Fu chiamato a reggere la diocesi di Catania dal 1638 al 1646, a cinque anni dalla morte del vescovo Innocenzo Massimo. Appartenente ad una delle prime famiglie del Regno di SiciliaLa famiglia Branciforte fece la sua apparizione in Sicilia alla fine del XIII secolo (ma Mugnos la fa risalire quasi all'epoca di Carlo Magno con Obizzo, detto branciforte). Imparentatasi con gli Abbatellis, gli Alagona, i Barresi, i Caraffa, i Colonna, i Moncada, i Santapau, gli Speciale, i Trabia, i Ventimiglia e tanti altri, assunse ben presto un ruolo di primo piano sia nella storia di diverse città e comuni, come titolare di principati, ducati e feudi, sia nelle strutture centrali di governo. Si veda Giuseppe Majorana, Le cronache inedite di Filippo Caruso, in «Archivio Storico per la Sicilia Orientale», Catania, n. 10, 1913, pp. 112-135; Idem, Francesco Branciforte Barresi e le due principesse d'Austria, ibid., n. 13, 1916, pp. 80-128. Su Ercole Branciforte, duca di San Giovanni, padre di Ottavio, cfr. F.M.E. Villabianca, Della Sicilia nobile, Palermo, 1754, vol. II, pp. 15-18. Per la storia dei Branciforte è disponibile l'archivio di famiglia, depositato presso l'Archivio di Stato di Palermo: vedi Grazia Fallico, Le carte Branciforti nell'archivio privato dei principi di Trabia. Inventario, in «A.S.S.O.», n. 72, 1976, pp. 205-273., imparentata con l'imperatore Carlo V,Un Francesco Branciforte sposò una Giovanna d'Austria, figlia di Giovanni nato da Carlo V imperatore. Cfr. V. Palizzolo Gravina, Il blasone in Sicilia, ossia Raccolta Araldica , 1875, voce Branciforte. fu una figura di primo piano nella società siciliana del XVII secolo. Per il nobile ecclesiastico Branciforte, i pilastri della società erano costituiti dalla religione e dalla prudenza, impersonati da Ignazio di Loyola e dal conte-duca de Olivares.Vittorio Sciuti Russi, Ottavio Branciforte, voce, in Enciclopedia della Sicilia, Parma, Ricci, 2006, p.182. A "Octavio Brancifortio" lo storico Rocco Pirri dedicherà il terzo capitolo della sua opera editoriale sui vescovi siciliani.Sicilia sacra disquisitionibus et notitiis illustrata... 1733, tomo primo, terzo libro, pp. 513-514. Il volume riporta il testo di una lettera datata 14 luglio 1638, da cui tanti storici hanno attinto le prime notizie.
Vita e carriera ecclesiastica Primogenito di sei fratelli e tre sorelle, Ottavio, « nobile tralcio dell'Ill.ma famiglia » Branciforte,F.O. Colonna, I vescovi di Catania, ms. sec XVIII, Catania, Biblioteche riunite Civica e Ursino Recupero, ms. B 5, citato in Barbara Mancuso, Assenze e presenze: opere, artisti, committenti a Catania nel XVII secolo, Catania, Maimone, 2011, p.157. nasce a Palermo, nel 1599Riferiscono notizie sulla sua persona gli storici siciliani: Rocco Pirri, Sicilia sacra disquisitionibus et notitiis illustrata, a c. di A. Mongitore - V.M. Amico, Palermo, 1733, vol. I, pp. 560-561; I.B. De Grossis, Catana sacra sive de episcopis catanensibus, Catanae, 1654, pp. 286-287; V.M. Amico, Catana illustrata, sive sacra et civilis urbis Catanae Historia, a c. di V. Amico Statella, Catanae, 1743, II ed., vol. II, pp. 459-463; F.M.E. Villabianca, Della Sicilia nobile, Palermo, 1954, vol. III, p. 19 nota; A. Mongitore, Bibliotheca sicula, Panormi, 1714, vol.II, pp. 109-110, voce Octavius Brancifortius; Francesco Ferrara, Storia di Catania sino alla fine del secolo XVIII, Catania, 1829, pp. 156-158., dal matrimonio in seconde nozze di Ercole Branciforte Settimo - primo duca di San Giovanni, quinto conte di Cammarata e capostipite dei principi di Scordia, dei conti S. Antonio e dei Duca BranciforteFrancesco San Martino e De Spucches, La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalla loro origine ai nostri giorni, Palermo, 1924, vol. II, p. 146. - con Agata Lanza dei principi di Trabia.Agata Lanza Gioeni, la figlia del principe di Trabia, aveva sposato in prime nozze nel 1593 il conte di Raccuia, Giuseppe Branciforte, e nel 1898 in seconde nozze, Ercole Branciforti, duca di S. Giovanni. Cfr. Il giardino come labirinto della storia, convegno internazionale (Palermo, 14-17 aprile 1984), raccolta degli atti, Palermo, Centro di studi di storia e arte dei giardini, 1984?, p.86, 88.
Intraprese gli studi umanistici presso il collegio dei padri gesuiti di PalermoI dati principali della vita di Ottavio Branciforte sono riferiti da Giuseppe Cavicchi, «Le perturbazioni» di un vescovo siciliano del sec. XVIII (Ottavio Branciforte), in « Memorie e rendiconti dell'Accademia di scienze, lettere e belle arti degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale », s. 2, vol. 2, 1972, pp. 175-352. Longhitano, citato in altre note, lamenta che sulla composizione della famiglia di Branciforte fu creata una certa confusione dallo scrittore Majorana, che compilò un elenco interminabile di fratelli e di sorelle, desumendolo da alcuni manoscritti, senza avvertire la necessità di verificarlo con altre fonti. Vedi come esempio: G. Majorana, Francesco Branciforte, cit., pp. 123-124., giungendo alla laurea in teologia e diritto canonico, conseguita probabilmente a Messina intorno al 1623Cfr. Adolfo Longhitano, Le relazioni «ad limina» della Diocesi di Catania (1590-1890), Catania, Studio Teologico S. Paolo, vol. 2, p.134 nota 4: qui si cita il dato biografico da cui si ricava, dallo spoglio del processo informativo per la nomina di Branciforte a vescovo di Cefalù, tenuto nel gennaio del 1633, che durante la deposizione del teste Mariano Valguarnera si disse che: «... detto signor Ottavio è dottore in teologia e in iure canonico, [...] si addottorò in Messina che saranno da nove in diece anni in circa». Antonino De Geronimo, altro teste, affermò: «Io so che il detto signor Ottavio è dottore in teologia et legge e questo lo so per haver visto il suo privilegio che si addottorò in Messina»..
Fu incaricato, nel 1626, dal viceré di Sicilia Emanuele Filiberto di Savoia, capo della delegazione incaricata per traslare alla corte di Spagna alcune reliquie di S. Rosalia, il cui corpo era stato da poco scoperto a Palermo in una grotta del monte Pellegrino.R. Pirri, Sicilia sacra, cit., p. 560; A. Mongitore, Bibliotheca sicula, cit., p. 109; G. Cavicchi, «Le perturbazioni», cit., pp. 193-194; Giovanni Evangelista Di Blasi, Storia de' viceré, cit., vol. III, pp. 68-81.
Branciforte proseguì probabilmente alla corte di Filippo IV la sua formazione culturale, conquistandosi la fiducia e la protezione del primo ministro il Conte Duca Gaspar de Guzman de Olivares e del nunzio apostolico Giovanni Battista Pamphilj (il futuro papa Innocenzo X).Adolfo Longhitano, Le relazioni "Ad limina" della Diocesi di Catania (1595-1890), Catania, Istituto teologico S. Paolo/Firenze, Giunti, 2009, vol. 2, p.134. Qui diventa il primo fra i siciliani a ricevere il titolo di "sommelier di cortina" del re. Inoltre, dovette ricevere l'ordinazione sacerdotale dal Pamphilj, a Madrid, verso il 1628.Sempre dalla stessa deposizione del teste De Geronimo al processo informativo si apprende: «... detto signor Don Ottavio è sacerdote da cinque o sei anni in circa, che si ordinò in Spagna dal sig. cardinale Panfilio, in quel tempo nuntio; et questo lo so perché mi trovai presente quando fu ordinato». Vedi. A. Longhitano, Le relazioni "Ad limina", cit., pp.134-135 nota 8.
A soli trentatré anni, nel 1632, fu presentato dal re spagnolo per la sede vescovile di Cefalù.A. Longhitano, Le relazioni "Ad limina", cit., p.135.
Il rituale processo informativo fu presieduto dal nipote di Urbano VIII, il cardinale Francesco Barberini, e si svolse il 4 gennaio 1633.Longhitano (in Le relazioni "Ad limina", cit., p.135 nota 9) riporta l'incipit degli atti del processo informativo con la dichiarazione del card. Francesco Barberini: «Pateat evidenter et sit notum quod anno a nativitate Domini nostri Iesu Christi millesimo sexcentesimo trigesimo tertio, indictione prima, die vero quarta mensis ianuarii [...] em.mus et rev.mus dominus Franciscus, tituli Sancti Laurentii in Damaso S.R.E. presbiter cardinalis, Barberinus asserens sibi demandatum esse a sanctissimo domino nostro papa processus conficere supra statu Ecclesiae Cephaluden. vacantis per mortem reverendissimi fratris Stephani Munier (si tratta di Manuel Esteban Muniera, deceduto il 14 ottobre 1631, ndr), ordinis redemptionis captivorum illius ultimi episcopi, nec non etiam de vita et moribus reverendi domini Octavii Branciforti ad illam promovendum stante nominatione maiestatis catholicae in eius personam factam» (Proc Cons 32 A, fol. 445r-445v). La bolla di nomina di Branciforte risale al 10 gennaio 1633, segue la consacrazione episcopale che riceve dalle mani del cardinale Giovanni Battista Pamphilj.
Le «Constilutiones» del sinodo celebrato nella diocesi di Cefalù, promulgate nel 1635, espressero una netta condanna - oltre che del concubinaggio, meretricio, usura ed eresia - di innumerevoli manifestazioni di credulità popolare, patti col diavolo, incantesimi, malefizi.Vittorio Sciuti Russi, Ottavio Branciforte, voce, in Enciclopedia della Sicilia, Parma, Ricci, 2006, p.181.
Durante il periodo del suo governo pastorale nella diocesi di Cefalù, segno ulteriore della stima che godeva presso le autorità politiche, Branciforte presiede due sessioni del parlamento generale siciliano nel 1635 e nel 1636.R. Pirri, Sicilia sacra, cit., p. 560). Nell'intestazione degli atti vescovili egli amava fregiarsi del titolo: « Octavius Brancifortius a Cortina et Consiliis Philippi magni Regis catholici ».A. Longhitano, Le relazioni "Ad limina", cit., p.136 nota 12.)..
Nel 1636 è inoltre incaricato assistente al soglio pontificio.R. Pirri, Sicilia sacra, cit., p.560; I.B. De Grossis, Catana sacra, cit., p. 286; F.M.E. Villabianca, Della Sicilia nobile, cit., vol.III, p.19.
La diocesi di Cefalù costituiva per molti vescovi la sede di avvio per concorrere a incarichi di maggior prestigio. Infatti, Ottavio Branciforte, dopo aver dato buona prova delle sue capacità di governo, nel 1638 fu presentato dal re per la sede di Catania. La bolla di nomina segna la data del 21 marzo 1638.