L'odontotiranno (dal greco antico ὀδοντοτύραννος, odontotýrannos, "dente tiranno"; odontotyrannus in latino), chiamato anche dentetiranno o dentiranno• • , è una creatura leggendaria di cui si trova traccia nel III libro del Romanzo di Alessandro e nella tradizione testuale ad esso riferita (come il De gentibus Indiae et bragmanibus attribuito allo Pseudo-Palladio).

È detto essere un animale anfibio che vive nel Gange; di dimensioni spropositate, è capace di ingoiare un elefante intero in un boccone, al contrario la creatura si allontana nei quaranta giorni in cui i cosiddetti gimnosofisti ("sapienti nudi" indiani) attraversano il fiume per unirsi alle loro mogli, una sola volta nella vita. Le descrizioni dell'ibrido animale variano da autore ad autore; taluni gli attribuiscono un corpo simile a quello di un elefante o di un cavallo, la testa nera e tre corna sul capo.

Riferimenti storici Una prima descrizione ne viene data nel III libro del Romanzo di Alessandro e nel De gentibus Indiae et Bragmanibus (Περὶ τῶν τῆς Ἰνδίας ἐθνῶν καὶ τῶν βραγμάνων) attribuito allo pseudo-Palladio:

Il fatto è ripreso da altri autori medievali, quali Michele Glica nei suoi Annales e Giorgio Monaco nel suo Chronicon.

Una nuova descrizione dell'odontotiranno viene da Giulio Valerio, nella sua biografia di Alessandro Magno. La creatura viene qui detta essere simile a un elefante; la sua dimensione è tale che per smuoverne il cadavere servono trecento uomini:

Una descrizione ancora diversa dell'odontotiranno, sempre nel racconto di questo episodio, è data nei Nobili fatti di Alessandro Magno, una delle numerose versioni del romanzo di Alessandro. Qui la creatura (in questa traduzione chiamata odottirante) perde del tutto il suo carattere anfibio e viene detta essere simile a un cavallo dalla testa nera, con tre lunghe corna. La bestia si avvicina all'acqua per bere e poi attacca le schiere di Alessandro, facendo molti morti prima di essere abbattuta:

Lo stesso episodio è nuovamente riferito con qualche variazione in una lettera attribuita allo stesso Alessandro, indirizzata ad Aristotele:

Tentativi di identificazione

In tempi più moderni, nel 1817, viene avanzata di sfuggita l'ipotesi che si possa identificare l'odontotiranno con il mastodonteBiblioteca italiana o sia giornale di letteratura scienze ed arti compilato da vari letterati, tomo VII, anno secondo, luglio-agosto-settembre, 1817, pag. 398.; a questo risponde nel 1835 Giovanni Battista Pianciani, che rifiuta recisamente l'ipotesi e ne vaglia poi altre (l'ippopotamo, il gaviale), tutte insoddisfacenti:

Influenza culturale L'odontotiranno compare nel novero degli animali, reali e leggendari, che formano la cornice del portale della chiesa ne Il nome della rosa, romanzo di Umberto Eco«[...] chimere, cenoperi dal muso di cane che lanciavano fuoco dalle narici, dentetiranni, policaudati, serpenti pelosi, salamandre, [...]». Umberto Eco, Il nome della rosa, Milano, Bompiani (collana Tascabili Bompiani), 2007 (ed. originale 1980), pag. 52, " - Sesta. Dove Adso ammira il portale della chiesa e Guglielmo ritrova Ubertino da Casale". ISBN 978-88-452-4634-0.. L'odontotiranno compare nel videogioco Final Fantasy XI, ove è sia un mostro PNGLa pagina Odontotyrannus su FFXIclopedia. che un oggettoLa pagina Odontotyrannus (Item) su FFXIclopedia.. Odontotyrannos: Ionesco e il fantasma del rinoceronte è un libro di Giovanni Rotiroti su Eugène Ionesco e il teatro dell'assurdoGiovanni Rotiroti, Odontotyrannos: Ionesco e il fantasma del rinoceronte, Gruppo Albatros Il filo, 2009..

Note

Voci correlate Bestiario Criptozoologia Karkadann

Collegamenti esterni Uomini e beste - 8. Prospezioni dell'immaginario. L'odontotiranno. L'odontotiranno su Il crepuscolo degli dei. Fonti primarie Palladius - De Gentibus Indiæ et Bragmanibus, unitamente ad altri testi sullo stesso argomento. Giulio Valerio, Res gestae Alexandri Magni translatae ex Aesopo greco. I nobili fatti di Alessandro Magno. Romanzo storico tradotto dal francese a cura di Giusto Grion.

Categoria:Creature leggendarie Categoria:Mitologia medievale europea