La biografia di questo scienziato è poco nota, salvo che operò sotto il patronato del governante buwayhide ʿAḍud al-Dawla (978–983), e che s'interessò anche di musica islamica.

Il suo lavoro fu ripreso da Sharaf al-Dawla (982-9), fratello maggiore di ʿAḍud al-Dawla, che chiese ad Abū Sahl al-Qūhī di osservare i sette pianeti allora visibili e conosciuti, gettando pertanto le basi della costruzione di un Osservatorio nel giardino del palazzo del signore buwayhide a Baghdad, con ampio uso di strumenti scientifici, talora appositamente costruiti.Si veda il lemma «Marsad» (J. Samsó), in The Encyclopaedia of Islam, new edition. Fu autore di un'opera di zīj, tuttavia andata perduta, che forse era nota come al-Zīj al-ʿAḍudī, o al‐Zīj al‐Sharīf, o al‐Zīj al‐Baghdādī.Sub voce, in: (a cura di) Thomas Hockey et alii, The Biographical Encyclopedia of Astronomers, New York, Springer, 2007, p. 549 (Josep Casulleras).

Le fonti bizantine lo ricordano come Alim ed esistono tracce di traduzioni dei suoi lavori nella letteratura scientifica in lingua greca e del loro impiego per tracciare oroscopi o identificare il grado del meridiano di Costantinopoli.

Fu ricordato per vari secoli da altri astronomi, dall'egiziano Ibn Yūnus (990) - che nellal‐Zīj al‐Ḥākimī, afferma che Ibn al-Aʿlam operava con strumenti di sua fabbricazione - al persiano Sayf‐i Munajjim Muḥammad ibn Abī ʿAbd Allāh Sanjar al‐Kāmilī, che nel suo Zīj‐i Ashrafī, redatto verso il 1310, ricorreva ancora ai risultati ottenuti da Ibn al-Aʿlam per quanto riguardava le radici, le equazioni e gli apogei.

Note

Bibliografia E.S. Kennedy, “A Survey of Islamic Astronomical Tables”, su Transactions of the American Philosophical Society, n.s., 46 (1956), parte 2, pp. 121–177. ——— “The Astronomical Tables of Ibn al‐Aʿlam”, su Journal for the History of Arabic Science, 1 (1977), pp. 13–23. David A. King e J. Samsó (2001). With a contribution by B. R. Goldstein. “Astronomical Handbooks and Tables from the Islamic World (750–1900): An Interim Report”, su Suhyal 2 (2001), pp. 9–105. Anne Tihon, “Sur l'identité de l'astronome Alim”, in Archives internationales d'histoire des sciences 39 (1989), pp. 3–21. Jean-Baptiste Delambre, Histoire de l'astronomie du Moyen-age, Parigi, Courcier, 1819.

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