La United States Football League (USFL) è stata una lega professionistica di football americano, che nel corso di tre stagioni, dal 1983 al 1985, cercò di contrastare il predominio della NFL, disputando la propria stagione in primavera ed estate quindi ingaggiando alcuni dei migliori talenti del football universitario. Per problemi economici, cessò l'attività prima dell'inizio della quarta stagione, dopo un celebre processo intentato alla NFL. Nel 2022 questa lega ha avuto una sorta di rifondazione nella United States Football League (2022) riprendendo gli stessi nomi delle squadre e fissando il calendario delle partite tra la primavera e l'estate onde evitare ulteriore causa legale contro la NFL come avvenuto in precedenza.

Diverse partite di questa lega furono trasmesse in Italia dai canali Mediaset.

Storia

L'11 maggio 1982, David Dixon, un mercante d'arte di New Orleans annunciò la creazione di una nuova lega di football americano che potesse contrastare il monopolio della NFL. Per evitare il confronto diretto con la potente NFL, tuttavia, Dixon pensò di far disputare la stagione della sua lega in primavera ed estate, quando la NFL non giocava, e cercò nuovi mercati in città che non avevano una squadra professionistica. Il 6 marzo 1983, dunque, iniziò la prima stagione della USFL, con 12 squadre, a Filadelfia, Boston, New Jersey, Washington, Detroit, Chicago, Tampa Bay, Birmingham, Oakland, Los Angeles, Denver e Phoenix. Grazie a buoni contratti chiusi con i due grandi network nazionali ABC e ESPN, le squadre della USFL riuscirono a convincere molti talenti a firmare generosi contratti. Su tutti, Herschel Walker, running back di eccezionale talento, miglior giocatore delle università quello stesso anno, che si accordò con i New Jersey Generals, e Anthony Carter, grande ricevitore, che firmò con i Michigan Panthers. Proprio Carter realizzò il touchdown che decise la prima finale, disputata a Denver il 17 giugno, che vide Michigan superare Philadelphia 24-22. L'ottima accoglienza del pubblico allo stadio (quasi 24.000 spettatori di media a partita) e davanti alla televisione portò a un'espansione da 12 a 18 squadre per la seconda stagione, nel 1984. Houston, Memphis, Pittsburgh, San Antonio, Oklahoma City e Jacksonville furono i 6 nuovi mercati raggiunti dalla USFL, mentre altri importanti giocatori firmarono con la lega estiva: Mike Rozier, giocatore dell'anno nelle università, Reggie White, fenomenale difensore, che sarebbe diventato "il ministro della difesa" nei suoi anni nella NFL, Jim Kelly, grandissimo quarterback, e soprattutto Steve Young, che rifiutò la NFL per firmare un contratto da oltre 40 milioni di dollari con i Los Angeles Express, dando una grandissima esposizione mediatica a tutta la lega, al pari dell'arrivo di Donald Trump quale proprietario dei New Jersey Generals. Sul campo, i Philadelphia Stars sconfissero gli Arizona Wranglers 23-3, aggiudicandosi il campionato. Prima dell'inizio della stagione 1985, la USFL prese la decisione che avrebbe segnato la propria fine, annunciando l'intenzione di giocare la stagione 1986 in autunno, in diretta concorrenza con la NFL, contro cui fu anche intentata una causa antitrust. L'annuncio portò a molti trasferimenti di squadre che avevano già una franchigia NFL nella propria città, per primi i campioni in carica, che traslocarono da Filadelfia a Baltimora. Pittsburgh e Chicago, vista la concorrenza degli Steelers e dei Bears, decisero di chiudere le attività, Michigan e Oakland si fusero insieme, e così anche Oklahoma e Arizona. Nonostante l'arrivo di un'altra stella delle università, Doug Flutie, la stagione 1985 fu la meno riuscita della storia. Sul campo, Baltimore superò Oakland 28-24. Molte squadre chiusero la stagione in rosso, e la lega rivolse le proprie speranze alla sentenza del processo contro la NFL. Nel luglio 1986, circa un mese prima dell'inizio della nuova stagione, la USFL vinse la causa, ma ricevette di risarcimento danni la somma di un dollaro (triplicato per la normativa antitrust). Con 160 milioni di dollari di debiti, la USFL dichiarò il proprio fallimento.

La causa USFL-NFL Al termine della propria seconda stagione, la USFL intentò causa alla NFL per violazione della normativa antitrust, lo "Sherman antitrust act", chiedendo un risarcimento danni di 567 milioni di dollari, che una volta triplicato, per effetto della normativa antitrust, sarebbe diventata l'astronomica cifra di quasi 1,8 miliardi. La tesi principale sostenuta dagli avvocati della USFL era che la NFL aveva fatto pressione presso i principali network affinché non fornissero copertura alla stagione autunnale della nuova lega, minacciando di adire le vie legali per far rispettare i ricchi contratti che la stessa aveva da anni. Venivano inoltre citate forti pressioni esercitate nei confronti dei club di Oakland e New Jersey affinché abbandonassero la lega, vista l'importanza dei rispettivi bacini d'utenza. Dopo 48 giorni di udienza, centinaia di testimonianze e migliaia di pagine di verbali, il 29 luglio 1986 il gran jury sentenziò che la USFL aveva ragione, dichiarando la maggiore lega professionistica nordamericana colpevole di monopolio illegale sul football professionistico, e di aver usato tattiche predatorie nei confronti della più giovane USFL. Ma i danni riconosciuti alla lega furono simbolici, un solo dollaro, poi triplicato a seguito di quanto previsto dalla normativa antitrust. Il gran jury condannò infatti la NFL per aver volontariamente acquisito e mantenuto una posizione di monopolio sul football, ma non trovò nessun motivo per accettare i reclami della USFL riguardo al presunto controllo delle televisioni esercitato da parte della lega più anziana, a cui era legata la richiesta di risarcimento milionaria. La sentenza condannò, inoltre, la cattiva gestione della USFL, che aveva cercato di espandersi in maniera aggressiva, sottraendo alla NFL alcuni dei migliori giovani, a costi esorbitanti e a scapito di una più corretta e tranquilla gestione dei bilanci. A seguito della sentenza, il 4 agosto 1986 la USFL decise di sospendere le operazioni per la stagione che stava per cominciare, lasciando liberi i giocatori di cercare un contratto nella NFL. Non ci sarebbe stata più alcuna partita, e la lega dichiarò il fallimento.

Stagioni 1983 Stagione regolare

Atlantic Division SquadraV P Pct.Philadelphia Stars 15 3.833Boston Breakers 11 7.611New Jersey Generals 6 12.333Washington Federals 4 14.222 Central Division SquadraV P Pct.Michigan Panthers 12 6.667Chicago Blitz 12 6.667Tampa Bay Bandits 11 7.611Birmingham Stallions 9 9.500 Pacific Division SquadraV P Pct.Oakland Invaders 9 9.500Los Angeles Express 8 10.444Denver Gold 7 11.389Arizona Wranglers 4 14.222

Playoff

Divisional Playoff Philadelphia-Chicago 44-38 (supplementari) Michigan-Oakland 37-21

Finale Michigan Panthers-Philadelphia Stars 24-22

1984

Stagione regolare

Atlantic Division SquadraV P Pct.Philadelphia Stars 16 2.889New Jersey Generals 14 4.778Pittsburgh Maulers 3 15.167Washington Federals 3 15.167 Southern Division SquadraV P Pct.Birmingham Stallions 14 4.778Tampa Bay Bandits 14 4.778New Orleans Breakers 8 10.444Memphis Showboats 7 11.389Jacksonville Bulls 6 12.333 Central Division SquadraV P Pct.Houston Gamblers 13 5.722Michigan Panthers 10 8.556San Antonio Gunslingers 7 11.389Oklahoma Outlaws 6 12.333Chicago Blitz 5 13.278 Pacific Division SquadraV P Pct.Los Angeles Express 10 8.556Arizona Wranglers 10 8.556Denver Gold 9 9.500Oakland Invaders 7 11.389

Playoff

Quarti di finale Philadelphia-New Jersey 28-7 Los Angeles-Michigan 27-21 (3 supplementari) Birmingham-Tampa Bay 36-17 Arizona-Houston 17-16 Semifinali Arizona-Los Angeles 35-23 Philadelphia-Birmingham 20-10

Finale

Philadelphia Stars-Arizona Wranglers 23-3

1985

Stagione regolare

Eastern Conference SquadraV P Pct.Birmingham Stallions 13 5.722New Jersey Generals 11 7.611Memphis Showboats 11 7.611Baltimore Stars 10 7*.583Tampa Bay Bandits 10 8.556Jacksonville Bulls 9 9.500Orlando Renegades 5 13.278 Western Conference SquadraV P Pct.Oakland Invaders 13 4*.750Denver Gold 11 7.611Houston Gamblers 10 8.556Arizona Outlaws 8 10.444Portland Breakers 6 12.333San Antonio Gunslingers 5 13.278Los Angeles Express 3 15.167 (*) pareggio

Playoff

Quarti di finale Birmingham-Houston 22-20 Memphis-Denver 48-7 Oakland-Tampa Bay 30-27 Baltimore-New Jersey 20-17 Semifinali Baltimore-Birmingham 28-14 Oakland-Memphis 28-19

Finale

Baltimore Stars-Oakland Invaders 28-24

Le squadre Al contrario della NFL, che non ha mai amato stranezze, la USFL si connotò anche per un aspetto goliardico, testimoniato dai nomi molto particolari delle squadre che disputarono i suoi campionati. Arizona Outlaws Gli Arizona Outlaws nacquero nel 1984 come Oklahoma Outlaws, anche se in realtà dovevano essere la squadra di San Diego. Per problemi nell'utilizzo dello stadio cittadino, si trasferirono a Oklahoma City, e al termine della stagione, per problemi finanziari, si fusero con gli Arizona Wranglers. Il miglior giocatore della loro storia è stato il quarterback Doug Williams, che nel avrebbe vinto il titolo di miglior giocatore del Superbowl NFL con i Washington Redskins.

Record

Stagione regolare: 14-22 (6-12 come Oklahoma Outlaws) Playoff: nessuna apparizione

Arizona Wranglers Dopo aver chiuso la stagione 1983 con un record di 4 vinte e 14 perse, gli Arizona Wranglers divennero una delle squadre più forti del 1984 quando il loro proprietario scambiò tutta la franchigia con quella dei Chicago Blitz. Gli Arizona Blitz-Wranglers vinsero 10 partite nella stagione regolare, e nei playoff vinsero 2 partite, fino ad arrivare alla finale, poi persa contro Philadelphia. Nel 1985 si fusero agli Oklahoma Outlaws e formarono gli Arizona Outlaws. Il loro miglior giocatore è stato il quarterback Greg Landry, già grande giocatore dei Detroit Lions, e poi ottimo allenatore nella NFL.

Record

Stagione regolare: 14-22 Playoff: 2-1 (finalisti 1984)

Birmingham Stallions Una delle franchigie a competere in tutti in tutte e 3 le stagioni di vita della USFL, gli Stallions, che portarono il football professionistico in Alabama, hanno avuto uno dei migliori record di sempre nella stagione regolare. Ma nei playoff, sia nel 1984 che nel 1985, furono fermati dagli Stars in semifinale. Erano guidati in campo da Cliff Stoudt, quarterback di riserva dei Pittsburgh Steelers all'epoca in cui la squadra di Terry Bradshaw vinse 4 Superbowl.

Record

Stagione regolare: 36-18 Playoff: 2-2

Boston Breakers I Breakers sono ricordati soprattutto per tutti i traslochi che effettuarono, piuttosto che per le vittorie: nati a Boston, si trasferirono al termine del primo anno a New Orleans, perché non gli fu concesso di giocare al Foxboro Stadium, il campo dei New England Patriots. In Louisiana, riuscirono ad ottenere di giocare al Superdome, ma il progetto di entrare in concorrenza con la NFL, in un mercato sportivo dominato dai New Orleans Saints, li convinse a un ultimo spostamento, a Portland. In tutto il loro peregrinare, non ottennero mai fortuna, non riuscendo mai a raggiungere i playoff.

Record Stagione regolare: 25-29 Playoff: nessuna apparizione

Chicago Blitz Una delle migliori squadre della prima stagione della USFL, in cui persero al primo turno dei playoff contro Philadelphia solo ai supplementari, i Blitz non beneficiarono certamente dal cambio in blocco con gli Arizona Wranglers deciso dai rispettivi proprietari, e nel 1984 i Chicago Wranglers-Blitz ottennero uno dei record peggiori della lega. Molti giocatori che poi passarono alla NFL, ma nessuno di loro si mise in particolare luce nella lega maggiore.

Record Stagione regolare: 17-19 Playoff: 0-1

Denver Gold