fu edificata una chiesa cristiana. Ruderi e pavimenti mosaicati della chiesa bizantina sono ancora visibili.

Un altro terremoto colpì Sidone nel 570 d.C.; Antonino di Piacenza, un pellegrino cristiano italiano, descrisse la città come parzialmente in rovina. Per molti anni, dopo la cessazione del culto di Eshmun, il santuario fu utilizzato come cava di materiale edile; nel XVII secolo, l'emiro Fakhr al-Din II utilizzò i suoi blocchi massicci per costruire un ponte sul fiume Awali. Successivamente il sito fu dimenticato fino alla riscoperta.

Riscoperta moderna

Tra il 1737 e il 1742, Richard Pococke, un antropologo inglese, viaggiò nel Medio Oriente e scrisse a proposito di quelle che egli pensava fossero rovine di mura difensive, edificate con blocchi di pietra misuranti 3,7 m, poste vicino al fiume Awali. Quando l'orientalista francese Ernest Renan visitò l'area nel 1860, notò che le spalle del ponte sull'Awali erano realizzate con blocchi finemente bugnati che provenivano da una struttura precedente. Osservò anche nella sua relazione, Mission de Phénicie, che un cacciatore di tesori locale gli raccontò di un ampio edificio posto in prossimità del ponte.

Nel 1900, un cacciatore di tesori clandestino del luogo, scavando presso il sito del tempio di Eshmun, scoprì casualmente delle iscrizioni incise sulle pareti del tempio. Questa scoperta attirò l'attenzione di Theodore Macridy, curatore del Museo di Costantinopoli, che liberò le rovine del tempio tra il 1901 e il 1903. Anche Wilhelm Von Landau compiì scavi tra il 1903 e il 1904. Nel 1920, Gaston Contenau fu a capo di un gruppo di archeologi che indagarono il complesso del tempio. La prima campagna estensiva di scavi archeologici, che portò alla luce i resti del tempio di Eshmun, fu condotta da Maurice Dunand tra il 1963 e il 1975. Le testimonianze archeologiche dimostrano che il sito fu occupato dal VII secolo a.C. fino all'VIII secolo d.C..

Dopo il 1975 Durante la guerra civile libanese e l'occupazione israeliana del Libano meridionale, il sito del tempio fu trascurato e fu invaso dalla vegetazione spontanea molto rigogliosa; dopo il ritiro degli Israeliani, il sito fu pulito e riportato alla condizione precedente. Oggi, il santuario di Eshmun può essere visitato durante tutto l'anno e gratuitamente. Vi si accede tramite una rampa di uscita dalla principale autostrada del Libano meridionale posta nei pressi dell'accesso settentrionale a Sidone.

Il sito è di notevole importanza archeologica in quanto, nel Libano, è il sito fenicio meglio conservato. Il 1 luglio 1996, il sito è stato inserito nella categoria culturale della lista dei siti candidati a patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

In letteratura, il tempio di Eshmun compare nel racconto del 2009 di Nabil Saleh The Curse of Ezekiel come luogo dove Bomilcare si innamora e salva la principessa Chiboulet dal progetto malvagio di uno dei sacerdoti del tempio.

Ubicazione Numerosi testi antichi menzionano il tempio di Eshmun e la sua ubicazione. Le iscrizioni fenicie sul sarcofago di Eshmunazar II, un re di SidoneIl sarcofago fu scoperto dal console generale di Francia a Beirut Aimé Pérétié nel 1855 nella necropoli di Magharet Adloun; si trova ora esposto al Museo del Louvre., commemorano la costruzione di una "dimora" per il "sacro principe" Eshmun da parte del re e di sua madre, la regina Amashtarte, presso la "fonte Ydll vicino alla cisterna". Dionigi il Periegeta, un antico narratore di viaggi greco, riportò che il tempio di Eshmun era presso il fiume Bostrenos e Antonino di Piacenza, pellegrino italiano del VI secolo d.C., scrisse che il tempio sorgeva presso il fiume Asclepius.

StraboneStrabone, Geographica. e altre fonti sidonie descrivono il santuario e le circostanti "sacre foreste" di Asclepio, la forma ellenizzata di Eshmun.

Ubicato circa 40 km a sud di Beirut e 4 km a nordest di Sidone, il tempio di Eshmun si trova sulla sponda meridionale del moderno fiume Awali, nei testi antichi chiamato Bostrenos o Asclepius fluvius.

Gli agrumeti noti come Bustan el-Sheikh (il boschetto dello sceicco) occupano le antiche "foreste sacre" di Asclepio e sono uno dei luoghi preferiti dalla gente del luogo per i picnic estivi.

Descrizione