Suo padre morì quando Carlo aveva appena cinque anni e pertanto egli venne educato dai suoi tutori sino alla sua incoronazione all'età di diciassette anni. Poco dopo, egli venne forzato ad una spedizione militare per assicurare i domini recentemente acquisiti in Danimarca nella Guerra di Scania. Dopo aver respinto l'offensiva danese, egli tornò a Stoccolma e si dedicò a risanare la situazione politica, economica e finanziaria dello stato, assicurando pace alla Svezia per i successivi vent'anni del suo regno. I cambiamenti nell'ambito della finanza, del commercio, della marina nazionale e degli armamenti di terra, nella procedura giudiziaria, nel governo della chiesa e dell'educazione furono i punti cardine della sua politica.

Il fatto che Carlo fosse stato incoronato come Carlo XI non significa che egli fosse di fatto l'undicesimo re svedese a chiamarsi Carlo. La tradizione era infatti stata travisata da una storiografia faziosa nel cinquecento per legittimare la successione al trono dei Vasa e per dimostrare l'antichità dell'istituzione monarchica svedese. Formalmente egli sarebbe stato re col nome di Carlo V.

Biografia Durante la reggenza

Carlo nacque nel Palazzo Reale "Tre Kronor" di Stoccolma nel novembre del 1655 e nel luglio dell'anno successivo già suo padre dovette abbandonarlo, impegnato nella guerra contro la Polonia. Dopo diversi anni di combattimenti all'estero, il re fece ritorno in patria nell'inverno del 1659 per incontrare poi la famiglia e gli Stati Generali a Göteborg. Ammalatosi di polmonite a metà gennaio del 1660, Carlo X scrisse il suo testamento secondo il quale, sentendosi prossima la morte, lasciò il compito di istruire il giovane figlio di appena quattro anni ai reggenti che egli aveva personalmente nominato. Questi però tradirono il compito affidato loro dal re, di modo che quando Carlo XI, a 17 anni, conseguì la maggiore età, era totalmente ignorante della gestione dello stato e quasi analfabeta, svantaggiato in questo dalla madre Edvige Eleonora che non lo coinvolse attivamente nella politica del suo tempo, preferendo invece usarlo per governare personalmente. Invece che allo studio, del resto, il giovane Carlo preferiva dedicarsi agli sport e agli esercizi fisici: tra i suoi passatempi preferiti c'era la lotta con l'orso, nella quale diede prova di avere spirito coraggioso.

Il problema della scarsa educazione del piccolo sovrano, destò dubbi in molti su come avrebbe un giorno condotto lo stato e soprattutto la politica estera, conoscendo appena un poco di lingua tedesca. Lo scrittore italiano Lorenzo Magalotti visitò Stoccolma nel 1674 e descrisse Carlo XI come "virtualmente spaventato da tutto ciò che lo circonda, poco loquace con gli stranieri, senza che osi guardare in faccia alcuno mentre parla".

Un altro tratto tipico della sua personalità sin da giovane e che poi lo accompagnerà anche nell'età adulta sarà il suo profondo spirito religioso: timorato di dio, solitamente pregava in ginocchio e recitava i salmi. Magalotti descrisse anche il re come incline alla caccia, alla guerra ed agli scherzi.Rystad (2003), p. 37.Åberg (1958), pp. 63–65.

La guerra di Scania

La situazione dell'Europa era piuttosto pericolosa al tempo della presa di potere di Carlo XI e la Svezia nello specifico doveva affrontare numerosi problemi finanziari. I tutori di Carlo XI decisero pertanto di negoziare un'alleanza con la Francia nel 1671. Questo avrebbe assicurato alla Svezia di non trovarsi isolata in caso di guerra, ed avrebbe nel contempo consentito di ottenere dei sussidi dal governo francese.Åberg (1959), pp. 50–53. La Francia era del resto interessata a quest'alleanza per dirigere le proprie aggressioni ai Paesi Bassi dal 1672, e dalla primavera del 1674 la Svezia venne forzata a prendere parte alla direzione delle forze militari verso Brandeburgo, sotto la guida di Carl Gustaf Wrangel.Åberg, p. 66.

La Danimarca era alleata degli Asburgo del Sacro Romano Impero, ed era evidente che la Svezia avrebbe fatto di tutto per convergere ad una nuova guerra contro la Danimarca stessa. Un tentativo di mediazione venne portato avanti dal cancelliere Nils Brahe che si portò a Copenaghen nella primavera del 1675 per tentare di far sposare la principessa danese Ulrica Eleonora col re di Svezia. L'operazione ebbe successo e a metà del giugno del 1675 il fidanzamento venne ufficializzato. Ad ogni modo, quando giunse la notizia della sconfitta svedese nella battaglia di Fehrbellin, il re danese Cristiano V dichiarò guerra alla Svezia nel settembre di quell'anno.Åberg (1958), pp. 71–72.

Fu il disastro generale prodotto dalle politiche speculative dei suoi ex reggenti che gli richiesero per la prima volta di usare le sue eccelse qualità e lo forgiarono nella sua prematura mascolinità. Con energia infaticabile egli cercò subito di combattere le difficoltà della situazione, intraprendendo una lotta quasi disperata contro pigrizia, corruzione e incompetenza. Nell'anarchia generale, il giovane re appena ventenne, fece ricorso ad ogni espediente, lavorò giorno e notte, nel suo campo appena costruito in Scania, per armare la nazione per la sua lotta mortale nella Guerra di Scania. I soldati svedesi in Scania erano in minoranza e male equipaggiati rispetto ai danesi e, nel maggio del 1676, questi invasero la Scania, prendendo Landskrona, Helsingborg e procedendo poi verso Bohuslän e Halmstad.Åberg (1958), pp.75–76

La vittoria della Battaglia di Halmstad (17 agosto 1676), ove Carlo ed il suo comandante in capo Simon Grundel-Helmfelt sconfissero le divisioni danesi, fu il primo buon segno. Carlo quindi continuò a dirigersi a sud verso la Scania giungendo nei pressi del fiume Kävlinge, presso Lund, l'11 novembre di quell'anno. L'esercito danese comandato da Cristiano V era posto sull'altra sponda del fiume. Era impossibile attraversare il fiume e Carlo dovette aspettare diverse settimane sin quando questo non si fosse gelato. Il 4 dicembre il fiume finalmente ghiacciò completamente e Carlo lanciò un attacco a sorpresa alle forze danesi combattendo nella Battaglia di Lund. Questa battaglia fu una delle più sanguinose del tempo: dei combattenti da ambo le parti, morirono sul campo di battaglia.Åberg (1958), pp. 77–79.Rystad (2003), p. 95, stima che caddero sul campo su un totale di . Tutti i comandanti svedesi misero in mostra le loro migliori qualità, ma il vero spirito dello scontro fu Carlo XI. La battaglia diede prova di essere un punto decisivo per il governo della Scania e venne descritta come uno degli eventi più importanti della vita del giovane re che ne commemorò la data tutti gli anni per il resto della sua vita.Åberg (1958), p. 81.Rystad (2003), p. 97.

L'anno successivo, uomini guidati da Carlo XI sconfissero danesi nella battaglia di Landskrona e questo fu l'ultimo scontro della guerra in quanto nel settembre del 1678 Cristiano V decise di evacuare le proprie truppe verso Sjælland. Nel 1679, Luigi XIV di Francia dettò i termini della pacificazione generale e Carlo XI, che si disse si fosse un poco risentito dell'"insofferente tutela" del re francese, venne forzato a firmare la pace con il suo impero praticamente intatto. La pace venne siglata con la Danimarca nei trattati di Fontainebleau (1679) e Lund, e con il Brandeburgo col Trattato di Saint-Germain-en-Laye (1679).

Politica interna

Carlo dedicò il resto della sua vita all'enorme impresa di ripristinare la Svezia per mezzo di una riduzione, o recupero, dei territori alienati della corona, un processo che coinvolse un riesame di qualunque, per quanto piccolo, titolo del regno, e risultò nel completo riassestamento delle finanze. Ma per quanto vasta, la riduzione rappresenta solo una piccola parte dell'immensa attività di Carlo XI. La parte costruttiva della sua amministrazione fu parimenti accurata e completamente vantaggiosa. Diede incarico di redigere lo Sveriges Rikes Lag, il primo codice di leggi della Svezia moderna, opera poi proseguita dal suo successore Carlo XII.

Contrariamente alla credenza popolare, egli non fu l'unico responsabile del rafforzamento dello stato svedese. Carlo XI ebbe numerosi consiglieri, molti dei quali provenivano da famiglie nobili tedesche o baltiche, che furono dietro a molti progetti di riforma condotti durante il suo regno.

Dopo Gustavo Vasa e Gustavo Adolfo, Carlo XI fu probabilmente il più grande di tutti i re svedesi. La sua figura umile e semplice è stata eccessivamente oscurata dalle figure brillanti e colossali del suo eroico padre e del suo meteorico figlio; eppure in realtà Carlo XI è molto più degno di ammirazione di Carlo X e Carlo XII. Egli fu a un livello supremo un grande costruttore. Trovò la Svezia in rovine e dedicò la sua intera vita a gettare le solide fondamenta di un nuovo ordine di cose che, nelle sue caratteristiche essenziali, ha resistito fino ai giorni nostri.

La restaurazione finanziaria

La debole economia svedese aveva sofferto durante la Guerra di Scania e si trovava ora in una profonda crisi dopo la pacificazione generale. Carlo decise di convocare gli Stati Generali nell'ottobre del 1680 e l'assemblea venne descritta dai contemporanei come una delle riunioni più significative per il parlamento svedese nella sua storia.Rystad (2003), p. 167. Qui, il re si risolse a richiedere la riduzione, un provvedimento che non era stato discusso in parlamento dal 1650 e che prevedeva la restituzione di alcuni feudi concessi dalla corona svedese a nobili privati. Questo provvedimento colpì molte personalità eminenti delle classi aristocratiche, molti dei quali andarono completamente in rovina. Uno di questi era il capo della giustizia svedese, Magnus De La Gardie, che dovette cedere al re lo stravagante Castello di Läckö, una sontuosa residenza con 248 stanze.Rystad (2003), p. 181. Il processo della riduzione coinvolse anche i domini dell'impero fuori dalla Svezia ed il risultato che ne conseguì fu il completo riassesto delle finanze nazionali.Åberg (1958), pp. 93–94.

L'assolutismo Altra importante decisione presa durante il periodo di regno di Carlo XI fu l'utilizzo dell'assolutismo. Sin dal 1634, infatti, i re di Svezia avevano preso l'impegno di servirsi di un consiglio di stato per limitare il loro potere. Durante la Guerra di Scania, il re condusse di fatto gli scontri senza interpellarli e senza ascoltarli, il che fece sì che Carlo XI difatti inaugurasse una politica assolutistica nel proprio stato. Nell'assemblea del 1680 egli dichiarò agli Stati Generali di sentirsi troppo legato dalla loro presenza: "non sono mai stato legato a nessuno tranne che a me stesso".Åberg (1958), p. 111. Il Riksdag confermò questo potere nel 1693, proclamando ufficialmente che il re sarebbe stato l'unico sovrano di Svezia.Åberg (1958), p. 190.

Le riforme militari All'assemblea del Riksdag del 1682, il re introdusse per la prima volta alcune riformi in campo militare, secondo le quali ogni regione di Svezia dovesse avere soldati a propria disposizione, sia in pace che in guerra, e che ogni due contadini dovessero provvedere all'accomodamento ed al sostentamento di un soldato. Questi soldati erano conosciuti col nome di Karoliner ed erano allenati per eccellere soprattutto nell'attacco. Questi soldati erano inviati anche all'estero a studiare di modo che la loro formazione a spese dello stato potesse essere d'eccellenza per l'esercito svedese. Nel giro di pochi anni, l'esercito svedese divenne uno dei più efficienti ed avanzati d'Europa dal punto di vista qualitativo.Åberg (1958), pp. 125–134.Rystad (2003), pp. 241–265.

La Svenska marinen venne migliorata sotto Carlo XI con la fondazione della base navale di Karlskrona nel 1680. Attualmente essa è un sito protetto dall'UNESCO.

L'assimilazione dei nuovi domini