La ndrangheta in provincia di Vibo Valentia è un fenomeno che nasce a inizio '900 e perdura ancora oggi con l'egemonia della 'ndrina dei Mancuso sull'area. A causa delle numerose e consistenti operazioni delle forze dell'ordine contro tale cosca sul territorio stanno emergendo altre cosche minoritarie che tentano di prendere gli spazi lasciati vuoti dai Mancuso... I Mancuso hanno propensioni a livello nazionale (il locale di Mariano Comense) e a livello internazionale per il narcotraffico. Le famiglie vibonesi hanno subìto l'influenza degli Arena di Isola Capo Rizzuto e dei Grande Aracri di Cutro.

Secondo il pentito Bartolomeo Arena, ad oggi, dopo Luigi Mancuso, gli esponenti più di spicco sarebbero: Rocco Anello di Filadelfia, Saverio Razionale di San Gregorio d'Ippona e Giuseppe Accorinti di Briatico.

Struttura

Nel vibonese la 'ndrangheta, come nel resto della regione è suddivisa in locali e tradizionalmente la loro sovrastruttura di riferimento è la Piana.

Alcuni locali della zona delle Serre calabresi come quello di Serra San Bruno, Fabrizia e Nardodipace vengono gestiti direttamente dal Crimine, come emerge dalle intercettazioni di Domenico Oppedisano dell'operazione Crimine del 2010 e quindi particolari problematiche inerenti ad essi ed alle loro propaggini in Germania e Svizzera possono venire risolte in seno ad esso, come avvenuto tra il 2012 e il 2015 tra il locale di Singen (Baden-Württemberg in Germania) facente riferimento al locale di Fabrizia (di cui però il capo Bruno Nesci faceva riferimento alla società di Rosarno e al Crimine di San Luca) e di Frauenfeld (Canton Turgovia in Svizzera) anch'essa facente riferimento a FabriziaOrdinanza Crimine del 2010.

Secondo il pentito Andrea Mantella ci sono persone intranee ai Fiarè, Vallelunga, Lo Bianco e Mancuso che possiedono la dote apicale di medaglione.

Nel 2019 durante l'operazione Rinascita-Scott il collaboratore di giustizia Antonio Oliverio descrive per la prima volta la struttura denominata "Crimine di Vibo" o "Crimine della provincia di Vibo Valentia" con funzioni coordinatrici dei locali della provinciaRelazione semestrale del 2019 della DIA, p.101. A sua volta dipendente dal Crimine di Polsi sarebbe stato l'ultimo crimine ad esser stato creato in Calabria dopo quello di Cirò e Cosenza.

Nel 2021, sempre durante il processo Rinascita-Scott, sta emergendo come Luigi Mancuso avesse un ruolo apicale nella provincia con il ruolo di Capo-Crimine riconosciuto dai Pelle-Gambazza di San Luca. Prima questo ruolo era di Antonio Mancuso, suo fratello. La sua figura era incaricata di mantenere i rapporti con i rappresentanti del Crimine di Polsi e con le altre consorterie di pari livello, in particolare: i Piromalli di Gioia Tauro e i De Stefano di Reggio Calabria.

Secondo il pentito Bartolomeo Arena, questa sovrastruttura sarebbe stata creata, proprio dallo stesso Luigi Mancuso l'ultima volta che uscì dal carcere, il 21 luglio 2012, insieme ad altri boss di spicco della provincia: Saverio Razionale del locale di San Gregorio d'Ippona, Giuseppe Accorinti del Locale di Zungri e Rocco Anello del locale di Filadelfia e col consenso del Crimine di Polsi. Questa sovrastruttura, come racconta il pentito Michele Iannello nel 2018, sarebbe servita ad unire le consorterie criminali della provincia di Vibo Valentia che dagli anni '90 e fino alla fine del 2009 vide diversi contrasti operati da Damiano Vallelunga di Serra San Bruno, uomo di riferimento di Umberto Bellocco di Rosarno nei confronti dei Mancuso e dell'allora capobastone Pantaleone Mancuso.

Elenco locali Locale di Fabrizia il cui capo locale è stato fino al suo omicidio nel 2003 Umberto Maiolo, poi Giuseppe Antonio Primerano fino al 2010; dipende direttamente dal Crimine. Locale di Cassari di NardodipaceOperazione Crimine del 2010, p. 1479 Locale di Filandari e Ionadi con a capo Giuseppe e Leone Soriano (Operazione Rinascita-Scott del 2019). Locale di Limbadi dei Mancuso e con a capo Luigi Mancuso (Operazione Rinascita-Scott del 2019). Locale di Mileto dei Pititto-Prostamo-Iannello-Mesiano con i Prostamo a San Giovanni di Mileto, i Mesiano con a capo Francesco Mesiano a Mileto e i Galati a Comparni (esistente dal 1987). Società di Piscopio (frazione di Vibo Valentia)Operazione Crimine del 2010, p. 1501. Nato tra il 2009 e il 2010 nel ristorante la Marinella di Pizzo Calabro per volere di membri di 'ndrangheta di Siderno e del torinese. Giuseppe Salvatore Galati detto "Pino u Ragioneri" (Operazione Rinascita-Scott del 2019) sarebbe il capo società mentre Michele Fiorillo, detto “Zarrillo” il “contabile” (condannato a 8 anni nel processo Crimine). Tra gli altri esponenti si annoverano: Rosario Battaglia, Nazzareno Fiorillo, detto "U Tartaru" (secondo il pentito Moscato capo del locale ma con ancora nessuna evidenza giudiziaria) e Raffaele Moscato (pentito, aveva la dote di vangelista). Dalle operazioni Minotauro e Crimine si evince che il locale ha solidi contatti con i Pelle di San Luca, gli Aquino di Marina di Gioiosa Jonica e i Commisso di Siderno. Il pentito Mantella rivela che i piscopisani nel 2009 andarono prima da Franco D'Onofrio in Piemonte ma originario di Mileto e poi direttamente da Giuseppe Commisso detto U Mastru per avere il benestare alla creazione del nuovo locale. Non andarono da Pantaleone Mancuso (e neanche da Luigi a quel tempo in carcere) in quanto non in buoni rapporti. Locale di San Gregorio d'Ippona con le 'ndrine dei Fiarè-Razionale-Gasparro con a capo Gregorio Gasparro e Saverio Razionale (Operazione Rinascita-Scott del 2019). Locale di Sant'Onofrio che controlla anche le 'ndrine operanti a Pizzo, Filogaso e Maierato (Operazione Rinascita-Scott del 2019). Locale di Santa Domenica di Ricadi, creato dai Libri ma guidato dai Carone viene menzionato per la prima volta da Francesco Fonti. Grazie al processo Peter Pan del 2017 e all'operazione Libro nero del 2019 sai ricostruiscono le ultime vicende dove vendono i La Rosa tentare di impossessarsi del localeOperazione Libro del 2019. Locale di Serra San BrunoOperazione Crimine del 2010, p. 1508 Locale di Spilinga (ipotizzato) Locale di Stefanaconi con a capo Salvatore Patania (Operazione Rinascita-Scott del 2019). Locale di Vibo Valentia con le 'ndrine dei Lo Bianco-Barba (Operazione Rinascita-Scott del 2019). Locale dell'Ariola (Gerocarne) (composto dalle 'ndrine Altamura, Emanuele, Gallace, Loielo, Maiolo), il cui capo sarebbe stato Antonio Altamura condannato a 16 anni dalla Corte d'Appello di Catanzaro nel gennaio 2017 nel processo Luce nei Boschi. Locale di Zungri composto dalle 'ndrine Accorinti-Barbieri-Bonavena con a capo Giuseppe Antonino Accorinti e da cui dipendono anche le 'ndrine di Briatico, Cessaniti e Vibo Marina (Operazione Rinascita-Scott del 2019).

Locali in Provincia di Vibo ValentiaLocale'ndrinecapo locale/societànoteLocale di Ariola Altamura, Emanuele, Gallace, Loielo, Maiolo Antonio Altamura Esistente almeno dagli anni '70 ha influenze a Ariola di Gerocarne, Sorianello, Soriano Calabro, Vazzano, Pizzoni, Arena, Acquaro e Dasà (Processo Luce dei Boschi - 2017).Locale di Fabrizia Maiolo, Mamone, Randò, Nesci Giuseppe Antonio Primerano Fino al 2003 era capo locale Umberto Maiolo, fino al 2010 Giuseppe Antonio Primerano (Operazione Crimine del 2010). Hanno contatti con la società di Frauenfeld in Svizzera.Locale di Limbadi Mancuso Antonio Mancuso Locale di Sant'Onofrio Bonavota Pasquale Bonavota Esistente dal 2012.Locale di Santa Domenica di Ricadi Carone, Mancuso, Libri, La Rosa Nato negli anni '80.Locale di Serra San Bruno Vallelunga, Bruno, Chiefari, Iozzo, Lentini, Procopio, Sia, Vallelunga ? Fino al 2009 il boss era Damiano Vallelunga, il locale sarebbe composto da 7 'ndrine con influenza nei comuni di Serra San Bruno, Torre di Ruggiero, Chiaravalle, Soverato (CZ), San Sostene (CZ) e Vallefiorita (CZ) (Processo Crimine del 2010 e op. Showdown 3 del 2017).Società di Piscopio Altamura, Emanuele, Gallace, Loielo, Maiolo Giuseppe Salvatore Galati Nato negli anni '80, chiuso intorno al 2000 e riaperto nel 2009 (Operazione Crimine del 2010, operazione Minotauro del 2011 e operazione Rimpiazzo del 2019).

Elenco 'ndrine Accorinti (Briatico) Accorinti-Fiamingo (Spilinga, Zungri, Rombiolo, Drapia, Zaccanopoli) Anello (Filadelfia, Polia, Francavilla Angitola, Cenadi, Monterosso Calabro, Capistrano, Pizzo, Jacurso) Bartolotta (Stefanaconi) Bonavota (Sant'Onofrio e Stefanaconi) Camillò-Pardea-Ranisi, con il capo Andrea Mantella fino al pentimento nel 2016 (quartieri Cancello Rosso, Sant'Aloe e San Leoluca di Vibo Valentia), con a capo Domenico Camillò (1941) e Antonio Macrì; sarebbero stati dormienti per oltre 20 anni come affermato dal pentito Bartolomeo Arena Cassarola (quartiere Affaccio di Vibo Valentia), con a capo Rosario Pugliese Ciconte (Serra San Bruno) Cracolici (Maierato, Filogaso e Maida) Cracolici-Manco (Tropea) Emanuele-Maiolo-Oppedisano-Ida (Gerocarne, Soriano Calabro, Arena, Dasà, Acquaro, Dinami) Fiarè-Gasparro-Razionale (San Gregorio d'Ippona) Anello-Fruci (Filadelfia, Polia, Maida, Curinga, Francavilla Angitola, Pizzo, Cenadi, San Nicola da Crissa, Monterosso Calabro, Capistrano) Galati (San Giovanni di Mileto e Comparni di Mileto), fino a metà anni '90 con a capo Carmine Galati, morto in un incidente con un trattore. Il Grande (Parghelia) La Rosa (Tropea e Ricadi) Lo Bianco (centro storico di Vibo Valentia) Loielo-Gallace (Gerocarne, Soriano Calabro, Arena, Dasà, Acquaro, Dinami) Mamone (Fabrizia), di cui Umberto Maiolo sarebbe stato il boss fino al suo omicidio il 2 agosto 2003 per mano dei Cataldo a Gardone Val Trompia (Bs) secondo il pentito Michele Iannello ed Enzo Taverniti, capo-giovane del locale di Fabrizia fino al 2002. Randò (Fabrizia) Nesci (Fabrizia) Mancuso (Limbadi) Mantino (Vibo Valentia, Vibo Marina) Pititto-Prostamo-Iannello (Mileto) Nesci-Montagnese (Fabrizia) Oppedisano (Dinami) Patania (Stefanaconi) Petrolo (Sant'Onofrio e Stefanaconi) Piserà (Tropea) Pititto-Prostamo-Iannello (Mileto, San Calogero) Pugliese-Cassarola, con a capo Rosario Pugliese Soriano (Filandari) Tassone (Cassari di Nardodipace) Tripodi - Servello - Vacatello(Vibo Valentia, Porto Salvo) Vallelunga (Serra San Bruno, Mongiana, Spadola, Brognaturo, Simbario) Vecchio (Joppolo)

Storia La storia della 'ndrangheta vibonese è dominata dai Mancuso di Limbadi fin dall'inizio del '900 quando ancora la provincia di Vibo Valentia non era stata istituita. Nel 1903 la corte d'appello delle Calabrie condannò Vincenzo Mancuso e altre 12 persone a Monteleone (attuale Vibo Valentia) per associazione a delinquere. Con il tempo dal vibonese sono riusciti ad insediarsi anche in Lombardia nel comasco e nel Friuli-Venezia Giulia, ma anche a Torino e Parma.

Anni '60 - La faida dei boschi Negli anni '60 scoppia la cosiddetta Faida dei boschi tra i Vallelunga-Turrà e gli Emanuele che si protrasse a fasi alterne sin al 1988 in cui vinsero definitivamente i primi. Nel 1998 però venne ucciso anche il pentito Pasquale Turrà che aveva confessato tutti particolari di questa lunga guerra.

I Lo Bianco a Vibo Valentia iniziano ad espandersi a scapito dei Pardea.

Anni '70 - I Mancuso potenza emergente e la faida di San Gregorio d'Ippona I Mancuso, benché esistenti sin da inizio secolo emersero nel 1977 dopo la morte del boss Antonio Zoccali di Vibo Valentia: supportarono la 'ndrina dei Fiarè di San Gregorio d'Ippona durante la faida contro la famiglia Pardea di Vibo Valentia. I Fiarè vincono e i Mancuso in virtù delle loro alleanze con le famiglie reggine della piana di Gioia Tauro: i Piromalli di Gioia Tauro e i Pesce di Rosarno rafforzano la loro egemonia criminale sul territorio.

Anni '80 Lo scioglimento di Limbadi