Lo è stato un cacciatorpediniere della Marina imperiale giapponese, seconda unità appartenente alla classe Shiratsuyu. Fu varato dal cantiere di Uraga, a Tokyo, nel settembre 1936.
All'inizio della guerra nel Pacifico rimase nelle acque nazionali in difesa delle corazzate della 1ª Flotta, quindi nei primi mesi del 1942 portò a termine una serie di missioni di scorta a convogli. Spostato nella base aeronavale di Truk, partecipò alla battaglia del Mar dei Coralli (4-8 maggio) e al primo tentativo fallito di occupare le isole di Nauru e Ocean. Tra agosto e settembre fu occupato nella scorta di mercantili, trasporti e portaerei di scorta che facevano la spola tra il Giappone, Truk e Rabaul; dall'inizio di ottobre fu coinvolto nei viaggi notturni volti a rafforzare la guarnigione di Guadalcanal ed ebbe un ruolo minore nella prima fase della decisiva battaglia navale di Guadalcanal. All'inizio del 1943, dopo le manovre volte a facilitare l'operazione Ke, riprese i propri compiti di difesa delle grandi unità da guerra (navi da battaglia, incrociatori) e di convogli di cargo o petroliere: operò tra Rabaul, Truk, il Giappone e le Palau, combattendo inoltre in diversi scontri notturni nelle isole Salomone centrali. All'inizio di novembre ebbe parte nella confusa battaglia della baia dell'imperatrice Augusta, quindi rimase in riparazione sino al gennaio 1944.
Ripreso il servizio, si trovava a Truk il 17 febbraio 1944, quando si verificò un duro e inaspettato attacco statunitense; fu centrato da una bomba che fece saltare una delle torri principali, cosa che lo costrinse a tornare in Giappone per il raddobbo. Tornò in linea a inizio maggio e tra la fine del mese e la prima metà di giugno partecipò ai tentativi di rifornire l'isola di Biak: in queste occasioni ingaggiò un rapido scontro con unità nemiche e subì danni di una certa entità. Fu poi presente alla battaglia del Mare delle Filippine (19-20 giugno), comunque combattuta solo tramite portaerei, e alla gravosa battaglia del Golfo di Leyte (23-26 ottobre), che lo vide aggregato alla formazione del viceammiraglio Shōji Nishimura; fu anzi l'unico vascello di questa squadra a sopravvivere al fallito forzamento dello stretto di Surigao, sebbene con gravi danni. Dal Borneo riuscì a raggiungere il Giappone, dove fu riparato, quindi alla fine del dicembre 1944 riprese il servizio di scorta. Ultimo superstite della sua classe, fu affondato il 24 gennaio 1945 dal sommergibile statunitense nel Golfo del Siam.
Impiego operativo Costruzione Il cacciatorpediniere Shigure fu ordinato nell'anno fiscale edito dal governo giapponese nel 1931. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale di Uraga di Tokyo, gestito dalla ditta omonima, il 9 dicembre 1933 e il varo avvenne il 18 maggio 1935; fu completato il 7 settembre 1936. Prima della fine degli anni trenta la nave formò con lo Shiratsuyu, lo Yugure e lAriake la 27ª Divisione cacciatorpediniere, dipendente dalla 1ª Squadriglia della 1ª Flotta: divenne inoltre l'ammiraglia del reparto, imbarcandone il comandante e lo stato maggiore.
1941-1942 Tra il 1940 e il 1941 il comando dello Shigure fu assunto dal capitano di corvetta Noboru Seo; anche la divisione passò agli ordini di un nuovo comandante, il capitano di vascello Matake Yoshimura. Al momento dell'attacco di Pearl Harbor lo Shigure e gli altri cacciatorpediniere rimasero nelle acque nazionali con compiti di pattugliamento e difesa del nucleo di navi da battaglia. Il 18 dicembre la divisione salpò da Tokuyama, andò incontro alla 1ª Flotta aerea di ritorno dall'attacco e la accompagnò nella tratta finale sino a Hashirajima il 23. Il 18 gennaio 1942 salpò assieme allo Shiratsuyu per difendere alcuni convogli in viaggio da Moji a Formosa e il 4 febbraio fece base a Kure; il 17 febbraio, dopo essersi a spostato a Yokosuka sempre con lo Shiratsuyu, scortò la portaerei leggera Zuiho sino a Davao, sull'isola di Mindanao, quindi le due unità tornarono a Hashirajima il 2 marzo: per il resto del mese l'attività dello Shigure non è nota. Il 15 aprile la divisione al completo partì da Sasebo, raggiunse il porto militare di Mako nelle Pescadores e prese in consegna le due portaerei Shokaku e Zuikaku, scortandole sino alla base aeronavale di Truk, raggiunta il 25 aprile. Da qui lo Shigure salpò a inizio maggio inquadrato nella squadra del viceammiraglio Takeo Takagi, incaricata di coprire i movimenti navali in atto nelle isole Salomone e al largo della Nuova Guinea come previsto dall'operazione Mo. Questa formazione ebbe parte predominante nella battaglia del Mar dei Coralli il 7 e l'8 maggio, la prima combattuta solo tra portaerei. Il 13 maggio lo Shigure, lo Shiratsuyu e lAriake scortarono gli incrociatori pesanti e , a loro volta impegnati nella difesa a distanza di un convoglio che doveva portare a termine la conquista delle isole Nauru e Ocean: l'operazione fu annullata il 16 dopo la perdita del posamine e l'avvistamento di una Task force nemica con una portaerei. Il giorno successivo l'intera 27ª Divisione accompagnò i due incrociatori da Truk a Kure, toccata il 22, quindi fu aggregata alla forza distaccata del viceammiraglio Shirō Takasu, che nel piano rivolto all'occupazione dell'atollo di Midway doveva difendere le manovre diversive nelle isole Aleutine; questa squadra, perciò non ebbe alcuna parte nella decisiva battaglia svoltasi tra il 4 e il 6 giugno. Rientrato in Giappone, lo Shigure passò con le unità sorelle alle dipendenze della 4ª Squadriglia, 2ª Flotta del viceammiraglio Nobutake Kondō in data 14 luglio. Nel mese successivo fu dotato di un impianto binato di cannoni Type 96 da 25 mm, sistemato su un basso ballatoio davanti alla plancia..
L'11 agosto la 27ª Divisione seguì la 2ª Flotta da Yokosuka a Truk (17 agosto), dove fu temporaneamente passata al comando della 4ª Flotta, che l'impiegò per trasportare un nuovo presidio sull'atollo di Makin, rimasto deserto dopo l'improvviso raid statunitense del 18 agosto; gli uomini furono sbarcati il 21. Rientrati in porto, i quattro cacciatorpediniere ne ripartirono il giorno successivo per recare truppe all'atollo di Jaluit, quindi il 2 settembre eseguirono l'occupazione di Abemama nelle isole Gilbert e il 5 si fermarono a Jaluit. Il 9 settembre lo Shigure e le restanti unità salparono e condussero una ricognizione offensiva dell'isola di Ndeni nelle Santa Cruz, dove si sospettava la presenza di una base statunitense per idrovolanti; quindi sino dal 12 parteciparono ad alcuni pattugliamenti a nord delle isole Salomone. Il 24 settembre le quattro navi, nelle isole Palau, presero in consegna un convoglio carico di truppe che scortarono sino alla base aeronavale di Rabaul (toccata il 29), quindi salparono immediatamente in difesa della petroliera Toa Maru che il 1º ottobre si fermò nell'ancoraggio delle isole Shortland, posizione avanzata giapponese nel contesto della campagna di Guadalcanal. Con i cacciatorpediniere gregari, lo Shigure partecipò a diverse missioni di rifornimento per l'isola: quelle del 4, 7 e 10 ottobre furono coronate dal successo; il 12 fu accompagnato dallo Shiratsuyu, dallo Yugure e dall'incrociatore leggero per andare incontro alle navi portaidrovolanti e , di ritorno da una riuscita e massiccia missione di rinforzo.
Tra il 13 e 16 ottobre lo Shigure, lo Shiratsuyu e lAriake, più il cacciatorpediniere Akizuki e la 2ª Divisione (Harusame, Murasame, Samidare, Yudachi), formarono la scorta a un convoglio composto da sei mercantili che imbarcava parte della 2ª Divisione fanteria. Partite dalle Shortland, tutte le navi giunsero sulla costa nord-occidentale di Guadalcanal e, nonostante tre trasporti fossero rimasti incagliati o distrutti per l'intervento tardivo di un pugno di velivoli nemici, tutte le truppe, gli equipaggiamenti e le scorte furono messi al sicuro. Accompagnato dagli altri due cacciatorpediniere, lo Shigure formò uno dei cinque gruppi di trasporto rapido che il 17 ottobre scaricarono a Capo Speranza e Tassafaronga un totale di soldati, sei cannoni campali, munizioni, sgomberando nel ritorno alcune centinaia di operai, feriti e malati. Il 29 ottobre lo Shigure e lAriake trasportarono sull'isola piccoli quantitativi di carburante, cibo e i capi di stato maggiore della 17ª Armata e dell'8ª Flotta, le grandi unità coinvolte nella campagna. Il 2 novembre fu intrapresa una missione di rinforzo più consistente: l'intera 27ª Divisione e altri sette cacciatorpediniere scortarono l'incrociatore leggero e a Tassafaronga scesero a terra 240 uomini con cibo, carburante, munizioni; furono imbarcati 65 soldati, ma l'operazione dovette essere interrotta per le proibitive condizioni atmosferiche. Il 5 novembre la missione fu ripetuta, stavolta condotta dallo Shigure con le unità sorelle più sei altri cacciatorpediniere; ciascuna unità sbarcò 200 soldati a Tassafaronga e in totale furono riportati alle Shortland 250 tra malati e membri del personale non combattente. Anche l'8 novembre fu intrapresa con successo un'operazione simile, cui però non partecipò lAriake. Mancante di quest'ultimo, il resto della 27ª Divisione rimase alle isole Russell nel corso della prima fase della battaglia navale di Guadalcanal e prestò assistenza alla devastata corazzata , bersaglio inoltre delle incursioni aeree statunitensi. Dopo aver tratto in salvo una parte dei superstiti, fece rotta a nord e si fermò a Truk il 18 novembre. Qui il 20 il comando dello Shigure passò al capitano di corvetta Kamesaburō Yamagami, che un mese più tardi salpò assieme allAsagumo e accompagnò la portaerei di scorta Chuyo sino a Yokosuka, tornando l'8 gennaio 1943 a Truk. Ripartì dalla base il 15 con l'incarico di difendere un convoglio destinato alle Shortland, dove scese una parte della 6ª Divisione fanteria, quindi rientrò a Truk il 20. Tra il 31 gennaio e il 9 febbraio 1943 partecipò alle manovre diversive condotte dalla 2ª Flotta a nord delle Salomone, allo scopo di facilitare la riuscita dell'evacuazione di Guadalcanal, che fu in effetti portata a termine il 7 febbraio.
1943