L'hartite è un minerale descritto nel 1841 in base ad un ritrovamento avvenuto nella lignite proveniente da un filone di carbone ad Oberhart nei pressi di Gloggnitz nella Bassa Austria, Austria. Il nome deriva dalla località di ritrovamento.
L'hartite è un idrocarburo contenente fillocladano che si scioglie ad una temperatura compresa fra 71 e 71,5 °C. La composizione chimica indica che probabilmente si origina da piante del genere delle Taxodiaceae.
Questo minerale brucia senza lasciare residui, non è solubile in acqua mentre si sciogli in solventi apolari o mediamente polari come l'etere di petrolio, l'esano, il benzene e il cloroformio.
Sinonimi Vi sono vari minerali che in un secondo tempo si è scoperto essere hartite: l'hofmannite, la branchite, la bombiccite, lo iosene o josene, la rhetenite e la krantzite.
Morfologia L'hartite è stata trovata sotto forma di cristalli grossolani, cristalli lamellari o croste. Triclino.
Origine e giacitura Il minerale si trova nelle fratture della lignite di fossili carbonizzati e silicizzati di tronchi d'albero ed è stato rinvenuto in StiriaAutori vari, IX. Composti organici in "Come collezionare i minerali dalla A alla Z, vol. III", pag. 788, Peruzzo editore, Milano. È una resina fossile.
Caratteristiche chimico fisiche Trattasi di un α-diidrofillocladene o josene.
Peso molecolare: 274,5 grammomolecole Volume di unità di cella: 1711 ų Molecole per unità di cella: 4 Dispersione: r > v Magnetismo: assente Birifrangenza: 0,041 Indici di rifrazione: 1,546 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 Indice di elettroni: 1,19 g/cm³ Indici quantici: Fermione: 0,0096453819 Bosoni: 0,9903546181 Indici di fotoelettricità: PE: 0,12 barn/elettrone ρ: 0,15 barn/cm³ Indice di radioattività GRapi: 0 (il minerale non è radioattivo)
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Categoria:Composti organici (mineralogia)