Opere I lavori attribuiti a Yaʿqūb ibn Ṭāriq includono:Plofker. Zīj maḥlūl fī al‐Sindhind li‐daraja daraja (, "Tavole astronomiche nel Sindhind, risolte per ogni grado"), Tarkīb al‐aflāk (, "Sistemazione delle stelle"), Kitāb al‐ʿilal (, "Libro delle prove"), Taqṭīʿ kardajāt al‐jayb (, "Distribuzione delle kardajaL'incremento dell'arco. del seno"), e Mā irtafaʿa min qaws niṣf al‐nahār (, "Elevazione dell'arco di meridiano"). Un lavoro astrologico, intitolato al‐maqālāt (, "I Capitoli") gli viene parimenti attribuito da una fonte non autorevole.
Il Zīj al-Sindhind, tradotto con Ibrahim al-Fazari e suo figlio Muhammad, fu portato a compimento attorno al 773 ed era basato su uno studio scientifico redatto in Lingua sanscrita, che si ritiene derivasse dal Brāhmasphuṭasiddhānta.Pingree, p. 97. Il lavoro fu portato da studiosi indiani dal Sindh nella corte del califfo abbaside al-Mansur, e si dice fosse l'opera di un astronomo del Sindh di nome Kankah.Kennedy 1956, p. 134, 71.
Il Tarkīb al‐aflāk si occupa di cosmografia. Esso calcola le dimensioni e le distanze dei corpi celesti che tabellate nell'opera di al-Bīrūnī sull'India: basandosi su questa opera Yaʿqūb ibn Ṭāriq aveva fornito il raggio della Terra, indicandolo in farsakh, il diametro della Luna e di Mercurio, indicandolo in farsakh (4,8 del raggio terrestre), e il diametro di altri copri celesti (Venere, Sole, Marte, Giove e Saturno), indicandolo in farsakh (19,0 del raggio terrestre).Pingree, pp. 105–106.
Note
Bibliografia
(PDF version) Sezgin, Fuat (1978). Geschichte des arabischen Schrifttums. Vol. 6, Astronomie, pp. 124–127. Leiden: E. J. Brill.
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