Cresciuto nel settore giovanile del , ha legato il suo nome alla , club con il quale ha trascorso gran parte della sua carriera da calciatore e con cui ha ottenuto i maggiori successi, vincendo un campionato italiano (1999-2000), tre Coppe Italia (1999-2000, 2003-2004 e 2008-2009), due Supercoppe italiane (2000 e 2009) e una Supercoppa UEFA (1999). Con 20 goal realizzati, figura al secondo posto nella classifica dei migliori marcatori biancocelesti nelle coppe europee, dietro a Ciro Immobile. Ha inoltre conquistato due campionati di Serie C2, uno con il (1995-1996) e uno con il (1996-1997).

Nella Lazio ha iniziato anche la carriera da allenatore, divenendone il tecnico con più apparizioni. In cinque anni ha conquistato una Coppa Italia (2018-2019) e due Supercoppe italiane (2017 e 2019), diventando l'unico biancoceleste ad aver vinto entrambi i trofei nazionali sia da calciatore che da tecnico. Nel 2021, si è trasferito all'Inter, con cui ha vinto un campionato italiano (2023-2024), due Coppe Italia (2021-2022 e 2022-2023) e tre Supercoppe italiane (2021, 2022 e 2023), oltre ad aver raggiunto due finali di UEFA Champions League (2022-2023 e 2024-2025); con sei trofei conquistati, è il terzo allenatore più vincente della storia dell'Inter, dietro solo a Helenio Herrera e Roberto Mancini, entrambi vincitori di sette trofei. Dal 2025 allena l' con i quali ha vinto una Coppa del Re dei Campioni (2025-2026).

A livello individuale è stato eletto miglior allenatore della Serie A, miglior allenatore AIC e Panchina d'oro per la stagione 2023-2024, oltre ad essersi aggiudicato il Premio Nazionale Enzo Bearzot nel 2024.

Biografia Nato a Piacenza e fratello minore di Filippo (con cui ha condiviso una presenza in nazionale), ha tre figli: Tommaso, avuto dall'attrice e conduttrice televisiva Alessia Marcuzzi, con la quale il rapporto è terminato nel 2004; Lorenzo e Andrea, quest'ultimi avuti dall'unione con Gaia Lucariello, sposata nel 2018.

Caratteristiche tecniche Allenatore È noto per schierare un 3-5-2 con terzini a cui piace farsi avanti e unirsi al gioco offensivo. Nella sua formazione tipo, i due attaccanti centrali sono supportati da un trequartista che siede proprio davanti agli altri due giocatori a centrocampo. È un sistema tatticamente fluido che appare come un 5-3-2 fuori possesso mentre i terzini tornano in difesa. Inoltre è anche noto per la sua versatilità nel modo in cui prepara la sua squadra a difendere. Durante la sua permanenza alla Lazio, ha implementato sia un pressing alto che un centrocampo compatto al fine di riconquistare la palla quando gli avversari ne erano in possesso.

Carriera Giocatore Club Piacenza e vari prestiti

Cresciuto nelle giovanili della squadra della sua città, il , a 18 anni viene mandato in prestito al in Serie C1 dove trova poco spazio (9 presenze senza gol). Nei due anni successivi il Piacenza lo manda ancora a farsi le ossa in giro per l'Italia: nella stagione 1995-1996 è in Serie C2 al , con cui riesce a giocare con continuità segnando anche 4 gol. Nel 1996-1997 figura nella rosa del , sempre in Serie C2, con cui colleziona 23 presenze e 6 gol.

La stagione successiva (1997-1998) viene prestato in Serie C1 al Brescello dove, giocando per la prima volta con continuità, riesce a emergere (21 presenze, 10 gol) guadagnandosi così nell'estate 1998 il ritorno al Piacenza, che gli offre un'opportunità in Serie A facendone il terminale del gioco offensivo. Inzaghi va subito in gol alla prima giornata di campionato contro la Lazio e chiude la stagione con 15 gol realizzati in 30 presenze.

Lazio e ultime esperienze Nell'estate 1999, a 23 anni, passa alla . In maglia biancoceleste contende inizialmente il posto da titolare al bomber cileno Marcelo Salas e conquista subito la Supercoppa UEFA nella finale vinta per 1-0 contro il Manchester United. Il centravanti piacentino si dimostra un'importante aggiunta in campionato e Champions League, dove sfodera prestazioni di alto livello. Oltre alla doppietta contro il , si mette in evidenza per la quaterna all' nella partita del 14 marzo 2000 (vinta 5-1 dalla sua squadra). Il 14 maggio apre invece, su rigore, le marcature nel 3-0 contro la che assegna ai laziali lo Scudetto. Nel corso dell'anno solare vince anche la Coppa Italia e la Supercoppa italiana, entrambe ai danni dell'Inter, arricchendo ulteriormente il suo palmarès.

Scivolato ai margini della squadra nelle stagioni successive, non perde comunque la sua abilità realizzativa. Vinta la Coppa Italia nel 2004, il 25 novembre segna contro il in Coppa UEFA il gol del definitivo 2-2, divenendo il miglior marcatore del club nelle coppe continentali con 20 reti.

Rientrando sempre meno nei piani della società, viene ceduto in prestito alla (nel primo semestre del 2005) e all' (per la stagione 2007-08). Tornato a Roma, il 4 ottobre 2008 ritrova (contro il ) il gol che in Serie A gli mancava dal 18 settembre 2004 e che regala il pareggio per 1-1 ai capitolini: questa sarà anche la sua ultima marcatura in campionato.

Lascia il calcio giocato al termine della stagione 2009-10, a 34 anni, dopo aver vinto nuovamente la Coppa Italia e la Supercoppa italiana nella stagione 2008-9. L'ultima presenza in maglia biancoceleste è in trasferta contro l'Atalanta, nella sconfitta del 17 gennaio 2010 (3-0).

Nazionale Inzaghi giocò tre volte per la nazionale italiana. La sua prima apparizione arrivò sotto la guida di Dino Zoff il 29 marzo 2000, nella sconfitta esterna per 0-2 contro la a Barcellona. Entrò in campo al 60' per sostituire Stefano Fiore, formando la coppia d'attacco con il fratello maggiore Filippo; fece poi altre due presenze in nazionale con Giovanni Trapattoni, nella vittoria per 1-0 sull' a Torino il 15 novembre dello stesso anno e in un'altra vittoria per 1-0 contro la ad Ancona, il 16 novembre 2003.

Allenatore Lazio Giovanili Il 22 maggio 2010 annuncia la risoluzione, con un anno di anticipo, del suo contratto con la Lazio, rimanendo comunque nell'ambiente biancoceleste, stavolta in veste di allenatore degli Allievi Regionali, con i quali vincerà a fine stagione la Coppa regionale. Per la stagione successiva viene promosso sulla panchina degli Allievi Nazionali biancocelesti.

Promosso alla guida della Primavera nel gennaio 2014, subentrando ad Alberto Bollini, vince la Coppa Italia di categoria contro la . I romani non vincevano il trofeo da 35 anni. Nello stesso anno si aggiudica la Supercoppa contro il . La stagione 2014-15 lo vede bissare il successo in coppa (trionfando nel derby capitolino) e perdere il Campionato ai tiri di rigore nella finale contro il , avversario che batte la Lazio anche nella Supercoppa (questa volta ai supplementari).

Prima squadra 2016-2018

Il 3 aprile 2016, in seguito all'esonero di Stefano Pioli, il presidente laziale Claudio Lotito opta per la nomina del tecnico piacentino quale allenatore della prima squadra; esordisce ufficialmente una settimana dopo, nella vittoria esterna per 3-0 contro il . Nelle successive sei gare a disposizione colleziona nove punti (tre vittorie e altrettante sconfitte), i quali conducono la squadra all'ottavo posto, a sette punti dalla sesta posizione, valida per la qualificazione alla successiva UEFA Europa League.

Il 1º marzo 2017, durante la stagione successiva, guida la squadra biancoceleste a vincere il Derby contro la , dopo quasi quattro anni dall'ultimo, in occasione della semifinale d'andata di Coppa Italia dove si impone per 2-0. Il 30 aprile successivo la Lazio torna a trionfare nella stracittadina anche in campionato poiché i biancocelesti si impongono, per 1-3, sui giallorossi tornando a vincere tale gara in Serie A dopo quattro anni e cinque mesi. Il 17 maggio 2017 perde la finale di Coppa Italia contro la per 2-0. A fine stagione, oltre ad aver disputato la finale di Coppa Italia, insieme ai suoi conquista il quinto posto valido per partecipare alla prossima Europa League.

La terza stagione sulla panchina biancoceleste si apre con la vittoria del suo primo titolo da allenatore: la Lazio, nella partita valida per l'assegnazione della Supercoppa italiana, supera i campioni d'Italia della Juventus con il risultato di 3-2. Tale risultato lo porta a essere l'unico, nella storia del club romano, ad avere vinto il trofeo sia sul campo sia in panchina. Il 14 settembre 2017 fa il suo esordio anche in Europa League, battendo gli olandesi del per 2-3. Il 18 aprile 2018, in occasione della trasferta vinta, per 3-4, contro la , siede per la centesima volta sulla panchina della Lazio. Conclude la stagione al quinto posto, mancando in extremis la qualificazione alla Champions League: all'ultima giornata di campionato, con Lazio e Inter rispettivamente in quarta e quinta posizione con tre punti di differenza, i biancocelesti ospitano in casa proprio i nerazzurri, che si impongono per 2-3 e, in virtù degli scontri diretti, scavalcano il club romano, che deve accontentarsi dell'accesso all'Europa League.

2018-2021

Nella stagione 2018-2019, nonostante un rendimento non eccelso della squadra in campionato e nonostante la delusione in Europa League (la Lazio esce infatti ai sedicesimi di finale contro il ), Inzaghi riesce a guidare il team capitolino fino alla finale di Coppa Italia, trionfando quindi per 2-0 sull' e conquistando di fatto il suo secondo trofeo nell'esperienza sulla panchina biancoceleste.

Nell'annata 2019-2020 la Lazio esce ai gironi di Europa League ma il 22 dicembre vince di nuovo la Supercoppa italiana contro la Juventus per 3-1, la seconda per Inzaghi da allenatore. L'11 gennaio 2020, battendo per 1-0 il raggiunge la decima vittoria consecutiva in Serie A, cosa mai avvenuta prima nei 120 anni di storia della società capitolina; sette giorni dopo batte il record vincendo 5-1 contro la . La gara successiva la striscia si interrompe a causa di un pareggio per 1-1 nel derby. Il 24 giugno 2020, a causa della sconfitta sul campo dell'Atalanta per 3-2, termina l'imbattibilità in campionato dopo 21 giornate, realizzando la striscia più lunga di imbattibilità della storia del club; il precedente record era di 17 turni senza sconfitte e apparteneva a Sven-Göran Eriksson, nella stagione 1998-1999. Il 29 luglio 2020, sedendo in panchina contro il , raggiunge Dino Zoff come allenatore più presente nella storia del club biancoceleste con 202 partite ufficiali, superandolo definitivamente il successivo 1º agosto in occasione dell'ultima gara stagionale contro il Napoli. A fine campionato la squadra si piazza al quarto posto, tornando in Champions League dopo 13 anni di assenza.

La stagione 2020-2021, oltre a segnare il ritorno dei capitolini in Champions League, è anche quella dell'esordio per Inzaghi come allenatore nella massima competizione europea per club: il 20 ottobre 2020 infatti la Lazio gioca e vince per 3 reti a 1 contro i tedeschi del nella prima partita del girone. I biancocelesti terminano il girone al secondo posto da imbattuti, alle spalle proprio dei tedeschi, qualificandosi così agli ottavi di finale, obiettivo che mancava da 20 anni. La prima partita in casa dell'anno nuovo termina, contro la , 2-1. Il 15 gennaio 2021 si gioca il derby Lazio-, dove i biancocelesti riescono a vincere con un netto 3-0, concedendo l'unico tiro in porta alla formazione avversaria all' 85'. Il 21 gennaio successivo riescono ad accedere ai quarti di finale di Coppa Italia, battendo 2-1 il , ma verranno eliminati di seguito dall' con il risultato di 3-2. Tra la 16ª giornata e la 21ª giornata, le Aquile riescono a collezionare 6 vittorie di fila, contro Fiorentina, Parma, Roma, , Atalanta e , terminando poi il campionato al sesto posto a 10 punti dalla zona Champions. A fine stagione, dopo cinque anni sulla panchina della Lazio, sceglie di non rinnovare il contratto in scadenza con il club biancoceleste.

Inter 2021-2023