La campagna delle Fiandre (o campagna dei Paesi Bassi) fu una guerra condotta dal 1793 al 1795 durante i primi anni delle guerre rivoluzionarie francesi. Una coalizione di stati si mobilitò verso le frontiere francesi con l'intenzione di invadere la Francia rivoluzionaria e porre fine alla prima repubblica. Il grosso delle forze era assemblato ai confini franco-belgi. In questo teatro un'armata combinata di forze anglo-hannoveriane, olandesi, hessiane ed imperiali si scontrarono lungo a sud del fiume Sambre con l'armata repubblicana del nord e più a sud con piccole forze dell'armata delle Ardenne e della Mosella.

All'inizio le forze alleate sembrarono riscuotere alcune piccole vittorie, ma non furono in grado di avanzare oltre i confini francesi consentendo ai francesi di mantenere la controffensiva. Gli alleati quindi stabilirono un nuovo fronte nel sud dei Paesi Bassi ed in Germania ma non riuscirono a sopperire alle esigenze di rifornimenti e vennero costretti a ritirarsi nell'arduo inverno del 1794/5, verso il basso Reno. I francesi, vittoriosi, giunsero facilmente ad Amsterdam e sostituirono la Repubblica delle Sette Province Unite con uno stato satellite, la Repubblica Batava.

Sfondo storico L'Austria e la Prussia si trovavano in guerra con la Francia sin dal 1792, anche se Gran Bretagna e Repubblica delle Sette Province Unite inizialmente avevano mantenuto una politica neutrale nei confronti della Rivoluzione francese. Solo dopo l'esecuzione di re Luigi XVI il 21 gennaio 1793 e la dichiarazione di guerra del governo rivoluzionario alla fine si mobilitarono. Il primo ministro britannico William Pitt il Giovane preparò le finanze per la creazione della Prima coalizione, composta da Gran Bretagna, Repubblica delle Sette Province Unite, Prussia, Sacro Romano Impero e stati membri, Regno di Sardegna e Spagna. Tutte le armate alleate si ammassarono lungo i confini francesi, di cui la maggior parte era concentrata nelle Fiandre, nella regione franco-belga.

A nord, gli alleati erano intenzionati a cacciare immediatamente i francesi dalla Repubblica delle Sette Province Unite (i moderni Paesi Bassi) e dai Paesi Bassi meridionali (il moderno Belgio) e quindi a marciare verso Parigi per porre fine all'esperimento di governo repubblicano francese. Austria e Prussia supportarono subito questa idea ma erano a corto di denaro. La Gran Bretagna si accordò dunque per investire di sterline per finanziare l'esercito austriaco oltre a un piccolo corpo proveniente dall'Elettorato di Hannover, oltre ad inviare alcune truppe inglesi al comando del figlio minore del re, il principe Federico Augusto di Hannover. Col duca di York sbarcarono inizialmente uomini nel febbraio del 1793.

Il comandante supremo delle forze alleate era il generale austriaco principe Federico Giosia di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, con uno staff di consiglieri direttamente rispondenti all'imperatore Francesco II ed al ministro degli esteri austriaco Johann von Thugut. Il duca di York venne obbligato a seguire gli obbiettivi preposti dal ministro degli esteri Henry Dundas, I visconte Melville.

Le difese della Repubblica delle Sette Province Unite si trovavano in pessime condizioni ed il suo esercito non aveva conosciuto guerra da 45 anni. Nel periodo 1785-1787 gli oppositori dello Statolder Guglielmo V di Orange-Nassau, i Patrioti, avevano lanciato una rivolta patriottica che poté essere repressa con difficoltà e grazie all'intervento prussiano ed inglese nel 1787, motivo per cui i cospiratori erano stati costretti a fuggire ed avevano riparato in Francia da dove ancora covavano vendetta. L'obbiettivo di Guglielmo d'Orange era quello di preservare la sua casata e il regime autoritario degli statolders.

Opposti agli alleati stavano le armate della Repubblica Francese, estremamente disorganizzate: soldati ormai anziani dell'Ancien Régime combattevano fianco a fianco coi nuovi volontari, accecati dal fervore di una guerra missionaria grazie ai loro Représentant en mission. Molti vecchi ufficiali erano emigrati all'estero con la rivoluzione, lasciando in particolare la cavalleria in un forte status di caos. Solo l'artiglieria, meno segnata da questo fenomeno, era sopravvissuta intatta. Il problema si acuì inoltre con l'introduzione della coscrizione di massa (la Levée en Masse) nel 1793. I comandanti francesi dovettero bilanciarsi tra la sicurezza della frontiera, clamorose vittorie e le disperate condizioni dell'esercito, oltre ad essere loro stessi continuamente oggetto di indagini per saggiare la loro fedeltà alla Repubblica. Il prezzo del fallimento o la slealtà era la ghigliottina.

La campagna del 1793 Dalla fine del 1792, dopo l'improvvisa vittoria sugli imperiali comandati dal duca di Sassonia-Teschen e dal generale de Clerfayt alla Battaglia di Jemappes, il comandante francese Charles François Dumouriez marciò senza opposizioni attraverso i Paesi Bassi meridionali, area grossomodo corrispondente all'attuale Belgio. Quando gli austriaci si ritirarono, Dumouriez vide l'opportunità per i Patrioti in esilio di rovesciare la debole Repubblica delle Sette Province Unite e per questo si mosse verso nord. Una seconda divisione francese al comando di Francisco de Miranda fece delle manovre contro austriaci e hannoveriani nella parte orientale del Belgio.

L'invasione della Repubblica delle Sette Province Unite da parte del generale Dumouriez Il 16 febbraio l'Armée du Nord repubblicana del generale Dumouriez avanzò da Anversa ed invase il Brabante. Le forze olandesi tornarono verso la linea della Mosa abbandonando la fortezza di Breda senza combattere, e lo Statolder chiese all'Inghilterra aiuto. Nel giro di nove giorni lungo La Manica si assemblò una prima guardia inglese che poco dopo sbarcò a Hellevoetsluis al comando del generale Gerard Lake, I visconte Lake e del duca di York. Nel frattempo, mentre Dumouriez si mosse verso nord nel Brabante, un'armata separata al comando del generale Francisco de Miranda pose l'assedio a Maastricht il 23 febbraio. Ad ogni modo gli austriaci ottennero uomini di rinforzo, comandati ora dal duca di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, che attraversarono il fiume Ruhr il 1 marzo e sconfissero i francesi nella Battaglia di Aldenhoven. Il giorno successivo gli austriaci presero Aquisgrana per poi raggiungere Maastricht attraversando la Mosa e forzando Miranda a cessare l'assedio.

Nella parte settentrionale del teatro di guerra, il duca di Coburgo riuscì a tenere testa a Dumouriez con una serie di vittorie di cui la più nota fu la Battaglia di Neerwinden del 18 marzo ed a Lovanio il 21 marzo successivo, dove le armate francesi vennero pesantemente sconfitte. Dumouriez sconfitto dagli alleati, venne rimpiazzato il 6 aprile a capo dell'Armée du Nord dal generale Augustin-Marie Picot. La Francia ricevette attacchi su diversi fronti. Ad ogni modo al posto di sfruttare il loro vantaggio, gli alleati rallentarono. Il grande esercito della Coalizione era presso il Reno al comando del duca Brunswick ed era riluttante ad avanzare nella speranza che la politica potesse risistemare le cose senza far intervenire ulteriormente l'esercito. L'esercito della Coalizione nelle Fiandre ebbe l'opportunità di sfruttare la demoralizzazione dell'esercito di Dampierre, ma lo staff aveva sottovalutato la debolezza dei francesi ed ancora attendeva rinforzi da Gran Bretagna, Hannover e Prussia, concentrandosi invece ad assediare le fortezze lungo i confini francesi. Il loro primo obbiettivo fu Condé-sur-l'Escaut, alla confluenza dei fiumi Haine e Schelda.

L'offensiva di primavera della Coalizione All'inizio di aprile, le forze alleate si incontrarono in una conferenza ad Anversa per accordarsi sulla strategia da adottare contro la Francia. Il duca di Coburgo era anche lui riluttante a proseguire la guerra nella speranza che la politica potesse sistemare la faccenda, proponendo di usare la diplomazia con Dumouriez, giungendo a far pubblicare un proclama nel quale si definiva "alleato di tutti gli amici dell'ordine, abiurante tutti i progetti di conquista fatti in nome dell'Imperatore", che immediatamente gli valse una lavata di capo dai suoi capi della politica. Gli inglesi inoltre richiedevano Dunkerque come indennità di guerra, e proposero che avrebbero continuato a sostenere le armate alleate se la politica degli altri stati avrebbe sostenuto la loro idea su Dunkirk. Il duca di Coburgo propose alternativamente di attaccare Condé e Valenciennes a turno e quindi di muoversi verso Dunkirk.

Sul fronte del Reno i prussiani assediarono Magonza dal 14 aprile al 23 luglio 1793, e simultaneamente montarono un'offensiva nell'area della Renania contro frange disorganizzate dell'esercito francese. Nel frattempo nelle Fiandre il duca di Coburgo aveva iniziato ad investire le fortificazioni francesi a Condé-sur-l'Escaut, rinforzato da corpi anglo-hannoveriani al comando del duca di York e da un contingente prussiano al comando del generale Alexander von Knobelsdorff. Il 19 aprile, incalzato dal suo rappresentante governativo, Dampierre attaccò gli alleati presso St. Amand, ma venne battuto. L'8 maggio i francesi tentarono di riprendere Condé, ma, dopo un fiero combattimento a Raismes nel quale Dampierre venne mortalmente ferito, il tentativo fallì.

L'arrivo del duca di York e del generale von Knobelsdorff con le armate al comando del duca di Coburgo fecero giungere gli uomini impegnati nell'area con gli alleati a , fatto che permise poi al duca di spostarsi verso Valenciennes. Il 23 maggio le forze anglo-hannoveriane del duca di York fecero il loro battesimo del fuoco nella battaglia di Famars nella regione di Pas-de-Calais, ed i francesi, comandati ora da François Joseph Drouot de Lamarche, vennero respinti e prepararono l'assedio di Valenciennes. Il comando dell'Armée du Nord venne dato a Adam Philippe de Custine, che con successo aveva combattuto sul Reno nel 1792; ad ogni modo, de Custine aveva bisogno di riorganizzare il suo esercito ormai demoralizzato e tornò al proprio quartier generale presso Bohain. Gli alleati, convinti che Custine non aveva attaccato proprio perché non in grado di fronteggiare i suoi oppositori, si concentrarono negli assedi di Condé e Valenciennes. Nel luglio di quell'anno entrambe le fortezze caddero (Condé il 10 luglio e Valenciennes il 28 luglio). De Custine venne prontamente richiamato a Parigi e, dopo un processo sommario, ghigliottinato.

La campagna autunnale

Il 7/8 agosto i francesi, ora sotto il comando di Charles Édouard Jennings de Kilmaine vennero travolti nella Battaglia di Caesar's Camp, a nord di Cambrai. La settimana successiva a Tourcoing le truppe olandesi al comando di Guglielmo d'Orange tentarono di ripetere il successo e si impegnarono contro il generale francese Jean-Baptiste Jourdan nella Battaglia di Lincelles con il supporto di una brigata inglese.

La Francia era ora alla mercé della Coalizione. La caduta di Condé e Valenciennes aveva aperto una frattura sulle difese della frontiera. Le armate repubblicane erano in disordine. Ad ogni modo, al posto di concentrarsi su questo fatto, gli alleati dispersero le loro forze. A sud, il contingente del generale von Knobelsdorf si staccò per aderire all'esercito prussiano sul fronte renano, mentre a nord il duca di York sotto gli ordini del segretario di Stato Dundas mosse l'assedio al porto francese di Dunkerque, che il governo inglese pianificava di usare come base militare per futuri negoziati di pace. Questo portò ad un aperto conflitto col duca di Coburgo, che aveva necessità che le forze occupanti proteggessero unitariamente i suoi fianchi e lo accompagnassero a Cambrai. Perso il supporto del duca di York, gli austriaci scelsero dunque di assediare Le Quesnoy, che venne investita dalle forze di Clerfayt il 19 agosto.