Non so, non ho visto, se c'ero dormivo è un'opera teatrale di Luigi Lunari del 1967.
Trama Diviso in due tempi, lo spettacolo è dedicato nella prima parte a una rivisitazione della Liberazione e della Resistenza che posero fine - in Italia - alla seconda guerra mondiale. La seconda parte - vent'anni dopo - illustra come si sono realizzati o non realizzati gli ideali e le speranze della nuova Repubblica. Gli sketch di cui il testo si compone vedono - nel primo tempo - l'arrivo dei liberatori inglesi, francesi e americani; i benpensanti milanesi rifugiati in Svizzera in attesa della piega che prenderanno le cose; la fine della guerra guerreggiata in Africa; la guerra partigiana; la Repubblica letteralmente "partorita" tra i compromessi di una prudente Costituzione; l'attentato a Togliatti con l'improvviso pericolo di una rivoluzione; l'acquietarsi del pericolo con la "provvidenziale" vittoria di Bartali al Tour de France. Nel secondo tempo, il quadro di una società tornata alla normalità e ai vizi di sempre, dove alle celebrazioni della Liberazione si contrappongono la diffidenza per la nascente partitocrazia, e il sano ritrovarsi del popolo attorno a un tavolo d'osteria, mentre il vento porta l'eco degli slogan di un lontano comizio celebrativo.
Edizioni In "Non so, non ho visto, se c'ero dormivo" - "Non spingete, scappiamo anche noi", Ed. Booktime, Milano 2014, con antologia critica.
Accoglienza della stampa e della critica
Colonna sonora La canzone Non maledire questo nostro tempo oltre che da Lino Patruno per lo spettacolo, è stata musicata anche da Gino Negri con il titolo 25 Aprile 1945 per l'interpretazione di Milva, nel disco Libertà.