L'Isola di Man si separò dalla Gran Bretagna e dall'Irlanda attorno all'8.000 a.C. Le prime colonizzazioni in loco ebbero inizio prima del 6.500 a.C.Richard Bradley The prehistory of Britain and Ireland, Cambridge University Press, 2007, ISBN 0-521-84811-3 p. 8 L'isola venne visitata da diversi razziatori e mercanti nel corso degli anni prima di essere definitivamente abitata dagli irlandesi dal primo millennio avanti Cristo, convertendosi poi al cristianesimo e soffrendo di continue razzie dai vichinghi della Norvegia. Dopo essere divenuta possedimento norvegese come parte del Regno di Mann e delle Isole, l'Isola passò dapprima agli scozzesi e poi alla corona britannica.

Dal 1866 l'Isola di Man è una Dipendenza della corona ed ha un governo democratico specifico.

Preistoria

Mesolitico L'Isola di Man effettivamente divenne un'isola attorno all'8.500 a.C. quando l'innalzarsi del livello del mare a causa del disgelo delle glaciazioni del mesolitico separò per sempre il lembo di terra dalla Gran Bretagna. Prima di questa data infatti tra l'Isola di Man e la Cumbria esisteva un lungo ponte ghiacciato anche se poco si sa a proposito.A New History of the Isle of Man Volume 1 - The Evolution of the Natural Landscape. ed. Richard Hiverrell e Geoffrey Thomas pp295-296 (1ª edizione) (2006) Liverpool University Press ISBN 0-85323-587-2

Le prime tracce lasciate dai popoli dell'Isola di Man sono databili al periodo mesolitico. I primi residenti vivevano in piccole grotte naturali, cacciando e pescando per procacciarsi il cibo. Essi iniziarono anche la produzione di piccoli utensili come punte in pietra o osso di cui alcune sono state ritrovate presso le coste. Gran parte degli oggetti ritrovati si trovano oggi nel museo Manx National Heritage.

Dal Neolitico all'Età del Bronzo Il periodo neolitico segnò l'inizio dell'agricoltura sull'isola oltre all'inizio della costruzione di monumenti megalitici. Esempi si possono trovare a Cashtal yn Ard presso Maughold, alla King Orry's Grave di Laxey, al Meayll Circle presso Cregneash ed alle Ballaharra Stones a St John's.

Durante l'Età del Bronzo le grandi tombe comuni megalitiche vennero rimpiazzate da tombe a tholos coi corpi posti in bare di pietra riccamente decorate.

Età del Ferro L'Età del ferro segnò l'inizio dell'influenza della cultura celtica. Vennero costruite le prime fortificazioni sui piccoli promontori presenti sull'isola così come lungo le coste oltre alle prime abitazioni con pietre.

I primi popoli celti ad abitare l'isola furono i Britanni provenienti dalla Gran Bretagna anche se la storia di questo periodo rimane ancora oggi molto misteriosa. Non si sa se anche i romani riuscirono a sbarcare sull'isola, ma non pianificarono mai di conquistarla. Si è speculato a lungo sul fatto che l'isola potesse essere considerata un rifugio per i druidi e altri profughi da Anglesey dopo il sacco di Mona del 60 d.C.

Si ritiene che le invasioni o immigrazioni irlandesi siano alla base del moderno linguaggio tradizionale mannese. Queste immigrazioni iniziarono probabilmente attorno al V secolo e determinò l'inizio dell'uso delle iscrizioni Ogham. La transizione dal mannese britannico (simile al gallese) al mannese gaelico (una lingua goidelica che si ravvicina molto al gaelico irlandese ed al gaelico scozzese) fu comunque molto graduale. Il fatto che ancora oggi questa lingua sopravviva in loco è attribuito a una reintroduzione dopo l'invasione norvegese. Il nome dell'isola è fatto risalire a Manannán, riferendosi chiaramente al dio britannico e gaelico del mare che si pensava governasse l'isola.

Il medioevo L'alto medioevo La tradizione attribuisce la conversione dell'isola al cristianesimo a San Maughold (Maccul), un monaco missionario irlandese che diede poi il suo nome ad una parrocchia locale. Vi sono tracce di circa 200 cappelle presenti su tutta l'isola di tradizione cristiana. Esami al radiocarbone hanno dimostrato che molte di queste hanno origini ascrivibili al 550-600 d.C.

Uno dei primi resoconti storici dell'invasione degli uomini del nord è attribuita a Báetán mac Cairill, re dell'Ulster, che (secondo gli Annali di Ulster) guidò una spedizione a Man nel 577-578, imponendo la sua autorità sull'isola (anche se molti storici ritengono che tale evento debba riferirsi a Manau Gododdin tra i fiordi di Clyde e Forth, piuttosto che all'isola di Man). Dopo la morte di Báetán nel 581, il suo rivale Áedán mac Gabráin, re di Dál Riata, si dice abbia preso il controllo dell'isola, nel 582.

Anche supponendo che Manau abbia conquistato l'isola di Mann e quella di Anglesey, essa venne ad ogni modo conquistata certamente da Edwin di Nortumbria nel 616, anche se non poté mantenere a lungo il controllo del possedimento. Altri ritengono che Ecgfrith di Nortumbria abbia conquistato l'isola temporaneamente partendo da Drogheda presso Dublino nel 684.

Epoca vichinga e regno nordico

Durante il periodo della dominazione scandinava vi furono due epoche principali: una prima della conquista di Man da parte di Godred Crovan in 1079, ed una dopo di questo evento. Guerre e stravolgimenti fecero da padrone nella prima parte, mentre la seconda parte fu decisamente più pacifica.

Tra l'800 e l'815 i vichinghi giunsero a Man in gran parte per compiere saccheggi; tra l'850 ed il 990, quando si insediarono in loco, l'isola passò sotto il governo scandinavo dei Re di Dublino e tra il 990 ed il 1079, passò sotto i più potenti conti delle Orcadi.

Tra il 1025 ed il 1065 fu attiva una zecca per la produzione di monete locali. Queste monete mannesi vennero derivate da una tipologia di penny importato da quelli già in uso a Dublino, dimostrando quindi l'effettivo controllo da parte dei sovrani locali sull'isola.

Il conquistatore Godred Crovan fu un personaggio chiave di quest'epoca ma poco si sa della sua persona di attendibile. Secondo il Chronicon Manniae egli soggiogò Dublino e gran parte di Leinster al punto che nessuno poteva costruire un vascello senza la sua autorizzazione. La memoria di questo governante sopravvive oggi nella tradizione ed è la persona commemorata nella leggenda mannese sotto il nome di re Gorse o Orry. Egli istituì ufficialmente il Regno di Man e delle Isole attorno al 1079; esso includeva anche le isole a sud-ovest della Scozia (Sodor) sino al 1164 quando i regni vennero separati. Nel 1154, venne istituita la diocesi di Sodor o delle Isole, sottoposta alla giurisdizione ecclesiastica norvegese.

Le isole poste sotto il suo controllo erano chiamate Suðr-eyjar (Sudreys o isole del sud, in contrapposizione alle Norðr-eyjar, o "isole del nord" come ad esempio Orkney e Shetland), e consistevano nelle Ebridi ed in molte altre isole più piccole della Scozia, assieme a Man. Un suo successore prese poi il titol odi Rex Manniae et Insularum (re di Man e delle Isole). La capitale del regno era posta sull'Isola di St Patrick, dove si trovava il Castello di Peel, sorto sul sito di un monastero celtico.

Olaf, figlio di Godred, esercitò un potere considerevole sull'isola e, secondo la cronaca citata, mantenne una stretta alleanza coi re di Irlanda e Scozia al punto che nessuno si avventurò a disturbare le sue isole durante tutto il suo regno (1113–1152). Nel 1156 suo figlio, Godred (regnante nel 1153–1158), che per un breve periodo aveva regnato anche su Dublino, perse le isole più piccole presso la costa di Argyll come risultato di una discussione con Somerled (regnante di Argyll), creando così due sovranità indipendenti nel complesso delle isole.

Nel 1130 circa la chiesa d'Inghilterra inviò una piccola missione a stabilire il primo vescovato sull'Isola di Man e nominò Wimund quale primo vescovo.

Durante l'intero periodo scandinavo, le isole rimasero nominalmente sotto la sovranità dei re di Norvegia, ma fisicamente esse apparivano ormai come un regno a sé stante. Il primo re a visitare la regione fu Magnus Barelegs, all'inizio del XII secolo e fu solo Hakon Hakonarson nel 1263 con una spedizione a far tornare un nuovo sovrano norvegese sulle coste mannesi.

Declino del governo nordico Dalla metà del XII secolo sino al 1217 la sovranità dell'isola, dal momento che la Norvegia si trovava in periodo di dissensi civili, rimase un tema poco affrontato dai governanti. Dopo la data indicata il regno di Norvegia entrò in conflitto col Regno di Scozia che andava crescendo col proprio potere.

Ragnald (regnante nel 1187–1229) rese omaggio per primo al re Giovanni d'Inghilterra (regnante nel 1199–1216) e quindi fu tra i primi a richiedere l'intervento inglese sull'isola, ma questo intento si fermò ad una pura formalità in quanto prima degli inglesi gli scozzesi intervennero.

Nel 1261, infatti, re Alessandro III di Scozia inviò degli inviati in Norvegia per negoziare la cessione delle isole, ma anche questa contrattazione non portò a nulla di fatto. Egli quindi iniziò le ostilità che si conclusero con l'inconcludente Battaglia di Largs contro la flotta norvegese nel 1263. Ad ogni modo, il re norvegese Haakon Haakonsson morì nell'inverno successivo e questo permise a re Alessandro di concludere felicemente la guerra. Magnus Olafsson, re di Mann e delle Isole (regnante nel 1252–1265), che nella campagna militare si era schierato coi norvegesi, dovette arrendersi e cedere tutte le isole sotto il suo potere, ad eccezione di Man che gli venne concesso di mantenere. Due anni più tardi Magnus morì e nel 1266 re Magnus VI di Norvegia cedette le restanti isole, inclusa Man, alla Scozia col Trattato di Perth dietro pagamento della somma di 4.000 marchi (noti all'epoca come merks in Scozia) ed una annualità di 100 marchi. Il governo scozzese sull'isola ad ogni modo non poté essere stabilito che non nel 1275, quando Man subì una pesante sconfitta nella Battaglia di Ronaldsway, presso Castletown.

Il dominio inglese Nel 1290 re Edoardo I d'Inghilterra inviò Walter de Huntercombe a reclamare il possesso dell'isola di Man, ed essa si consegnò senza combattere nelle mani degli inglesi ove rimase sino al 1313 quando Robert Bruce la riprese catturando il Castello di Rushen dopo cinque settimane di assedio. Quindi l'isola rimase agli scozzesi sino al 1346 quando persero contro gli inglesi nella Battaglia di Neville's Cross, a cui fece comunque seguito un periodo confuso di alternanze di governo tra Scozia ed Inghilterra.

Attorno al 1333 re Edoardo III d'Inghilterra garantì l'isola di Man a William de Montacute, III barone Montacute, (poi I Conte di Salisbury), come suo possedimento assoluto, senza riserve nei confronti del regno d'Inghilterra. Nel 1388 l'isola venne rivendicata da Sir William Douglas di Nithsdale che distrusse il villaggio di Carlingford. Nel 1392 il figlio di William de Montacute vendette l'isola e la sua sovranità a sir William le Scrope. Nel 1399 re Enrico IV riottenne il controllo dell'isola facendo decapitare Le Scrope, il quale si era schierato con Riccardo II nella guerra tra i due. L'isola divenne quindi possedimento della corona e venne garantito a Henry Percy, I conte di Northumberland il quale ne venne in seguito privato dallo stesso Enrico IV che nel 1405 lo creò possedimento a vita col patronato anche sul vescovato locale per sir John Stanley. Nel 1406 questo beneficio venne esteso (pur rimanendo feudo della corona inglese) agli eredi di sir John col simbolico tributo di due falconi all'anno da assegnare a tutti i futuri re d'Inghilterra il giorno della loro incoronazione.

La prima età moderna