Carignano (, o La prima è la pronuncia più diffusa ed attestata. Le altre due sono varianti ugualmente attestate, e maggiormente utilizzate un tempo dalla popolazione borghese del quartiere e della città.) è un quartiere residenziale del centro di Genova, amministrativamente compreso nel municipio I Centro Est.

Situato su una collina a una quota media di 50 m sul livello del mare, anticamente faceva parte del sestiere di Portoria, una delle sei suddivisioni amministrative che formavano la città di Genova.

Il colle di Carignano, ultima propaggine a levante della cerchia collinare che racchiude il centro storico di Genova, domina a levante la foce del Bisagno, mentre a sud, prima del riempimento a mare per l'ampliamento del porto e la realizzazione del quartiere fieristico, si affacciava sul mare con la sua costa rocciosa.

Sul colle, un tempo poco popolato ed appartato, sorgevano conventi e ville patrizie. La sua urbanizzazione, che risale alla seconda metà dell'Ottocento, ha trasformato la zona in uno dei quartieri residenziali di Genova più eleganti e di maggior pregio, insieme ad Albaro e Castelletto. Sulla cima del colle domina l'imponente basilica di S. Maria Assunta, fra i più pregevoli edifici di culto genovesi, ben visibile da molte parti della città.

Descrizione del quartiere

Toponimo L'origine del toponimo è incerta: il Giustiniani (XVI secolo) lo fa derivare da un certo Carinius, proprietario di terreni nel IV secolo, secondo altri deriverebbe da "Caryn Ianum" cioè "villa di Giano". Nel X secolo è citato come Caliniano, ma nel tempo sono attestati anche i toponimi Cariniano, Cavignano e Calignano.

Territorio Il quartiere di Carignano, un tempo parte del sestiere di Portoria, è una delle "unità urbanistiche" in cui è suddiviso il Municipio I Centro Est della città di Genova ed occupa un'area tra le mura del Barbarossa e la cinta muraria cinquecentesca, confinante a ponente con il Molo, a levante con la Foce, a nord con Portoria, a sud con l'area portuale.

L'"unità urbanistica" di Carignano comprende due zone ben distinte, sia dal punto di vista morfologico che da quello storico ed urbanistico:

Il quartiere di Carignano propriamente detto, a destinazione prevalentemente residenziale, occupa il colle omonimo, parte terminale di una dorsale collinare che separa l'ultimo tratto della Val Bisagno dalla valletta del Rivo Torbido, un breve torrente, fin dal XVI secolo interamente coperto, che nasce dal colle di Multedo (nella zona di Piazza Manin, nel quartiere di Castelletto) e sfocia in mare all'interno dell'area portuale, scorrendo al di sotto delle strade di Portoria. Il torrente aveva preso questo nome perché le sue acque erano utilizzate dai tintori per le loro attività. L'area dell'antico "Borgo dei Lanaioli", storico rione popolare un tempo compreso tra piazza Ponticello e le Mura della Marina. Il borgo, sorto nel XII secolo, completamente scomparso con i rivolgimenti urbanistici della seconda metà del Novecento e sostituito da centri direzionali, occupava entrambi i versanti della valletta del Rivo Torbido, tra i colli di Carignano e Sarzano. La strada che lo attraversava prendeva varie denominazioni (via dei Lanaioli, via dei Servi, via Madre di Dio e via della Marina). Via Madre di Dio, proprio sotto al ponte di Carignano, era la strada più conosciuta, con la quale era spesso identificato l'intero quartiere. Il borgo comprendeva anche le antiche case della "Marina", in parte sopravvissute alle demolizioni, affacciate sull'insenatura detta "seno di Giano" (interrata alla fine dell'Ottocento per l'ampliamento del porto), in cui sfociava il torrente."Genova tra Ottocento e Novecento – Album storico-fotografico", vol. 1, a cura di M. Lamponi, Nuova Editrice Genovese, Genova, 2006

I confini dell'area di Carignano sono: via della Marina e via del Colle verso il Molo, piazza Dante e via Porta degli Archi verso Portoria, corso Podestà, le Mura delle Cappuccine e via Vannucci (verso la Foce), circonvallazione a mare (corso Saffi e corso Quadrio) verso il quartiere fieristico e il porto.

Demografia La popolazione complessiva dell'ex circoscrizione di Portoria contava al 31 dicembre 2022 una popolazione di abitanti, di cui nella sola "unità urbanistica" di Carignano

I dati storici disponibili riguardano la circoscrizione di Portoria nel suo complesso, con le due unità urbanistiche di "S. Vincenzo" e "Carignano". La storia demografica della ex circoscrizione risente delle vicissitudini urbanistiche della zona. La popolazione, 35.877 abitanti al primo censimento del 1861, sale a 40.260 nel 1901, dato che rappresenta il "massimo storico". Da allora, con la destinazione di gran parte questi antichi quartieri a centri direzionali e attività del terziario, ha inizio un vistoso calo demografico. Gli abitanti, ancora 35.007 nel 1936, si riducono a 20.021 nel 1961Comune di Genova - Ufficio Statistica, Atlante demografico della città, luglio 2008. fino ai 12.514 del 2017, dei quali 7.252, come già accennato, nella sola unità urbanistica di Carignano.

Storia Le origini Nel Medioevo l'area dell'attuale quartiere era una collina molto vasta, esterna alle prime cinte murarie (verrà inglobata solo con le espansioni del XIV secolo); pur essendo a poca distanza dal centro cittadino, era un'area appartata a cui si accedeva solo attraverso ripide creuze (salita dei Sassi, salita S. Leonardo, salita della Montagnola dei Servi), con orti, case contadine, ville patrizie, chiese e monasteri.

Al culmine della collina era fin dal XIV secolo un insediamento dei Fieschi, che vi avevano costruito la chiesa di S. Maria in via Lata. La presenza dei Fieschi cessò intorno alla metà del Cinquecento per il declino politico di questa potente famiglia.Touring Club Italiano, Guida d'Italia - Liguria, 2009 Ancora intorno alla metà del Seicento era un luogo di villeggiatura delle famiglie patrizie genovesi, con molte sfarzose ville circondate da orti e frutteti.

A differenza della sommità della colle, appartata e signorile, il borgo dei Lanaioli, sulle rive del Rio Torbido, in cui a partire dal XII secolo abitarono tessitori provenienti dalla val Fontanabuona era, insieme a Ponticello e Piccapietra, uno degli storici agglomerati popolari del quartiere di Portoria; come questi fu demolito negli anni settanta del Novecento per realizzare i nuovi centri direzionali. Via Madre di Dio, divenuta il simbolo dei rivolgimenti urbanistici del Novecento, era una delle più animate vie del centro storico di Genova.

Così descrive la zona suoi "Annali" il Giustiniani, vescovo e storico, all'inizio del Cinquecento:

Nel 1547, dopo la fallita congiura di Gianluigi Fieschi contro Andrea Doria, con il conseguente declino politico della famiglia, i Fieschi persero le loro proprietà in Carignano: il Senato della Repubblica in quello stesso anno decretò la totale demolizione del sontuoso palazzo Fieschi, che era stato costruito intorno al 1390 accanto alla chiesa gentilizia di S. Maria in Via Lata.

Pochi anni dopo, intorno alla metà del Cinquecento, un'altra famiglia patrizia, i Sauli, già presenti sul colle con un proprio insediamento, come simbolo del loro prestigio vollero realizzare alla sommità del colle la grande basilica di S. Maria Assunta, che ancora caratterizza il profilo paesaggistico del quartiere.F. Caraceni Poleggi, Genova - Guida Sagep, 1984.

Il Settecento

Nel Settecento i Sauli fecero costruire il ponte di Carignano, che scavalcando la valletta fittamente abitata del Rivo Torbido (via Madre di Dio, via dei Servi), arrivava a Sarzano. La costruzione del ponte, almeno inizialmente, non contribuì a spezzare l'isolamento della zona, trattandosi di un percorso di rappresentanza privato.

Risale al 1772 la proposta fatta dai Padri del Comune di realizzare una strada pubblica che permettesse il passaggio delle carrozze e due anni dopo la proposta venne realizzata.

In una poesia del poeta dialettale Steva De Franchi intitolata "L'estate", si può leggere la proposta fatta a Minetta, la revendeiroeura de Fossello Minetta Minini, di passeggiare per godere il fresco in Carignano:

I massoni genovesi Nei rapporti della polizia datati 1749 si rivela che in alcune case di Carignano si tennero le prime riunioni massoniche genovesi, notizia che viene riportata anche nel testo di una conferenza che si tenne nella Loggia "Trionfo Ligure", dal titolo "La Loggia Trionfo Ligure e la massoneria genovese nella storia della città" che si tenne il 18 novembre 1970. Il testo fu poi pubblicato su opuscolo e distribuito liberamente ed in esso si diceva appunto che le prime notizie di massoni a Genova risalivano al 1749 e che i Liberi Muratori si riunivano in due case di Carignano con il nome "Compagnia della felicità".

L'Ottocento Il secolare isolamento del quartiere venne a cessare nella seconda metà dell'Ottocento. Il piano urbanistico del Barabino, già nel 1825, prevedeva la realizzazione di una piazza ellittica con al centro la basilica di S. Maria Assunta, con intorno una serie di vie disposte a raggiera. In pratica le realizzazioni urbanistiche, iniziate solo a partire dalla metà del secolo, si ispirarono si a questo progetto, ma in modo frammentario ed episodico. Al posto delle ville furono costruite abitazioni destinate ad élite alto borghesi ma trovarono posto anche alcuni insediamenti di case popolari; nel 1878 fu realizzato, per volontà della duchessa di Galliera il grande complesso ospedaliero di S. Andrea. Nuove strade furono costruite per collegare i nuovi insediamenti residenziali con il centro cittadino. Furono aperte via Rivoli e via Corsica in direzione della circonvallazione a Mare, via Fieschi verso piazza Ponticello; verso la fine del secolo con la realizzazione del Ponte Monumentale (1895) il quartiere fu collegato con la spianata dell'Acquasola e piazza Corvetto, completandone l'integrazione nella viabilità cittadina.

Il Novecento

Gli eventi principali che hanno caratterizzato il quartiere nel Novecento sono legati principalmente al riassetto urbanistico di via Madre di Dio e delle aree limitrofe. Un primo significativo intervento nella zona della "Marina" era stato realizzato verso la fine dell'Ottocento, con l'interramento del "Seno di Giano" per realizzare corso Principe Oddone (dal 1946 rinominato corso Maurizio Quadrio). Scomparve così il caratteristico "scoglio Campana". Sull'area sottratta al mare nel primo decennio del nuovo secolo furono costruiti l'"Albergo Popolare" (1906) e la "Casa della Gente di Mare" (1909), destinati ad accogliere a prezzi popolari i migranti e i marittimi in transito nel porto di Genova. Entrambi gli edifici sarebbero stati demoliti negli anni novanta per fare posto ad un parcheggio.Articolo su Repubblica del 25 ottobre 2011. L'"Albergo Popolare", che nel dopoguerra era stato trasformato in caserma dei vigili del fuoco, fu demolito con micro-cariche esplosive il 12 maggio 1992.Articolo su Repubblica del 13 maggio 1992.

Il riassetto urbanistico di via Madre di Dio

Gli antichi caseggiati popolari di via Madre di Dio, via dei Servi e via del Colle (Cheullia), in stato di degrado già da tempoLa guida "rossa" del TCI del 1924, parlando di questa zona scriveva: "...ad un tratto si è nel mezzo di vecchi e brutti quartieri, con case caratteristiche, alte come torri, di 8 e 10 piani." (TCI, Guida d'Italia - Liguria - Toscana a nord dell'Arno - Emilia, vol 1, 1924), in parte danneggiati o distrutti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, con la sistematica applicazione del piano urbanistico realizzato tra il 1969 e il 1973 scomparvero completamente per lasciare il posto a moderni centri direzionali, che ospitano gli uffici della Regione Liguria, di enti comunali ed aziende private.