Le comunità di pratica e di apprendimento sono gruppi sociali aventi l'obiettivo di produrre conoscenza organizzata e di qualità, alla quale ogni membro ha libero accesso. In queste comunità, gli individui mirano a un apprendimento continuo attraverso la consapevolezza delle proprie conoscenze e di quelle degli altri.

Di solito, all'interno della comunità, non esiste una gerarchia esplicita, i ruoli vengono assunti in base alle competenze ed ai bisogni degli individui.

Concetti di base L'espressione "comunità di pratica" (Community of practice) compare agli inizi degli anni Novanta del Novecento, a opera di Étienne Wenger, ma la sua origine è molto più lontana nel tempo, basti pensare alle botteghe artigiane.

Il fine della comunità è il miglioramento collettivo. Chi aderisca a questo tipo di organizzazione mira a un modello di intelligenza condivisa, non esistono spazi privati o individuali, in quanto tutti condividono tutto. Chi ha conoscenza e la tiene per sé è come se non l'avesse. Le comunità di pratica tendono all'eccellenza, a scambiarsi reciprocamente ciò che di meglio produce ognuno dei collaboratori. Questo metodo costruttivista punta a costruire una conoscenza collettiva condivisa, un modo di vivere, lavorare e studiare, una concezione che si differenzia notevolmente dalle società di tipo individualistico, dove prevale la competizione. Le comunità di pratica sono "luoghi" in cui si sviluppa apprendimento, e ciò che cambia rispetto al passato è il modo e i mezzi per svilupparlo. La conoscenza diviene un mezzo per costruire collettivamente, seguendo il metodo del costruttivismo sociale. Da tale prospettiva scaturisce un apprendimento inteso come: Creazione di significato: in una prospettiva di apprendimento permanente è significativa la nostra esperienza. L'esperienza diviene significativa quando si riflette su di essa, altrimenti è come una goccia d'acqua che scivola su un vetro, non lascia traccia alcuna. Tra i principali teorici dell'apprendimento permanente troviamo Kolb e Quaglino. Sviluppo d'identità: apprendere è un processo che ci permette di interagire, partecipare, contribuire a definire un nostro spazio/ruolo in una comunità. Appartenenza a una comunità: l'individuo per cambiare, riconoscersi o allontanarsi deve conoscere la propria comunità, identificarsi o meno in essa, apportando il proprio contributo. Risultato di una pratica in una comunità: unione tra know-how e competenza.

Le teorie di McLuhan Fra i più importanti teorici delle comunità di pratica spicca, Marshall McLuhan. Nel suo testo,"Gli strumenti del comunicare", afferma: "nel regime della tecnologia elettrica il compito dell'uomo diventa quello di imparare e conoscere; tutte le forme di ricchezza derivano dallo spostamento d'informazione".

Secondo il mito greco dell'alfabeto, prima dell'arrivo di re Cadmo,Che introdusse in Grecia le lettere fonetiche. la conoscenza e il potere erano monopolio sacerdotale, in quanto la scrittura prealfabetica, con i suoi innumerevoli segni, era difficile da apprendere.

Ripercorrendo a grandi passi le più importanti innovazioni nella diffusione del sapere, quali l'alfabeto (IX secolo a.C.), la stampa (XV secolo d.C.) e internet (XX secolo)McLuhan non aveva previsto internet. si può affermare che oggi una buona parte della conoscenza è potenzialmente patrimonio di tutti e si costruisce con la collaborazione di ogni membro della società.

Secondo McLuhan già le lettere fonetiche ed i numeri, furono mezzi sufficienti per la frammentazione e la de-tribalizzazione dell'uomo. Con l'avvento della stampa, poi, avvenne un processo di separazione, o esplosione, delle funzioni mai avutosi in precedenza, che si sviluppò rapidamente a tutti i livelli e in tutti i settori. L'essenza formale della pressa tipografica, infatti, consiste “nella capacità di trasferire la conoscenza nella produzione meccanica con la frantumazione di qualsiasi processo in aspetti frammentari da calcolare in una sequenza lineare di parti mobili”.Nella società occidentale allora sorsero il nazionalismo, l'industrialismo, la produzione di massa, l'alfabetismo, l'istruzione universale e lo spirito individualistico. Conseguenze naturali del processo di separazione delle funzioni furono, inoltre, la separazione del pensiero dall'emozione e l'agire senza reagire.

Se la stampa nel XV secolo sfidò gli schemi collettivi dell'organizzazione medievale, oggi c'è una nuova sfida in atto: quella tra lera elettrica con il nostro individualismo frammentato. Ed è proprio in questa era elettrica che trovano la loro giusta ed ovvia collocazione le comunità di pratica e di apprendimento, una cura, un vaccino contro l'egoismo e il profitto a tutti i costi. Nell'epoca odierna, infatti, tutti sono sempre e reciprocamente coinvolti, e i principi che ci sono stati imposti dalla stampa, ovvero il distacco e il non coinvolgimento, ormai sono diventati ostacoli da superare.

Viviamo in una società che oscilla tra individualismo e divisione dei ruoli, tra collaborazione e globalizzazione, tipici dell'era elettrica. Quelli che una volta erano fattori di velocizzazione, la specializzazione, la divisione del lavoro, la catena di montaggio, oggi sono stati messi in secondo piano dalla tecnologia elettrica; l'informazione si sposta alla stessa velocità dei segnali del nostro sistema nervoso. Con i jet e l'elettricità è possibile arrivare in poche ore ogni parte del globo.

La velocità elettrica riversa istantaneamente e continuamente sulle persone le preoccupazioni di altre personeEs. le immagini catastrofiche che i tg ci mostrano in diretta ogni giorno da ogni parte del mondo. La persona sta diventando nuovamente una figura tribale, la famiglia umana diventa di nuovo un'unica tribù, e, come sta accadendo nelle comunità di Pratica e di Apprendimento, si comprende sempre più, l'importanza del collaborare con i propri simili.

Applicazioni del concetto Oggi sono molte le iniziative che vedono nel lavoro di gruppoDove con gruppo può anche intendersi l'intera umanità. l'essenza stessa della conoscenza.

Tra le più importanti ricordiamo i wiki, ovvero dei siti webO collezioni di documenti ipertestuali. che permettono ad ogni utilizzatore di aggiungere contenuti, come nei forum, ma anche di modificare i contenuti esistenti inseriti da altri utilizzatori. Il Portland Pattern Repository è stato il primo wiki in assoluto creato da Ward Cunningham nel 1995.Un wiki permette di scrivere collettivamente dei documenti, cosa impensabile fino a qualche anno fa (a causa dei diritti di copyright) ed è l'esempio tipico di come il mondo elettrico sia oggi caratterizzato da una interdipendenza umana a carattere mondiale, che sta spazzando via tutte quelle idee, di separazione e divisione dei ruoli secondo gerarchie, tipiche dell'uomo di stampo tipografico. I wiki sono un mezzo completamente ipertestuale, con una struttura di navigazione non lineare. Tipicamente ogni pagina contiene un gran numero di link ad altre pagine. Oggi quello più famoso è un'enciclopedia mondiale che si chiama appunto “Wikipedia”. Il web semantico e la comunità di pratica Altra grande iniziativa da ricordare è il web semantico, che, nonostante tutti i suoi limiti, ha come obiettivo quello di organizzare il sapere e l'informazione depositati in rete secondo un'architettura dinamica e cooperativa, che rifletta una sorta di semantica collettiva.Si veda tra l'altro la nozione di intelligenza artificiale. Con questo termine si intende infatti la trasformazione del World Wide Web in un ambiente virtuale dove sia possibile pubblicare non più solo documentiPagine HTML, file di testo, immagini, file multimediali…. ma anche informazioni e dati, in un formato adatto all'interrogazione, all'interpretazione e, più in generale, all'elaborazione automatica.

Entrambe le iniziative sono però in una fase di sperimentazione dinamica, stanno cercando di mettere un po' di ordine nel caos del web attuale per facilitare, con l'aiuto di tutti, la diffusione del sapere, indispensabile, anche ambiguamente, in un'epoca sempre più concentrata sulla messa in valore della conoscenza individuale e collettiva.

Comunità di pratica fenomeno sociale Le comunità di pratica condividono interessi e problematiche, per collaborare, promuovere, discutere e confrontarsi su questioni correlate ai diversi interessi dei componenti. Si tratta di gruppi sociali, cioè insiemi di persone che interagiscono in modo ordinato, sulla base di aspettative condivise, con status e ruoli interrelati, che si organizzano sia per il miglioramento collettivo che per apprendere, partendo dalle singole conoscenze degli individui che li compongono.

Ogni individuo contribuisce con le proprie competenze e la comunità di pratica tende a scambiarsi reciprocamente il meglio di ciò che viene prodotto dai collaboratori. Inoltre gli appartenenti condividono spesso una reciproca attrazione l'uno verso l'altro, ed ogni membro tende ad identificarsi con il gruppo di appartenenza.

Étienne Wenger e le comunità di pratica Tale sintesi è riferita al pensiero di Étienne Wenger,Healthcare Forum Journal (1996), 39 (4). uno dei massimi esponenti delle teorie dell'apprendimento applicate nel settore delle comunità di pratica. La sua sintesi è uno strumento di partenza per una efficace riprogettazione delle organizzazioni orientate alla conoscenza.

Secondo Wenger la comunità di pratica è un sistema auto-organizzato che si sviluppa in tre dimensioni: Campi tematici: accomunano i membri ai quali partecipano e possono evolversi; Comunità: elemento che stimola alla condivisione di idee ed alle interazioni; Pratica: conoscenza specifica che viene condivisa e mantenuta. Una comunità di pratica è composta da un gruppo di persone che condividono un interesse e un codice comuni. All'interno di questo gruppo è costante il concetto di il mutuo aiuto. Molte di queste caratteristiche fanno capire come tali comunità non possano essere imposte, in quanto le anima e le sostiene una motivazione intrinseca presente in ogni suo componente. Si fondano su conoscenze, abilità tecniche ma principalmente sul know how. Wenger identifica la Comunità di Pratica come una combinazione di elementi che devono interagire tra loro e non possono mancare: Il Cooperative Learning; Diversità e parzialità; Mutue relazioni. Nella comunità di pratica si innesca una continua negoziazione di pratiche e di significati, poiché il percorso formazione/apprendimento diventa luogo di scambio e richiede maggiori azioni di vero e proprio negozio.Di Nubila, 2005. Secondo Wenger per poter svolgere un compito in una comunità di pratica devono intervenire le seguenti fasi: Reificazione: realizzazione del compito in modo collaborativo; Partecipazione: attiva e collaborativa nonché paritaria e personalizzata; Negoziazione di significati: riflessione del gruppo su quanto svolto. In queste comunità ogni membro mette a disposizione due tipi di conoscenza: esplicita e tacita. La conoscenza tacita o conoscenza implicita è "…ciò che si conosce, ma non si esprime perché non si può o sarebbe inutile farlo: possiamo conoscere più di quanto possiamo esprimere…”.Polanyi, 1966. È del 1963 l'idea, secondo il Becker, che solo l'apprendimento emergente dalla conoscenza pratica e da situazioni reali può essere efficace, e, insieme a conoscenze, abilità e capacità, si può trasformare in apprendimento dell'esperto.Know how, l'individuo e un sistema di ruoli sociali.

Knowledge management, o gestione della conoscenza Altri che si occuparono di conoscenza tacita furono Nonaka e Takeuchi, nel 1995, che suddivisero il processo della conoscenza in quattro fasi: Socializzazione: condivisione della conoscenza tacita tra persone che hanno esperienze comuni nello stesso contesto. Esteriorizzazione: espressione della conoscenza tacita attraverso forme esplicite, è il momento in cui la conoscenza tacita viene messa a disposizione degli altri.